Medicina Naturale

medicina naturale e naturopatia: il vero benessere olistico

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LETTERA

 

Alla continua ricerca del mio modo di vivere, lontano dagli schemi

 

Dopo aver letto le risposte che dai alle persone, ho pensato di aver trovato finalmente un uomo con le palle.

E’ tutta la vita che lotto per affermare semplicemente che voglio vivere alla mia maniera, cioè in modo conforme alle mie vedute.

Non a caso ho cambiato religione (Buddhismo), ho una moglie straniera (albanese), amo le arti marziali e non troppo il calcio, e mi sono sposato a 25 anni coi soldi miei e di mia moglie, e non in chiesa.

A chi mi chiede perché mai mi sono sposato, do una risposta raggelante nella sua naturalità: perché l’amo!

Ed ora l’ennesima stranezza di Adolfo: l’alimentazione naturale!

 

Un crescendo verso la perfezione

 

Da Gennaio di quest’anno, sotto l’effetto di un sentimento di amore più forte nei confronti della vita, accoppiato a degli arricchimenti culturali, ho cominciato a non comprare né carne né pesce.

A Febbraio niente latte, uova e formaggi.

A Marzo niente farinacei.

Ad Aprile ho letto il libro di Arnold Ehret, imparandolo a memoria, tanto mi piace!

A Maggio verdure cotte e frutta secca e seccata.

Finalmente, a Giugno, il mio benvenuto al crudismo!

 

Sport, meditazione e respirazione

 

Sono alto 1,82 e lavoro da libero professionista.

Tre volte la settimana faccio sport (addominali, flessioni, corsa), meditazione e respirazione giornalmente.

Sono passato da 80 kg agli odierni 60.

 

Frutta di giorno e verdure di sera

 

Comincio a mangiare dalle 12 con succhi e centrifugati.

Da qualche settimana pranzo con frutta fresca, come un melone, un chilo di ciliegie e mezzo chilo di pesche. Nel pomeriggio, spuntini vari con frutta seccata e secca.

A sera, insalatone con lattughe, cavoli, finocchi, zucchine, ecc.

 

Alcune domande

 

Domande:

  • 1) I cereali crudi fioccati tipo avena, miglio e segale, non rientrano nello standard frutta e verdura, vero?
  • 2) I clisteri, nella visuale igienistica, sono contemplati o no?
  • 3) Sono troppo magro?
  • 4) La patata cruda si può mangiare? Non credo faccia parte di frutta e verdura cruda.

 

Sia la meditazione che l’alimentazione crudista sono un toccasana

 

Così come in questi anni non ho avuto paura di affermare con forza e convinzione che la meditazione è un toccasana, così continuerò a farlo con l’alimentazione!

Un abbraccio caloroso da un piccolo leone ad un leone più esperto!

Adolfo Contini

 

RISPOSTA

 

Un grazie per gli attributi e un complimento per l’evoluzione verso il veganismo

 

Ciao Adolfo, grazie per gli attributi, e complimenti per la rapida evoluzione verso il Meglio del Meglio, una località, ovvero uno stato dell’essere, che non è un nostro geloso club personale, privato o riservato, ma che rappresenta piuttosto un punto di approdo per tutti gli abitanti della Terra.

Un Meglio del Meglio che non è una arroccata fortezza, o una torre d’avorio di uno sparuto gruppo di vegani e fruttariani in crescita, ma un rifugio dalle porte aperte a tutti, anche a quelli che sbagliano, che ci criticano, che non credono, che si comportano da pecorelle nere, smarrite e disorientate.

A tutti gli uomini di buona volontà, a condizione che si accenda in loro la lucetta magica dell’illuminazione. Non avendo ghetti o barriere ideologiche, politiche e religiose, la nostra capacità di accoglienza si può estendere all’infinito.

 

Non esiste l’Accademia della Crusca a dettarci la coerenza e la giustezza dei termini.

Per me sono frutti tutti i cibi gradevoli e pacifici che la natura ci offre.

 

Rispondo subito alle tue domande.

Mi chiedi se i cereali crudi fioccati rientrino nello standard frutta e verdura.

Premesso che non esiste un’Accademia della Crusca, capace di stabilire degli stand su cosa è realmente un frutto e una verdura, e cosa è invece un seme e un tubero, occorre armarsi di logica e di flessibilità.

Si definisce frutto il prodotto che una pianta vegetale rilascia a scopo riproduttivo.

In questo senso, universalizziamo tutto e comprendiamo i frutti dell’albero (che hanno dei semini al loro interno, il più delle volte non consumati), i frutti secchi da guscio, i frutti delle piante annue orticole, i frutti dei cespugli, frutti dei baccelli, i turoni e i tuberi.

C’è anche gente che pretende di vivere di sole mele

 

Se vogliamo diventare più selettivi, possiamo parlare di frutta intendendo quella acida, semi-acida e dolce, e scartando tutto il resto.

Se segui le polemiche in corso sulle arance e gli agrumi, c’è gente che pretende di definire gli agrumi come cibo per elefanti, trovando precario rifugio nel melanismo e non so in quale altro frutto ancora.

Per dare una risposta filosofica corretta alla tua domanda occorre scomodare il concetto di fruttarianismo.

 

Non ho mai creduto alle etichette e nemmeno agli esperimenti estremi.

L’esperienza, la conoscenza e il buon senso sono indispensabili.

 

Ognuno la pensi pure come vuole ma, a mio modo di vedere, un fruttariano non è affatto uno che mangia solo frutta dolce. Non sono autorizzato a dare patenti, ma cerco solo di ragionare.

Quello non è un fruttariano ma un semplice autolesionista che non durerà molto in quelle condizioni e che finirà per danneggiare il movimento a causa del suo cattivo esempio e dell’aspetto emaciato e magrissimo della sua persona.

Un fruttariano è una persona normalissima che riconosce il ruolo fondamentale della frutta, di tutta la frutta in senso universale, e che se ne ciba al meglio, soddisfacendo i criteri del proprio gusto, della propria salute, della disponibilità locale e stagionale, del minor danno e della minor possibile sofferenza.

 

Un fruttariano è uno che sventola la bandiera della frutta per decenni, dando il buon esempio e senza mai andare in crisi

 

Un fruttariano non è uno che si butta sulla frutta al 100% e scarta tutto il resto, per due o tre stagioni, per poi cambiare bandiera e versare lacrime di coccodrillo sul versante carnivoro degli ex-fruttariani pentiti.

Un fruttariano è, modestamente, almeno lo spero, uno come me che da 60 anni a questa parte, ha sempre tenuto cassette di frutta varia, biologica e non, acida e non acida, in ogni angolo possibile della casa, dando lo sfratto a ogni cibo animale.

 

Hilton Hotema è un personaggio straordinario, ma va interpretato, non copiato acriticamente

 

Uno che ha una grossa stima per Hilton Hotema, ma che non vivendo alle Hawaii, deve razionalizzare e massimizzare il suo apporto di succo naturale zuccherino con quello che trova sul mercato italiano (quando è in Italia), o sui mercati asiatici (quando si trova in Oriente).

Apprezzare Hotema non significa necessariamente snobbare i cereali. Si prende dai cereali il buono che troviamo in alcuni di essi.

La lotta di Hotema alla cerealicoltura industriale americana era motivata e giusta, in quanto essa era legata (lo è tutt’oggi) all’allevamento e ai macelli.

Per farmi capire meglio, e non lasciare dei qui-pro-quo, ho introdotto il concetto del tendenzialmente fruttariano e tendenzialmente crudista, per fare in modo che ognuno si regoli in base alle proprie possibilità, senza cadere nell’utopismo, o nel velleitarismo fine a se stesso.

 

I fiocchi di avena rollati a crudo sono una preziosa risorsa per la salute umana

 

Il fioccamento riguarda essenzialmente l’avena, che è reperibile in fiocchi chiari rollati a freddo e in fiocchi più spessi e scuri che hanno subito l’onta del calore.

Scegliere sempre il primo tipo, visto che si tratta di un cereale crudo, e quindi un’autentica rarità.

Per il concetto universale, l’avena è un frutto tipo seme. Personalmente non mi pongo il problema di cosa essa sia, La trovo un cibo pacifico e non crudele, digeribile, utile, equilibrato, salubre, ricco di preziose vitamine del gruppo B.

Lo stesso discorso vale per il mais in pannocchie e per il pop-corn fatto scoppiare in casa. Trovo che si tratti di prodotti pacifici e ottimi, per cui sarebbe controproducente e sciocco privarsene.

 

Clisteri solo come emergenza e pronto soccorso, non come metodo di cura

 

La seconda domanda riguarda i clisteri.

Nella visuale igienistica non è previsto l’uso di strumenti e metodi invasivi, salvo però che non si tratti di una vera emergenza. Se una persona è in una situazione di blocco intestinale totale, da cui non si riesce davvero a venirne fuori, vale il discorso del pronto soccorso.

Come cura invece c’è il totale divieto, specie l’uso del clistere con sostanze aggressive tipo il caffè proposto dal dr Max Gerson, ottimo oncologo ma non certo grande igienista.

 

Con 60 kg e 1,82 di altezza, meriti sicuramente dei chili in più

 

La terza domanda riguarda la tua magrezza.

Certamente che sei troppo magro. Non voglio applicare con troppo rigore le tabelle che imporrebbero 82 kg di peso per il tuo 1,82 di altezza, ma una decina di chiletti in più non ti starebbero male.

Pensa un po’ al tuo peso quando avevi 16 anni ed eri in ottima forma, forse almeno quanto adesso, e quello dovrebbe essere il tuo peso di riferimento.

Detto tra noi, non credo che il tuo odierno schema alimentare rappresenti il massimo per una persona dinamica e attiva quale sei.

 

Leggi meglio i miei scritti, per trovare risposte ai tuoi dubbi

 

Ti invito ad andare sul mio sito www.valdovaccaro.blogspot.com e a cercare La dieta dello sportivo e dell’escursionista, del 17/6/09, e di sbirciare pure tra i miei schemi dietetici di questi ultimi mesi, dove si sfruttano al massimo i cicli metabolici e si cerca pure di massimizzare l’apporto di acqua biologica, sfruttando le ore del mattino, che tu invece non prendi in considerazione.

Forse ti farebbe bene anche la lettura del mio testo Alimentazione Naturale, che non è per niente in contraddizione con Arnold Ehret, e ti aiuterebbe a mantenere stabile nel tempo il tuo gagliardo spirito neo-fruttariano.

 

Gli alimenti sulla scala delle vibrazioni dell’ingegner Simoneton

 

Quanto alla patata, è un ottimo cibo, e i fondamentali esperimenti di Paul Simoneton ne hanno confermato le grosse qualità anche in condizioni leggermente cotte, dove si mantiene su quote alte, e appena un livello sotto la frutta, nella scala delle onde radianti.

La frutta e le verdura crude si dimostrano alimenti decisamente superiori con radiazioni vitalizzanti rosse e infrarosse sopra i 6500 Angstrom, le patate stanno nella parte alta della seconda fascia con le verdure cotte in modo conservativo, come alimenti d’appoggio sui 3500-6700 A. e onde di colore arancio e, a scendere, giallo e verde.

Gli alimenti inferiori ed indebolenti, sono quelli a onde inferiori a 3000 A., di colore blu, violetto e ultravioletto, includenti carni, pesce, salumi, uova, latte, cioccolato, marmellate.

Gli alimenti morti, a basse o nulle vibrazioni, dai 600 A in giù, e raggi X, riguardano la pasticceria, i dolciumi, le merendine, le conserve, i liquori, ecc.

 

La patata cruda ripulisce, quella cotta ingrassa

 

La patata cruda si può anche mangiare masticandola accuratamente e in quantità minime. Ma non è particolarmente buona in quel modo. Meglio grattugiarla assieme alle carote, con netta prevalenza di carote. Oppure si può centrifugare assieme ad altri tuberi e radici, includendo anche la patata dolce.

La patata cruda ha forti effetti ripulenti intestinali, altro che clisteri. Se le aggiungiamo poi del tarassaco completiamo il lavoro e liberiamo l’intestino da ogni incrostazione.

Un modo ottimo per sfruttare al meglio questa risorsa è di cuocerla al cartoccio con la buccia addosso, oppure tagliando le patate a fette non sottili e cottura veloce in una padella senza olio ma con un filo d’acqua o mezzo pomodoro a inumidire il fondo (più le foglie di rosmarino, cipollotti e peperoni).

Questo è ottimo cibo ingrassante per te, assieme all’avocado e alla crema di avena, al miglio, al grano saraceno, al farro, ai legumi, alle mandorle, ai pinoli, alle carrube, alla farina di castagne.

Patate dolci cotte al minimo e topinambur, dovrebbero sempre far parte del bagaglio di un fruttariano.

 

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

LETTERA

 

Chiarimento sul lipoma

 

Buona sera, premetto che è la prima volta che mi cimento ad inviare una mail, per cui ci metterò un’eternità e chiedo scusa per eventuali errori.

Le scrivo per avere da lei un chiarimento sul perché si formano i lipomi.

Vorrei anche sapere se, seguendo uno stile di vita crudista, si riesce pure ad eliminarli.

Io ne ho uno di circa sei centimetri sotto la scapola sinistra.

E’ lì fermo da diversi anni e non mi crea particolari fastidi.

Ma con magliette aderenti si vede e, a dire il vero, fa un po’ senso.

 

Nessuna voglia di bisturi

 

Non ho nessuna voglia di farmi mettere le mani addosso da un chirurgo, ed ecco il perché della mia domanda.

Io la seguo da circa tre mesi, e ringrazio il destino che in qualche modo mi ha condotta a lei perché la cercavo e mi sono fidata istintivamente, senza riserve.

 

Un passato di mala-alimentazione (il solito poco e di tutto dei medici) e di costipazioni intestinali

 

La mia vita passata è ricca di alimentazione sbagliata e di costipazioni intestinali.

Ora va decisamente meglio, ma non mi sento ancora a posto.

Ho voglia di farle tanti complimenti perché, oltre ad avere un bagaglio enorme di sapere, è molto simpatico ed ha un’ironia che mi piace tantissimo.

Ora la saluto, e non è andata poi così male.

Sappia che sto parlando di lei a destra e manca, e che qualcuno è già tirato dentro con entusiasmo.

Mi va di mandarle un forte abbraccio. Grazie di tutto.

Daniela Macorig

 

 

 

 

RISPOSTA

 

Sto perdendo colpi con le risposte. Sono costretto a mettere da parte alcune mail.

Spero che le tesine che riesco a produrre contengano comunque le dritte informative per tutti.

 

Ciao Daniela, qualcuno mi critica perché faccio questo lavoro gratuitamente, e aggiunge pure che le cose gratuite a questo mondo sono tempo sprecato, non venendo intese ed interpretate nel modo giusto.

Come dire che le cose di valore costano e quelle gratis sono tali perché prive di contenuto qualitativo.

Non so fino a che punto riuscirò a gestire nelle presenti condizioni la mia rubrica, visto che, per quanto mi dia da fare lavorando spesso anche di notte, i messaggi in arrivo superano di molto quelli che riesco a smaltire.

 

I messaggi che mi inviate sono tutti graditi

 

Però non mi pentirò mai di questa esperienza che mi permette di stare in contatto con tante persone che mi chiedono  una mano in termini di consigli ed informazioni, e me ne danno due in termini di supporto psicologico e morale.

La vita è fatta anche di questo, forse molto più di questo che del solito baratto monetario.

E tu Daniela, col tuo messaggio preciso e privo di fronzoli, nonché carico di gentilezza, sei una di queste persone.alle quali ho il piacere e l’onore di rispondere.

 

Le difficoltà di definire in modo oggettivo e condiviso una qualsiasi patologia

 

Dare una definizione sintetica a qualunque malattia non è così semplice, e non è nemmeno univoco.

La descrizione medica in particolare, differisce sistematicamente da quella igienistica, per una serie di motivazioni.

Le differenze non si limitano alla definizione ma vanno ben oltre, andando a coinvolgere descrizioni, dettagli, interpretazioni e terapie.

Questo non vale soltanto per il lipoma, ma anche per le restanti malattie del carnet generale medico, a partire dal più semplice raffrddore.

 

La conoscenza statica e le intuizioni cinematografiche relative al funzionamento organico

 

Il medico ha una conoscenza ineguagliabile del corpo umano nella sua fissità anatomica.

E’ probabile che, proprio in questa dedizione esagerata e puntigliosa alla geografia fisica e materiale dell’organismo umano, stia la spiegazione dell’inettitudine medica a capire e a interpretare correttamente, in modo integrale e cinematografico, la vera dinamica dei fatti che riguardano la salute e la malattia.

In realtà le cose non dovrebbero andare così.

Più si conosce la conformazione e la struttura materiale di un terreno o di un tessuto, di una ghiandola o di un organo, e più si dovrebbe poter capire come funzionano le cose e che senso logico esse abbiano, anche al di là dei contorni visivi e quantitativi.

Se non fosse così, dovremmo invocare paradossalmente una maggiore ignoranza medica, come contropartita di una migliore interpretazione delle malattie e di una più logica impostazione delle terapie adatte a risolverle.

 

Altri fattori di disturbo impediscono alla medicina di fare un salto di qualità

 

Il problema è che la medicina si inceppa e si incaglia nei bassi fondali, non tanto e non solo per l’eccesso di zelo fotografico.

Ma soprattutto per altri concomitanti fattori di disturbo che sono l’interesse economico, il costo crescente dell’apparato burocratico sanitario, il legame indissolubile con la venale e condizionante industria farmaceutica, i pregiudizi e i dogmi ereditati dal passato medievale e pasteuriano

Fatte queste considerazioni introduttive, veniamo al tuo lipoma.

 

La truffaldina manipolazione terminologica della parola cancro

 

Se tu hai letto il mio Zona Tumore, Zona Cancro, ti sei già resa conto di come in America siano state da anni eliminate del tutto le distinzioni tra i vari tipi di escrescenze, indurimenti, tumori e neo-formazioni interne al corpo umano, e sia stato persino cancellata la vecchia distinzione tra tumore benigno e tumore maligno.

Il discorso non ha riguardato solo l’America ma il mondo intero.

Il termine adottato universalmente è uno soltanto: cancer, ossia cancro.

Questa scelta non è casuale e non è da sottovalutarsi, in quanto ha mille implicazioni e mille conseguenze.

Dà infatti alla medicina un potere di pressione terroristica mai visto in precedenza, e permette di portare in sala operatoria molta più gente di quanta ne verrebbe facendo le debite, antiche e sagge distinzioni.

 

Il rischio di essere catapultati dall’oggi al domani in un reparto oncologico

 

Siamo arrivati al punto che qualunque persona sana, che venga inopinatamente sottomessa a un esame radiologico in una qualsiasi struttura sanitaria, corre il concreto rischio di finire dall’oggi al domani tra i ricoverati di un reparto oncologico, e una scheda sul letto indicante laconicamente ora e giorno di un  intervento chirurgico.

I continui appelli al controllo mammografico, ad esempio, fanno pensare alle campagne pubblicitarie più incisive e menzognere, visto che la vulnerabilità femminile alla malattia trova spesso espressione nella sua parte più erotica e attraente. L’importante è massimizzare l’uso dei costosi impianti che si devono ammortizzare velocemente. L’importante è poter contare sui grandi numeri e su una popolazione da dichiararsi malata ed operabile.

 

Il sistema persecutorio delle tre lettere

 

Dal momento che le aggregazioni cellulari di tipo tumorale vanno e vengono, si abbozzano e si sciolgono, in dipendenza di cosa facciamo e di come ci comportiamo, essere beccati nel momento in cui  un punto del corpo presenta anche un banale e innocente punto scuro, può rappresentare una automatica condanna al bisturi.

I legami della sanità coi poteri dello stato, permettono agli ospedali di inviare tre successivi inviti al ricovero, che non sono semplici richieste ma autentiche ingiunzioni legali.

Vi si scrive più o meno quanto segue:

Gli esami compiuti su di lei hanno rilevato la presenza di una situazione patologica da chiarire. La invitiamo a ripresentarsi  in questo ospedale entro 15 giorni a partire da oggi.

Una prima raccomadata con ricevuta di ritorno al diretto interessato, una seconda ai suoi famigliari qualora egli non si presenti entro i termini, e una terza allo sceriffo in caso di ulteriore latitanza.

Una vera e propria caccia al malato ribelle, che diventa per la legge un vero e proprio ricercato.

Statistiche, sopravvivenze e costi

 

Dalle statistiche si apprende poi che gli operati di cancro o presunto tale (quindi anche l’innocente lipoma), hanno una sopravvivenza media di 3 anni, visto che l’operazione non significa solo bisturi e ricuciture, ma interventi radiologici, chemioterapici, più farmaci di contorno, antibiotici, eparine, antidolorifici, integratori, e così via.

La trafila medico-farmaceutica, le paure e le sofferenze insite in questi interventi, fanno sì che qualcuno muoia già nelle fasi iniziali per complicazioni cardiache, e che molti altri sopravvivano penosamente, col marchio del cancro e i postumi trumatici del bisturi, per altri 5 o 6 anni. Se uno supera i 5 anni di sopravvivenza (e magari muore una settimana dopo), viene catalogato come guarito del tutto e come salvato dal cancro.

Dimenticavo un dettaglio importante.

Ed  è che ogni operazione, definita di cancro, porta nelle casse dell’ospedale 50 mila dollari, mentre una remissione con esito negativo, non va olre i 500 dollari.

 

Definizione di lipoma

 

Il lipoma è un tumore non maligno, secondo i manuali medici vecchio stampo e non ancora allineati con le catalogazioni cancro-catastrofistiche ufficiali.

Un tumore innocente e a consistenza lipidica che si forma preferibilmente sul tessuto fibroso muscolare e nervino del corpo umano.

La medicina nicchia e non si pronuncia sui perché un tumore sorge e perché deve essere operato.

Andare nei dettagli potrebbe rivelare troppe cose.

 

I tumori sono utili barriere difensive umane, create ad evitare guai peggiori

 

Per l’igienismo naturale, tutte le forme tumorali non sono altro che barriere difensive create con intelligenza dal sistema immunitario a difesa estrema della propria integrità.

Una specie di ricorso al salvataggio in corner, per dirla in termini calcistici.

Come detto e spiegato più volte non esistono malattie dotate di contorni personalistici e di vero identikit.

Non esistono entità malefiche che impiantano dentro di noi dei meccanismi distruttivi ed aberranti.

Esistono invece dei processi e dei meccanismi automatici in cui il nostro corpo, gravato da continui attacchi tossicologici, è costretto a scegliere il male minore.

 

Gli errori fondamentali

 

Il mangiare male, il muoversi poco, il disattendere la luce del sole, il non saper respirare in modo profondo e ritmato, lo spaventarsi e il subire traumi ed ansie, sono tutti fattori che portano il corpo ad ammalarsi.

Ciò avviene attraverso passi precisi e scanditi.

 

Sei fasi per arrivare alla formazione tumorale

 

La prima fase è l’indebolimento generale, e quindi un rallentamento metabolico, col sangue che alimenta di meno le cellule e le ripulisce con minore vigore.

La seconda fase è l’enervazione, cioè la maggiore fatica che fanno i nervi a operare in condizioni peggiorate.

La terza fase è l’intossicazione del sangue o toxemia, che porta il livello di tolleranza tossica del sangue ad andare oltre i livelli massimi di guardia.

La quarta fase è l’infiammazione dei tessuti, che porta a ipertrofia e gonfiori, e raggiunge l’apice nei punti più deboli e vulnerabili che ognuno di noi presenta in base alla sua conformazione fisica, o anche in base ai traumi fisici e psichici subiti negli anni precedenti.

La quinta fase è l’ulcerazione del tessuto circostante il processo infiammatorio. Continuando ad infiammare lo stesso tessuto, è ovvio che la resistenza di quelle cellule viene messa a dura prova, sfociando nella distruzione, nell’assottigliamento e nella perforazione del tessuto stesso.

La sesta fase è l’indurimento, l’opera riparatoria urgente delle cellule circostanti a creare uno strato suppletivo a copertura dell’ulcera, e un altro ancora più volte. Questo indurimento viene chiamato tumore.

 

La cachessia ha spesso il sapore di condanna irrimediabile

 

Finché il sange continua a circolare nelle cellule riparatorie del tumore, non succede nulla di particolarmente grave.

Ma se le offese tossicologiche continuano, o se si va a toccare quel tumore con interventi  inopportuni, sopravviene la cachessia e la putrefazione cellulare, e si crea una condizione di metastasi e di replicazione in altre parti del corpo, che è poi la condizione, spesso irreversibile, di cancro vero e proprio.

 

I tumori come ricettacoli di veleni interni

 

Man mano che una persona continua ad autodistruggersi coi suoi stili di vita inquinanti, la qualità del sangue peggiora e perde in purezza e fluidità, viscosizzandosi e lipo-intossicandosi.

Un modo ideale per produrre ancor più tossine in una specie di cicolo vizioso.

Ecco allora che i nostri punti di tumore diventano anche ricettacoli di emergenza dei nostri veleni ridondanti.

Punti di raccolta e convergenza di veleni che altrimenti finirebbero in circolo, con danni ancora peggiori.

 

L’igienismo definisce il tumore come male minore.

 

Ed è in questo senso che l’igienismo definice il tumore come male minore, come estrema barriera difensiva e perfettamente reversibile.

Non si tratta solo di esprimere delle opinioni filosofiche, ma di provare scientificamente le asserzioni che si fanno.

 

L’autolisi dei tumori è una pratica corrente nelle cliniche igienistiche del mondo

 

L’autolisi, l’autodistruzione, l’autodissolvimento dei tumori di ogni ordine e grado, viene attuata in continuazione nelle cliniche igienistiche-naturali più famose.

Il fatto si verifica pure nella pratica comune dei terapeuti che seguono la scuola di Trall, Tilden e Shelton, oltre che quella di Ehret e Bircher-Benner.

Se non hai ancora letto la tesina Perfetta autolisi nodulo al seno del 12/6/10, ti invito a farlo, poiché essa parla proprio di questo.

 

 

 

Un bel digiuno, e forse una replica successiva del medesimo, e il tuo lipoma scompare

 

Cosa facciamo dunque di questo lipoma che ti crea inquietudine ed imbarazzo, dandoti anche fastidio estetico sotto la scapola sinistra?

Armati di un posto per riposare indisturbata per 4 o 5 giorni, e fatti un rifornimento di acqua leggera di alta montagna (se non riesci a procurarti l’ideale acqua distillata).

Ti fai un bel digiuno terapeutico con niente cibo, niente farmaci e niente integratori (ovviamente), e acqua da bere a sorsi e a volontà, curando la respirazione, ricambiando la biancheria inumidita in continuazione.

Il lipoma si rimpicciolirà e si dissolverà progressivamente.

 

Interruzione del digiuno e ripresa graduale dell’alimentazione

 

Interromperai il digiuno non appena l’appetito, scomparso dopo 1 giorno, tornerà a bussare al tuo stomaco, e non appena la lingua tornerà bella e non bianco-patinata, le urine si rischiariranno e l’alito ridiventerà gradevole.

La ripresa dell’alimentazione sarà con frutta acquosa al 100% per 4 giorni, e con reintroduzione di verdure e tuberi e semi a partire dal 5° giorno, seguendo poi possibilmente i miei soliti schemi dietetici del veganismo e del crudismo tendenziale.

 

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Begamo

LETTERA

 

Il solito problema del TSH esuberante e del cortisolo fuori norma

 

Carissimo Valdo, il mio TSH risulta da tempo il doppio dei valori normali.

Sta infatti a 7,1 quando il valore massimo dovrebbe essere 4,2 (ft3 e ft4 sono nella norma T3R).

Ho il cortisolo alto, essendo esso a 22 mc/dL.

Il mio apparato riproduttivo ha sempre risposto in maniera esplicita a stress, dispiaceri, delusioni e traumi.

Infatti, dopo un grande dolore, associato anche alla scomparsa di mio Padre (Mamma è scomparsa ancor prima per tumore al mediastino in 40 giorni), ho avuto la scomparsa del ciclo a 46 anni dalla sera alla mattina, nel senso che da un mese all’altro si è interrotto definitivamente.

 

Uno stress allucinante e un’operazione di melanoma

 

Da allora sono in menopausa.

Ho 53 anni, in apparenza ben portati, anche perché posso contare su un temperamento allegro e tollerante, tipico delle persone capaci di superare brillantemente ogni situazione.

Melanoma di primo grado da me scoperto 5 anni e mezzo fa, ed operata all’Idi di Roma, dopo un periodo di stress allucinante durato anni.

Nessun problema tipo vampate o altro, solo gonfiore e tendenza ad appesantire spalle e punto vita non appena eccedo con l’alimentazione.

 

Il saggio consiglio medico-paterno di stare alla larga dai farmaci e dalle cure ormonali.

Mai preso quell’Eutirox che gli endocrinologi prescrivono come si trattasse di mentine.

 

Nessun problema di sonno, né di nervosismo.

Mai fatto cure ormonali, né preso Eutirox, come diversi endocrinologi mi avevano consigliato.

Troppo forte il ricordo di mio Padre, medico.

Mi diceva in continuazione come il corpo raramente abbia necessità di farmaci, e come l’unica panacea sia una sana alimentazione.

Niente carne, ma predisposizione ai dolci e ai gelati

 

Non mangio carne di nessun tipo, pochissimo pesce (raramente) ma ho una predisposizione ai dolci e ai gelati, forse per compensare il ricordo di situazioni poco serene del mio passato.

Familiarità ai tumori in famiglia: Nonna materna al seno, Zia materna al cervello (astrocitoma), Mamma al mediastino.

Mio padre, cancro alla vescica, riuscì a salvarsi operandosi in Svizzera, ma col tempo è terminato in dialisi, trovandovi la sua fine.                                                 

Altri problemi con cui convivo riguardano l’artrosi alle mani e alle ginocchia, e la discopatia L5-S1.

Caro Valdo, aiutami e consigliami cosa fare.

Un affettuoso abbraccio.

Rossella

 

RISPOSTA

 

Meglio cinque patologie che una sola.

Si corrono meno rischi di assurde multi-cure farmacologiche.

 

Ciao Rossella, in un certo senso, e non sto facendo tremende ilarità sulle tue piccole patologie, avere non un problema ma una manciata di problemi, come nel tuo caso, può essere un vantaggio, rispetto a chi ha una sola specifica malattia che lo tormenta.

Quale vantaggio? Ti chiederai.

Il vantaggio che è virtualmente impossibile mettersi a curare 5 patologie contemporaneamente.

Ti  figuri quante pasticche e quanti antibiotici, quante compresse e quante iniezioni?

Sarebbe difficile tenerne il conto.

Bisognerebbe girare con un’agenda in tasta, e magari anche con una suoneria.  

 

Con cinque problemi da curare contemporaneamente uno è costretto a diventare igienista

 

Diciamo pure che avere tante piccole disgrazie ti salva da ogni strategia medica e ti catapulta nel campo dell’igienismo, ed in particolare in quello della non-cura.

Poco importa se non fosse esattamente la tua scelta, ma sei in ogni caso costretta a questo.

Non ci sono altre strade, a meno che tu non volessi intraprendere la strada ancora più ingarbugliata dell’omeopatia, dove le microdosi di farmaci vari sarebbero ancora più complesse e difficili da gestire.

 

L’unica panacea è una sana alimentazione

 

Hai dalla tua parte un grande ricordo di tuo padre medico, che non ha mancato di darti un grosso insegnamento di base.

L’unica panacea è una sana alimentazione, è frase che rivela già di per sé come tuo padre fosse un medico di qualità, uno di quelli che ne trovi uno su dieci o forse meno ancora.

Ed io parto proprio dalla frase di tuo padre, per confermare che aveva ragione.

Non aspettarti dunque grandi consigli speciali al di fuori di quelli che do sempre alle mie altre lettrici.

Anche perché, indipendentemente dalle forme e dai nomi che dai alle tue patologie, esse partono tutte più o meno dallo stesso punto.

 

 

 

Il TSH e il conseguente ipotiroidismo

 

Mi parli del TSH alto, che sta semplicemente a significare ipotiroidismo.

Un ormone dell’ipofisi (il TSH) che arriva copioso alla tiroide, nel tentativo di far marciare la tua tiroide stanca ed inattiva.

Ti invito a consultare le mie tesine La tiroide ballerina, del 2/10/09, La tiroide e tutto il resto, dell’11/2/10, Ipotiroidismo e fertilità precaria, del 5/2/10, Sopravvivere all’artrite reumatoide e al tumore, del 28/9/09.

Hai fatto benissimo a seguire le idee di tuo padre medico, di non prendere Eutirox, andando contro il parere dei vari endocrinologi.

 

Gli scriteriati ritocchi degli endocrinologi ai sintomi del male, senza toccare il vero male precursore

 

Non si gioca ad alzare e ad abbassare i valori ghiandolari alterati, che sono soltanto sintomi di qualcosa che sta prima, e che si chiama fenomeno precursore.

Si vanno semmai a studiare le possibili cause a monte, ed è solo in quella direzione che si potranno prendere delle misure riparative.

Il fatto che tu sopravviva da tempo con quel valore fuori posto (ma con gli altri tutto sommato normali)  dimostra già che la saggezza medico-paterna ripaga.

Se tu avessi seguito le pressioni degli endocrinologi, ti ritroveresti probabilmente con gli stessi valori alterati e con una dipendenza farmacologica in più.

 

Il cortisolo alto e la sindrome di Cushing

 

Mi parli poi del cortisolo alto, a 5-20 mcg/dL, che sta a significare probabilmente secrezioni eccessive di corticotropina e stato iperandrogenico, tipico della sindrome di Cushing che, come sicuramente saprai, comporta a volte adenomi ipofisari, con sintomi tipo obesità centrale, pelle sottile e atrofizzata, irsutismo, amenorrea (scomparsa non igienistica ma patologica delle mestruazioni), disturbi psichici, debolezza muscolare, osteoporosi, calcoli renali, ovaie policistiche.

 

L’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e la variabilità del cortisolo

 

Ma anche qui occorre coinvolgere situazioni complesse e variabili, tipo reattività e flessibilità surrenale, ovvero capacità dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene di rispondere agli stress.

Senza contare poi che le misurazioni singole del glucocosteroide cortisolo e del mineralcorticoide aldosterone (i due principali ormoni che vengono a loro volta regolati dalla corticotropina prodotta nell’ipofisi) non sono affidabili in quanto variano stagionalmente, casualmente (in dipendenza degli stati di stress, dell’alimentazione, del ritmo sonno-sveglia, del carattere personale, ecc) e circadianalmente (un cortisolo 3-20 mcg/dl alle 8 del mattino, diventa spesso 1-10 alle 16 e diventa 2-15 alle 24).

 

Gli interventi insidiosi e sperimentali della medicina ghiandolare

 

Il coinvolgimento basilare dell’ipotalamo e dell’ipofisi nella fase secretiva-regolatoria dei corticosteroidi, e l’elaborazione finale del fegato che li metabolizza rendendoli attivi ed idrosolubili, ti fa capire meglio la delicatezza e la complessità estrema delle interrelazioni ghiandolari-ormonali.

Ti fa intuire quanto rischioso e sperimentale sia intervenire sui sintomi e non sulle motivazioni a monte.

 

Cortisolo e aldosterone non stanno lì a fare le belle statuine

 

Tieni presente che il glucocorticoide cortisolo non è lì a fare atto di presenza, ma regola il metabolismo dei carboidrati, mentre il mineralcorticoide aldosterone regola a sua volta il metabolismo dei sali (specie dello ione sodio e dello ione potassio). Meccanismi di fondamentale importanza per la nostra efficienza fisica.

Gli altri problemi che citi, tipo l’artrosi e la discopatia, sono legati anche a stili di vita non esattamente igienistici.

 

La meravigliosa e istantanea mobilità del corpo umano

 

Il tuo carattere allegro e gioviale, la tua saggezza di stare lontano dalle terapie ormonali, e la dieta non perfetta ma nemmeno esageratamente sballata, ti hanno preservata finora da guai maggiori.

Lo zampino positivo della saggezza medico-paterna è certamente riscontrabile nella tua situazione globale. Ma di sicuro non basta.

Hai già sofferto gli insulti della chirurgia.

Anche tuo padre ha dovuto purtroppo sottomettersi al bisturi e alla dialisi.

Ghiandole, cervello, fegato, gonadi, reni e vescica, con in mezzo il sangue, gli enzimi 17-alfa idrossilasi e 17-20 liasi, e altri umori ancora, fanno capire meglio le sinergie e i sincronismi del corpo umano, in tutta la loro meravigliosa e istantanea mobilità, in tutta la loro sconvolgente interdipendenza.

 

Noi parliamo di salute e di equilibrio, di armonie sinergiche e sincronizzate

 

I problemi ghiandolari, dove la donna è coinvolta ancor più dell’uomo, per la sua maggiore sensibilità e per la sua struttura perfetta di riproduttrice della specie, fanno capire, più ancora di tutti gli altri probnlemi fisici, la follia, la presunzione, l’indelicatezza e la rischjiosità dell’interventismo medico-allopatico e medico-sintomatologico.

Noi igienisti naturali parliamo spesso di cura-della-non-cura, un concetto estraneo ed avversato, ostico e sconosciuto alla medicina del farmaco e del bisturi.

Parliamo spesso di spia rossa su cui non bisogna intervenire né col martello, né con la biochimica.

E dicendo questo ci riferiamo esattamente alla salute, intesa come equilibrio intelligente di tutte le sostanze, di tutte le operazioni e di tutte armonie sinergiche che si realizzano in un corpo funzionante.

 

I goffi e disastranti giochini degli ignari elefanti nel negozio degli specchi

 

Se il discorso vale per il raffreddore e l’influenza, che derivano da acidificazione, surriscaldamento e formazione di muco, e che si riequilibrano con un semplice digiuno, e con una espulsione accelerata di tossine, ancor più vale in queste circostanze ormonali-ghiandolari, dove i giochini degli endocrinologi e dei loro supporters di Big Pharma, appaiono ancor più goffi e disastranti, paragonabili a quelli di un branco di elefanti entrati nel negozio degli specchi.

 

La soluzione degli enigmi femminili

 

Dove sta la soluzione degli enigmi femminili?

Sta nel comportarsi da donne sagge e intelligenti.

Sta nel riconoscere le proprie peculiari caratteristiche.

Sta nel fare tanti bei bambini e nell’adoperare il sesso il più intensamente, appassionatamente e costruttivamente possibile.

La maternità intelligente rende la donna più completa, più attraete e più sana

 

E’ risaputo come la maternità, condotta in modo intelligente e non deviata dal pediatrismo del latte a bidoni, delle proteine a raffica e del terrorismo bidodicista, faccia bene alla donna sotto ogni punto di vista, rendendola più dolce, più femminile, più completa e più sana.

E’ noto come una creatura sessualmente felice sia normalmente al top della forma psico-fisica, e questo vale per entrambi i sessi.

Il creatore non ha costruito un essere assessuato. Gli organi sessuali rappresentano un fattore caratteristico e predominante degli esseri viventi, e dei mammiferi in particolare.

Una società sterilizzata e sessuofobica è condannata al deperimento e alla malattia.

 

Felicità sessuale significa arte del farlo e del non farlo

 

Un invito al libertinismo sessuale? Un invito allo scambio delle coppie? Un invito alla disgregazione familiare? Un invito a ulteriori fenomeni di odiosa pedofilia? Un invito al baldracchismo e alla mercificazione?

Assolutamente no. Direi l’opposto.

Felicità sessuale significa arte e soddisfazione del farlo e arte e soddisfazione del non farlo, mediante il processo freudiano della sublimazione, della canalizzazione dell’energia sessuale in pensieri, azioni, attività alternative e suppletive, in opere di bene, in opere di assistenza ai malati, in opere di difesa degli animali più tiranneggiati, in performance sportive o artistiche.

 

Chi vuol esser lieto sia

 

Direi, con Lorenzo il Magnifico chi vuol esser lieto sia, in un modo o nell’altro, senza pregiudizi e senza schemi precostituiti.

Non perché del domani non v’è certezza, che sarebbe un concetto catastrofistico, ma perché la Natura vuole questo da noi.

Trionfino finalmente la logica e l’intelligenza, a scapito di ogni tipo di intolleranza religiosa o culturale.

Si giudichino una buona volta i pensieri e le azioni umane non sulla base di ideologie tarocche ed ingessate, basate sull’odio per chi percorre strade diverse dalle nostre.

Si giudicano col metro dei risultati che producono.

La domanda giusta, il criterio valutativo giusto, non siano più E’ giusto o sbagliato?E’ santo o peccaminoso? Ma siano invece Fa bene o non fa bene? Porta bene o porta male?

Le buone azioni sono quelle che producono buoni risultati per noi e per gli altri, questo deve essere il metro di valutazione.

 

La materia erotica dovrebbe essere insegnata dalle donne

 

Ed è paradossale che la materia erotica sia trattata quasi sempre dai maschi, generalmente rozzi, feticisti e dozzinali per natura, portati più alla curva pornografica e al seno straripante, che al bel sorriso o all’emozione magnetica e spirituale, quando invece dovrebbero essere le donne a fungere da vere santone e da vere educatrici in questo settore.

Una società sana e virtuosa dà spazio sia al santo che al cosiddetto sporcaccione, dè spazio alla casta monaca, ma anche alla donna erotica e appassionata.

Una società equilibrata tronca invece sul nascere ogni forma di violenza, di sopraffazione, di circuizione, di opportunismo egoistico, di mancanza di rispetto per l’innocenza o comunque per le scelte

 

Il sistema endocrino non significa solo tiroide, ipofisi e adrenali, ma anche ghiandola pineale, timo e zone erotiche o vietate dell’organismo

 

Sono forse andato fuori tema? Nemmeno per sogno.

Sesso e salute mentale sono interrelati. Sesso e salute fisica sono interrelati.

Le gonadi, cioè gli organi sessuali, sono parte integrante del sistema endocrino-ormonale.

Non ti conosco di persona, cara Rossella, ma mi dai l’impressione di essere una donna dotata di spirito di humour e di intelligenza, per cui al massimo non mi prenderai sul serio e ti farai pure una bella risata.

Non ho dettagli sulla tua vita privata e familiare. Pertanto il massimo rispetto è d’obbligo.

 

L’equilibrio ghiandolare significa anche equilibrio sessuale

 

Ma ti parlo apertamente come lo farei con qualsiasi donna, sfruttando in questo caso il carattere giocoso e tollerante che sicuramente dimostri. Anche perché questo messaggio va alla fine indirizzato al pubblico femminile in generale. Tu, come le tante amiche che mi scrivono ripetutamente su questi problemi, parli di tireotropina, e di cotisolo, e mai di estrogeno e testosterone, come se l’aspetto sessuale nulla avesse a che fare con la salute e il benessere.

 

Trattasi forse di istigazione al peccato carnale e alla fornicazione?

 

Ti sto forse istigando al cosiddetto peccato, col marito o con qualche amante?

Ti sto proponendo di ridiventare madre e rimettere in circolo tutti gli estrogeni, i cicli, gli umori, e gli ormoni che fanno di ogni madre una perfetta macchina riproduttrice?

No. Sto soltanto invitando te, e tutte le lettrici, a puntare sull’equilibrio psicofisico, che include anche quello sessuale.

 

L’atto sessuale condiviso non è lussuria e vergogna, ma strumento di nobiltà e di spiritualità, oltre che  di salute psico-fisica

 

Sto invitando la gente a capire che il sesso non è una parte sporca e degenerata, ma è al contrario la parte più nobile, più intima e più caratterizzante del nostro oeganismo.

E ne deriva che l’atto sessuale liberamente prescelto e condiviso (non sempre e non necessariamente autorizzato da timbri parrocchiali o municipali), è un atto di nobiltà e di alta spiritualità, perché la passione, depurata da violenza, vizio, dovere, abitudine ed interessi economico-sociali, è qualcosa che travalica la materialità e il banale.

 

Una richiesta pubblica del Ministro della Salute brasiliano

 

Lo scorso 28 aprile mi trovavo a Delhi, capitale di un paese molto aperto e sereno in fatto di cultura e di tecnica erotico-sessuale.

Ho con me un ritaglio del quotidiano The Times of India, dove appare una notzia che di sicuro nessun giornale italiano ha pubblicato, visto che da noi dominano la provocazione e la pornografia fini a se stesse, più che la franchezza e la scienza sessuologica.

L’articolo in questione ha per titolo Health tip from Brazil minister: More sex (Dritta salutistica da parte del Ministro brasiliano della salute).

Il Fazio del Brasile, dr Jose Gomez Temporao, ha chiesto ai suoi cittadini di affrontare con molta più serietà il problema sessuale, visto troppo spesso come forma opzionale, sfogatoria, superficiale e

tempoliberistica.

Cinque volte alla settimana, non al mese o all’anno

 

Ha infatti raccomandato ai brasiliani in forma di avere dei rapporti sessuali almenoi 5 volte a settimana.

Come mai? Una sovvenzione segreta della Pfizer per piazzare più Viagra?

Niente affatto. La pnsa esattamente come il simpatico veneziano Tinto Brass.

Solo con quel ritmo si possono prevenire gravi problemi di salute come l’ipertensione arteriosa, il diabete, le disfunzioni ghiandolari, la prostata ipertrofica, l’impotenza, la nevrosi, l’infelicità,il sovrappeso e i danni cardiovascolari.

Solo così gli ospedali del paese finiranno di essere sovraffollati da anime in pena.

Danzate il più possibile, fate esercizio fisico, fate l’amore liberamente e con passione, e tenete sotto controllo la vostra pressione, ha concluso il dr Gomez, al termine della sua campagna di prevenzione sulle malattie del cuore, che stanno massacrando  a ritmo crescente la popolazione del Brasile.

 

E’ ora di smetterla con le storielle sull’ereditarietà

 

Torniamo a te Rossella, che sei una persona salvabile, perché hai saputo ribellarti alla imposizione schiavistica dei farmaci, e perché credi giustamente nell’esistenza di una strada alternativa e percorribile (altrimenti non saresti disposta a sobbarcarti un viaggio in treno Napoli-Udine e ritorno per incontrare non un luminare conclamato stile il dr Umberto Veronesi, ma la mia modestissima e non-referenziata persona).

Ti voglio dunque dire che gli adenomi e i cancri non sono per niente patologie insidiatesi nei geni sfigati di famiglie a rischio, come la tua.

Gli adenomi e i tumori sono soltanto misure intelligenti e mali-minori instaurati nel nostro fisico in risposta e in riparazione a clamorosi errori comportamentali, che non sono mancati nel tuo ambito familiare, nonostante l’ottimo livello culturale e sanitario ivi esistente.

 

Il tumore ce l’abbiamo potenzialmente tutti, al pari degli sbalzi ghiandolari e dei banali raffreddori. Sta a noi bloccarne l’attivazione o spalancargli le porte.

 

Chiunque, dotato di apparato cellulare vivente, può trovarsi ad affrontare una coalizione di cellule che si associano intelligentemente per riparare una ferita interna derivante da enervazione-intossicazione-infiammazione-ulcerazione e indurimento di una parte ripetutamente offesa del corpo.

Gli adenomi e i tumori sono soltanto misure protettive e mali-minori instaurati nel nostro fisico in risposta e in riparazione d’emergenza a clamorosi errori comportamentali.

Errori che non sono mancati nel tuo ambiente familiare, nonostante l’ottimo livello culturale e sanitario ivi esistente.

 

Cosa ci può mai essere di più terrificante di un tumore?

 

Come sarebbe a dire mali-minori? Cosa ci può essere di più terribile di un tumore? Dirà il medico e dirà la gente di malafede, medicalizzata più ancora del medico.

Il tumore è una misura estrema di prevenzione, non è ancora cachessia (blocco capillar-circolatorio), non è ancora cancro e non è ancora metastasi.

Il tumore non è una questione definitiva, ma una condizione reversibile.

Il tumore si autolide, si autodisfa, si autodistrugge. Chi può fare tutto questo? Quale chirurgo mai può andar dentro a dissolvere la cosiddetta porcheria cancerogena, che in realtà sono soltanto nostre cellule costrette a trasformarsi in toppa riparatoria a precedenti offese infiammatorie e a consequenziali micro-ulcerazioni?

Un chirurgo chiamato sangue e un assistente chiamato acqua distillata

 

L’unico chirurgo al mondo che può fare tutto questo è il nostro sangue.

Ma non il sangue vischioso e lipotossico che ci ritroviamo addosso con le porcherie che mangiamo, coi traumi che subiamo e le immondizie culturali che sorbiamo.

L’unico che può fare il miracolo è il sangue fluido e perfetto che si ricrea mediante un drastico cambiamento di rotta, alimentare, culturale e comportamentale, e che prende ordini precisi e perentori da un sistema immunitario non gravato e calpestato da operazioni, da vaccinazioni, da assurde cure invasive ed innaturali.

Il vero oncologo è lui, assistito da tutta l’acqua distillata che serve per spinger fuori non soltanto il grasso, come fanno le diete demenziali in circolazione, ma il grasso con tutti i veleni caffeinici-nicotinici-urici-cadaverinici che lo accompagnano costantemente.

 

Riccardo Giuliana ha reso felice una ventenne asiatica, risparmiandole un’atroce deturpazione al seno

 

Spero che tu non ti perda la mia tesina di ieri Perfetta autolisi nodulo al seno, dove l’amico terapista-naturale Riccardo Giuliana ha aiutato una ragazza orientale ad autodissolvere il proprio nodulo al seno con l’acqua distillata.

Niente di eccezionale in verità. Ha soltanto applicato con saggezza, spirito missionario e lungimiranza, le leggi della natura.

Ha compiuto quello che Arnold Ehret, Max Bircher-Benner ed Herbert Shelton hanno regolarmente fatto a ripetizione nella loro encomiabile carriera salutistica.

Quel discorso vale anche per gli adenomi e le microcisti che si inseriscono negli anfratti più strani e delicati dell’organismo.

 

Ci troveremo al momento giusto

 

Non venire da Napoli a Udine, ma leggiti per filo e per segno questo articolo, e fallo pure girare.

Verrò io da te, al momento giusto. Non ti do garanzie di guarigione, di sopravvivenza e di immortalità.

Vorrei farlo ma non ne ho i poteri.

Non esistono guaritori al mondo, all’infuori degli aggiustatori di ossa rotte, ma solo falsi guaritori ed emeriti millantatori, presi d’assalto da gente che vive di illusioni.

Non esistono guarigioni, ma solo autoguarigioni.

Ti voglio solo offrire argomenti per riflettere, per pensare al tutto con più logica e serenità.

 

Ottima l’eliminazione della carne, ma pure i dolci se ne devono andare, per far posto all’unico nostro vero carburante che è il carboidrato acquoso zuccherato-vitaminizzato-mineralizzato-ormonizzato della frutta e degli ortaggi crudi.

 

Hai smesso con la carne facendo non bene ma benissimo. Ma non basta. Il pesce è carne.

I dolci e i gelati che stai prendendo non sono altro che integratori zuccherini alle valanghe di frutta che avresti dovuto consumare dal primo giorno del tuo svezzamento a oggi.

I dolciumi e i cioccolatini in più stanno a vicariare patologicamente la marea di arance e di agrumi che la tua famiglia avrebbe dovuto regolarmente prendere, per dissolvere i grumi di grasso calcificato abbarbicati lungo l’apparato cardiovascolare dei suoi singoli membri,contraddistinti da sangue viscoso e arterie colesterolizzate, in linea ed in eccesso rispetto alla media.

 

La vita comincia a cinquant’anni, per chi sa gestire se stesso al meglio

 

Tutto è compromesso? Sei forse insalvabile?

Asolutamente no.

La vita comincia davvero a cinquant’anni, per chi ha la grinta e le qualità caratteriali, spirituali e morali per dirigere le operazioni, senza lasciarsi traviare da una società costruita e fatta apposta per democratizzare la putredine reale, vecchio nome del cancro che colpiva un tempo solo le corti e le famiglie nobili, uniche ad annoverare, nel proprio menù giornaliero o settimanale di allora, le carni dei propri sfortunati cavalli e le carni della altrettanto vilipesa cacciagione.

 

Disegnati un programma cominciando con poco e migliorando giorgio per giorno

 

Disegnati un serio programma di respirazione yoga.

Disegnati un menù di esercizi aerobici progressivi, compatibili con le tue limitazioni.

Pianifica una sistematica esposizione solare.

Non negare qualche terapia coadiuvante nei riguardi del tuo disco e degli arti artrosizzati.

Qualche cataplasma di fango e di foglie di cavolo, alternate a sole intenso, ti daranno un sorriso in più.

Inserisci il mio programma nutrizionale standard, che trovi in tutte le mie tesine (inclusa La formula esatta per sconfiggere il diabete, dell’11/6/10).

 

Continua a prenderla con spirito allegro e con tolleranza

 

Accetta pure di fare 2-3 giorni di digiuno ad acqua distillata o comunque superleggera.

Elimina tutte le cose inutili e nocive, non solo i farmaci e i vaccini.

Continua a divertirti nei modi che ti sono consoni ed anche in quelli che puoi ricavare da un allargamento dei tuoi già ampli orizzonti culturali.

Continua a prenderla con spirito allegro e con tolleranza.

Voglio proprio vedere se alla fine non  ti trasformerai in una simpatica ed esuberante macchina da guerra!

 

Un abbraccio che non è un prenderti per braccio

 

Ricambio l’affettuoso abbraccio e lo estendo virtualmente a tutte le mie simpatiche lettrici.

Anche perché, per mia moglie e solo per lei, che non sfoglia il dizionario italo-cinese con sufficiente zelo, la parola abbraccio significa un semplice prendere per braccio, senza nessun altro tipo di contatto e di emozione.

 

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo 

 

 

Vanno bene le attenzioni e le ritrosie, purchè non si dimentichi il nocciolo della questione

 

Più che giusto andare a caccia di tutti i pericoli e di tutti i fattori che disturbano la salute umana.

Di salute ce n’è in giro sempre meno, e fa bene l’umanità a diventare sospettosa, selettiva, pignola, nei riguardi delle sostanze definite inquinanti e a rischio.

Purché non si continui a vivere nel panico e nella paura.

Purché non si tenda con eccessiva facilità a demonizzare questo e quel dettaglio, senza mai mettere mai in discussione il nocciolo della questione, che rimane sempre quello dei cibi animali (vedi in particolare i pericolosi nitriti dei salumi e delle carni conservate, dove l’acido nitrico è l’unica sostanza chimica in grado di attaccare e sciogliere il nickel, con tutti i rischi annessi e connessi), dei cibi cotti (vedi pentole inox e recipienti vari), dei cibi conservati, dei cibi in scatola e dei cibi concentrati innaturalmente, delle bevande innaturali e nervine (the, caffè, Redbull, cole, bevande conservate, ecc), del fumo di sigaretta.

 

Un appello alla coerenza, a non spaventarsi per il lupo, quando teniamo in cucina il giaguaro, e il cobra sotto il cuscino

 

Un appello dunque ad essere coerenti e a non fare i bambini-scemi, a non gridare Al lupo-Al lupo,

Al nickel-Al nickel, quando teniamo in cucina o nella camera in cui dormiamo il leone, il coccodrillo, il cobra e il serpente a sonagli.

 

Le caratteristiche dell’elemento nickel

 

Il nickel, o elemento chimico siglato Ni, ha numero atomico 28 e peso atomico 58,71. Peso specifico 8,36-9,26, durezza 3.8, punto di fusione a 1454 °C.

Trattasi di un metallo duro, duttile e malleabile, di colore bianco tendente al giallo.

E’ inalterabile all’aria, poco attaccabile dagli acidi (mentre, come già accennato, l’acido nitrico riesce addirittura a scioglierlo).

E’ il metallo più magnetico, più attivo ed impregnabile elettricamente, dopo il ferro e il cobalto.

Si ottiene industrialmente dalla pirrotite (solfuro complesso di ferro e di nickel), dalla niccolite o nichelina (solfuro di nickel) e dalla garnierite (silicato doppio di magnesio e nickel).

 

 

Un metallo diffusissimo in natura

 

Il produttore più importante è il Canada, che detiene il 90% delle miniere, seguito da Nuova Caledonia, Russia e Cuba.

E’ un metallo ubiquitario, contenuto non solo in diversi oggetti con cui entriamo spesso in contatto, ma anche in diversi cibi di cui ci alimentiamo.

In concreto lo troviamo sempre negli accessori metallici dell’abbigliamento, nelle montature degli occhiali, nella bigiotteria, nelle monete, nelle chiavi, nelle posate, nei cosmetici.

 

Il nickel e i rapporti sessuali.

Le professioni più esposte al nickel.

 

Le persone più a rischio sono i metalmeccanici, i cromatori, i carrozzieri, i parrucchieri, i dentisti,

i cassieri, i sarti, i calzaturieri.

Il fatto che negli anni ’30 la zona più colpita da dermatiti femminili fosse la parte alta della coscia, è molto illuminante.

A quel tempo si tendeva a demonizzare anche in quel caso il contagio sessuale, come si faceva con la sifilide e altre affezioni simili, oggi dimostratesi tutte extra-sessuali e di origine iatrogenica-farmacologica.

In realtà, il sesso centrava come i cavoli a merenda.

La colpa era semmai della Omsa e dei reggicalze al nickel, con cui la tenera pelle femminile stava lungamente a contatto.

Ai maschi, non succedeva nulla di simile, salvo che non gli venissero certe tendenze travalicanti.

 

Le mode e le necessità fisiche a rischio

 

Oggigiorno ci sono altri comportamenti a rischio.

La moda dei piercing, del forarsi le orecchie, del fare i tatuaggi, dell’armeggiare a lungo con gli strumenti musicali a corda, o le necessità fisiche tipo lenti a contatto, occhiali metallici, protesi valvolari cardiache, apparecchi ortopedici (placche, viti, bulloni), materiale dentario, portano spesso a fenomeni di accumulazione tossica che sfocia in ipersensibilità generalizzata al nickel, ovvero in sintomi o manifestazioni sistemiche tipo orticaria e prurito generalizzato, tipo angioedemi, reazioni infiammatorie croniche (anche alcuni tipi di gastriti e coliti), bruciori di stomaco, meteorismo, dolori addominali, diarrea, stitichezza.

 

Meccanismi patogenetici, diagnosi e terapie

 

Se in Europa la persona media introduce 200 microgrammi (milionesimi di grammo) al giorno, negli USA la quota è spesso tripla (300-600 mc/g).

Gli esatti meccanismi patogenetici sono ancora sconosciuti e si fanno solo molte ipotesi, parlando spesso di reazioni immunologiche e pseudo-allergiche, oltre che di semplici reazioni a meccanismi tossici.

Per le diagnosi, ci si avvale di test epicutanei tipo patch, e a test di provocazione orale.

Per le terapie, si tende a suggerire regimi alimentari privi di cibi contenenti nickel.

Oppure si ricorre a terapie iposensibilizzanti, con somministrazioni ridotte e tollerabili di solfato di nickel, una sorta di vaccino che, rispettando schemi precostituiti, possa realizzare nell’arco di un anno una risposta chimica soddisfacente.

Uno dei ricercatori-medici di punta nel nostro paese è il dr Mauro Minelli, specialista in immunologia chimica e in allergologia.

I cibi ad alto contenuto di nickel

 

Da rilevare che i cibi al nickel più vietati, appartengono regolarmente alla lista già proibita dalla scienza igienistica. Vediamo di elencarli per contenuto (mg di nickel per 1 kg di prodotto):

 

        cacao                           10,0    mg/kg                           uova                    0,3    mg/kg

        the, caffè, cole   0,03 -  7,3                                         lattuga                  0,3

        liquirizia                        4,4                                         farina di grano     0,2

        margarine           0,2  -   4,0                                         spinaci                 0,2

        noccioline                      2,9                                         pere                      0,1

        lenticchie                       1,9                                         carote                  0,1

        noci                                1,5                                         uva                      0,1

        fagioli                            1,4                                          pomodori             0,09

        ostriche                          0,6                                         cavoli          0,03-1,0

        farina di mais                 0,4                                         broccoli               0,03

        asparagi                          0,4                                         funghi                  0,01

                                                                                             vino                     0,01

 

Categorie di cibi vietati (vietati pure dall’igienismo in linea generale, non solo per il nickel)

 

Parlando di categorie non salubri e non ammesse, ovvero di cibi che noi igienisti avversiamo da sempre, la lista include:

 

  • - aringhe e pesce in scatola
  • - affettati, prosciutti, mortadelle, ecc
  • - pesce e carne, particolarmente se in scatola e in confezioni plasticate
  • - biscotti
  • - brioches
  • - cacao
  • - caramelle, lecca-lecca, mentine, chewing-gum
  • - cibi in scatola di tutti i generi
  • - cioccolato
  • - crackers
  • - crostini
  • - dadi da brodo
  • - droghe
  • - farmaci
  • - fette biscottate
  • - focaccia
  • - fritti
  • - frutta secca trattata
  • - funghi conservati
  • - gelati industriali
  • - grassi cotti
  • - grassi vegetali idrogenati
  • - grissini
  • - integratori
  • - margarine
  • - marmellate
  • - merendine industriali
  • - nutelle
  • - oli e grassi idrogenati
  • - ostriche
  • - pan-carrè
  • - pane all’olio
  • - pane allo strutto
  • - panettoni
  • - pasticcini
  • - patatine fritte stile fast-food
  • - patatine fritte confezionate
  • - polente, specie se confezionate
  • - snacks
  • - torroni
  • - torte
  • - vitamine sintetiche

 

Cibi contenenti del nickel ma da continuarsi a mangiare senza problemi

 

Per quanto concerne cibi elencati tra i proibiti, e che noi igienisti continuiamo invece a raccomandare e comunque a non demonizzare:

 

  • - asparagi
  • - avena
  • - frutta secca (al naturale)
  • - funghi freschi e secchi al naturale
  • - kiwi
  • - lenticchie
  • - mais
  • - noccioline e nocciole
  • - pere
  • - pop-corn (prodotto in casa senza aggiunta di olio, zucchero, sale)
  • - prugne
  • - rabarbaro
  • - spinaci
  • - uva passa (priva di conservanti)

 

I minerali organicati, metabolizzati dal corpo, non causano alcun problema

 

Ricordiamo in linea generale che i cibi allo stato crudo, e in particolare i minerali incluso il nickel, allo stato organicato e confezionato in modo equilibrato dalla fotosintesi clorofilliana, vengono metabolizzati dal corpo senza problemi.

Metabolizzati significa che il corpo se ne appropria e se ne libera con facilità a suo piacimento, attraverso il gioco idrico giornaliero del sangue, del sudore, del muco e delle urine.

 

 

 

I minerali inorganici e quelli resi tali (disorganicati) dalla cottura, sono veleni per il corpo

 

I minerali inorganici delle acque e dei terreni, e i minerali resi inorganici (disorganicati) dalla cottura e dai processi industriali, rappresentano invece un grave problema, diventando fattori inquinanti e tossici, vero e proprio materiale velenoso a scoppio ritardato, in quanto non metabolizzati ma depositati per disperazione dal sistema immunitario negli anfratti del corpo, e in particolare nei depositi di adipe.

Essi creano insomma accumulazioni tossiche, non facili da espellere, all’interno dell’organismo.

 

C’è più di qualcuno che ha bisogno di ritirarsi in meditazione

 

Chi si ostina a viaggiare con un bagaglio culturale medievale e borbonico.

Chi fa l’orecchio da mercante, perché la verità lo disturba e lo danneggia, perché la verità mette a soqquadro tutto il suo sistema tolemaico interno.

Chi si adegua alle comode posizioni ufficiali, non ancora toccate dalla teoria einsteiniana della relatività.

Chi persevera nel non capire le enormi differenze tra vitamine naturali e vitamine sintetiche, tra minerali organicati e strutturalmente bilanciati (quelli della frutta e della verdura allo stato crudo) e i minerali inorganici o resi tali dalla cottura (succhi di frutta conservati, verdure conservate, verdure cotte), è meglio che, anziché fare il docente o il giornalista o il diffusore di ignoranza nutrizionistica, si ritiri e vada a fare degli esercizi spirituali.

 

C’è troppa ignoranza che gira, non risparmiando sedi ministeriali, baronie mediche, scuole della nutrizione e cattedre universitarie

 

E’ meglio per lui e per la società che lo ospita, che si armi di umiltà e vada a ristudiarsi con calma tutti gli esperimenti condotti negli ultimi anni, soprattutto quelli snobbati ed insabbiati dal potere industrial-farmaceutico, tipo Kautchakoff, tipo Simoneton, tipo Cambridge, tanto per intenderci.

Quando si sarà liberato della sua spocchia, della sua presunzione, della sua ignoranza, potrà tornare in cattedra, a insegnare qualcosa di vero e qualcosa di buono.

 

Mais, avena, noci, nocciole, pere, kiwi, da consumarsi a sazietà, come prima e più di prima

 

Condannare il mais e l’avena è una sciocchezza fenomenale.

Il mais in scatola? Certamente che sì. L’avena cotta di certi fiocchi color marrone? Certamente che sì.

L’avena delle barrette dolcificate? Certamente che sì.

Ma l’avena rollata e frantumata a freddo, color panna chiaro, è quanto di meglio l’umanità possa trovare in termini di salute.

Kiwi, pere e prugne, noci e nocciole, sono da consumarsi in quantitativi abbondanti, senza alcun problema. Non certo la frutta fresca o secca manipolata dai cuochi o usata come guarnizione sulle torte e sui dessert.

Ieri la rubrica Gusto ha proposto l’ennesimo scempio alimentare, dove uno di questi mestatori del cibo si è inventato i crostacei e il pesce non più all’anguria (delizia dello scorso anno) ma al mango.

Come dire che alla demenza, all’ignoranza e alla caduta di ogni stile, non c’è più alcun limite.

 

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

LETTERA

 

Problemi di olfatto-acuto e di intolleranze chimiche all’ordine del giorno

 

Carissimo Valdo, come stai? Abbiamo letto con molto interesse la tua recente tesina sulla sensibilizzazione chimica.

Non puoi sapere quanto opportuno e tempestivo sia stato questo scritto.

Mia madre ha dei problemi ai denti e ha deciso qualche mese fa per un impianto.

Fin dalla prima seduta aveva  sperimentato forti dolori.

Ma adesso, che è quasi alla fine del lavoro dentistico, si è scatenata una reazione tremenda, con terribili dolori al capo, acufene e rimbombo in testa, senso di non equilibrio, sensi dell’olfatto acutissimi, flash agli occhi.

 

Siamo tutti sconvolti e disorientati

 

Ovvio che ci siamo spaventati.

Al pronto soccorso le hanno fatto diversi esami, incluso tac alla testa con liquido di contrasto, anche se io ero fortemente contraria. Ma lei aveva preso troppa paura e si è fidata.

Adesso la fase acuta sembra essere in remissione.

Ma permane una sensibilità estrema a odori e sostanze.

Abbiamo infatti eliminato dalla casa saponi, detersivi e altre cose del genere.

Ha pure un rush cutaneo. Che ne pensi? Grazie per l’attenzione e scusa per il disturbo.

Chiara da Udine

 

TELEFONATA

 

Anche in Liguria seguiamo stili di vita e di alimentazione imbarazzanti, imposti dal sistema

 

Ciao Valdo, ho trovato il tuo sito grazie a Disinformazione.it, che ti cita spesso.

Ho poi letto alcune delle tue tesine e sono molto interessato ad approfondire questi argomenti, trovandomi in perfetta linea ideologica con quanto sostieni, anche se i miei stili di vita e le mie scelte alimentari sono al momento imbarazzanti, lo ammetto.

 

Ci sentiamo abbandonati e in balia dei manovratori occulti. Ci serve una guida.

 

Vorrei pure dare una mano a mia madre, che ha diversi problemi, incluso una forte allergia al nickel, che gli è stata di recente diagnosticata.

Le ho anche regalato il tuo libro, che ha cominciato a leggere con grande interesse.

Vorrei sapere se qui in Liguria c’è qualche gruppo di riferimento che porti avanti l’ideologia e la pratica igienistica.

Avrei bisogno di assistenza nel pianificare un progetto di vita alternativo a quello impostoci dal sistema.

Mauro da Savona

 

RISPOSTA  A  CHIARA

 

Repentino cambio stagionale e nodi che prima o poi vengono al pettine

 

Passa a tua madre i miei saluti e dille di non innervosirsi troppo.

Il cambio improvviso di stagione e di temperatura, con un passaggio traumatico dall’inverno all’estate, non è esente da responsabilità, e provoca a tutti qualche problema più del necessario.

Ci sono poi dei momenti, nella vita di ognuno di noi, dove i nodi finiscono al pettine.

Le accumulazioni di tossine nel sangue, mantenute a lungo senza mai provvedere a contrastarle con digiuni e con adeguati periodi di detossificazione corporale, possono trasformarsi in crisi tanto impreviste quanto drammatiche.

 

Le luci rosse e i flash non si accendono mai a caso o per sbaglio

 

L’intervento dentistico non è stato altro che la goccia che ha fatto traboccare un vaso piuttosto colmo.

Arriva sempre il momento in cui il corpo si ribella e dice Basta, non ci sto più a questo gioco al massacro! Ed è così che si accende non solo una luce rossa, ma persino i fuochi artificiali, i flash agli occhi e tutto il resto.

 

Se partono le difese immunitarie finiamo tutti nei guai

 

Tua madre non ha avuto tempo in passato per pensare abbastanza, e in modo qualificato, alla sua salute, per dedicarsi di più a se stessa, impegnata com’è nella vostra ottima azienda.

Risolvere gli squilibri ghiandolari in corso con dei farmaci, non è poi il modo ideale di comprendere il proprio corpo.

Non è la soluzione adatta a soddisfare le esigenze del suo sistema immunitario.

E questo è una dei motivi per cui le difese immunitarie sono partite e l’hanno lasciata nei guai.

 

Saltar fuori dalla crisi, leccarsi le ferite, e ripartire con un piano salutistico innovativo

 

Occorre dunque saltar fuori dalla presente crisi col minor numero di danni possibile.

Leccarsi un po’ le ferite, e stabilire un programma di detossificazione accelerata.

Immancabile in questi casi un digiuno preparatorio di almeno 2-3 giorni ad acqua leggera, in totale tranquillità, troncando obbligatoriamente e senza remissione l’uso di ogni farmaco.

Lo schema successivo è quello solito.

Interrotto il digiuno quando le condizioni  del corpo lo confermano (alito buono, lingua bella, urine chiare, appetito ritornato), si passa a 3 giorni di dieta a base di sola frutta acquosa, e poi alla tipica dieta vegana tendenzialmente crudista, a tempo indeterminato.

RISPOSTA A MAURO

 

L’idea igienistica è universale e sta nell’anima di tutti gli uomini.

La Liguria mi ha dato diversi segnali in questo senso.

 

Non sei il primo che mi chiama dalla Liguria. Purtroppo non so darti indicazioni sull’eventuale esistenza di gruppi che pratichino l’igienismo naturale nei dintorni di Genova.

So che dalle vostre parti operava un tempo Sergio De Gregorio, che scrisse pure un ottimo testo dal titolo Dieci regole per vivere sani.

Non è il caso di fasciarci la testa.

Stiamo in contatto e se hai dei problemi me lo fai sapere.

Pur tra boicottaggi e difficoltà, l’idea igienistica avanza, non tanto perché l’ha portata avanti gente come Leonardo, Ehret e Shelton, o al limite perché la sta spingendo con microscopico merito il sottoscritto e pochi altri, ma perché i semi del salutismo e dell’amore per gli animali tutti, stanno irreprimibili dentro lo spirito di cascuno di noi.

 

E’ inevitabile che l’umanità cambi strada e cambi direzione.

Assistiamo a patologie strane che sono altrettante punte di iceberg di un grave malessere generale.

 

Per l’intolleranza al nickel, telepatia vuole che abbia appena terminato Dalla nickel-intolleranza alla nickel-mania, una tesina che ti mando in allegato.

Lasciami dire che questa crescente diffusione di nuove patologie rivela un profondo stato di malessere generale, ma anche la sorda rabbia e la voglia di ribellione contro le scie chimiche, contro l’invadenza degli OGM, e contro tutte le fonti note e celate di avvelenamento ambientale.

Tutti si lamentano che la medicina è impotente e non ha nulla di speciale da proporre.

 

Il vantaggio di poter intervenire senza l’ostacolo delle cure mediche

 

Questo è vero.

Ma non è una grande disgrazia.

Se i medici avessero un qualsiasi farmaco da proporre, esso andrebbe di sicuro a ruba, indipendentemente dalla sua reale efficacia.

E la sintomatologia verrebbe per qualche tempo tacitata e dilazionata, per riapparire in altre forme ancora più gravi e più croniche.

Per molta gente l’importante è prendere qualcosa, qualsiasi cosa purché prenderla.

Qui invece c’è al momento un vuoto farmacologico.

Qui c’è la possibilità di innestare un discorso di purificazione e di ripristino dell’equilibrio, senza troppe interferenze mediche. Lo vedo come un vantaggio.

 

Il riposo fisiologico e depurativo come prassi preparatoria al rilancio

 

Consiglio a te e a tua mamma due o tre giorni di digiuno come nel caso di cui sopra.

Se riuscirete nel frattempo a darvi un minimo di cultura igienistica, capirete che i fastidi della crisi espulsiva-veleni sono superabili anche da soli, per cui riuscirete a cavarvela anche in un digiuno stile fai-da-te. Un eventuale assistente digiunista non potrebbe fare altro che consolarvi un po’, o magari raccontarvi qualche barzelletta.

In un certo senso spingo il più possibile chi mi segue a diventare autodidatta, a diventare medico di se stesso o meglio ancora igienista di se stesso, più che servo o dipendente di una nuova prassi sanitaria.

Il sistema alimentare igienistico è di una semplicità impressionante.

Pranzo e cena alleggeriti ed in fotocopia.

 

Per la dieta non ci sono affatto tutte le difficoltà che stai ipotizzando.

Pranzo (ore 13) e cena (ore 19) identici, salvo le singole qualità dei componenti che vanno variati ed alternati, ed alleggeriti rispetto alla tradizione, con un abbondante piatto di insalata verde ad inizio pasto, accompagnato volendo da pane integrale e avocado, e con un secondo piatto a scelta tra patate, zucca, cavolfiori, Buxelles (cotto conservativamente o leggero, e mai al micro-onde che è da mandare al macero), o legumi vari (piselli, tegoline), o cereali integrali al dente (riso nero, miglio, saraceno, orzo, farro, quinoa), o al limite poca pasta integrale con verdure, o pizzetta vegana all’avocado, o minestrone patate-verdure cottura 16 minuti.

Al termine una manciata di mandorle-noci-pinoli.

Tra le insalate verdi di inizio pasto inserire dei germogli tipo alfa-alfa e delle verdure selvatiche tipo il tarassaco, l’acetosa e la valeriana. Mezzo bicchiere di acqua non gassata a tavola completerà il quadro.

 

Resta da sistemare la parte nobile della nutrizione umana, ovvero la frutta

 

Fatto quanto sopra, resta da sistemare la parte nobile dell’alimentazione umana che è la frutta.

La suddividiamo in 3 colazioni del mattino (ore 7, ore 9 e ore 11) e in 2 merende pomeridiane (ore 16 e ore 18, dove alle 16 inseriremo preferibilmente mela o ananas o papaia, per i loro enzimi

anti-fermentanti, e frutti di bosco più kiwi alle 18, per le loro qualità aperitive e preparatorie alla cena).

 

L’importante inserimento giornaliero della crema di avena

 

Qualora si faccia attività fisica e qualora non si voglia calare di peso, sarà opportuno sostituire la frutta delle ore 11 con la crema di avena (fiocchi chiari rollati a freddo più semini frantumati di sesamo, lino, papavero, finocchio, canapa, in latte di cocco o di cereali, o in semplice acqua, con leggera scaldata o a freddo), o col pop-corn fatto in casa e accompagnato a banane, datteri, fichi.

C’è anche la possibilità di alternare al mattino la prima e la seconda colazione delle 7 e delle 9 con un centrifugato di carote-sedano-ananas-mele, o patate-patatedolci-ananas-mele, o rape-bietole-zenzero-topinambur-ananas, soprattutto nella stagione critica tra febbraio e maggio dove scarseggia la frutta fresca e vivace.

 

I panini vegani e il rispetto dei cicli metabolici.

Uno schema delineato per tutti i lettori, maschi e femmine, giovani e anziani, sani e meno sani.

 

Nel caso di poco tempo a disposizione, di emergenza, di viaggio, prepararsi dei panini integrali spalmati di crema di olive e carciofi, fetta di avocado, imbottiti di abbondanti foglie, pomodori secchi, carciofini e pinoli.

L’intero schema sopra delineato vale per Marco di Savona, per la Chiara di Udine e per tutti i lettori, con l’attenzione di personalizzare leggermente le soluzioni specifiche, i tempi e i quantitativi, rispettando il più possibile lo schema, che è legato ai cicli metabolici (ore 4 am-12 ciclo eliminativo dove il corpo tende a liberarsi dei residui cibari assimilati nella notte appena trascorsa, e trae beneficio dalla frutta acquosa mattiniera che nutre e ripulisce il sangue nel contempo, ore 12-8pm ciclo appropriativo, dove il corpo si appropria e riceve al meglio la parte nutritiva della giornata, ore 8 pm-4 am fase assimilativa, dove il corpo messo a riposo verso le 10 pm assorbe al meglio i cibi introdotti nelle otto ore precedenti.

 

 

L’apparato respiratorio, l’organo cutaneo, i comportamenti salutistici di contorno

 

Qualche raccomandazione finale per tutti.

Occorre assolutamente prendere possesso e direzione dell’apparato respiratorio, perché l’aria fresca respirata profondamente ed espulsa altrettanto profondamente e completamente a pieni polmoni e con ritmi adeguati (es 1-4-2 più delle apnee a vuoto), e saltelli di supporto, o passeggiate in giardino di supporto, rimane il cibo prioritario per l’uomo assieme all’energia elettromagnetica e fotonica del sole.

Occorre anche ricordarsi come la pelle non sia una superficie inerte su cui fare esperimenti scemi, innaturali ed antiestetici tipo i tatuaggi e i piercing, ma un vero organo nobile del corpo umano, avente le basilari funzioni di traspirare e di fungere da secondo apparato renale e secondo apparato polmonare.

Questa voglia di cambiare pelle, di marcarsi e differenziarsi esteriormente, è indice di vuoto interiore e di scarsa fantasia, di esibizionismo materiale, di carenza di valori, oltre che di mancanza di rispetto verso il proprio corpo.

Sole, bagni freddi alle parti intime, idroterapia, traspirazione, passeggiate e saltelli, attività aerobica, nudismo, nuoto, ciclismo, sport vari, esposizione all’aria, giochi, divertimenti sani, sono tutte cose altamente benefiche ed insostituibili.

 

Una motivazione che ci porti a superare l’esistenzialismo fine a se stesso

 

L’atteggiamento mentale, psicologico, culturale, morale, estetico, artistico, non sono affatto degli optionals da distorcere a proprio favore e a proprio egoistico vantaggio, ma sono autentici valori e preziosi capitali che ognuno deve sviluppare ai massimi livelli, per condividerli poi generosamente con la società e le creature del mondo.

Questo è il senso costruttivo della vita, il senso e la motivazione della nostra presenza sulla Terra.

Non possiamo sprecare le nostre carte con un esistenzialismo banale e consumistico, fine a se stesso.

 

Un tocco di generosità non guasta

 

La vita umana non può essere ridotta alle emozioni della partita e dei mondiali, e a due birre in più nello stomaco, o al concerto di Vasco.

Seguirò pure io le avventure della nazionale e tiferò chiaramente per i migliori, sperando che i migliori risultino ancora una volta gli azzurri.

La salute, la bravura, l’arte, la ricchezza, diventano poca cosa nelle mani dell’egoista, dell’individualista, del violento, e dello sfruttatore del prossimo (prossimo umano o animale che sia).

Nessuna retorica buonista e perfezionista. Nessun invito all’eroismo e alla santità.

Ma un tocco di sensibilità, di generosità e di bontà non guastano affatto, soprattutto se rivolti verso i deboli e gli indifesi, e diventano anzi ingredienti fondamentali della salute e del benessere che tutti cerchiamo.

 

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

 

 

 

 

 

 

 

 

MESSAGGIO URGENTE DA PARTE DELLA ABIN DI BERGAMO

 

Carmelo Scaffidi comunica che il ritiro salutistico di Lozio (Boario) previsto per il 18-21 giugno è stato cancellato per motivi organizzativi, in quanto non ci veniva assegnata in toto la cucina come previsto.

La ABIN è dispiaciuta e si scusa con tutti per l’inconveniente.

L’incontro igienistico di giugno viene spostato al periodo 22-27 settembre a Gandino, località montana 800 mt di altezza, a 25 km da Bergamo.

La ABIN resta sempre interessata a trovare in località montana nella Bergamasca una località stabile e sicura adatta a ospitare confortevolmente 50 persone nei week-end, pagando un affitto non commerciale ma amichevole e di favore, senza dover così dipendere da soluzioni a rischio.

In questa circostanza, come anche in altre precedenti, gli imprevisti e le difficoltà sopravvenute lasciano trapelare non un boicottaggio vero e proprio verso le nostre iniziative igienistiche, ma una certa tendenza a dare il minimo possibile, e a volte neanche quello.

Troppe organizzazioni volontaristiche, anche a sfondo religioso, sempre facendo le dovute distinzioni ed eccezioni, come nel caso di Suor Amabilis e delle Orsoline, guardano all’igienismo con delle riserve mentali.

Troppa gente continua ad essere legata ed abbarbicata ai suoi modi e alle sue abitudini alimentari pianificate nei macelli e nelle succursali dei macelli, e guarda tuttora con inconfessata diffidenza  chi porta una ventata di pacifismo e di naturalismo nel pensiero, nel comportamento e nell’alimentazione.

La cultura, lo spirito, la salute, l’amore per il creato? Tutte cose sante e belle.

Purché non si tocchi il pollo allo spiedo, la braciola di maiale, il prosciutto, le trippe e le cervella di manzo, e il buon rosso stile cantina del prete, della perpetua e del sacrestano.

 

C.S., V.V. e Direzione ABIN

TELEFONATA

 

Miglioramento dieta e liberazione da un macigno che mi perseguita

 

Buongiorno a lei. Mi chiamo Silvana, ed ero presente alla sua conferenza di Bergamo del 29 maggio.

Ho cominciato già il giorno dopo a rivoluzionare la mia dieta, alimentandomi di sola frutta.

Mi trovo benissimo.

Ammetto però di provare a volte qualche fastidio e qualche gonfiore intestinale.

A cosa è dovuto?

Lo scopo principale della mia scelta vegana è quella di saltar fuori per sempre dal ghetto psicologico in cui mi ha messo la medicina, catalogandomi, prove alla mano, come portatrice sana di antigene AU positivo.

 

Il tarlo dell’epatite B

 

L’epatite B la contrassi, quando ero ancora bambina, da mia sorella che già ce l’aveva.

Veri problemi non me li ha mai dati.

Mi ricordo solo che tra i 16 e i 19 anni ci furono dei periodi di debolezza presto superati.

Per il resto sono stata sempre sana, e mi sono comportata liberamente da persona sana e normale.

Ho anche la gioia di essere madre di due bambini, sani e testati, dal fegato e dal sangue perfetto.

Ma il tarlo, di essere stata dichiarata portatrice di un morbo, continua a rodermi da sempre.

 

RISPOSTA

 

Occorre riadattare progressivamente il corpo alla frutta e al cibo reattivo della natura

 

La disabitudine alla frutta, e a riempirsi l’intestino di materiale fibroso e cellulosico naturale, può richiedere qualche tempo e qualche adattamento.

Se c’è invece del materiale alcolico, oppure del materiale putrefattivo, come residuo di situazioni precedenti, è opportuno ricorrere a un paio di giorni di riposo fisiologico totale, ovvero di digiuno a sola acqua leggera, seguendo il solito schema per la ripresa nutritiva a base di frutta, prima di ri-approdare al veganismo più o meno crudista.

Se potesse parlare e diventare persona, il fegato prenderebbe a sassate qualcuno

 

Ogni problema di fegato viene risolto al meglio da questo tipo di alimentazione.

Direi anzi che, se potesse parlare il fegato, diventerebbe amico inseparabile di noi igienisti naturali, mentre prenderebbe a sassate molta altra gente, dentro e fuori gli ospedali e le cliniche del mondo intero.

Parlare di fegato significa parlare dell’essere umano, essendo esso l’organo più importante e più complesso, più strategico e vulnerabile che ci portiamo addosso.

La parola epatite significa infiammazione ed ingrossamento del fegato.

 

Pagine e pagine insulse e svianti, dedicate a catalogare e demonizzare virus di ogni specie

 

La medicina dovrebbe descrivere l’epatite nei suoi manuali come processo necrotico infiammatorio, causato dall’ignoranza nutrizionale e dagli stravizi della popolazione, e invece non lo fa.

Non lo fa perché tale ignoranza e tali stravizi sono stati ingenerati, sostenuti e propagati in prima persona da lei stessa.

Ecco allora che scrive quanto segue: Per epatite virale acuta si intende un processo necrotico-infiammatorio del fegato causato da numerosi virus.

Seguono poi pagine e pagine dedicate al virus A, B, C, D ed E, tutti isolati, caratterizzati e catalogati, tutti messi in bacheca e resuscitati, trasformati ciè da povere mummie innocenti ed imbalsamate, in entità viventi e malandrine, in autori di orrendi misfatti.

 

Il trionfo della ciarlataneria medica che pretende di prevalere sulla scienza igienistica

 

Da pochi anni, prosegue il manuale, è stato isolato il virus G e già si ipotizza l’esistenza di altri virus epatrotopi responsabili di sporadiche forme cliniche.

Non più solo il picornavirus (HAV) dell’epatite A, l’hepadnavirus HVB dell’epatite B, il non-A non-B NANBH dell’epatite C, il deltavirus HDV dell’epatite D, il calicivirus HEV dell’epatite E, ma anche altri virus ancora, responsabili, a dire dei virologi, dell’insorgenza di epatiti minori, quali il citomegalovirus, il virus di Epstein-Barr (buono per tutte le salse) e l’herpes virus.

Se c’è una sezione dei manuali di medicina dove si può parlare del trionfo dell’ignoranza e del dogmatismo, della ciarlataneria che prevale sulla scienza, del servilismo che prevale sulla trasparenza, ebbene la troviamo proprio nelle pagine dedicate al fegato.

 

Da una medicina con la coda di paglia, non si può pretendere di più

 

Il che non è affatto casuale. Una medicina che non è capace di insegnare a mangiare alla gente.

Una medicina che è la prima responsabile dell’ipertrofia epatica che ingrossa il fegato umano con la cadaverina e i suoi grassi, rendendolo flaccido e sproporzionato, e lo scarnifica internamente coi vini, col fumo, coi farmaci e col caffè, non poteva certo trovare qualcosa di meglio e qualcosa di più scientifico, se non quello di aggrapparsi ai mostri post-medievali di Pasteur.

 

Le ormai celebri cliniche Pritikin di Santa Monica e Miami, guariscono a raffica gli artisti di Hollywood ma anche i comuni mortali

 

Noi igienisti sappiamo con sicurezza 100% che l’uomo non ha bisogno di mangiare grassi di alcun genere, e tantomeno proteine cosiddette nobili.

Le cliniche anti-grasso del dr Robert Pritikin, a Santa Monica-California e Miami-Florida, hanno sfornato in 20 anni 100 mila guarigioni da patologie legate al grasso.

Conosciamo troppo bene l’odio che il fegato prova verso il grasso che arriva per canali sbagliati

 

Sappiamo troppo bene che il fegato, essendo la maggiore ghiandola dell’organismo, è capace di oltre 500 funzioni biochimiche complete, e che non gradisce assolutamente ricevere altri compiti aggiuntivi e contro-natura, come quelli di fargli arrivare materia grassa non dall’intestino (dove tale materia è accompagnata e bilanciata dai restanti nutrienti), ma direttamente dal sangue viscoso e lipotossico, in una modalità non prevista e non pianificata.

 

Noi abbiamo individuato nel grasso alimentare, nella proteina nobile, nella lipotoxemia e nella B12 i grandi nemici dell’umanità. L’esatto contrario della medicina al potere.

 

Sappiamo troppo bene come i grassi naturali e bilanciati esistenti in natura come l’acido linoleico, stanno persino nella foglia della lattuga, che ne contiene nella misura del 9% del suo totale calorico.

Sappiamo troppo bene come il grasso nella dieta umana rappresenti sempre un grave insulto al fegato.

La medicina no, non lo sa affatto, e non lo vuole nemmeno sapere.

Sappiamo troppo bene come l’infante innocente meriti tutela e rispetto, e non sfruttamento medico-pediatrico-vaccinatorio.

Sappiamo troppo bene come il bambino sia da svezzare con materiale fruttariano dal contenuto grasso-proteico identico al latte materno umano, per non creargli traumi epatici, renali, diabetici e ghiandolari, che renderanno problematici e a rischio i suoi anni a venire.

 

Le malattie al fegato, come tutte le altre del resto, sono malattie tossicologiche e non

batterico-virali

 

Noi sappiamo pure che il paese a più alto tasso di cancro al mondo è l’America, e che il cancro al fegato degli americani non è per niente una rarità.

Ma conosciamo pure alcune statistiche incredibili ed apparentemente fuori dalla logica, dove paesi in genere molto più sani degli Stati Uniti battono gli USA in termini di cancri al fegato, e non certo per presenza virale, quanto per colpa accertata delle aflatossine, muffe che penetrano nella buccia delle arachidi e delle noci brasiliane, e che si sviluppano pure sul riso precotto, facendo necrotizzare il fegato dei malcapitati.

 

Le prove di quanto sosteniamo sono lampanti ed inequivocabili

 

Alla fine si contano i morti e ci si accorge che in un anno ci sono in Sud Africa 27 volte (2700%) più cancri al fegato che in USA, e che nel vicino Mozambico ci sono 270 volte 27000%) più cancri al fegato che in USA, ovvero per ogni 100 cancri epatici in USA, a Lorenzo Marques ce ne stanno ben 27 mila The Health Revolution, Ross Horne).

Tutto questo a semplice dimostrazione che le malattie del fegato, come del resto tutte le malattie classificate come virali ed infettive, sono rigorosamente solo e sempre malattie tossicologiche, dove le cellule delicate e friabili di un fegato bistrattato e offeso si decompongono in altrettanti detriti cellulari, chiamati impropriamente virus da chi ha vista-corta e interesse-lungo a chiamarli tali.

Se non fosse così, come si potrebbe spiegare che, senza alcun farmaco, e con la semplice acqua distillata dei digiuni, l’igienismo detossifica per sempre gli ammalati di epatite A-B-C-D-E?

 

 

 

 

Accompagnare le malattie non significa affatto causarle, ma esserne conseguenza

 

Come ho più volte argomentato in decine di tesine su batteri e virus, sull’Aids e le altre malattie inventate in continuazione per spaventare, colonizzare e schiavizzare la popolazione umana, i batteri sono vivi e accompagnano da sempre le nostre malattie per banchettare con le porcherie che consumiamo e col materiale virale non riciclato che produciamo, per cui risultano essere nostri preziosi soci collaboratori.

I virus invece sono ancora più innocenti e più amici intimi, essendo pezzi di gesso di noi stessi che se ne vanno per sempre senza fare alcun danno, e che si accumulano e sporcano leggermente i nostri condotti, solo quando si blocca il ritmo metabolico a causa dei nostri stravizi alimentari o dei traumi che subiamo.

Micro-residui inanimati che accompagnano le nostre patologie ma non le causano in alcun modo.

 

La cellula che muore, muore davvero, e diventa materiale inerte ed inanimato

 

Quando la vita della cellula viene a terminare, essa muore e si disintegra per l’azione dei tritacellule chiamati lisosomi.

Miliardi di molecule di Dna vengono liberate assieme ai detriti cellulari morti.

Quando una cellula muore essa muore davvero e per sempre.

Rimane materia inerte e priva di funzioni.

Viene normalmente scaricata dal corpo assieme agli altri rifiuti metabolici.

Ed è questa materia che viene chiamata virus (virus endogeni o interni, per differenziarli da quelli esogeni o esterni che la gente assorbe dall’aria, dall’acqua e soprattutto da eventuali cibi di origine animale).

Se c’è un microbiologo al mondo capace di contestare questi fatti incontrovertibili, si faccia pure avanti.

 

I sassi la sanno lunga

 

La materia morta non causa niente, al di fuori del fastidio di materiale accumulato che diventa semplicemente tossico ed ingombrante se non viene ripulito costantemente.

Ed è chiaro anche ai sassi che le malattie non possono essere causate dai virus, dai batteri o dai cosiddetti agenti infettivi.

E’ chiaro anche ai sassi che la malattia, non finale e non degenerativa, è una purificazione corporale, un processo avviato dal nostro sistema immunitario per espellere le tossine accumulate a causa dei nostri impropri stili di vita (proteine e grassi animali, mancanza di aria e di sole, mancanza di esercizio e di sonno, eccesso di stress, ecc).

 

La favola imbecille e delinquenziale dei virus vivi

 

La favola imbecille e delinquenziale dei virus vivi comincia coi microscopi elettronici degli anni 30, quando la sconfitta pasteuriana aveva lasciato con le gomme a terra l’intera classe medico-virofila.

Era assai conveniente proseguire per quella strada, preferendo l’inganno medicale alla trasparenza igienistica.

Ma per quanto si aggiungessero lenti e magnificazioni, per quanto si desse da fare il dr Rife per mantenere illusoriamente vivi non solo i batteri ma persino i virus (vedi mia tesinma La mononucleosi e la traballante scienza del dr Rife, del 24/5/10), era lapalissiano che i virus non erano e non sono dotati in nessun caso di alcuna mobilità, non richiedono e non praticano alcuna forma di nutrimento, non producono alcuna urina o alcun escremento, non sono sporcaccioni e non vanno mai in cerca di avventure galanti o tantomeno riproduttive.

Detriti che si comportano da detriti, da veri rudinàz per dirlo in lingua friulana

 

Sono veri e propri detriti che si comportano da detriti.

Differiscono in dimensioni, disegno, struttura perché le stesse cellule del corpo (e relativi mitocondri) sono differenziate notevolmente a gruppi, a seconda delle loro funzioni e dei loro organi di appartenenza.

 

Cattiva coscienza e superstizione

 

Queste verità sono incontestabili e dimostrano come la medicina, per quanto circondata sia di strumenti e di tecnologia diagnostica avanzata, sia malata profondamente di cattiva coscienza e di profonda superstizione.

A farne le spese è la gente come te.

Vivi tranquilla e felice perché sei sana come un pesce.

E lo sarai ancor di più quando perfezionerai ulteriormente le tue abitudini alimentari.

I tuoi bambini privi di epatite sono la dimostrazione e la prova del nove di quanto tarocca e mistificante sia la medicina contemporanea.

 

Un enorme lazzaretto con monatti, untori e barellieri

 

I tuoi bambini sani, ai quali hai dato il tuo sangue e il tuo latte, oltre che tutte le carezze  che si meritavano, metteno in evidenza le incongruenze e i limiti mentali di un’intera scuola oscura e medievale più del Medioevo.

Una scuola che, invece di puntare al progresso della salute e della conoscenza scientifica, cerca di ridisegnare il mondo a sua immagine e a sua convenienza, trasformandolo in un enorme lazzaretto e in un enorme lebbrosario, dove monatti, untori e barellieri vanno fuori e dentro in continuazione con corpi contagiati e carichi di pesti bubboniche sezionate e catalogate, e con i camici bianchi in mezzo alla disperazione, a dirigere impettiti ed autoritari l’immondo traffico sottostante.

 

Dove stanno i veri appestati

 

Non ci sono differenze tra la tua sieropositività e quella dei sieropositivi Hiv.

Tutte vittime di infami imbrogli.

I veri appestati stanno dentro le strutture e dietro le cattedre, dietro le istituzioni e dietro i Nobel.

L’unico contagio al mondo è quello dell’ignoranza, ed anche quello del venale opportunismo.

Stanno dentro i governi e i parlamenti.

Stanno nei libri di testo di medicina e biologia.

Stanno nelle chiese mediche di Atlanta, succursali della Casa Bianca, ma anche nei palazzi del potere di Pekino, di Hongkong e di Tokyo.

Stanno dentro le compagnie farmaceutiche e dentro gli studi televisivi.

Come dire, mal comune mezzo gaudio.

Sono i monatti del 21° secolo.

 

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo