ANGIOEDEMA EREDITARIO

RICHIESTA TELEFONICA

L’amico Ignazio da Palermo mi chiede di commentare questa rara patologia che ha colpito il figlio di un sua amico.

Ha provato a cercare a destra e a manca, su manuali medici e su internet, trovando notizie scarne e frammentate.

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RISPOSTA

COS’E’ L’ANGIOEDEMA

Ciao Ignazio, sono d’accordo con te sul fatto che si tratti di un fenomeno non molto diffuso.

Direi poi di concentrarci sul termine angioedema, lasciando da parte l’aggettivazione “ereditario” che appartiene al campo delle solite ipotesi e supposizioni mediche.

Per non spaventare i lettori a corto di linguaggio medico, la radice angio deriva dal greco “angeion” (vaso sanguigno), mentre il suffisso edèma, o èdema, deriva dal greco “òidema” (gonfiore).

Pertanto l’angioèdema, o se volete l’angioedèma, è una infiltrazione di sangue nei tessuti sottocutanei.

CONTESTAZIONE DELL’IPOTESI EREDITARIA

Il primo a usare il termine “ereditario” fu William Osler, che nel 1888 disse che l’angioedema, in alcuni casi, poteva presentare elementi di ereditarietà.

Da allora si sono imbastite ricerche e teorie genetiche in abbondanza, fantasiose e sofisticate quanto basta, coinvolgenti il C1-inibitore, una proteina inibitrice della serin-proteasi, un enzima che disgrega i peptidi, che sono composti intermedi della scissione delle proteine.

La C1 è una proteina che circola nel sangue a livelli di circa 0,25-0,45 grammi per litro, assolvendo funzioni simili a quelle delle immunoglobuline.

I soggetti affetti da HAE producono insufficienti quantità di C1.

DISINTERESSE MEDICO PER L’IPOTESI TOSSICOLOGICA

Quando la medicina ricorre alla ipotesi ereditaria, a quella batteria, a quella virale, a quella allergenica, a quella emotiva, lo fa sempre per lo stesso motivo, perché non ha voglia né tempo di fare un’indagine seria caso per caso, e preferisce additare sempre un determinato nemico che non è ovviamente in grado di difendersi e di contestare. E’ comodo insomma scaricare il barile su chi non c’entra per niente.

L’ipotesi tossicologica poi è quella che meno interessa alla medicina, visto che non comporta operazioni e cure, ma soltanto una detossificazione e una auto-guarigione naturale.

“La salute innanzitutto?” Questo lo dice un detto popolare. Alla medicina, più che la salute interessa il business sulla salute, una cosa estremamente diversa.

SINTOMI, O MEGLIO APPARENZE ESTERNE, SIMILI ALL’ORTICARIA

I sintomi dell’HAE sono simili a quelli della colica intestinale, o anche a quelli di una forte reazione allergica.

In ogni caso si ha una reazione anafilattica, ovvero immunoreattiva, e una rapida infiltrazione nella pelle, nel tessuto sottocutaneo, nella mucosa o nella sottomucosa.

Qualcosa di simile all’orticaria e al prurito, anche se in questo caso manca quel tipo di sintomi.

ATTACCHI PERIODICI CIRCOSCRITTI

In altre parole parliamo di una patologia caratterizzata da extravasazione che si traduce in attacchi periodici circoscritti, con gonfiori a livello dei tessuti sottocutanei in diverse parti del corpo.

Tali gonfiori non sono accompagnati da prurito.

I sofferenti di angioedema presentano episodi ricorrenti, chiamati attacchi di dolore addominale, con intensi conati di vomito, debolezza, diarrea acquosa. La loro frequenza può essere settimanale o mensile o anche semestrale.

LEUCOCITOSI E CLAMOROSI ERRORI DIAGNOSTICI

Gli attacchi allo stomaco possono durare da 1 a 5 giorni e richiedono ospitalizzazione per i problemi di carattere dolorifico e per i problemi di idratazione che comportano. Sono accompagnati da forte leucocitosi che porta la presenza leucocitica da 6000 a 13-30000 unità di leucociti per mmc di sangue.

Man mano che il dolore diminuisce, c’è un corrispondente calo nei leucociti.

Siccome i sintomi dell’angioedema non sono di facile riconoscimento, e spesso sono confondibili con quelli della comune appendicite, i medici cadono spesso nell’errore e vanno a praticare interventi di laparoscopia e laparotomia (apertura chirurgica dell’addome) che si rivelano poi non solo come non necessari, ma anche come clamorosi errori diagnostici, con danni enormi per il paziente.

I FATTORI SCATENANTI SECONDO LA MEDICINA UFFICIALE

La HAE può colpire varie zone come il viso, il collo, la gola, gli arti e i genitali.

I fattori scatenanti possono essere diversi. Si va da patologie pregresse con presenza intensa di batteri e virus (chiamate dai medici “infezioni”, e da noi igienisti invece definite “intossicazioni”), a irritazioni mai risolte, a postumi operatori ( malattie iatrogene), a ferite, a micosi, a stati prolungati di tensione e di stress. Da notare come nel linguaggio medico, molto raramente, se non mai, si parli di tossiemia, di stitichezza cronica e di sangue denso.

UNA MALATTIA TIPICAMENTE DERMA-ELIMINATIVA

La mia opinione è che l’angioedema non sia affatto da catalogare nell’ambito delle malattie ereditarie.

La sua netta caratteristica infiltrativa verso il derma e verso le mucose, che fungono sempre da sistema emuntorio, ovvero da organo aggiuntivo di purificazione pro-renale, evidenzia il suo carattere eminentemente dermatologico e quindi anche eliminativo.

NODI AL PETTINE A DETERMINATA SCADENZA

Classica malattia-benettia dunque che fa da valvola regolatrice di sfogo e di salvezza, indispensabile a salvare il corpo da qualcosa di peggio, da una tendenza dell’organismo a non detossificarsi facilmente giorno dopo giorno, ma piuttosto ad accumulare tossine per colpa di uno stile di vita non esattamente congruo. Gli attacchi insomma sono da inquadrarsi come nodi al pettine che il sistema immunitario impone con una determinata cadenza, al fine di espellere uno stock di veleni di molto superiore alla tolleranza corporale.

BENETTIA DA RISOLVERSI CON UN BEL DIGIUNO E CON L’ADOZIONE DI UN REGIME VEGANO E QUASI-CRUDISTA

Non trovo interessante citare i rimedi della medicina, che vanno chiaramente nella direzione dell’antibiotico, del cortisone o di altre pseudo-soluzioni farmacologiche.

Per l’igienismo, questa malattia che non è malattia, ma nemmeno si dovrebbe chiamare HAE, con quella H abusiva iniziale che sta per “hereditary”, si risolve nel modo più classico, e cioè con un bel digiuno di 5-10 giorni (riposo assoluto, niente cibi, niente farmaci, e tutta l’acqua leggera che si può bere), seguito da un giorno di sola frutta e poi da una ripresa della normale alimentazione vegana quasi-crudista.

DECISIVO APPORTO DELLE PIANTE DIURETICHE E DELLA “PANACEA ASTENSIVA”

Si dovranno inserire nella dieta tutti i vegetali freschi di stagione allo stato crudo, nonché i vegetali selvatici amari. Tra le piante da orto più indicate troviamo asparagi (leggermente cotti i turioni bianchi, crudi quelli teneri e verdi), carciofi, finocchi, cipolle, sedani, cavoli, carote, crescione, cicorie, lattughe e prezzemolo. Tra i cereali, indichiamo l’avena e l’orzo. Tra i frutti le ciliegie, le fragole, la pesca, il sambuco, l’anguria, il melone, l’uva e l’arancia. Tra le selvatiche, l’acetosa, l’ortica, il pungitopo (punte selvatiche), il luppolo, la primula, l’equiseto e il tarassaco.

Basilare il rispetto della solita “panacea astensiva”, che è quella di evitare sale, integratori, vitamine sintetiche, zucchero, caffè, the, farmaci e vaccini.

TUMEFAZIONE DELLA PELLE E PIGRIZIA CRONICA DEL SISTEMA LINFATICO

L’angioedema, alla fin fine, non è altro che una tumefazione di una o più parti del corpo, prodottasi per l’accumulazione di liquido sieroso tra le strutture stesse della pelle. La chiamerei sindrome da avvelenamento ciclico del “body water stock”, derivante da cronica pigrizia del sistema linfatico.

Possiamo anche definirla come idropisìa cardiaca, conseguenza di affezioni di cuore e ricorrenti crisi circolatorie, o come idropisìa renale, conseguenza di disordini funzionali ai reni.

PROBLEMATICA DIURESI E FORTE RITENZIONE IDRICA

Come tutte le malattie metaboliche, essa ha origine da semplici disordini digestivi e dal conseguente debilitamento della funzione eliminativa renale e cutanea, e non certo da quanto la letteratura medica pretende di raccontarci con linguaggio super-tecnico e ipotesi pessimistiche (malattia ereditaria, autoimmune, idiopatica, criptogenetica). Siamo di fronte ai soliti problemi di ritenzione e stagnazione idrica, con scarsa tendenza alla diuresi, per cui i veleni introdotti giornalmente nell’organismo non trovano regolare via di uscita.

Valdo Vaccaro