Ricercatore geofisico-vulcanologo e grande sportivo, bloccato da una pietruzza

 

Caro dr Vaccaro, sono Marco Pietrella, ho 43 anni e svolgo attività di ricerca nell’ambito della fisica della ionosfera all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma.

Le allego una mia lettera dettagliata e un documento sul fegato.

Ben sapendo che avrà tantissimi impegni e che è pure in partenza per l’Asia, confido in un suo commento e attenderò, con pazienza e un pizzico di ansia, una sua risposta.

Sebbene nello scrivere le abbia dato del lei, è altresì vero che ad una persona come VV viene istintivamente di riferirsi col tu, per la sua capacità di essere diretto e sensibile, nonché per la sua palpabile premura nei confronti del benessere altrui.

 

Giusta ribellione alla semplicistica ipotesi chirurgica

 

Il 14 ottobre 2008 ho avuto una forte colica e, per mezzo di un’ecografia, mi è stato riscontrato un calcolo biliare di 2 cm nella cistifellea.

Il medico di famiglia, oltre a una cura di sali nella quale credeva poco, mi ha consigliato di togliere la cistifellea intervenendo chirurgicamente con la tecnica laparoscopica.

Al che ho deciso di ribellarmi, ritenendo che, con uno stile di vita corretto, fatto di alimentazione sana abbinata a esercizio fisico, avrei potuto evitare sia il ripetersi della colica che l’intervento chirurgico.

 

Lettura dell’opera di Ehret 

 

Ho letto Ehret e mi sono documentato sugli alimenti più idonei a un buon funzionamento epatico, eliminando uova, latte e derivati, incluso il grana che usavo abbondante sulla pasta, eliminando il cappuccino con cornetto, eliminando zucchero e dolci, sostituendo pasta, pane e riso normali con le versioni integrali, e aumentando nel contempo frutta e verdura.

Ho continuato però con la carne bianca due volte a settimana ma, dopo aver letto i suoi scritti, non più.

Queste strategie mi hanno fatto perdere diversi chili, anche perché ho continuato a praticare con costanza l’attività fisica (nuoto e corsa).

 

 

 

Siamo carne da macello.

Viviamo in un mondo che trama per farci ammalare, operare e riciclare alla svelta.

 

Da rilevare che i medici, pur conoscendo la tecnica di pulizia del fegato (vedi famoso protocollo della

dr Clark, e altri lavori simili), si guardano bene dal consigliarti cose del genere.

Inutile farlo, perché i calcoli si riproducono lo stesso, mi è stato detto.

Il medico di mio fratello, che è pure epatologo, mi ha detto che ho il fegato grasso (steatosi), ma che è dopotutto una cosa normale e diffusa, dovuta al benessere.

Come dire tutto tranquillo e tutto nella norma.

Ha mai senso un discorso di tal genere?

Questo conferma quanto lei dice, e cioè che la nostra società è pianificata per farci ammalare.

 

Gli effetti energizzanti del digiuno

 

Ho dunque provveduto a pianificare ogni 40 giorni una pulizia completa dell’intestino, e anche qui ho fatto ricorso a tecniche yoga, visto che nessun medico suggerisce cure liberatrici di alcun genere.

Una volta alla settimana pratico il digiuno assoluto bevendo solo acqua e, 24 ore dopo il digiuno, inserisco la mia corsa di routine di 5-7 km stando benissimo, e avendo notato più volte come il digiuno regali energie e forza, senza togliermi niente.

Da queste esperienze mi sono reso conto che il corpo umano è dotato di capacità straordinarie e strabilianti, di poteri che nessuno di noi sospetta nemmeno.

E’ successo di recente che un dissidente cubano sia morto di fame per un digiuno.

A parte la disgrazia in sé, la cosa sorprendente è che ci sono voluti 85 giorni prima che cedesse.

E qui, da noi, tutti hanno mille paure per un innocente stop alimentativo di 24 ore, come si trattasse del demonio.

 

Seconda visita medica e commenti sarcastici

 

Sono tornato dal mio medico di famiglia nel settembre 2009 e si è sbalordito nel vedere che i miei valori di colesterolo LDL non solo si sono normalizzati, ma sono andati sotto i livelli minimi.

Fortunato che hai deciso di fermarti con quella dieta suicida, altrimenti non avresti retto, è stato il suo sarcastico commento, che si è focalizzato solo sulla mia perdita di peso.

Non ha nemmeno considerato il fatto che nei 12 mesi ho continuato ed aumentato la mia attività fisica senza sperimentare più alcun tipo di colica (e questo vale sino alla data di oggi, toccando ferro per il futuro).

L’atteggiamente del medico mi ha spinto ancora di più a seguire il percorso radicale da me intrapreso.

 

Mi sono imbattuto sul suo www.valdovaccaro.blogspot.com, imparando molte cose

 

E tre mesi fa ho avuto pure la fortuna di imbattermi nel suo blog, leggendo da allora molte sue tesine.

Ho imparato molte cose basilari e mi sono pure divertito, grazie al suo stile narrativo che sa valorizzare quando serve l’ironia e il sarcasmo.

Devo ammettere che i suoi scritti hanno avuto molta influenza sulla mia alimentazione di questo ultimo periodo.

 

 

 

 

Le sintetizzo dunque la mia giornata tipo.

 

Sveglia alle 6: cucchiaio di olio di oliva extravergine di qualità (in funzione epato-depurativa e anti-calcolo), the verde con miele, 2-3 fette biscottate integrali, marmellata bio (coi soli zuccheri della frutta). Ho scelto questo compromesso perché appena sveglio non riesco davvero a sopportare un qualsiasi tipo di frutto, per cui ho deciso di minimizzare la colazione, di affamarmi un po’ e di inserire prima del pranzo 2 pasti di frutta.

Colazione ore 10: spremuta d’arancia più mandorle (o noci).

Colazione ore 12: pera o mela, banana o prugne secche.

Pranzo ore 13 (mensa aziendale): riso o pasta o pizza (vegetariani e con quantità moderata) con olio di oliva e curcuma, verdure cotte (crude non ci sono), patate senza pane.

Merenda ore 16-18: pera o banana, o di nuovo spremuta d’arancia seguita da semi di zucca.

Cena ore 20: ceci o fagioni o piselli o lenticchie (non di scatola), con manciata di semi macinati di lino-sesamo-girasole, broccoletti cotti e piatto verdure crude tritate (lattuga, radicchio, carote, ravanelli, finocchio, zucchine, zucche, sedano), e tale tritatura mi serve, perché altrimenti sarebbe dura per me masticare il tutto.

 

Una maratona Roma-Ostia e un record personale sui 10 km a Ciampino

 

Grazie a questa alimentazione, abbinata a regolare attività fisica, ho portato a termine in modo brillante la maratona Roma-Ostia e, dopo qualche ora dal termine della gara, ero ancora fresco come una rosa.

La settimana successiva ho stabilito il mio record personale sui 10 km in una gara a Ciampino, con un tempo inferiore ai 54 minuti (un tempo che fino a qualche anno fa non me lo sognavo nemmeno).

Questi risultati mi incoraggiano a proseguire con la strada intrapresa, e alimentano pure un ciclo culturale virtuoso nelle mie ricerche di tipo salutistico ed efficientistico.

Spero poi di colmare le lacune che ancora mi limitano, leggendo il suo libro che ho già ordinato, e non è escluso che partecipi a un weekend della salute in quel di Bergamo con l’ABIN, che ho già contattato telefonicamente.

 

Tensione in famiglia sul modo di alimentare i due bambini

 

Purtroppo, la madre dei miei figli non è per niente virtuosa in fatto di alimentazione, e addirittura sta remando contro. Prende in giro il mio approccio salutistico e dà ai miei ragazzi i biscotti Ringo da consumare a scuola durante l’intervallo, per non dire della carne e del pesce che spesso gli propone.

Questo fatto mi intristisce, in quanto i bimbi danno retta alla madre, e ciò si ripercuote sulla loro salute.

Mi rendo conto proprio parlando con mia moglie di come certe convinzioni e certi pregiudizi siano duri a morire.

 

Uno scossone alla coscienza

 

Dopo questo piccolo sfogo, voglio anche parlare di quanto lei ripetutamente scrive sulle violenze, i massacri e le scellerate condizioni di vita a cui l’uomo sottopone gli animali.

Sono cose a cui l’uomo della strada non pensa.

Io stesso non ci avevo mai riflettuto in modo approfondito.

Leggendo i suoi scritti, confesso che mi sono commosso e mi sono messo a piangere.

La mia coscienza ha ricevuto un autentico scossone.

Grazie alle sue tesine sono diventato vegetariano in brevissimo tempo, senza indugi di sorta.

 

La bestialità sta nell’uomo e non nell’animale

 

E’ l’uomo la vera bestia.

Ciò che lei scrive sugli scempi commessi dall’uomo nei confronti degli animali dovrebbe diventare una fonte da cui attingere, per fare degli spot pubblicitari pro-animali e pro-natura da mandare in onda in modo martellante e continuo 24 ore al giorno, tutti i giorni e su tutti i canali televisivi.

Si dovrebbero così scatenare delle crisi di coscienza nella popolazione, e le cose cambierebbero.

 

Nessuno disposto ad accoltellare il vivo, ma tutti pronti a cannibalizzarne la salma

 

Sarebbe molto salutare proporre in ambito scolastico iniziative volte alla sensibilizzazione.

Penso ai possibili effetti che avrebbe una gita scolastica in visita a un moderno mattatoio.

Ho effettuato nel mio piccolo un sondaggio tra le persone con cui lavoro.

Nessuno sarebbe disposto ad uccidere personalmente un vitello, un coniglio, una mucca o una gallina per mangiarne le carni.

Ma la carne poi la mangiano disinvolti, tanto c’è chi è disposto a scotennare al loro posto.

Se non vado errato, la categoria dei macellai era molto mal vista nell’Antica Grecia,

Anche nel mondo giapponese dei Samurai viveva isolata dal resto della società, al punto di farne una casta a se stante.

Ora passiamo alle domande vere e proprie.

 

Questione cottura B12

 

Con riferimento alle tesine L’uomo della Gioconda e Oro nero, oro bianco, oro rosso, lei dice che i medici, dopo aver ingozzato la gente di carne, proteine nobili e cibi cotti, prescrivono alla stessa gente l’eparina affinché il sangue si fluidifichi. Veri e propri campioni di coerenza.

E quindi, lei sottolinea l’importanza di mangiare cibi innocenti crudi anziché cotti, in quanto la cottura distrugge i micronutrienti.

Visto che i carnivori-cottisti rivelano B12 in quantità ed in patologico eccesso, significa forse che la B12 la trovano ugualmente nella carne cotta? 

In altre parole, la B12 viene o non viene disintegrata dalla cottura?

 

Questione sull’alternativa al sale da cucina e ai sali Gatorade, Powerade, ecc.

 

Tutti sanno che il sale da cucina è micidiale veleno per il sodio, che determina ritenzione idrica e alterazioni alla pressione.

Pare assodato scientificamente che la proporzione potassio-sodio 5-1 sia quella ideale per il sistema cellulare.

Detto questo, e premesso che evito il sale in tutte le forme, le chiedo quali alternative ci possano essere in sostituzione.

Nel libro Ripulire i propri organi, del dr Pierre Pellizzari, viene consigliato l’uso del sale marino integrale.

Alcuni suggeriscono il sale dell’Himalaya, ivi depositato decine di milioni di anni fa per prosciugamento dei mari primordiali, e contenente ben 84 elementi naturali.

La sua struttura cristallina, particolarmente fine, permette l’assimilazione diretta di tutti gli elementi che lo compongono da parte delle cellule dell’organismo.

  

    

Questione the verde

 

Nella tesine L’altra metà del cielo, Una gran voglia di star bene, Rincorrere la salute, l’equilibrio, l’assimilabilità, lei non ha parole buone per il the, e afferma che esso abbassa del 75% l’assimilazione del ferro.

Il the verde che consumo deriva dal fatto che i risultati delle ricerche più recenti sembrano aver individuato in esso un potente antiossidante.

So già che mi dirà che non c’è miglior antiossidante della frutta, ma la mattina proprio non ce la faccio ad infruttariarmi come vorrei.

Vorrei conferma se anche il the verde abbassa l’assimilazione del ferro e se esiste qualche altro motivo per condannare questo tipo di bevanda.

 

Questione miele

 

Nel the verde mattiniero metto un miele di castagna o millefiori, genuino al 100%, che mi fornisce un amico produttore.

Lei ne parla come di un alimento ricco ma anche stimolante e dopante.

Mi può spiegare meglio in che senso il miele è da ritenersi una sostanza dopante?

 

Questione pulizia intestinale, pulizia epatica e pulizia renale (e questione Clark)

 

Sarei anche curioso di sapere cosa ne pensa della pulizia effettuata ogni 40 giorni con il metodo yoga implicante l’ingestione di acqua calda e salata, e cosa ne pensa della pulizia del fegato-cistifellea.

Cosa ne pensa dell’operato della dottoressa Clark circa l’insorgenza del cancro e delle altre malattie incurabili, e i metodi non allineati su parassiti e su metalli pesanti?

Una dieta vegetariana-crudista porta all’eliminazione dei depositi interni di metalli pesanti non assimilati?

Qual è il punto di vista igienistico sullo zapper (antibiotico elettronico), su amalgame dentarie, su dentifrici in commercio e altre tematiche affontate dalla Clark?

 

Questione cloruro di magnesio

 

Ho anche letto che un certo quantitativo in grammi di cloruro di magnesio disciolto in acqua, assunto quotidianamente per un certo periodo, farebbe miracoli nello sciogliere le calcificazioni che si formano nelle giunture.

Cosa ne pensa?

 

Questione zucchero integrale di canna

 

La so contraria a tutti i tipi di zucchero.

A volte, nell’orzo che prendo di mattina uso mettere quello integrale di canna, proveniente dalle Filippine.

Sulla confezione sta scritto che è ottenuto spremendo le canne e concentrando il succo per evaporazione dell’acqua, per cui si trattengono i principi nutritivi che vanno invece persi nella raffinazione dello zucchero bianco.

Detto questo, cosa ne pensa su un consumo moderato di zucchero?

 

 

Questione latte di soia o alimenti simili

 

Dopo aver letto la tesina I bari e l’osteoporosi da latte, mi sono ulteriormente convinto a non consumarne più.

Mia moglie è però una grande consumatrice di latte, e solo a colazione ne consuma mezzo litro, e non ne vuole sapere di smettere.

Quello che è peggio, è che pure i miei due bimbi di 6 e 8 anni vengono allattati a ritmo serrato.

Le volevo pertanto chiedere se esistono alimenti che possano sostituire il latte bovino.

Andrebbe forse bene il latte di soia? O consiglia qualche altra cosa?

 

Questione leucocitosi

 

Nei suoi scritti parla spesso della leucocitosi che si scatenerebbe nell’organismo dopo ogni pasto a base di carne o di pesce. Se ho ben capito, si tratterebbe di una risposta del sistema immunitario attraverso improvvisa moltiplicazione dei globuli bianchi nel sangue.

La cosa mi sembra molto interessante, e vorrei capirla meglio.

Per quale motivo il sistema immunitario reagisce in questo modo?

Quali sono gli effetti a lungo termine sull’organismo?

 

Questione caffè

 

Ho fatto leggere a un collega, gran consumatore di tazzine, i 13 motivi citati nella tesina Caffeina, sport e digiuno.

Si è difeso inviandomi una mail antitetica, con 7 punti a favore del caffè:

  • a) Caffè con effetti dimagranti (Harvard School of Public Health di Boston)
  • b) Caffè con effetti riposanti prima di una dormita (University of Loughborough-Leicestershire)
  • c) Caffè anticancro (National Institute of Environmental Medicine-Stockolm)
  • d) Caffè anticrampo (Università della Georgia-Atene)
  • e) Caffè socializzante-stimolante-migliorante (European Journal of Social Psychology)
  • f) Caffè anti-cancro-al-seno grazie a caffeina e polifenoli (Journal of Nutrition)
  • g) Caffè memorizzante (Medical University di Innsbruck).

 

Questione svezzamento e dieta infantile

 

Lei dice che i neonati iniziano fin dallo svezzamento ad essere rovinati da omogeneizzati e latte ad alto contenuto proteico, e che questa alimentazione non è per niente naturale.

Ma allora, con che cosa si dovrebbero nutrire?

Sempre nella tesina I bari e l’osteoporosi da latte, lei dice che gli adulti non hanno l’enzima lactasi per demolire il lattosio.

Questo significa che i bambini ce l’hanno?

 

Questione verdure crude

 

Quali altre verdure possono essere assunte crude: i carciofi? I  broccoli? Gli spinaci? Le patate?

Ho letto che gli ortaggi non dovrebbero essere spezzettati e tanto meno tritati perché così facendo vanno incontro a processi ossidativi con perdita di preziosi micronutrienti.

E’ vero tutto questo?

 

Questione preparazione ideale per le mezze maratone e per gli sport agonistici

 

Quando ho una gara impegnativa (10 km e anche più) inizio a mangiare per 2 giorni prima dell’evento pasta o riso integrale (120 g) sia a pranzo che a cena.

Ha qualche consiglio per meglio immagazzinare carboidrati nei muscoli, in vista di tali eventi?

Le sarei grato se potesse spendere qualche riflessione sugli accorgimenti dietetici di chi fa sport agonistici.

Avendo frequentato l’ambiente sportivo per molto tempo (ho anche un passato da pugile), ho potuto toccare con mano quanta disinformazione e quanta ignoranza esiste.

 

Questione alimentazione professionistica o di una qualsivoglia squadra nazionale

 

Me lo conferma mio fratello vegano che, essendo operatore sportivo, si sente chiedere in continuazione: Quali alimenti mangiare?

Quante volte carne a settimana?

Posso sostituire la carne con integratori proteici (tipo i famosi aminoacidi a catena ramificata)?

E’ vero che lei ha citato già diversi campioni olimpici vegetariani, ma è anche vero che mio fratello non riesce a convincere del tutto i suoi atleti.

Al limite, quanto potrebbe essere credibile e accettato un dietologo igienista, preposto all’alimentazione di una squadra nazionale di una qualsivoglia disciplina sportiva?

 

Questione dell’olio e delle spezie

 

Cosa ne pensa dell’olio di oliva assunto a digiuno?

Entrerebbe tale pratica in stridente conflitto col periodo metabolico della eliminazione?

Lei consiglia un cauto uso delle spezie.

Cosa pensa sull’uso regolare della curcuma come alimento?

A quali effetti collaterali potrei espormi se la usassi di frequente?

 

Questione del ferro inorganico e della emocromatosi

 

Molti sono preoccupati per la carenza di ferro cui andrebbero incontro se seguissero una dieta vegetariana (e grazie a lei sappiamo che questo è un rischio solo ipotetico dovuto sostanzialmente a ignoranza).

Una mia amica ha tuttavia il problema opposto, per cui le è stata diagnosticata l’emocromatosi.

Cosa può fare l’igienismo in questi casi?

Sempre sul ferro, mio fratello assume abbastanza frequentemente uno spicchio di mela in cui è stato infisso un chiodo.

Le chiedo: si tratta di ferro organicato, e quindi assimilabile, o di ferro

patologicamente accumulabile?

 

Questione professor Umberto Veronesi

 

Ho letto diversi suoi riferimenti su Veronesi, dove lei cita il fatto che è vegetariano e gode di ottima salute coi suoi 85 suonati.

Ma cosa ne pensa della posizione controversa di questo luminare sugli inceneritori e sui pomodori Ogm?

Trovo personalmente le sue posizioni assai discutibili.

 

Questione rapporto uomo-natura

 

I suoi puntuali richiami al rapporto tra il design del corpo umano (di per sé complesso ecosistema), e la natura in cui esso è immerso, mi stimolano a fare alcune riflessioni.

Se un clistere è da considerarsi innaturale, non lo è anche il cibarsi di ananas, mango e banane, per chi vive in una fascia climatica priva di tali frutti?

Qual è il confine di demarcazione tra ciò che è naturale e ciò che non lo è affatto?

Qual è la posizione che dovremmo assumere nei confronti del regime alimentare degli Eschimesi, ai quali non possiamo addebitare di certo la crudele irresponsabilità che invece ci riguarda nei nostri climi?

Sarebbe per loro naturale il mangiare pomodori, insalata e broccoletti?

 

Questione dell’acqua distillata

 

Trovo intriganti le sue note sull’uso dell’acqua distillata.

Le trovo in linea con la pratica tradizionale tibetana per curare dolori e malattie dell’apparato gastrointestinale, che è quella di bere acqua bollita a lungo in recipienti chiusi, per cui il residuo fisso precipita sul fondo, togliendo così pesantezza al liquido. Siccome non è realistico raccogliere l’acqua piovana nel posto in cui abito, si può bere quella commercializzata, o è meglio farsela da soli?

 

La verità è una sola e non sta mai nel mezzo

 

La ringrazio moltissimo per le sue risposte e per il tempo dedicatomi.

Mi scuso se le domande possono essere state ingenue, ma sono dettate dal desiderio di conoscere la verità che, come lei spesso afferma, è una sola e non sta mai nel mezzo. Con stima e gratitudine.

Marco Pietrella

 

Un interrogatorio di terzo grado per un documento chilometrico ma fondamentale

 

Ciao Marco, bellissimo il tuo lavoro minuzioso e martellante. Da un lato mi hai messo in crisi.

Chiedo per il futuro, sia a te che ai tanti amici che mi mandano corposi documenti, e anche interminabili allegati, di ridurre al minimo tale abitudine. So che è un atto di amicizia, ma mi arreca diversi problemi, facendo saltare le precarie connessioni della mia rete. Meglio dunque messaggi sintetici, contenenti un commento sintetico degli allegati, che è meglio in genere non farmi pervenire.

Detto questo, ti sono grato per questa voluminosa ma straordinaria esposizione.

Un vero e proprio interrogatorio di terzo grado, che dovrebbe risolvere spero molti dubbi residui, sia per te che per il popolo italiano, sia quello a favore che quello contro, ammesso che il popolo trovi accesso a questo nostro chilometrico ma fondamentale documento.

 

Ti risponderò con quattro battute in linea generale, e poi passerò alle risposte specifiche e puntuali alle tue 19 questioni.

 

Il discorso sui medici, e sulla loro irresistibile propensione a curare, cioè a tentare il vano soffocamento dei sintomi, e infine ad eliminarli chirurgicamente, lo conosciamo bene.

Soprattutto tu, lo hai sperimentato sulla tua pelle, con questa eccezionale esperienza che hai reso generosamente e responsabilmente di dominio pubblico, cosa rara a vedersi e da elogiare dieci volte.

Hai descritto per bene la loro tendenza a giudicare le situazioni patologiche come eventi comuni, diffusi ed ineluttabili, cioè normali.

 

Vivere senza cistifellea significa vivere con molte limitazioni

 

Vivere senza cistifellea non sarebbe affatto cosa semplice.

La medicina, come suo solito, conosce a menadito la struttura anatomica del corpo umano, ma poi finisce per non apprezzarla e non rispettarla, al punto di accettare la rimozione delle svariate ghiandole corporali come semplice routine ospedaliera, senza discussioni e senza pentimenti.

La realtà è che ogni piccolo apparato esistente nel corpo umano è intoccabile per definizione, in quanto ha funzioni importantissime da svolgere.

La realtà è che la cistifellea è un utilissimo strumento dell’apparato epatico-digestivo, e che la sua bile serve a demolire e sgrassare le macromolecole oleose e grasse in sostanze accettabili per l’intestino.

 

Cosa sono e da dove vengono i calcoli biliari

 

I calcoli biliari sono accumulazioni di sostanze estranee che si solidificano formando vere e proprie pietre, per colpa di disordini digestivi dovuti all’alimentazione e alla vita innaturale, all’abuso di carni, alcol, fumo e caffeina.

I calcoli biliari sono causa di coliche epatiche che possono durare ore e giorni, consistenti nell’espulsione di particelle pietrose che provocano fortissimi dolori nella zona destra del ventre.

La chirurgia, ignorando le cause della malattia e non curando di sopprimerne l’origine, procede dilettantisticamente all’asportazione della cistifellea, menomando per sempre l’integrità operazionale-digestiva del paziente.

 

Asportare la cistifellea significa peggiorare la qualità della vita ed anche accorciarla

 

Posso affermare, dice testualmente Lezaeta, che con l’asportazione della cistifellea si abbrevia come minimo la vita di dieci anni. Ma quanto sono bravi e intelligenti, questi chirurghi!

I problemi specifici del fegato e della cistifellea li ho trattati pure sulla tesina Malattie epatiche e fibrosteatosi NASH, del 12 Marzo.

 

I disaccordi in famiglia sull’alimentazione

 

Un altro punto importante, la tensione e i disaccordi in famiglia con la moglie, e la rabbia di vedere i propri figli crescere con i soliti criteri sballati.

Le donne, in generale dimostrano grande sensibilità a questi problemi, come si può osservare dalle tante mail di provenienza femminile.

Ma le giovani madri in particolare, impegnate in ambito matrimoniale, sembrano essere davvero prede e vittime fatali di una diseducazione pediatrico-televisiva allucinante.

Le madri sono sempre in prima linea.

 

Le madri e il lavaggio del cervello

 

Subiscono un lavaggio del cervello di tipo capillare, diventando ostaggio sclerotizzato dell’agroalimentare, della pediatria, delle tendenze scolastiche, dei pareri solidali delle amiche.

Non sono forse loro il target più ambito di ogni spot pubblicitario?

Troppo male equipaggiate culturalmente e troppo vulnerabili, per sapersi difendere.

Si rinchiudono nel loro guscio e nelle loro false, obsolete ed illusorie sicurezze.

Una specie di doppia benda agli occhi, al cuore e al cervello, tale da non sentire nemmeno la voce dei propri mariti, quando i mariti sono lucidi, chiari, informati, determinati, come in questo eclatante caso.

Un messaggio dedicato a tua moglie, senza offesa per lei e senza offesa per i bravi pediatri che pure esistono, ma che sono non la regola ma l’eccezione alla stessa

 

Non mi resta che dedicare a tua moglie il messaggio spassionato del più celebre e rispettato pediatra di tutti i tempi, di quel Robert Mendelsohn i cui libri best-seller stanno in ogni famiglia americana.

Il tuo bimbo sta bene? Non portarlo dal pediatra. Te lo ammalerebbe.

Il tuo bimbo sta male? Non portarlo dal pediatra. Te lo aggraverebbe.

Ci sei già andata? Prendi allora nota per filo e per segno di ogni suo consiglio.

Poi, arrivata a casa, fa l’esatto contrario di quanto ti ha detto, e tuo figlio ne avrà grosso giovamento.

Questo discorso è applicabile, per gli stessi motivi di schieramento acritico ed inquadrato, al medico della mutua in genere e al medico nutrizionista (salvo eccezioni che pur ci sono).

Ne stanno fuori, indenni, i tantissimi medici coscienti ed autocritici, quelli capaci di riconoscere le magagne di questo mondo medicale odierno e di fare tutte le auto-ironie e gli eventuali mea-culpa del caso.

 

Risposta numero uno, sulla B12

 

Occorre riconoscere un fatto, a proposito della cottura dei cibi.

Un fatto confermato dai famosi esperimenti di Simoneton sulle qualità radianti e vibrazionali dei cibi.

Pare che gli amidi dei tuberi e dei cereali, e quindi anche le vitamine del gruppo B (che hanno sempre presenza sinergica, contemporanea, stile gioco-di-squadra), offrano, entro certi limiti ed entro certi metodi conservativi di cottura, qualche resistenza ai danni del calore.

Mancano dimostrazioni e prove specifiche di laboratorio, che costerebbero molto e alle quali le multinazionali non sono per niente interessate.

Ma si può benissimo ipotizzare che, al contrario delle vitamine C ed E, tipicamente termolabili, il gruppo B, e la B12 ivi inclusa, abbiano doti di termo-resistenza e non vengano sempre distrutte totalmente dal fuoco.

 

Risposta numero due, sulle alternative al sale

 

Il sale da cucina, il sale marino integrale del Pellizzari, il sale primordiale dell’Everest, e tutti i sali di qualsiasi deposito marino, collinare o montano, sono tutti, più o meno, nocivi e velenosi.

Non c’è santo che tenga. Trattasi sempre di minerali concentrati alcalini che provocano effetti terrificanti sulle nostre mucose e costringono il sistema immunitario a creare intorno ad essi una cortina acquea di protezione, che dà luogo a quella condizione patologica di nome idroritenzione o idropisia.

Quanto all’assimilazione facilitata dalla struttura fine e cristallina, trattasi di non-senso.

Primo perché il corpo umano assimila soltanto materiale a struttura molecolare collaginosa da frantumazione biologico-clorofilliana e non a struttura cristallina finissima (minuta ma ben lungi dall’essere sufficientemente polverizzata).

Secondo perché un materiale salino, non è necessariamente ricco in base alla presenza di tanti diversi minerali rari o strani o abbondanti, ma in base al quantitativo minimo assimilabile di uno solo di essi, che limita e condiziona l’assorbimento e lo scarto di tutti gli altri (vedi legge del minimo del barone Von Liebig).

Sono dunque contrario a tutti gli 84 sali che hai citato, e a quelli che ti potrebbero saltare in mente, e a quei tanti che nasceranno nelle varie pubblicità prossime venture.

L’unico rimedio per chi suda sono i succhi di carote, sedano, rape, bietole, topinambur, zenzero, patata, patata dolce (il sedano in particolare è ricchissimo di buon sodio, minerale importantissimo purché organicato), nonché i vari germogli, i cetrioli, le angurie e i meloni.

Risposta numero tre, sul the verde

 

Sono contrario al the verde, ma anche a tutte le bevande calde alle quali la gente ricorre, perché:

 

  • 1) Tutte le bevande riscaldate innescano la leucocitosi, persino la bollitura della semplice acqua, in quanto il sistema immunitario evidentemente non gradisce le sostanze smagnetizzate e diselettrizzate dal calore.
  • 2) Tutte le varietà di the, incluso il magnificato the verde, abbassano orribilmente l’assorbimento della quota globale di ferro introdotta con gli alimenti del giorno.
  • 3) Tutte le bevande di comodo, preparate, dolcificate, salinizzate ed aromatizzate nei vari modi, tolgono irrimediabilmente ed inequivocabilmente spazio alla super-importante quota giornaliera di acqua biologica della frutta acquosa (che nessuno cita, e nessuno considera, prendendo un grosso e abominevole abbaglio continuato).

 

Quanto ai risultati delle ultime ricerche non fidartene mai. Gli esperimenti citati sono sempre pesantemente sovvenzionati da chi ha interesse a dire e a far dire esattamente le cose che gli interessano.

Se i risultati delle ricerche si rivelano poi contradditori cioè scomodi ed imbarazzanti, si licenziano o si ammoniscono i ricercatori, e si insabbiano i risultati (Cambridge2000 insegna).

 

Risposta numero quattro, sul miele

 

Ho simpatia per la gente che cerca di fare qualcosa di positivo. Non voglio qui demonizzare i produttori di miele. Le api, messe nei punti giusti, dove non rappresentino pericolo e dove abbiano tutta l’acqua estiva che gli serve, senza dover invadere le vaschette e le fontanelle delle case circondanti, sono utilissime per l’impollinazione dei frutteti.

Il miele ha fatto parte dell’alimentazione umana fin dai tempi di Pitagora che lo includeva nella dieta giornaliera (a quel tempo poteva starci che non esistessero molte alternative a qualche forma di integrazione dolcificante).

Tenere un vasetto di miele naturale (non pastorizzato) di castagno, o di acacia, tra le mura domestiche, come emergenza, o come sfizio occasionale da usarsi col cucchiaino non è peccato grave.

Trattasi del più innocente tra i dolcificanti concentrati a disposizione.

Utilizzare il miele invece come sostanza magica su cui basare la propria sana e naturale alimentazione, o le proprie performance sportive, è un semplice errore ideologico.

L’intenso contenuto zuccherino del miele, privo di sufficiente acqua biologica e ricco di particolari ormoni estranei alle nostre esigenze, provoca, se assunto regolarmente, effetti dopanti.

Il miele stimola e sovverte per la sua alta carica dolcificante.

Ho fatto l’esempio virtuale di due ciclisti gemelli, dalla alimentazione virtuosa, che per semplicità sono forti uguale, mangiano uguale, si allenano uguale, e che tagliano il traguardo stringendo i denti nello stesso istante, durante le ipotetiche sfide giornaliere che si danno.

Uno dei due, si prende una tazzina di miele e, il giorno dopo, straccia sul traguardo l’altro gemello che non ha preso il miele, dandogli 50 metri di distacco.

Il giorno dopo, se chi ha assunto il miele continuerà ad assumerlo, incrementando di un cucchiaio tutti i giorni, continuerà a prevalere, ma, in mancanza di tale accorgimento, si vedrà ben presto superato dal gemello smielato.

Perché mai questo? Perché al sostegno intenso e drogante del miele assunto nei giorni delle prime vittorie, è subentrata la leggera depressione causata dall’astinenza improvvisa dal miele, mentre lo smielato non ha subito alcuno sbalzo glicemico od ormonale, e non avrà nessuna caduta di rendimento.

Noi non siamo api regine che devono compiere straordinarie ascensioni e fecondazioni, né siamo api operaie che devono lavorare intensamente da mattina a sera a rastrellare pollini e a raccogliere acqua, e a trasportare il tutto con lena alle rispettive arnie e alle rispettive sovrane.

Come il latte bovino è ottimo alimento non per l’uomo ma per i vitellini da svezzare, così il miele è ottimo alimento non per l’uomo ma per le api e le api regine.

 

Risposta numero cinque, sulla pulizia generale intestinale-epatica-renale

 

Stimo il lavoro eroico e controcorrente della dottoressa Clark, immaturamente scomparsa.

Concordo sui danni di molti dentifrici e sui danni (a volte inevitabili e male-minore della situazione) delle amalgame dentarie.

Ritengo però tutte queste pratiche di pulizia terapeutica come interventi validi, ma solo per la sperimentazione estrema o per le cosiddette cure di emergenza.

Un po’ come succede per le celebri cure oncologiche del dr Max Gerson, per alcuni aspetti ammirevoli  (vedi cure estreme a base superfruttariana), e per altri aspetti meno accettabili (vedi clistere al caffè e vedi uso di estratti di fegato o altre sostanze vietate e irrisolventi).  

In sede di pronto soccorso, è giusto accettare tutto quanto di buono le provate strategie di emergenza riescono a garantire.

In sede di sperimentazione, è giusto sperimentare tutto quanto viene in testa, purchè non venga mai a mancare il senso etico, estetico e morale.

L’antibiotico elettronico tipo zapper non ha sicuramente l’intelligenza per discriminare tra malattia-causa e malattia-effetto. La stessa parola antibiotico, rivela un errore ideologico di partenza.

Non si va contro la vita ma si cerca di capire i segreti nascosti della vita.

Chi ha inventato il metodo zapper è un po’ della stessa razza di chi studia i superfarmaci da introdurre con micro missili che colpiscono con precisione certe cellule e non altre.

Boiate pazzesche di una medicina post-pasteuriana priva di anima e di cervello, priva di ogni intelligenza, se non della tipica intelligenza vanitosa-venale-arrivistica-arrogante del solito medico che si vede come sovrano medicatore dei mali, ovvero perfetto sostituto della natura, in stridente e insanabile contrasto col il tipico maestro medico privo di pecche, che è Ippocrate.

Per la pulizia ogni 40 giorni, stile yoga o stile Clark, sono contrario.

Alla pulizia ci deve pensare il sistema immunitario, e noi dobbiamo dargli modo giornalmente di mantenersi operativo ai massimi livelli.

 

Risposta numero sei, sul cloruro di magnesio

 

Mi sono letto tutti gli opuscoli sulla divinità Cloruro-di-Magnesio, riportata alla ribalta ed in auge dal bisogno ansiogeno umano di trovare vie d’uscita ai mali inguaribili dei nostri tempi.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       Trattasi di ennesima fregatura, al pari del the verde, delle alghe speciali, delle spiruline, degli anelli e dei braccialetti Power Balance, degli amuleti, della B12 e degli eicosanoidi.

Gli effetti immediati, sicuramente positivi, sono di tipo reattivo-stimolante-drogante.

Trattandosi di minerali ad alta efficacia inorganica, reagiscono di sicuro in modo visibile e tastabile con le situazioni mineralmente sballate della popolazione.

Possono essere ammessi solo come rigorose cure limitate all’emergenza e al pronto soccorso, nelle mani di medici esperti e coscienti di operare con materiale drogante e non curativo.

Su questo punto ho discusso a fondo anche con Carmelo Scaffidi che in passato ha fatto ricorso a questi strumenti.

Come vaccini e contagio sono il rifugio delle menti deboli della medicina (cito la dr Florence Nightingale), così le sostanze magiche magnificate a destra e a manca, in testarda alternativa alla saggezza infinita della natura, sono il rifugio delle menti deboli della terapeutica.

Puoi curarti oggi e domani col cloruro di magnesio, ma alla fine il tuo corpo puzzerà orribilmente dei veleni cloro-magnesizzati che la tua povera pelle sarà costretta ad espellere.

Puoi curarti oggi e domani con le interferenze magnetiche, ma alla fine il tuo corpo si ritroverà più smagnetizzato e sbilanciato di prima, perché Adamo ed Eva non portavano anelli bilancianti, ma si nutrivano e si equilibravano con la luce elettromagnetica del sole, e con la forza elettromagnetica delle bacche selvatiche.

Puoi curarti oggi e domani col caffè, col the, con le bistecche al sangue, ma alla fine ti ritroverai come uno straccio depresso, carico di veleni mortali, di ptomaine, cadaverine e acidi urici, e cercherai disperatamente di tornare alle origini, se non sarà troppo tardi per farlo.

 

Risposta numero sette, sullo zucchero integrale di canna

 

Non basta leggere le etichette. Se mangio una mela, lo faccio perché mi sono arrampicato sull’albero, ne ho ammirato i fiori, ne ho seguito lo sviluppo e ne ho assaporato il frutto, il gusto e la digeribilità.

Chi ama la bistecca, dovrebbe prima entrare in una stalla e viverci un paio di giorni, dovrebbe seguire l’animale tirato con la corda e spinto a calci e bastonate dentro il camion, e dovrebbe seguire ogni fase successiva della via-crucis, incluso abbattimento, tramortimento, esalazione ultimo respiro, scuoiamento, dissanguamento.

Ho la fortuna di aver visitato le fabbriche di zucchero, anche in Filippine. Nelle etichette parlano di spremitura canne e concentrazione del succo? Scemenze. Si adoperano invece temperature di diverse centinaia di gradi che demoliscono e distruggono ogni valore reale.

Tutti gli zuccheri bianchi, rossi e verdi, hanno la caratteristica peculiare del 100 percento calorie e zero percento micronutrienti utilizzabili. Sono autentici sovvertitori dell’equilibrio glicemico.

Il succo di canna bevuto strizzando la canna, e quello di bietola, centrifugando la medesima, sono i soli in grado di darci energia sana, priva di effetti collaterali.

Pensa un po’ che ho rinunciato persino alle deliziose marmellate senza zucchero, 100% frutta bio, che decenni fa producevo, sempre per gli effetti degeneranti della cottura.

 

Risposta numero otto, sui sostituti del latte

 

Tua moglie sta appesa giornalmente alla mammella della mucca? La cosa è grave, anche esteticamente.

Vuoi che la spinga ad appendersi a qualcosa d’altro?

Alla pecora, alla capra, alla topastra?

O vuoi che la spinga ad appendersi a una bottiglia di sostanza biancastra che fa pensare al latte?

Sono tutte false soluzioni.

Tua moglie ha bisogno di assistenza psicologica. E’ una caseo-dipendente.

Tutti i tipi di latte animale del mondo sono stati previsti, concepiti, intesi, a far superare il periodo di svezzamento del rispettivo piccolo. Punto e basta.

Il piccolo svezzato deve mangiare come l’adulto.

Pensa un po’ se la mucca si preoccupasse della crescita del vitellino che le cammina a fianco, avendo solo un prato da cui brucare striminziti fili d’erba.

Il bebè umano deve stare a fianco dei genitori, copiarne le usanze saggie e procedere.

Il latte non va sostituito con niente, come la carne e le proteine animali non vanno sostituite con niente.

Piaccia o non piaccia il nostro cibo sta nella frutta acquosa e secca, nei germogli, nei tuberi, nei semi, nelle radici, ma soprattutto nell’aria, nel sole e nel pensiero corretto.

Risposta numero nove, sulla leucocitosi

 

Per quale motivo il sistema immunitario scatena la leucocitosi ad ogni pasto cotto e ad ogni pasto

alto-proteico?

E’ un po’ come se tu mi chiedessi perché Dio ha fatto le gambe dei cani storte anziché dritte.

E’ come se tu mi chiedessi perché Dio ha messo abbondanti enzimi uricasi negli animali onnivori-carnivori e zero enzimi uricasi negli esseri umani.

Il sistema immunitario fa semplicemente il suo dovere.

Quando nel corpo entra materiale considerato self, cioè compatibile, il sistema immunitario resta tranquillo e pacifico a sonnecchiare. Quando invece registra l’ingresso di materiale non-self, estraneo e nemico, si sveglia di soprassalto, fa suonare la sirena e manda le sue truppe all’arrembaggio.

Moltiplicare per 2 e per 3 i leucociti, da 6000 unità per dl di sangue a 12000 e fino a 20000, non è operazione semplice ed innocente. Trattasi di grande spreco di risorse.

Ogni accelerazione cardiaca provocata alimentarmente o farmacologicamente, ogni innalzamento di temperatura, ogni incremento artificioso di vitalità, comporta dispendio, spreco ed anche successiva depressione.

Trattasi di operazioni costosissime in termini di energia enzimatica, biochimica e magnetica.

Il crudista vegano, che parte a inizio pasto con 6000 unità e lo conclude con 6000 unità anche in fase digestiva, è la formica della situazione.

Coccola le sue granaglie gelosamente nei suoi depositi, fa fiatare il sistema immunitario, e lo tiene  pronto e funzionale per tutte le future emergenze.

Le conseguenze dell’abuso continuo immunitario sono le stesse che subisce chi, avendo un conto in banca, va a prelevare in continuazione.

Alla fine, quando arriva una vera emergenza, il conto è ai minimi termini o addirittura in rosso.

Le conseguenze sono un tramonto anticipato, un invecchiamento precoce, una carenza di reattività immunitaria, un notevole rischio-malattia, una spiccata tendenza alle patologie degenerative.

 

Risposta numero dieci, sul caffè

 

Il caffè è la sostanza più redditizia e sponsorizzata del pianeta.

La Terra è lastricata di caffè, di caffeina, di caffeinomani e di speculatori che vivono sulla schiena di una massa crescente di caffeinizzati.

Quando si parla di droga, si dovrebbe pensare subito al caffè, alla sigaretta, allo zucchero e alle carni, e solo in un secondo momento all’oppio e all’eroina, e poi alle anfetamine e all’hashish.

Il consorzio mondiale caffè-tabacco-cocacola-redbull ha a disposizione margini enormi da reinvestire nella pubblicità martellante a favore delle droghe legali.

Troverai sempre gente disposta a giurare sulla tomba dei genitori che le Marlboro fanno più bene dell’aria dei boschi, e che il caffè trasforma miracolosamente l’acqua in bevanda dispensatrice di intelligenza, socievolezza, salute e abilità. Come dire, più lo mandi giù e più ti tira su.

Un gioco da ragazzi comprare falsi ricercatori e false università, falsi media e falsi profeti, disposti a vendere la propria madre e i propri figli, pur di ricevere i sottobanchi e le prebende.

I 13 punti che ti ho inviato sono frutto di ricerche e di statistiche scientifiche e precise.

Frutto di studi seri realizzati da gente non sponsorizzata e non corrotta da nessuno.

I 7 punti che hai citato, sono tutti slogan commerciali messi in bocca a gente e a enti squattrinati, privi di spirito scientifico e di ritegno morale.

Direi che quei sette punti contengono un quadro disinformativo di tipo addirittura criminale.

Esaltare la caffeina, cioè uno dei veleni più dopanti e sballanti della terra, come panacea, significa davvero divinizzare satana e demonizzare la divinità.

Non c’è una sola parola veritiera nel documento del tuo caro amico caffeinomane.

Ogni effetto positivo e miracoloso del caffè vale come primo effetto di punta, e viene seguito dai noti fenomeni della depressione, della dipendenza, della distruzione renale, della disintegrazione organica.

Tutte le cose positive dette sul caffè si possono ribadire a proposito degli psico-farmaci.

Anche quelli fanno miracoli e mirabilie, fin quando sei sotto l’azione attiva della droga.

 

Risposta numero undici, sullo svezzamento e la dieta infantile

 

Confermo in pieno le mie posizioni.

Gli omogeneizzati e le diete alto-proteiche infantili sono opera di ingrassaggio e di appesantimento rapido dei nostri bambini, trattati come autentici polli di allevamento da ingrassare e mandare al macello velocemente.

Gli strumenti tipo bilance e cordicelle metriche in mano ai pediatri servono esattamente a quello.

Lo svezzamento, salvo le emergenze da trattarsi nel modo meno innaturale possibile (preferenza ad altre nutrici umane, o a tipi di latte più leggeri tipo capra e pecora), si attua col latte materno umano, che è un latte leggerissimo, dolce e trasparente, assai vicino, per formula proteica-vitaminica-zuccherina, al succo fresco della frutta.

Ecco allora che il bambino svezzato ha la possibilità di crescere al meglio, senza traumi, senza leucocitosi, senza acidificaioni, senza putrefazioni, con una dieta fruttariana inclusiva di frutta secca  integrata di frutta da guscio e da semini triturati e pestati, da cremine di avena, da germogli e verdure.

Il bambino umano non è un tigrotto o un cagnolino, ma è figlio di una creatura fruttariana, con tutte le regole che ne conseguono.

Quanto alla rennina e alla lattasi, che sono gli enzimi indispensabili per la demolizione e l’assimilazione delle proteine del latte, il piccolo ce li ha mentre gli adulti ne sono privi.

 

Risposta numero dodici, sulle verdure crude

 

Le verdure consumabili a crudo sono sicuramente i carciofi (la parte tenera interna, scartando le foglie fibrose esterne, i broccoli, le zucchine, i cetrioli, i pomodori, i piselli freschi, i peperoni.

Per le melanzane e gli stessi peperoni si può ricorrere a scottata veloce.

Per le patate c’è la possibilità di grattugiarle assieme alle carote.

Tenere presente che il succo di patata cruda ha importanti effetti antistitichezza, per cui può diventare un’arma in più a favore del sistema digestivo-epatico-renale-ghiandolare.

Ovvio che le patate siano più gradevoli leggermente cotte con la buccia, o impadellate (non certo fritte) a fette, senza esagerare con la cottura.

Le patate, cotte conservativamente, si rivelano comunque valide al test Simoneton, mostrando vibrazione e vitalità sugli alti livelli del colore arancio (5900-6200 Angstrom), quasi come la frutta che sta sull’ultrarosso (7600-9000 A), e molto più in alto delle carni e delle proteine animali (che stanno tra i raggi X (600-3000 A) e l’ultra-violetto (3000-3900 A).

E’ vero che la triturazione delle verdure è sconsigliabile, anche se si può ovviare al problema consumando il pasto senza perdere tempo, un po’ come si fa col succo d’arancia e coi centrifugati, che vanno bevuti al volo.

 

Risposta numero tredici, sulla preparazione ideale per le mezze maratone e per gli sportivi

 

Tu stesso hai risposto a questo dilemma, scoprendo la straordinaria forza fisica che proviene da un corpo leggero e pulito.

Tu stesso hai sperimentato il miglioramento del tuo rendimento sportivo addirittura in concomitanza o in rapida successione al digiuno.

Vale il principio che nel giorno della gara si consumano i carboidrati accumulati nei giorni precedenti.

Il giorno della gara serve alimentazione leggera a rapida combustione.

Te lo dice qualcuno che ha fatto grosse performance atletiche senza mai appesantirsi.

Quante volte avvelenarsi di cadaverina per settimana? Mai, se si vuole durare a lungo.

Con cosa sostituire la carne? Nessun integratore aminoacido a catena ramificata o non ramificata.

Il veleno carne non va sostituito con niente.

Il carburante umano è il succo zuccherino della frutta, oppure l’amido ritrovabile nei tuberi, nei legumi e nei cereali (e rispettive farine integrali).

I grandi atleti di Olimpia si nutrivano bevendo succo d’uva e di melograno, masticando uvetta, datteri e fichi secchi, più pinoli e pistacchi.

Chiaro che tuo fratello ha delle difficoltà a convincere i suoi atleti sui vantaggi del veganismo.

Gli atleti di oggi provengono da famiglie e scuole e società rovinate dall’ignoranza imperante, portata in ogni casa dal massimo diseducatore mai esistito, che è il mezzo televisivo.

 

Risposta numero quattordici, sull’alimentazione professionistica di una qualsivoglia squadra nazionale

 

Con le alimentazioni stimolanti, alto-proteiche e droganti a base di carburante sbagliato, non si va molto lontano.

Carne e formaggi, prosciutti e mortadelle, pasta e verdure cotte, pizze e crostate, marmellate e nutelle, vino e caffè, sono alla base di tutte le diete adottate dalle squadre di club e dalle squadre nazionali.

Squadre che diventano anche campioni del mondo, per nostra fortuna e per nostra grande soddisfazione.

Campioni del mondo però non grazie a quelle diete, ma nonostante quelle disgraziate diete.

Squadre che, piaccia o no, sono nelle mani di nutrizionisti tanto acculturati quanto incompetenti dal punto di vista igienistico.

Non è una demonizzazione pregiudiziale della categoria ma una obiettiva constatazione, basata su quanto essi disegnano e propongono per i loro atleti e le loro squadre.

Nutrizionisti che, con le loro formule nutritive, sono degli sciupa-atleti e non dei preserva-atleti.

Non è casuale che gli eroi degli stadi facciano alla fine vasto ricorso a carnitine, e a una serie di supporti farmacologici e supplementanti.

Ribadisco che i campioni di decathlon, e i campioni indistruttibili stile Moses, incontrastato dominatore mondiale ed olimpico della corsa 400 ostacoli per 10 anni di seguito, o stile Martina Navratilova, regina assoluta del tennis mondiale negli ultimi 20 anni, hanno dato ampie dimostrazioni della incredibile efficacia delle diete vegane, in termini di performance immediate e di freschezza atletica prolungata.

Se c’è qualche sostanza speciale su cui puntare, direi che, dopo l’acqua biologica zuccherina della frutta, dopo la verde clorofilla delle verdure cariche di vitamina C ed E, occorre mettere sul trono dello sport due vitamine speciali.

Mi riferisco all’idrocloride o tiamina, cioè la vitamina B1 naturale, indispensabile per l’utilizzazione del glucosio.

Si trova nel germe di grano, nel girasole, nei pinoli, nelle arachidi, nel tarassaco, nel cavolfiore, nei piselli, nei legumi e nei cereali. Viene distrutta dall’alcol, dallo zucchero, dal fumo e dal caffè.

La sua carenza è causa della nota debilitazione chiamata beri-beri.

E mi riferisco anche alla niacina o vitamina B3, fondamentale per lo sviluppo della potenza muscolare.

Si trova nel germe di grano, nel sesamo, nelle mandorle, nei datteri, nelle arachidi, nel peperoncino rosso, nel ribes nero, nelle banane. La sua carenza provoca la pellagra.

Chiaro che non si deve però andare a caccia di queste due vitamine, per vincere le gare.

Vince e rimane sul podio a lungo chi insegue la respirazione e il sole, il duro allenamento e il necessario riposo.

Vince e rimane campione chi punta con decisione all’equilibrio corpo-mente-anima, chi insegue la salute nell’assieme, e non nei singoli alimenti.

 

Risposta numero quindici, sull’olio e sulle spezie

 

Non sono d’accordo con l’olio a digiuno, perché interferisce col ciclo metabolico-liquidativo.

Sarebbe opportuno da parte tua bere un bicchiere d’acqua e fare del movimento di primo mattino, e poi procedere alla spremuta o al centrifugato di mela-carota-ananas-sesamo-rapa-sedano.

Quanto alla curcuma, non so esattamente quanto utile o dannosa possa essere.

La considero però una stranezza non indispensabile.

 

Risposta numero sedici, sull’emocromatosi

 

Emocromatosi significa accumulo organico di minerali (soprattutto rame e ferro) non utilizzabili, e può riguardare il fegato, il pancreas, il cuore, le ghiandole e i muscoli, creando fastidiosi problemi, tipo ipertrofia o ingrossamento organico o ghiandolare, dolori, perdita di libido, iper-pigmentazione, astenia (debolezza organica).

In pratica è meglio avere carenza, che eccesso di minerali.

La medicina propone in questi casi cure con prodotti chelanti, tipo la D-penicellina, oppure ricorre alle salassoterapie periodioche.

L’igienismo punta sempre sul digiuno e sulle diete con tanta frutta e tanta acqua biologica.

L’igienismo insegue non le carenze e non gli eccessi, ma insegue l’equilibrio.

Quanto al chiodo nella mela, dà una sveglia a tuo fratello. Mi meraviglio di lui.

Non esistono trucchi per organicare i minerali. Il chiodo nella mela è un vuduismo. Perché allora non il chiodo nella coca-cola?

 

Risposta numero diciassette, sul professor Umberto Veronesi

 

Abbiamo in Italia un clamoroso ed eccellente testimonial di salute e longevità vegetariana, paragonabile per molti aspetti al centenario inglese Bertrand Russell di qualche decennio fa, contestatore e ribelle, che sfilava nei cortei contro i soprusi e le guerre di tutti i tipi.

Un professor Veronesi che non fa quelle sfilate, ma che rappresenta il top della medicina-simbolo, della medicina oncologica.

Un professor Veronesi che, pimpante, agguerrito ed 85enne, è stato ai verti ministeriali della sanità e  che tuttora è conosciutissimo in ogni angolo del pianeta.

Chiaro che anche lui è un uomo, e che qualche errore lo ha fatto e lo fa tuttora.

Assai inopportuno, ad esempio, il suo schierarsi con gli Ogm.

Ma questo errore marchiano lo ha fatto pure il papa, o comunque il Vaticano.

Lo vogliamo criticare? Facciamolo pure, ma senza mai dimenticare che egli rimane una grande e straordinaria bandiera italiana e mondiale del vegetarianismo efficientistico, sano e vincente.

 

Risposta numero diciotto, sul rapporto uomo-natura

 

Non vedo con la lente dell’innaturalità il fatto che l’uomo abitante in zona fredda si mangi la banana che altri uomini coltivano per lui ai tropici. Trattasi al massimo di un valido stratagemma organizzativo.

Un clistere, un farmaco, un vaccino, un asportare di organo o di ghiandola, un sezionare e un suturare la pelle, sono cose ben diverse.

Se uno poi decide di fare l’Eschimese e di vivere in un igloo, non c’è santo che tenga.

Gli serve indossare la pelliccia dell’orso, portare a tracolla un buon fucile e deve pure ricorrere agli ami e alla fiocina.

Anche perché l’uomo non è dotato dell’intelligenza infinita della renna, la quale riesce a sopravvivere alla tundra artica senza tradire l’anima pacifica e gentile che ha, cibandosi di soli muschi e licheni.

Il confine di demarcazione tra naturale e innaturale, tra etico e immorale, tra estetico e disgustoso, tra sano ed insano, tra logico ed illogico, è di una chiarezza inequivocabile.

Se a qualcuno sfugge, ciò è dovuto alla sua miopia o, peggio ancora, alla sua volontà di non vedere, di non sentire e di non pensare.

 

Risposta numero diciannove, sull’acqua distillata

 

Ribadisco una volta per tutte che la migliore acqua è quella pura, priva di qualsiasi minerale e di qualsiasi residuo inquinante, quella attestata a un pH neutro 7.00 sulla scala acido-alcalina.

Nella pratica, il problema dell’acqua alimentare è un falso problema per la gente che si alimenta con giudizio.

L’uomo che ha mangiato correttamente non ha sete, in quanto ha preso la sua quota idrica dall’acqua distillata naturalmente.

Quell’acqua che sta nella frutta e nelle verdure crude, accompagnata da forza elettromagnetica solare, da vitamine naturali, da sali minerali organicati, da ormoni e fattori di crescita naturali, da fibre e fitonutrienti naturali e dai colori profumati della natura.

Se non si riesce a raccogliere l’acqua piovana o nevosa a precipitazioni avanzate ed auto depurate, va benissimo usare le acque più leggere in commercio, con l’avvertenza di ionizzarle e ravvivarle magneticamente prima di ingerirle (basta passare l’acqua da un bicchiere all’altro e farle riacquistare così un minimo di carica ionizzante).

 

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo