CIBO-CIBO E MANGIME-INTEGRATORE

La coerenza e il filo conduttore

 

Ho appena ricevuto la toccante testimonianza telefonica di un’amica.

Ti conosco da quando ero ragazzina e tu avevi 20 anni. Ero come te e condividevo appieno le tue posizioni, pur tenendomi strette le mie idee.

I percorsi strani e complessi della vita mi hanno portata a fare degli errori concatenati. Oggi mi ritrovo con un corpo legato malvolentieri al fumo e al caffè, al cibo spazzatura e alla bevanda  impropria, alla medicalizzazione ed al farmaco.

So di aver compromesso il mio organismo e non sono nemmeno sicura di poterci porre rimedio.

Ma due cose mi sono rimaste intatte, come la scatola nera degli aerei disintegrati.

Trattasi della mia coscienza (del pensiero, del ragionamento, dell’intelligenza che sento non essere state mai messe in discussione nonostante tutto) e della mia lingua, le quali mi permettono di esprimermi con cognizione di causa.

Voglio solo dirti che condivivo non al 90 ma al 110 percento quanto fai, pensi, dici e scrivi.

Mi hanno colpito particolarmente le tue due ultime tesine  Zona Cancro e Zona Tumore, e  Scienza uguale scelta, Vitamina C uguale frutta.

Ma, quello che trovo unico in te è il filo lofico di collegamento di questi ultimo scritti con tutti quelli che hai divulgato in precedenza.

Tu non stai scrivendo degli articoli. Stai piuttosto offrendo delle autentiche lezioni e dei pezzi di mosaico che costituiscono un disegno importante.

 

Il tuo ruolo e la tua giusta collocazione

 

Quello che trovo di diverso sono la chiarezza terminologica e la coerenza concettuale.

Esiste un preciso filo conduttore che non subisce nodi o interruzioni.

Dici pane al pane e vino al vino, mela alla mela e farmaco al farmaco, vitamina alla vitamina e droga alla droga.

Hai fatto tante cose notevoli nella vita.

Lo scavezzacollo, il playboy, il calciatore, l’insegnante, il businessman internazionale, il padre, e oggi il filosofo-comportamentale-nutrizionista.

A mio avviso hai trovato finalmente la vera, la giusta ed appropriata tua dimensione.

Oggi ti vedo al posto giusto nel momento giusto, anche se mi sono spesso chiesta perché non lo hai fatto ancora prima.

Oggi tu stai facendo quello che avresti sempre dovuto fare, perché questo è il tuo vero lavoro, questo è il tuo vero ruolo, questa è la tua vera missione. Ti ringrazio.

 

 

La redifinizione dei concetti fondamentali per capire meglio il tutto

 

Riporto quanto sopra non certo a scopo auto-celebrativo, anche se non nascondo che messaggi di questo tipo siano importanti e funzionino da molla e da carica, da stimolo a fare ancora meglio.

Ad essere sincero, preferisco trattare le critiche alle lodi, in quanto permettono di essere più chiari e mordaci, ed in più non comportano alcun imbarazzo.

Riporto quanto sopra dunque perché intendo proseguire quanto scritto ieri a proposito della vitamina C.

Sta infatti succedendo che la gente, anche gente qualificata e titolata, si sta rendendo conto dell’importanza fondamentale delle parole e delle definizioni, ai fini della comprensione globale dei concetti.

C’è un clima nuovo che comporta una rinnovata voglia di reimparare quanto già sappiamo su nuove basi.

C’è il desiderio di capire le cose non più in modo sciatto, pasticcione, approssimativo, ma in modo più realistico e scientifico.

Dal momento che ieri mi è stata fatta, quasi incredibilmente, la domanda  Dimmi cos’è la vitamina C, mentre pochi giorni prima mi era stata posta l’altra questione basilare  Dimmi cos’è l’acqua, voglio ora giocare un po’ d’anticipo, immaginando che domani qualcuno mi chiederà  Dimmi cosa è il cibo

(secondo te e non secondo Calabrese).

 

Cos’è il cibo-cibo, ovvero il carburante perfetto e non difettoso

 

Il cibo, che chiamo cibo-cibo per chiarezza, è quella sostanza che si comporta regolarmente da amica affidabile nell’organismo di chi la assume.

Quella sostanza che gli inglesi chiamano  self  (stessa, riconosciuta), in contrasto con quella non-self (non stessa, non riconosciuta, estranea).

Il cibo-cibo è quella sostanza che in ciascuna creatura vivente apporta tutte le calorie e tutti i micronutrienti di cui il motore ha bisogno per bruciare quel carburante nel modo migliore, cioè nel modo più logico, rapido, economico, privo di effetti collaterali perversi.

Ogni pianta ed ogni animale del creato sono dotati di mezzi naturali cognitivi-istintuali-visivi-auditivi-olfattivi atti a riconoscere senza indugio il proprio cibo-cibo, per cui i ruminanti brucano l’erba (prima la verde e poi la secca), il maiale e il cinghiale gongolano sulle ghiande, sulle patate, sui tuberi e sulle pannocchie di mais, gli uccellini si cibano di bacche e di semi, i corvi e le iene, i coccodrilli e gli squali, le tigri e gli sciacalli si nutrono di prede e di cadaveri.

 

Il precario e spurio concetto di onnivorismo

 

Il concetto spurio di onnivorismo vero e proprio non esiste in natura.

Quando esiste, lo è più per curiosità o per necessità stagionale che per regola.

Normalmente gli esofaghi animali si dividono in carnivori e non-carnivori.

L’onnivorismo è un’invenzione dell’uomo.

Se onnivorismo significa mangiare di tutto, tutti sono allora onnivori. Questo non è modo di ragionare.

Anche il gatto, dopo essersi mangiato il topo o l’uccellino, va poi quasi in penitenza e purificazione a masticare l’erba verde.

Ma nessuno lo può definire onnivoro per questo.

 

 

 

Anche l’orso, tra scorpacciate di bacche e di verdure, tra una razzia di miele selvatico e l’altra, si diverte a catturare il pesce, ma occorre considerare che vive confinato tra i boschi più freddi e deve potersi in qualche modo arrangiare.

Anche al maiale di allevamento danno il siero del latte e altre farine orribili, incluso quella di ossa, che lui mangia solo per la prigionia e la disperazione nella quale è costretto a vivere.

In ogni essere vivente, e più chiaramente nei mammiferi, ci sono metodi non opinabili ma scientifici per stabilire  quale è il suo cibo-cibo, il suo carburante perfetto.

 

Il metodo di riconoscimento del carburante perfetto

 

Il metodo scientifico è molto semplice, ed è quello di analizzare:

 

A)    La conformazione esteriore del viso, del corpo, degli arti, della bocca, dei denti, delle mandibole.

B)    La conformazione interna dello stomaco, del fegato, dell’intestino e dei vari organi , come aspetto, peso e dimensioni (intestino corto, tozzo, internamente liscio e adatto a espellere la carne in rapida putrefazione = intestino carnivoro, intestino lungo, complesso e poroso = intestino fruttariano).

C)    La biochimica dello stomaco (presenza intensa di acido, per disintegrare le proteine animali in aminoacidi = stomaco carnivoro, scarsa presenza acido = stomaco fruttariano).

D)    La biochimica del sangue (sangue acido = sangue carnivoro, sangue alcalino = sangue fruttariano)

E)     La biochimica enzimatica ed ormonale (presenza uricasi, per disintegrare acido urico = organismo carnivoro, assenza uricasi = organismo fruttariano).

F)     La biochimica del latte (latte alto-proteico, con oltre 30 % e oltre cal/proteina = latte carnivoro, latte basso-proteico 5% = latte fruttariano).

 

Pertanto, non secondo i vegetariani, o secondo chi qui scrive, ma secondo le opinioni convergenti e assolute della scienza in generale (paleontologia, anatomia, biologia, archeologia, cardiologia, oncologia, gastroenterologia, psicologia, filosofia, igienismo, medicina responsabile), il corpo umano è un corpo fruttariano, un motore che va ad acqua biologica zuccherina vitaminizzata e mineralizzata in modo naturale.

 

L’identificazione del motore e l’identificazione del corrispondente carburante

 

Identificato il motore, identificati i cilindri, le valvole e le candele, i filtri, l’impianto elettrico, è poi facile dedurre senza alcun dubbio il corrispondente carburante.

Il carburante appropriato e perfetto è quello che manda avanti quel tipo di motore fino alla fine, senza causargli intasamenti, scoppiettate, surriscaldamenti e grippaggi.

L’unico carburante umano capace di esprimere tali caratteristiche è la frutta fresca e secca, le verdure, i semi e le radici.

Tutto il resto è per il corpo vera e propria immondizia.

Chiunque osi affermare il contrario, si tratti di un presentatore di Uno Mattina, di Gusto, del Potere del Cuoco, o di altra trasmissione televisiva, che abbia diploma o laurea in nutrizione, o che sia anche il Nobel dei Nobel, sappiate che si tratta di un ignorante o di un imbroglione, ovvero un distributore di balle ignobili e disorientanti.

Non ci sono vie di mezzo.

Potrà sembrare esagerato ed estremistico, ma questa, vi piaccia o no, è la pura e distillata verità.

 

 

La sola eventuale scusa plausibile è quella della pubblicità  

 

Diverso è il caso della pubblicità.

Ci vorrebbe anche lì attento esame e controllo onde evitare che non si esageri con la disinformazione e l’imbroglio.

Ma, in quel caso, esiste almeno l’alibi della sponsorizzazione, per cui la gente capisce dove uno vuole arrivare, e perché lo fa.

La perversione e la criminalità televisiva si attuano esattamente in questo tratto, nel quale si presentano

delle teorie sballate e di parte, in nome e per conto di sponsorizzatori occulti ma non troppo, camuffate da teorie nutrizionistiche o addirittura da teorie scientifiche e salutistiche.

In Friuli, se vogliamo davvero stroncare qualcuno o qualcosa, usiamo dire che è una carogna.

Il mezzo televisivo di oggi, per come opera e funziona, è in effetti un’autentica carogna.

 

L’alimentazione umana a livello scientifico e non adattata o piegata ai desideri e agli interessi delle attuali industrie alimentari e farmaceutiche.

Andare al supermarket, ma con la bussola inserita.

 

Stabilito che quello il cibo, e che tutto il resto è non-cibo, cibo-junk, cibo concentrato, cibo inscatolato, cibo morto, cibo spazzatura, non serve tenere in casa il bilancino e il prontuario dei vari micronutrienti.

Non serve nemmeno chiedere ansiosamente cosa è quella vitamina e cosa è questo minerale, cosa è quell’ormone,  cosa è l’Omega3 e cosa è il coenzima Q10.

Basta tenere con sé la bussola che ti orienta verso il tuo cibo e ti spinge lontano da  tutto il resto.

Basta portare a casa solo le cose giuste, o almeno le cose giuste in stragrande maggioranza, e mangiare quanto ci serve, ovvero a sazietà.

Basta rimpinzarsi dei cibi veri che abbiamo prescelto, ovvero dei cibi voluminosi e naturali, ingombranti e ricchi di acqua biologica, dotati di fibra grezza naturale, ricchi di preziosi zuccheri aiuta-diabete accompagnati da relative insuline e inuline vegetali, dotati di Omega3 ed Omega6 (acidi grassi polinsaturi naturali), di polifenoli e di fitonutrienti conosciuti e sconosciuti, di tutto lo spettro mineral-vitaminico.

 

Il problema delle mescole esiste solo e soprattutto quando si fanno i pasticci

 

Se siamo così bravi di stare il più possibile sul naturale, sul vivo, sul crudo, servono pochi consigli sulle precedenze e le mescole.

Servirà dare precedenza ad anguria e meloni, poi a frutta acida (agrumi, pesche, bacche), poi a frutta non-acida, poi alle verdure crude, poi ai tuberi, eventualmente cotti in modo conservativo al vapore e con la buccia integra, poi ai semi e alla frutta secca.

Se facciamo i pasticci e le mescole col non-cibo e col cibo cotto, con le salme in decomposizione, occorre invece essere molto più attenti, visto che il cibo crudo fa a pugni col cibo cotto e conservato, e che le proteine animali sono incompatibili e nemiche della frutta e delle verdure crude.

 

Spiace per i produttori di junk e di  pappe-per-ex-vitellini-matati chiamate latticini, ma la stroncatura salutistica è totale

 

Andate pure tutti al supermercato, e riempite i carrelli di oggetti, abiti, palloni, giochi, telefonini e quant’altro.

Ma, quando si tratta di cibo, diventate più avveduti.

 

Al reparto frutta e verdura non si corrono gravi rischi.

Fate invece molta attenzione ed applicate triplo discernimento nei reparti spazzatura.

Spiace per la maggioranza delle industrie alimentari e farmaceutiche, spiace per i produttori di cibi in scatola, spiace per i produttori di cadaverini e salme in tutte le loro forme, spiace per i produttori di

pappe-per-ex-vitellini-matati chiamate latticini e gelato-latticini, spiace per gli avvelenatori legati a alcol-caffe-the-cole ed acque gassate, e per quelli legati alle caramelle e alle chewing-gum, ai confetti e ai dolciumi, ma non ci sono altri termini alternativi se non quello della stroncatura salutistica totale.

Fermo restando che, se la gente desidera davvero ammalarsi, è padronissima di farlo, e voi di continuare a esistere come siete oggi, e a non subire l’indispensabile conversione in industrie rispettose della salute, in strutture per la semina e la raccolta delle zucche e delle patate, in strutture per il confezionamento di semi di zucca, di sesamo e pinoli, in fabbrichette di spremiagrumi e di macina carote.

A volte si può anche chiudere la fabbrica e andare in vacanza per sempre, perché è meglio fare niente che arrecare danni alla salute dell’umanità.

 

Una panoramica sui mangimi-integratori, ovvero sulle stampelle alimentari

 

Qui siamo nel mondo dei non-cibi. Non parliamo di nutrienti, o di preziose fibre che non nutrono ma svolgono utili funzioni gastrointestinali.

Parliamo invece degli integratori e dei vicarianti di tutte le specie, ovvero delle stampelle e dei veleni.

Siamo nel settore dei cibi devitaminizzati, demineralizzati, privi di enzimi, di vitalità, di acqua biologica bilanciata e di biomagnetismo.

Parliamo di cibi ladri i quali entrano nell’organismo, apportano calorie vuote e morte, ma rubano, cioè assorbono, cioè fanno razzia di minerali-vitamine-enzimi-ormoni interni per essere adoperati-digeriti-espulsi, lasciando alla fine il corpo non rafforzato e migliorato, ma indebolito e peggiorato.

 

I nemici dell’umanità, ovvero i Lanzichenecchi dell’organismo umano

 

La carne e il pesce, i latticini e le uova, sono integratori proteici micidiali, in quanto defunti, apportatori di proteine che non servono all’uomo e che causano solo fenomeni putrefattivi (formazione di pus al nostro interno), con rilascio di ammoniaca, cadaverina, acidi urici, indoli e fenoli.

Fenomeni putrefattivi che si traducono ben presto in intasamenti, avvelenamenti interni, acidificazioni, avitaminosi, osteoporosi, leucocitosi, processi ossidativi, diabete, infarto e cancro.

Le paste, le pizze e i pani, soprattutto quelli a farina bianca, sono integratori calorici, autentici demolitori della nostra biochimica interna.

Lo zucchero e peggio ancora gli altri dolcificanti sintetici (vedi aspartame) sono bombe integratrici calorico-gustative ed ipervelenose.

Il sale da cucina è un integratore minerale-gustativo ad effetti idro-ritentivi.

Tutte le acque sono integratori idrici superflui per chi si nutre con avvedutezza.

Il latte è un integratore svezzatorio per piccoli poppanti che non abbiano la fortuna di avere una mamma capace o disposta ad allattarli al suo seno.

I cibi cotti sono tutti da considerare integratori calorici, carichi di insidie.

 

Differenze pratiche organolettiche tra cibo e mangime

 

Se dai al maialino le patate crude, ovvero il suo tipico cibo di mangiatore di tuberi, egli cresce sano e snello, si mantiene vispo e allegro, corre in ogni direzione. Rincorre per gioco galline e conigli.

 

Rincorre per naturale attrazione le sorelline o le cuginette. Si rotola nel fango in continuazione.

E’ una furia della natura.

Ma non ingrassa affatto, questo è il guaio.

Gli allevatori di maiali non hanno tempo da perdere, per cui si guardano bene dal commettere tali madornali errori.

Le patate si danno, ma ben cotte, così diventano anch’esse veri e propri integratori a lenta digestione.

E il vitellino diventa pigro, tranquillo, per cui ingrassa rapidamente e magari si ammala anche, ma la bilancia non ha mica il termometro incorporato, e segna soltanto il dato essenziale che interessa, ovvero i chili.

La stessa cosa succede per i bovini, per le galline, i tacchini e le oche.

 

L’alimentazione ingrassante praticata dalla pediatria mondiale

 

Quanto ai bimbi umani, è risaputo come le mamme facciano regolarmente coalizione e congiura con alacri pediatri armati regolarmente di bilancini e di cordelle metriche,  pronti a rifilare vaccinazioni, omogeneizzati, latticini ed integratori.

In pratica, così facendo, si comportano esattamente come gli allevatori di maiali da macello.

Una specie di gara a chi cresce più veloce in altezza, peso e larghezza, non certo a chi corre in salute e intelligenza.

Si dimenticano che i loro pargoletti non sono, per loro fortuna, destinati all’ingrassamento e al macello.

 

I Calabrese del mondo intero vadano pure a Carosello, ma non a contrabbandare scienza dove scienza non esiste

 

Quando il prof Giorgio Calabrese, e con lui i Calabrese che esistono in ogni paese macellatorio del mondo, si presenterà in televisione a dire le cose che dice, premettendo onestamente e trasparentemente che sta lì in funzione e rappresentanza pubblicitaria dell’Agroalimentare Italiano ed Europeo, in opera di convincimento sovvenzionata dai macelli che lui sa, e che il direttore della Tivu pure conosce, possiamo promettere che non avremo grandi cose da obiettare, se non sulla oggettiva scurrilità di tale spot.

Ma, quando si presenta invece nella veste di studioso serio, di nutrizionista e di salutista indipendente,

a pontificare il popolo sulla necessità di essere onnivori, ovvero mangiatori di carne insanguinata e puzzolente, infiorita di qualche violetta, di qualche primula, di qualche foglia d’insalata e di una profumata pesca, non può pretendere di passarsela liscia con la critica.

 

Solo la razza umana usa il suo organismo come tomba porta-disgrazie e porta-malattie

 

La gente ha occhi per vedere, cuore per capire e cervello per valutare.

Nei cadaveri, in tutte le salme del mondo, ci sono proteine, B12, Omega3 e minerali, ma vengono giustamente tumulate nei cimiteri e nei camposanti, o bruciate negli inceneritori.

Quella è la loro giusta destinazione.

Solo la razza umana, bella, pulita, timorata di Dio, educata e incravattata, storpia tutto e trasforma il proprio organismo in una indegna, disgustosa tomba porta-disgrazie e porta-malattie.

Valdo Vaccaro

Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)

Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)

 

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