COME CAPIRE ED ELIMINARE IL LIPOMA

LETTERA

 

Chiarimento sul lipoma

 

Buona sera, premetto che è la prima volta che mi cimento ad inviare una mail, per cui ci metterò un’eternità e chiedo scusa per eventuali errori.

Le scrivo per avere da lei un chiarimento sul perché si formano i lipomi.

Vorrei anche sapere se, seguendo uno stile di vita crudista, si riesce pure ad eliminarli.

Io ne ho uno di circa sei centimetri sotto la scapola sinistra.

E’ lì fermo da diversi anni e non mi crea particolari fastidi.

Ma con magliette aderenti si vede e, a dire il vero, fa un po’ senso.

 

Nessuna voglia di bisturi

 

Non ho nessuna voglia di farmi mettere le mani addosso da un chirurgo, ed ecco il perché della mia domanda.

Io la seguo da circa tre mesi, e ringrazio il destino che in qualche modo mi ha condotta a lei perché la cercavo e mi sono fidata istintivamente, senza riserve.

 

Un passato di mala-alimentazione (il solito poco e di tutto dei medici) e di costipazioni intestinali

 

La mia vita passata è ricca di alimentazione sbagliata e di costipazioni intestinali.

Ora va decisamente meglio, ma non mi sento ancora a posto.

Ho voglia di farle tanti complimenti perché, oltre ad avere un bagaglio enorme di sapere, è molto simpatico ed ha un’ironia che mi piace tantissimo.

Ora la saluto, e non è andata poi così male.

Sappia che sto parlando di lei a destra e manca, e che qualcuno è già tirato dentro con entusiasmo.

Mi va di mandarle un forte abbraccio. Grazie di tutto.

Daniela Macorig

 

 

 

 

RISPOSTA

 

Sto perdendo colpi con le risposte. Sono costretto a mettere da parte alcune mail.

Spero che le tesine che riesco a produrre contengano comunque le dritte informative per tutti.

 

Ciao Daniela, qualcuno mi critica perché faccio questo lavoro gratuitamente, e aggiunge pure che le cose gratuite a questo mondo sono tempo sprecato, non venendo intese ed interpretate nel modo giusto.

Come dire che le cose di valore costano e quelle gratis sono tali perché prive di contenuto qualitativo.

Non so fino a che punto riuscirò a gestire nelle presenti condizioni la mia rubrica, visto che, per quanto mi dia da fare lavorando spesso anche di notte, i messaggi in arrivo superano di molto quelli che riesco a smaltire.

 

I messaggi che mi inviate sono tutti graditi

 

Però non mi pentirò mai di questa esperienza che mi permette di stare in contatto con tante persone che mi chiedono  una mano in termini di consigli ed informazioni, e me ne danno due in termini di supporto psicologico e morale.

La vita è fatta anche di questo, forse molto più di questo che del solito baratto monetario.

E tu Daniela, col tuo messaggio preciso e privo di fronzoli, nonché carico di gentilezza, sei una di queste persone.alle quali ho il piacere e l’onore di rispondere.

 

Le difficoltà di definire in modo oggettivo e condiviso una qualsiasi patologia

 

Dare una definizione sintetica a qualunque malattia non è così semplice, e non è nemmeno univoco.

La descrizione medica in particolare, differisce sistematicamente da quella igienistica, per una serie di motivazioni.

Le differenze non si limitano alla definizione ma vanno ben oltre, andando a coinvolgere descrizioni, dettagli, interpretazioni e terapie.

Questo non vale soltanto per il lipoma, ma anche per le restanti malattie del carnet generale medico, a partire dal più semplice raffrddore.

 

La conoscenza statica e le intuizioni cinematografiche relative al funzionamento organico

 

Il medico ha una conoscenza ineguagliabile del corpo umano nella sua fissità anatomica.

E’ probabile che, proprio in questa dedizione esagerata e puntigliosa alla geografia fisica e materiale dell’organismo umano, stia la spiegazione dell’inettitudine medica a capire e a interpretare correttamente, in modo integrale e cinematografico, la vera dinamica dei fatti che riguardano la salute e la malattia.

In realtà le cose non dovrebbero andare così.

Più si conosce la conformazione e la struttura materiale di un terreno o di un tessuto, di una ghiandola o di un organo, e più si dovrebbe poter capire come funzionano le cose e che senso logico esse abbiano, anche al di là dei contorni visivi e quantitativi.

Se non fosse così, dovremmo invocare paradossalmente una maggiore ignoranza medica, come contropartita di una migliore interpretazione delle malattie e di una più logica impostazione delle terapie adatte a risolverle.

 

Altri fattori di disturbo impediscono alla medicina di fare un salto di qualità

 

Il problema è che la medicina si inceppa e si incaglia nei bassi fondali, non tanto e non solo per l’eccesso di zelo fotografico.

Ma soprattutto per altri concomitanti fattori di disturbo che sono l’interesse economico, il costo crescente dell’apparato burocratico sanitario, il legame indissolubile con la venale e condizionante industria farmaceutica, i pregiudizi e i dogmi ereditati dal passato medievale e pasteuriano

Fatte queste considerazioni introduttive, veniamo al tuo lipoma.

 

La truffaldina manipolazione terminologica della parola cancro

 

Se tu hai letto il mio Zona Tumore, Zona Cancro, ti sei già resa conto di come in America siano state da anni eliminate del tutto le distinzioni tra i vari tipi di escrescenze, indurimenti, tumori e neo-formazioni interne al corpo umano, e sia stato persino cancellata la vecchia distinzione tra tumore benigno e tumore maligno.

Il discorso non ha riguardato solo l’America ma il mondo intero.

Il termine adottato universalmente è uno soltanto: cancer, ossia cancro.

Questa scelta non è casuale e non è da sottovalutarsi, in quanto ha mille implicazioni e mille conseguenze.

Dà infatti alla medicina un potere di pressione terroristica mai visto in precedenza, e permette di portare in sala operatoria molta più gente di quanta ne verrebbe facendo le debite, antiche e sagge distinzioni.

 

Il rischio di essere catapultati dall’oggi al domani in un reparto oncologico

 

Siamo arrivati al punto che qualunque persona sana, che venga inopinatamente sottomessa a un esame radiologico in una qualsiasi struttura sanitaria, corre il concreto rischio di finire dall’oggi al domani tra i ricoverati di un reparto oncologico, e una scheda sul letto indicante laconicamente ora e giorno di un  intervento chirurgico.

I continui appelli al controllo mammografico, ad esempio, fanno pensare alle campagne pubblicitarie più incisive e menzognere, visto che la vulnerabilità femminile alla malattia trova spesso espressione nella sua parte più erotica e attraente. L’importante è massimizzare l’uso dei costosi impianti che si devono ammortizzare velocemente. L’importante è poter contare sui grandi numeri e su una popolazione da dichiararsi malata ed operabile.

 

Il sistema persecutorio delle tre lettere

 

Dal momento che le aggregazioni cellulari di tipo tumorale vanno e vengono, si abbozzano e si sciolgono, in dipendenza di cosa facciamo e di come ci comportiamo, essere beccati nel momento in cui  un punto del corpo presenta anche un banale e innocente punto scuro, può rappresentare una automatica condanna al bisturi.

I legami della sanità coi poteri dello stato, permettono agli ospedali di inviare tre successivi inviti al ricovero, che non sono semplici richieste ma autentiche ingiunzioni legali.

Vi si scrive più o meno quanto segue:

Gli esami compiuti su di lei hanno rilevato la presenza di una situazione patologica da chiarire. La invitiamo a ripresentarsi  in questo ospedale entro 15 giorni a partire da oggi.

Una prima raccomadata con ricevuta di ritorno al diretto interessato, una seconda ai suoi famigliari qualora egli non si presenti entro i termini, e una terza allo sceriffo in caso di ulteriore latitanza.

Una vera e propria caccia al malato ribelle, che diventa per la legge un vero e proprio ricercato.

Statistiche, sopravvivenze e costi

 

Dalle statistiche si apprende poi che gli operati di cancro o presunto tale (quindi anche l’innocente lipoma), hanno una sopravvivenza media di 3 anni, visto che l’operazione non significa solo bisturi e ricuciture, ma interventi radiologici, chemioterapici, più farmaci di contorno, antibiotici, eparine, antidolorifici, integratori, e così via.

La trafila medico-farmaceutica, le paure e le sofferenze insite in questi interventi, fanno sì che qualcuno muoia già nelle fasi iniziali per complicazioni cardiache, e che molti altri sopravvivano penosamente, col marchio del cancro e i postumi trumatici del bisturi, per altri 5 o 6 anni. Se uno supera i 5 anni di sopravvivenza (e magari muore una settimana dopo), viene catalogato come guarito del tutto e come salvato dal cancro.

Dimenticavo un dettaglio importante.

Ed  è che ogni operazione, definita di cancro, porta nelle casse dell’ospedale 50 mila dollari, mentre una remissione con esito negativo, non va olre i 500 dollari.

 

Definizione di lipoma

 

Il lipoma è un tumore non maligno, secondo i manuali medici vecchio stampo e non ancora allineati con le catalogazioni cancro-catastrofistiche ufficiali.

Un tumore innocente e a consistenza lipidica che si forma preferibilmente sul tessuto fibroso muscolare e nervino del corpo umano.

La medicina nicchia e non si pronuncia sui perché un tumore sorge e perché deve essere operato.

Andare nei dettagli potrebbe rivelare troppe cose.

 

I tumori sono utili barriere difensive umane, create ad evitare guai peggiori

 

Per l’igienismo naturale, tutte le forme tumorali non sono altro che barriere difensive create con intelligenza dal sistema immunitario a difesa estrema della propria integrità.

Una specie di ricorso al salvataggio in corner, per dirla in termini calcistici.

Come detto e spiegato più volte non esistono malattie dotate di contorni personalistici e di vero identikit.

Non esistono entità malefiche che impiantano dentro di noi dei meccanismi distruttivi ed aberranti.

Esistono invece dei processi e dei meccanismi automatici in cui il nostro corpo, gravato da continui attacchi tossicologici, è costretto a scegliere il male minore.

 

Gli errori fondamentali

 

Il mangiare male, il muoversi poco, il disattendere la luce del sole, il non saper respirare in modo profondo e ritmato, lo spaventarsi e il subire traumi ed ansie, sono tutti fattori che portano il corpo ad ammalarsi.

Ciò avviene attraverso passi precisi e scanditi.

 

Sei fasi per arrivare alla formazione tumorale

 

La prima fase è l’indebolimento generale, e quindi un rallentamento metabolico, col sangue che alimenta di meno le cellule e le ripulisce con minore vigore.

La seconda fase è l’enervazione, cioè la maggiore fatica che fanno i nervi a operare in condizioni peggiorate.

La terza fase è l’intossicazione del sangue o toxemia, che porta il livello di tolleranza tossica del sangue ad andare oltre i livelli massimi di guardia.

La quarta fase è l’infiammazione dei tessuti, che porta a ipertrofia e gonfiori, e raggiunge l’apice nei punti più deboli e vulnerabili che ognuno di noi presenta in base alla sua conformazione fisica, o anche in base ai traumi fisici e psichici subiti negli anni precedenti.

La quinta fase è l’ulcerazione del tessuto circostante il processo infiammatorio. Continuando ad infiammare lo stesso tessuto, è ovvio che la resistenza di quelle cellule viene messa a dura prova, sfociando nella distruzione, nell’assottigliamento e nella perforazione del tessuto stesso.

La sesta fase è l’indurimento, l’opera riparatoria urgente delle cellule circostanti a creare uno strato suppletivo a copertura dell’ulcera, e un altro ancora più volte. Questo indurimento viene chiamato tumore.

 

La cachessia ha spesso il sapore di condanna irrimediabile

 

Finché il sange continua a circolare nelle cellule riparatorie del tumore, non succede nulla di particolarmente grave.

Ma se le offese tossicologiche continuano, o se si va a toccare quel tumore con interventi  inopportuni, sopravviene la cachessia e la putrefazione cellulare, e si crea una condizione di metastasi e di replicazione in altre parti del corpo, che è poi la condizione, spesso irreversibile, di cancro vero e proprio.

 

I tumori come ricettacoli di veleni interni

 

Man mano che una persona continua ad autodistruggersi coi suoi stili di vita inquinanti, la qualità del sangue peggiora e perde in purezza e fluidità, viscosizzandosi e lipo-intossicandosi.

Un modo ideale per produrre ancor più tossine in una specie di cicolo vizioso.

Ecco allora che i nostri punti di tumore diventano anche ricettacoli di emergenza dei nostri veleni ridondanti.

Punti di raccolta e convergenza di veleni che altrimenti finirebbero in circolo, con danni ancora peggiori.

 

L’igienismo definisce il tumore come male minore.

 

Ed è in questo senso che l’igienismo definice il tumore come male minore, come estrema barriera difensiva e perfettamente reversibile.

Non si tratta solo di esprimere delle opinioni filosofiche, ma di provare scientificamente le asserzioni che si fanno.

 

L’autolisi dei tumori è una pratica corrente nelle cliniche igienistiche del mondo

 

L’autolisi, l’autodistruzione, l’autodissolvimento dei tumori di ogni ordine e grado, viene attuata in continuazione nelle cliniche igienistiche-naturali più famose.

Il fatto si verifica pure nella pratica comune dei terapeuti che seguono la scuola di Trall, Tilden e Shelton, oltre che quella di Ehret e Bircher-Benner.

Se non hai ancora letto la tesina Perfetta autolisi nodulo al seno del 12/6/10, ti invito a farlo, poiché essa parla proprio di questo.

 

 

 

Un bel digiuno, e forse una replica successiva del medesimo, e il tuo lipoma scompare

 

Cosa facciamo dunque di questo lipoma che ti crea inquietudine ed imbarazzo, dandoti anche fastidio estetico sotto la scapola sinistra?

Armati di un posto per riposare indisturbata per 4 o 5 giorni, e fatti un rifornimento di acqua leggera di alta montagna (se non riesci a procurarti l’ideale acqua distillata).

Ti fai un bel digiuno terapeutico con niente cibo, niente farmaci e niente integratori (ovviamente), e acqua da bere a sorsi e a volontà, curando la respirazione, ricambiando la biancheria inumidita in continuazione.

Il lipoma si rimpicciolirà e si dissolverà progressivamente.

 

Interruzione del digiuno e ripresa graduale dell’alimentazione

 

Interromperai il digiuno non appena l’appetito, scomparso dopo 1 giorno, tornerà a bussare al tuo stomaco, e non appena la lingua tornerà bella e non bianco-patinata, le urine si rischiariranno e l’alito ridiventerà gradevole.

La ripresa dell’alimentazione sarà con frutta acquosa al 100% per 4 giorni, e con reintroduzione di verdure e tuberi e semi a partire dal 5° giorno, seguendo poi possibilmente i miei soliti schemi dietetici del veganismo e del crudismo tendenziale.

 

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Begamo