DALL’ ULCERA GASTRICA AL GOZZO MULTINODULARE

LETTERA

 

Gastrite, ulcera, sovrappeso e gozzo

 

Gentilissimo dr Vaccaro, le scrivo per avere delle informazioni sui miei problemi di salute.

Ho sofferto di gastrite seguita poi da ulcera.

Guarita l’ulcera, ho cominciato ad ingrassare, aumentando di 35 kg in 8 anni, in un crescendo che continua tuttora.

Da circa 2 anni mi hanno diagnosticato un gozzo multinodulare con nodi freddi e caldi, e con cisti.

Il chirurgo voleva operarmi.

 

Esiste un’alternativa al Topazol?

 

L’endocrinologo me lo ha sconsigliato e mi ha prescritto una cura Topazol (5 mg) per 3 mesi.

Attualmente sono sotto il suo controllo.

Vorrei sapere da lei se faccio bene a prendere questa medicina o se è possibile un’altra strada come alternativa al percorso medico.

La ringrazio e la saluto.

Anna Dipierno da Barquisimento-Venezuela

 

RISPOSTA

 

Guarita l’ulcera sono cominciati i guai grossi

 

Ciao Anna, il tuo messaggio è laconico ma efficace ed impressionante.

In poche righe hai descritto meglio di qualsiasi trattato critico la mentalità e la metodologia medica.

La parola chiave sta nella frase Guarita l’ulcera.

Guarire non significa mettere una toppa a una disgrazia e provocare altri disastri ancora.

Guarire significa ripristinare l’equilibrio e la salute in modo stabile ed equilibrato, cosa che la medicina non ha mai saputo fare, per tradizione, per mentalità e persino per convenienza economica.

 

L’enorme propagazione delle malattie iatrogeniche ed autoimmuni

 

Questa non è critica dozzinale dell’igienista mangia-medici, non è fare sciacallaggio di maniera, ma è quanto gli stessi medici sanno e spesso anche confessano.

Le chiamano malattie iatrogeniche, causate cioè dalle cure mediche, o le definiscono, in modo più oscuro e sofisticato, malattie autoimmuni, sviluppate al nostro interno, per una sorta di ribellione del nostro sistema immunitario.

Non dicono però che il nostro sistema immunitario, maltrattato in continuazione da vaccini e farmaci, da diete assurde medico-raccomandate, e da stili di vita insostenibili, non ha avuto altra strada se non quella di diventare un Che Guevara che si ribella e che crea nuovi problemi all’interno del sistema.

 

Ogni malattia parte da disordini nutritivi

 

La normale nutrizione, quella fatta a regola d’arte da un uomo intelligente, libero di decidere e di scegliere tra le diverse opzioni cibarie, è quella dove il cibo viene digerito velocemente senza lasciare residui, senza creare acidificazioni, senza introdurre acidi urici, senza comportare processi di leucocitosi, senza sviluppare fermentazioni, senza provocare gonfiori e atroci miasmi putrefattivi.

La normale digestione è la base primaria della salute.

L’origine di tutte le malattie del carnet medico è dovuta al disordine nutritivo che domina e impera, in totale e poco invidiabile esclusiva, tra la razza apparentemente più intelligente del pianeta, ovvero la razza umana.

 

Cinque vie nutritive: polmonare, gastroenterica, cutanea, sessuale e spirituale

 

La nutrizione del corpo avviene per cinque vie: polmonare, gastroenterica, cutanea, sessuale e spirituale.

L’obiettivo della nutrizione polmonare è quello di appropriarsi degli elementi dell’atmosfera, espellendo nel contempo i residui gassosi esausti dell’organismo.

Affinché questa nutrizione sia sufficiente occorre respirare aria pura a pieni polmoni, cosa che non si riesce a fare se non con esercizi yoga mirati a dirigere volontariamente il ritmo respiratorio, oppure con il movimento ritmato e l’esercizio fisico ed aerobico, con le passeggiate e la corsa in supplesse.

 

La nutrizione cutanea

 

La nutrizione cutanea si realizza attraverso i tessuti della pelle, a condizione che siano esposti nudi al sole e all’aria, e che non si indossino vesti e indumenti intimi aderenti al corpo, ma soltanto capi leggeri e in cotone che consentano l’aerazione e la traspirazione della pelle. 

A condizione che la pelle non diventi  superficie insultata da esercizi pittorici e da orribili tatuaggi.

Per nutrirsi mediante la pelle si devono praticare quotidianamente bagni di aria pura, di luce e di sole, ed anche bagni d’acqua dolce e salata. Solo così l’organismo può assorbire gli elementi vitali dell’atmosfera ed espellere nel contempo le tossine interne grazie al sudore.

 

La nutrizione gastroenterica

 

La nutrizione gastroenterica avviene in stretta collaborazione tra  bocca, stomaco, intestini, fegato, pancreas e sistema renale. Ha inizio in bocca con la masticazione, processo importantissimo visto che essa ha il compito di triturare i solidi e trasformarli in poltiglia con l’ausilio della saliva che facilita la trasformazione delle fecole e degli amidi in zuccheri semplici.

La masticazione accurata è fondamentale, ad esempio, per il pane, la pasta, la pizza e i cereali.

La nutrizione sessuale

 

La nutrizione sessuale avviene a livello di sguardi e sorrisi, di emozioni ed irrigidimenti, di piaceri e dispiaceri, di sogni e desideri, di contatti e separazioni, di gioie e dolori, di divertimento e noia, di realizzazioni e di repressioni, di fedeltà e tradimenti, di esaltazioni e depressioni, di attrazione ed indifferenza, di passione ed erotismo, di fluidi e controfluidi.

Sottovalutare l’aspetto sessuale, o semplicemente tentare di schivarlo, è travisare l’intero problema della vita umana.

Dal turbinio mentale, psicologico, fisico ed emozionale dei rapporti tra le persone, nasce un fenomeno importantissimo che è l’equilibrio, l’armonia, l’autostima, la fiducia, il piacere di stare al mondo e di guardare le cose con tutto il senso critico possibile, ma anche con una vena di ottimismo e di sano umorismo, percependo la precarietà della vita ma anche i suoi lati buoni.

 

La nutrizione spirituale

 

La nutrizione spirituale è quella che si realizza attraverso i vari corpi invisibili che ci contengono e ci avviluppano inestricabilmente.

Non c’è ateo e materialista al mondo in grado di negare l’esistenza dell’anima.

Le nostre esperienze, le nostre percezioni extrasensoriali, persino i colori oggettivi delle nostre aure, delle radiazioni che emettiamo, del corpo eterico che ci avvolge, sono tutte testimonianze a sostegno del carattere spirituale che coabita in noi, come una spugna che assorbe non solo umori biochimici ed elettrici, non solo mele, patate e cereali, ma anche sensazioni e sentimenti sottili, anche sofferenze di creature villaneggiate e violentate, di animali traditi e sgozzati con modalità atroci ed imperdonabili.

Ci nutriamo dunque di ogni accadimento che succede dentro e fuori di noi.

 

L’irritazione della mucosa gastrica e i cibi maledetti

 

La vita disordinata, gli errori alimentari dei nostri genitori, i cibi sbagliati assunti fin dalla nascita, e un po’ tutti i tradimenti dei buoni principi citati nelle 5 forme nutritive sopra delineate, portano a diverse malattie che si concretizzano, a livello di corpo fisico, nelle crisi di stomaco, sottoforma di surriscaldamento, dilatazione, acidificazioni e catarri.

L’irritazione della mucosa gastrica è causata principalmente da alimenti estremamente indigesti come le carni di terra e di acqua, le carni bianche e rosse, i latticini e i formaggi, l’alcol, il caffè, il the, i dolci, l’aceto, le vivande cotte, i farmaci e gli integratori.

Cibi caldi e cibi ghiacciati, scarsa masticazione, nervosismo caratteriale e traumi psichici, sono inclusi in questo menù che porta alle ulcere.

 

Dall’irritazione e dalla infiammazione, il passo per l’ulcerazione è molto breve

 

La mucosa dello stomaco è colpita da ulcere per irritazione e congestione cronica dei suoi tessuti.

Non si tratta di una ferita locale, bensì dell’effetto dell’infiammazione generale dell’organo in questione.

La responsabilità ricade anche sulla inattività della pelle, che non fa il suo dovere e non richiama sangue dalle parti interne congestionate.

L’esistenza di ulcera allo stomaco si manifesta con dolori, vomiti, perdite di sangue per bocca o per via intestinale, un’ora o due ore dopo il pasto.

A volte l’ulcera esiste ma non dà grossi disturbi, e può anche guarire da sola, senza che il soggetto se ne accorga, se il suo stato organico è in buone condizioni.

 

Si guarisce dall’ulcera senza operazioni e senza farmaci, quindi senza effetti collaterali

 

Dall’ulcera si guarisce senza problemi, come insegna la scuola tedesca e Manuel Lezaeta.

Due giorni di digiuno e di riposo assoluto a letto, con cataplasma di fango freddo sullo stomaco, rinnovato ogni 4 ore, a decongestionare le viscere infiammate.

Dieci giorni di alimentazione liquida con centrifugati di lattuga, mele, carote, uva, mandorle dolci, più due cucchiai di olio d’oliva preso al mattino, prima di tornare a un’alimentazione completa di tipo crudista-vegano, inserendo però anche, nel solo pranzo di mezzogiorno, passati di verdura o creme preparate con brodo vegetale e semola di grano, orzo, avena, mais, zucca, patata.

Per il resto, il paziente continuerà ad assumere centrifugati di verdure ed ortaggi, qualche tisana di coda cavallina e fiori d’arnica.

 

La medicina non ha la voglia, il tempo, e la convenienza di fare tutto questo

 

Dopo un mese come sopra, mirati a risolvere al meglio l’ulcerazione, si passerà alla normale dieta crudista tendenzialmente vegana, valida per tutti, sani e malati.

I medici non hanno né la voglia, né la motivazione, né l’esperienza, né lo stimolo, né il permesso di fare tutto questo. Molto più semplice ricorrere sbrigativamente ai farmaci e alle operazioni.

 

Da un’ulcera malamente sistemata è partita la escalation verso l’obesità

 

Fatto sta, cara Anna, non ti hanno mai guarito dai problemi gastrici che avevi, e ti hanno soltanto eliminato il sintomo specifico, mettendoci una toppa e cronicizzando nel contempo i tuoi disturbi.

Ogni intervento medico comporta trattamenti dai risultati bizzarri e disastranti, spesso imprevedibili.

Danneggiare il sistema endocrino non è cosa rara, quando si opera con sostanze invasive come i farmaci.

Ed è a quel punto che è partita la tua escalation verso l’obesità e verso i 35 kg messi assieme in 8 anni.

 

Il gozzo multinodulare

 

E, a questo punto, spunta il gozzo multinodulare, malattia angosciante che riguarda soprattutto le donne, con una frequenza del 6,5% di quelle tra i 30 e i 60 anni, e che si presenta come un’ipertrofia, cioè un ingrossamento della ghiandola tiroidea, ed è particolarmente frequente in zone a scarso contenuto di iodina nella dieta.

Lo iodio si trova per la cronaca nelle rape, nelle zucche, nei cetrioli, nelle angurie, negli asparagi, negli spinaci, nei mirtilli, nelle fragole, nella lattuga, nella banana, nella carota, nella patata, nel pomodoro e nella patata dolce (oltre che, in quantità eccessive, nelle alghe).

 

Disintossicarsi radicalmente significa anche ripulirsi da indurimenti, noduli e tumori

 

Il gozzo multinodulare è accompagnato da piccoli noduli solitari e asintomatici e da noduli anche più grossi e ben visibili, di natura generalmente benigna, che creano pure problemi estetici, nonché disturbi da compressione sugli organi vicini, tipo faringe e trachea, causando disfonia (difficoltà vocali) e dispnea (difficoltà respiratorie).

Qui ti invito ad andare sul mio sito www.valdovaccaro.blogspot.com e scaricarti i vari articoli sulla tiroide, tipo La tiroide e tutto il resto, dell’11/4/10, e La tiroide ballerina, del 2/10/09.

Come per tutti i noduli, per tutti i tumori e per tutte le cisti, c’è la possibilità di farli regredire, ed anche scomparire progressivamente, col digiuno e con l’adozione di una accurata dieta vegano-crudista.

 

Sbalzi tiroidei e coinvolgimento a catena delle altre ghiandole

 

La funzionalità della tiroide si fa testando il dosaggio del TSH (thyroid stimulating hormone), un minutissimo ormone ipofisario che controlla la tiroide, il quale a sua volta è controllato dal TRH (thyrooid releasing hormone) originato dalla tirotropina dell’ipotalamo.

E si fa testando il dosaggio degli ormoni tiroidei FT3 (free triiodothyronine) e FT4 (free tetraiodothyronine), che sono le frazioni libere circolanti.

Un aumento dell’FT3 può significare un nodulo iperfunzionante, ovvero un adenoma tossico.

Valori bassi dell’FT4, con TSH aumentato, testimoniano una tiroidite cronica autoimmune, con ipotiroidismo.

In gravidanza la stimolazione da parte della gonadotropina corionica (HCG) sulla tiroide può determinare un abbassamento del TSH da non confondere con situazioni di ipertiroidismo.

 

Il linguaggio della tecnologia medica

 

Il dosaggio della calcitonina è utile a identificare o escludere la presenza di un carcinoma midollare della tiroide.

Il dosaggio degli anticorpi antitireoglobulina (TgAb) e antitireoperossidasi (TPOAb) aiuta ad identificare un eventuale processo autoimmune cronico (tiroidite di Hashimoto).

L’ipertiroidismo orienta verso l’adenoma tiroideo tossico, l’ipotiroidismo verso la tiroidite di Hashimoto.

Questo è più o meno il linguaggio della tecnologia specialistica medica.

 

Il ricorso alla levo-tiroxina e all’ago aspirato

 

Quanto alle terapie mediche, si ricorre spesso alla somministrazione di levo-tiroxina LT4 che sopprime la secrezione ipofisaria di TSH e determina una riduzione delle dimensioni dei noduli.

In gravidanza, il riscontro di uno o più noduli tiroidei genera ansietà anche ingiustificate.

L’utilizzo dell’ago aspirato per distinguere tra noduli innocenti e noduli a rischio, fa parte dell’armamentario a disposizione degli specialisti.

La terapia chirurgica va dalla lobectomia (asportazione parziale) alla tiroidectomia (rimozione totale della ghiandola), avvalendosi nel contempo di terapie adiuvanti radio metaboliche (somministrazione di iodio radioattivo che distrugge le cellule residue).

 

Medicina e igienismo agli antipodi

 

Anche qui, la visuale igienistica è notevolmente contrapposta, quasi aliena e proveniente da altri mondi.

Viene sottolineato intanto il ruolo negativo e ipocrita della cultura medica, che non aiuta certo la gente a orientarsi coi cibi.

Come tutte le malattie, anche il gozzo esoftalmico o tossico viene da noi attribuito a vita antinaturale, ad alimentazione cotta, cioè estremamente povera di minerali, enzimi e vitamine, le cui uniche fonti valide sono nell’ordine la frutta, la verdura, e gli ortaggi consumati crudi.

Ma in medicina è di moda fare lo gnorri, ed anche far quadrato intorno ai propri strafalcioni.

Come quello del mangiare un po’ di tutto, senza lasciar fuori la proteina nobile, la B12, l’Omega-3 il latticino, il fumo ed il caffè.

 

 

 

I sintomi accompagnatori del gozzo multinodulare

 

Le conseguenze di queste assurde ed ammalanti abitudini alimentari non tardano a farsi sentire.

Irritazione ed infiammazione del sistema ghiandolare nel complesso, ipertrofia della tiroide, sporgenza degli occhi che vanno più o meno fuori dell’orbita, polso rapido con 90-100 battiti al minuto, palpitazioni e tachicardia, irritabilità nervosa, perturbazioni mentali, insonnia, vomito e diarrea, sono tutti sintomi che accompagnano questa patologia, chiamata gozzo multinodulare.

 

Estirpare l’organo non significa estirpare la malattia

 

I mezzi farmacologici e chirurgici usati dalla medicina non sono in grado di apportare reali benefici al paziente, in quanto nulla fanno sulle cause scatenanti della patologia stessa, come succede del resto con tutte le cure mediche allopatiche e sintomatiche.

Si estirpa l’organo ritenuto malato, anziché agire sulla causa del male, lasciando così in piedi lo stato di disordine organico che va a disastrare ulteriormente il paziente.

 

In ambito igienistico si pensa e si agisce in modo diametralmente diverso

 

Non esistono reali alternative alla metodologia igienistica, se si vuole tentare un reale recupero costruttivo della salute, senza cadere sempre più in basso sulla strada ripida, spaventevole e dissestata del bisturi e della chemio.

La visuale igienistica non parte dagli esami clinici accurati e meticolosi della medicina.

Non parte dagli sbalzi del momento, causati il più delle volte da un intreccio di responsabilità del soggetto malaccorto e disordinato nei suoi stili di vita, e della stessa medicina che lo ha curato male in precedenza.

Ancor meno parte dalle considerazioni pessimistiche, dai concetti di in guaribilità, e dalle ipotesi catastrofistiche.

 

La coerenza igienistica dà fiducia alle possibilità di recupero del corpo

 

L’igienismo dà sempre fiducia a una persona, nella misura in cui essa mostra segni di vitalità e di reattività.

L’igienismo sa che, finchè c’è vita c’è speranza di recuperare, perché il corpo, se rispettato e non trattato a coltelli, cianuro e napalm, non va mai contro se stesso ma opera verso il recupero, verso il salvataggio del salvabile.

Il distacco dai farmaci, il ricorso al digiuno terapeutico, l’adozione di una dieta vegana-crudista e uomo-compatibile e priva di ulteriori effetti spreca-energie, l’esercizio fisico all’aria aperta, il riposo, la respirazione, l’adozione di un atteggiamento positivo e motivato, sono la sola via per dare a se stessi una chance di salvezza, e per non fare danni ancora peggiori.

 

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo