EDUCAZIONE ALIMENTARE E GASTRITE SCOMPARSA PER INCANTO

LETTERA

 

Un aggiornamento sulla situazione

 

Caro Valdo, sono il papà di Tommaso, il bimbo di 3 anni con la tachicardia sopraventricolare parossistica.

Volevo aggiornarti sulle cose positive che stanno verificandosi intorno a me.

Sulle difficoltà, ma soprattutto sulle soddisfazioni e sulle rivincite psicologiche che mi sto prendendo.

Innanzitutto un aggiornamento su Tommaso stesso e la sua nutrizione.

Mi sono preso accuse di ogni genere, prima di arrivare vittorioso al traguardo

Dopo parecchi giorni di discussioni in famiglia su quale deve essere la giusta filosofia e l’appropriata educazione alimentare da applicare ai nostri figli, siamo finalmente approdati a qualcosa.

Non è stato facile, te l’assicuro.

Mi hanno tutti dato inizialmente del matto, e di quello che è andato fuori di testa.

Alla fine però la verità ha valore contagioso e stiamo pian piano cambiando il nostro stile di vita.

Il più duro da convincere è proprio il piccolo Tommaso

Paradossalmente, l’osso più duro rimane proprio il piccolo, ovvero colui in nome del quale si sono scatenati il dibattito e la tensione.

Tommaso è davvero ostico, più duro di quanto pensassi.

La verdura cruda è un’utopia, la frutta una conquista ancora lontana, ma almeno abbiamo iniziato in due a metterlo sotto, io e mia moglie coordinati e non più in lotta l’uno contro l’altro.

Stiamo operando per riportare il nostro piccolo ai sapori della natura

Per la verdura, lei ha inventato una vellulata di crudità davvero buonissima che sta incontrando i favori del bimbo, per cui ci salviamo un po’.

Per farti capire il carattere e le tendenze del nostro bambino, non gli va per niente il gelato alla frutta e vuole solo i gusti al cioccolato, alla crema e al pistacchio, acquisiti chiaramente in fase di svezzamento.

Chiaro che non demordiamo, e stiamo operando per raddrizzargli in qualche modo i gusti.

Per fortuna che Nicolò, il più grandicello, ama da matti la frutta, e con lui non ci sono difficoltà.

Il duro impatto con la scuola materna

C’è da segnalare anche il fatto che, nel frattempo, Tommaso ha iniziato a frequentare la scuola materna, e anche quello si sta trasformando in un banco di prova.

Tu sai benissimo che per un bimbo dal cuore aritmico le bevande contenenti caffeina, theina, coloranti e bollicine, hanno il potere deflagrante di una piccola bomba atomica.

Ebbene, alla nostra semplice richiesta di non fargli bere Coca-Cola o altre bibite gasate, ci hanno chiesto un documento del medico certificante che lui non può assumere determinate sostanze.

Per bere Coca-Cola e Fanta non servono autorizzazioni mediche, per non berle invece sì

La cosa mi ha lasciato senza parole. Ma come! Siamo in Italia, e nell’anno 2010.

Non è ovvio che un bambino, sano o meno sano poca importa, non debba assumere certe sostanze?

Capisco un genitore sprovveduto e incosciente, e quanti ce ne sono è davvero sorprendente rilevarlo, ma qui si tratta di struttura pubblica, di scuola materna comunale.

Siamo davvero messi male. Sono attonito e sbalordito!

La grave gastrite di mia moglie

La parte migliore del messaggio è comunque quella finale.

Mia moglie, niente affatto vegana, diversamente da me, era da una settimana che soffriva terribilmente di gastrite, con nausea e pesantezza.

Avevo il mio bel da fare a dirle Guarda che, per come mangi, è ovvio che tu abbia questi problemi!

Ma lei non voleva darmi retta.

Ho ceduto sui bambini, ma me non mi tocchi, continuava a dirmi.

Messe al bando carne, latte, uova, formaggi e yogurt, con la prescrizione medica finita tra i rifiuti

Fino alla visita dal medico di famiglia. E’ tornata a casa con, prova a indovinare, la ricetta per un farmaco anti-ulcera da assumere una volta al dì per un mese intero.

Grazie a Dio, mia moglie farà i suoi errori, ma rimane una persona intelligente, e ha capito senza indugi che quella non era la strada giusta.

Alla fine ha deciso di tentare la via naturale che le avevo indicato, mettendo al bando carne, latte, uova, formaggi, yogurt, e dandoci dentro a più non posso con frutta e verdure crude, mentre la prescrizione del medico è finita nel cestino.

In una sola settimana, la gastrite è sparita del tutto, senza prendere alcun farmaco

Una sola settimana di questo regime alimentare e, come per incanto, la gastrite è regredita al pari delle nausee e della stanchezza che l’avevano messa a terra.

Ora è convinta direttamente sulla sua pelle, e sta rendendosi conto di come stanno realmente le cose.

Anche per questo stiamo cercando insieme, in piena e rinnovata armonia, di correggere tutte le storture e gli orrori della classica dieta mediterranea.

Anche in questo caso, la medicina non ne esce affatto bene

Non mi resta che rilevare ed evidenziare l’assurdo controsenso del medico.

Come fa un signore in camice, che la conosce da anni e che dovrebbe collaborare ed aiutarla a stare meglio, visto che siamo stati noi a sceglierlo e a dargli fiducia, a comportarsi in quel modo?

Come fa a prescriverle di primo acchito dei farmaci, senza nemmeno essersi informato su cosa mangia e come mangia? Non stiamo parlando di una diagnosi e di una prescrizione per un mal di testa, ma bensì per una gastrite!

Medici curanti o piazzisti di farmaci?

Non ho mai avuto pregiudizi personali e sentimenti negativi contro la classe sanitaria.

Non almeno per partito preso. Sono però sempre più convinto che i medici di oggi siano davvero, in molti casi, dei semplici piazzisti e dei dispensatori di farmaci.

Un grazie infinito per il lavoro instancabile e preziosissimo che stai facendo.

Roberto e Francesca

RISPOSTA

 

La saggezza e il buon senso di Francesca hanno prevalso

 

Complimenti a Roberto, ma soprattutto a Francesca. Poco importa se, per cedere e per capire che l’igiene naturale e il rifiuto del farmaco pagano, ha dovuto aspettare la gastrite e tutto il resto.

L’importante è aver reagito in modo deciso e sicuro alla prescrizione del medico, accantonandola e scegliendo di guarire in modo corretto ed ippocratico, pur magari non sapendo chi sia esattamente Ippocrate e chi abbia coniato la millenaria regola per cui La Natura è sovrana medicatrice dei mali.

D’ora in avanti lo saprà anche lei, e si comporterà di conseguenza, dando credito alle persone ed anche ai medici, ma sempre a ragion veduta, e mai con un assegno in bianco, in nome di una targhetta metallica e di un titolo accademico.

Un realistico spaccato familiare

Il quadro tracciato da Roberto è per il resto magnifico.

Un vero spaccato familiare del Terzo Millennio, con tutti i suoi problemi di salute e di patologie, di genitori e bambini, di ideologie salutistiche e di prescrizioni mediche, di alimentazione virtuosa e alimentazione ammalante, di rapporti con la scuola e la mensa, di argomentazioni continue ed aspre tra gli stessi genitori. Cose che succedono spesso sotto i tetti delle abitazioni, anche se raramente vengono raccontate con ordine, con chiarezza di idee e con serenità, viste le tensioni e i drammi che producono.

Se esistesse un premio per il marito e il padre ideale, Roberto meriterebbe di vincerlo

In questo caso, Roberto è stato in grado di darci una versione completa, fotografica e cinematografica della sua famiglia, senza nascondere le difficoltà e le problematiche, senza metterci violette e margherite al posto delle spine.

Ma non si è limitato a quello, ed è andato ben oltre.

Ha saputo attendere con pazienza, ed è stato in grado di ricomporre e ricompattare la famiglia, di ricreare l’armonia interna e di riconquistare l’affetto e il rispetto di sua moglie, dove invece molti altri rinunciano e falliscono.

I rapporti tra le coppie non sono sempre rose e fiori

Anche perché la cosa più difficile per un marito o per una moglie, rimane sempre quella di chiarire pacificamente e costruttivamente le divergenze, ovvero quella di esorcizzare e smontare le tensioni, riconquistando il coniuge e ritrovando uno spirito di vera coppia armonizzata e felice, garantendo nel contempo ai figli una soluzione lungimirante e inappuntabile dal punto di vista salutistico.

Parole belle ed apparentemente facili da applicare.

Nemo propheta in patria, ma qui Roberto è riuscito a scalfire l’antico detto

In realtà vale più che mai l’antico detto dei romani, per cui Nemo propheta in patria.

Questa è una bella storia familiare con finale simpatico e sereno, ma senza alcuna fiction cinematografica.

Mi sia concesso fare un grande applauso a scena aperta in favore di Roberto, di Francesca e dei loro bambini.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo