CARNE A RUOTA LIBERA E FEGATO GONFIO

LETTERA

 

Duodenite cronica, prostata ipertrofica e fegato ingrossato

 

Buongiorno, mi chiamo Matteo, ho 55 anni e diversi problemi.

Una duodenite cronica da quando avevo 18 anni, una prostata ipertrofica attualmente di 40 mm, e il fegato ingrossato e grasso.

Mangio molta carne 3-4 volte la settimana, più formaggi e salumi.

Vorrei sapere qualcosa sulla dieta crudista fruttariana, come attuarla e quali cibi consumare.

La ringrazio. Matteo

RISPOSTA

 

Dove e come sorge una duodenite

 

Tenersi una duodenite per 30 anni senza mai risolverla, non è cosa accettabile, caro Matteo.

Sono più che sicuro che, se qualcuno ti avesse deformato il carburatore della macchina, l’avresti prontamente portata in autofficina per una messa a punto.

Duodenite, o gastro-duodenite, significa infiammazione del primo tratto dell’intestino tenue, che fa immediatamente seguito allo stomaco.

Acuta o cronica sorge per azione di agenti irritanti quali l’alcol, il fumo gli abusi e i disordini alimentari ripetuti, i cibi troppo caldi o troppo freddi, eccesso di farmaci, e soprattutto avvelenamento da carne.

Alito cattivo, bruciori di stomaco e mancanza di appetito

La duodenite porta a diminuzione dell’appetito, a bruciori, vomito, cattivo sapore e cattivo alito in bocca, soprattutto al mattino, ed altre sensazioni sgradevoli.

Non dimentichiamo che è proprio all’altezza del duodeno che avviene l’assorbimento degli alimenti da parte della vena porta.

Zona dunque particolarmente delicata e meritevole di tutela.

La panacea contro la duodenite (ma anche contro tutto il resto) rimane la dieta vegana-crudista-fruttariana

La duodenite si combatte con dieta priva di alimenti piccanti e di sostanze vietate tipo vino, superalcolici, caffè, salse, droghe, farmaci, fritture, cacciagione, carni, pesce, formaggi, e con l’adozione di cibi semplici, freschi e sani, evitando di affaticare lo stomaco con mangiate copiose.

Accettabili in questi casi, durante il tempo del recupero, il riso, l’orzo e il miglio come cereali, accompagnati sempre da verdure non stracotte e da legumi.

Ma la vera panacea rimane la dieta crudista prevalentemente fruttariana.

Le disgrazie della carne e la diffusione dello stato infiammatorio intestinale

Le disgrazie della carne non arrivano mai da sole.

Con digestioni lunghe, incomplete e difficili, si aggrava la densità del sangue e si entra in regime di stitichezza, con surriscaldamento ed infiammazione intestinale.

Lo stato infiammatorio irrita ed infiamma tutto il corpo umano a partire dal sistema vascolare (vedi vasculiti). L’ipertrofia degli organi e delle ghiandole è segno evidente di abuso intensivo dell’organismo mediante un carburante drogante e stracarico di ottani, che nel motore umano prendono il nome di cadaverina e acido urico.

La prostatite rappresenta un vero tormento

La prostatite è un tormento fastidioso ed insopportabile.

Tanto indisponente dal portare molti maschi ad accettare la soluzione estrema della sala chirurgica.

Anche qui serve dieta crudista per il recupero. Ti allego alcune delle mie tesine sulla prostata.

Ma potrai trovare molto di più sui miei libri Alimentazione Naturale e Storia dell’Igienismo.

Il fegato ingrossato è quanto di peggio possa capitare

Ciliegina sulla torta, il fegato ingrossato e la cistifellea non esattamente nella massima forma, immagino.

Come dire, stai pagando a caro prezzo ogni singola briciola di prosciutto crudo e cotto, ogni singola fetta di mortadella, ogni frammento di bistecca e di ossobuco.

Non lo dico col cinismo del vegetariano che carica ignobilmente la dose.

Provo al contrario il medesimo disappunto e lo stesso dispiacere.

Anche i vegani che spesso mi scrivono sono reduci il più delle volte da anni di carnivorismo e di conseguenze patologiche simili alle tue.

Non ho mai incontrato un mangiatore di carne sano in vita mia

La realtà è che non mi è mai successo di incontrare carnivori privi di pesanti handicap interni.

Vegani in forma da una vita? Non tanti a dire il vero.

Non tanti solo perché scarseggiano di numero, e niente altro che per quello.

Ho incontrato però me stesso, e mi contnuo a incontrare ogni giorno, trovandomi sempre in perfetta forma gastrica, prostatica ed epatica, per cui non posso che parlar bene delle cassette di arance, di uva, di mele, di kaki, di patate, di nocciole e di carciofi che mi hanno da sempre accompagnato.

Gli animali liberi vegani scoppiano di forza e di salute, e mi riferisco all’orango, all’elefante, alle giraffe, al rinoceronte, all’ippopotamo, alle gazzelle, alle zebre, ai canguri.

Il fegato è un organo davvero eccezionale

Il fegato è il più voluminoso, prezioso e nobile organo del corpo umano, con le sue 500 e oltre trasformazioni biochimiche vitali che svolge in continuazione, nel ricambio di zuccheri, grassi e proteine, e nella detossificazione dell’organismo. E’ grande laboratorio chimico e magazzino di riserva di glicogeno, e grassi. Alla sua integrità è legata la salute dell’individuo.

Forte e resistente mai si ammalerebbe e mai presenterebbe intasamenti virali, infiammazioni ed ipertrofie, se non venisse maltrattato ed insultato oltre ogni limite.

Uno straordinario elenco di funzioni vitali

Il fegato emulsiona e metabolizza gli acidi grassi, accresce l’azione del succo pancreatico, eccita la muscolatura intestinale, impedisce la putrefazione delle sostanze fecali, neutralizza l’acidità, attenua i veleni scorrenti nel sangue, regola il tenore d’acqua dei tessuti, la percentuale di zuccheri nel sangue e di urea nelle urine, produce i globuli rossi e fissa il ferro nei medesimi, e l’elenco non finisce qui.

Sensibilissimo all’alcol e ai cibi grassi, è un fegato fruttariano come tutte le altre parti del corpo umano. Il fegato degli animali carnivori è ipertrofico, assai più grosso rispetto ad animali vegani di uguale peso.

Fegato malato significa ammoniaca nel sangue e conseguenti disturbi mentali

Un fegato duro, grosso e dolente, porta con sé un decadimento generale delle forze, un carattere ombroso, dermatiti, seni invertiti (piccoli nelle donne e grossi nei maschi), irascibilità, melanconia, stanchezza, vertigini, depressione, impotenza, insonnia.

Nelle malattie epatiche aumenta la concentrazione di ammoniaca nel sangue, con incresciose ripercussioni a livello cerebrale, non escluse instabilità nervosa o ipocondria, bipolarismo, pessimismo, scontrosità, psicopatie e forme di pazzia.

Non esistono epatiti virali A, B, C e D, ma soltanto fegati intossicati, carichi di detriti cellulari intasanti e non prontamente ripuliti

Per ripristinare la salute del fegato serve una dieta rigorosissima, semplice, leggera, cruda, con intenso uso di carote, olive, carciofi, cardi, susine, mele (masticando anche la buccia), fragole, lattuga, cicoria, tarassaco, malva, cavoli, cipolla.

L’eliminazione di carni e formaggi, di alcolici e nervini, di farmaci e vaccini, è d’obbligo.

Tutte le epatiti classificate con le varie lettere dell’alfabeto, a seconda dei detriti cellulari prevalenti,

rientrano nella medesima categoria che si chiama fegato intossicato, per cui i virus non c’entrano un bel niente, essendo essi solo conseguenza ovvia dell’intossicazione e del mancato lavoro di ricambio, di pulizia ed alimentazione cellulare epatica.

A 55 anni la vita può anche ricominciare su nuove basi

Non temere Matteo. Sei messo male ma hai solo 55 anni e le prospettive di un recupero sono buone perché hai l’umiltà e l’onestà intellettuale di ammettere i tuoi errori, e di cercare senza troppi fronzoli una netta alternativa. Se l’avessi saputo prima! Mi ha scritto una lettrice qualche settimana fa, dopo aver sperimentato i vantaggi della dieta crudista vegana.

Tu l’hai saputo un po’ tardi, e sei tornato all’ovile all’ultimo momento, ma sempre in tempo.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo