ESTETISMO CALIFORNIANO E FERRITINA BASSA

LETTERA

 

RIMEDI NATURALI COME TRADIZIONE DI FAMIGLIA

 

Buongiorno dr Vaccaro, sono Chiara e ieri sera ho assistito alla sua conferenza presso la Chiesa di San Rocco a Soave. Sono nata qui a San Bonifacio-Verona.

A 12 anni aiutavo mio padre presso il suo studio di massaggiatore sportivo, e lo seguivo con molto entusiasmo nel suo percorso di conoscenza erboristica, che aveva sviluppato con grande amore e intelligenza in quegli anni.

Per ogni problema si ricorreva a un rimedio naturale, ovvero alle proprietà delle varie piante di repertorio. Non dimentico la volta che fece bere a me e ai miei fratelli delle tisane a base di alghe per rafforzare le nostre difese organiche.

SCUOLA DI ESTETISMO E CONTATTO GIORNALIERO CON LE CLIENTI

Così, per seguire un po’ le sue tracce, ho preso la qualifica di estetista presso la scuola di Verona, iniziando poi a lavorare a 16 anni, studiando di mattina e praticando nel pomeriggio. Il mio primo impiego è stato qui a Soave. Poi a 19 anni ho aperto il mio centro estetico a San Bonifacio.

Ero soddisfatta del mio lavoro che svolgevo con amore e passione.

C’è molta discriminazione per la nostra categoria, ma noi abbiamo un grande privilegio. Siamo a stretto contatto con le nostre clienti e possiamo pertanto arricchirci con scambi reciproci di informazioni.

Mi reputo una attenta osservatrice dell’essere umano. Sono anche metereopata e la mia speciale sensibilità mi ha sempre accompagnata alla scoperta di molti dati che di solito si studiano nei libri,

ma che io ho appreso da sola, strada facendo nella vita quotidiana.

SETTE ANNI DI ESPERIENZA NELLA SILICON VALLEY IN CALIFORNIA

Questo mi ha portato a frequentare un corso di 3 mesi  presso il West Valley College in California.

La mia permanenza nella Silicon Valley californiama è durata 7 anni e sono rientrata qui in Italia da poco. Ho avuto modo in USA di assistere a varie conferenze di medicina alternativa, tenute da docenti che avevano frequentato la Five Branch School, famosa in California per la sua eccellenza in medicina tradizionale cinese. Ho frequentato corsi di yoga e di meditazione. Tutte cose che mi hanno aiutata a trovare il mio equilibrio interiore.

APERTURA MENTALE E RISPETTO PER IL PROSSIMO

La California è unica in fatto di apertura mentale, per voglia di conoscenza e per fusione ideologica tra vecchio e nuovo continente. Ci sono anche cose negative, ovviamente.

Ma in Silicon Valley c’è un’energia unica al mondo fatta di rispetto verso tutto e verso tutti.

Un’esperienza unica che mantiene le persone giovani, con una mente ancora brillante a 80 anni, e la voglia immutata di imparare. Una cosa strabiliante.

L’ISTRUZIONE E LA RICCHEZZA SONO REFRATTARIE AI FAST-FOOD

Il clima, lo stile di vita e il mangiare sano sicuramente aiutano. Infatti è raro vedere in America cinesi, indiani dell’India o italiani obesi. Almeno quelli di prima generazione, che si sono trasferiti e che hanno mantenuto le loro abitudini alimentari. Credo che lei capisca di cosa sto parlando.

Se entravo nei megastore green, tipo Whole Food, le persone erano quasi tutte straniere o di prima o forse seconda generazione, con un alto livello (minimo il college) di istruzione.

Se andavo invece nelle varie categorie di fast-food le persone erano di una classe sociale più bassa.

Non per discriminare, ma la conoscenza delle buone abitudini a certa gente non arriva.

I soldi fanno tuttora la differenza. Guadagni bene e puoi nutrirti bene. Guadagni poco e ti nutri male, in una società americana dove nelle famiglie non esiste nemmeno il tavolo ed il forno per cucinare.

CHIEDO AIUTO PER LA MIA CONTINUA CARENZA DI FERRO

Bene, vengo alla mia domanda. Ho il ferro basso e vorrei sapere perché il mio corpo non assimila il ferro in maniera corretta. Anche da piccola, a 4-5 anni, avevo questo problema. E tuttora c’è.

Con il parto poi la ferritina è arrivata a 3 avendo perso tanto sangue. Ora è a 6, con varie flebo di ferro in vena. Sarà sbagliato, ma non riuscivo più a stare in piedi. Cosa mi consiglia?

Grazie e buone cose per tutti i suoi progetti. Viaggiare apre la mente e ci mette sempre davanti a qualcosa da imparare ed assimilare. Un elisir per invecchiare meno precocemente e meglio. La saluto.

Chiara Roveggia

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RISPOSTA

 

HO SCRITTO MOLTE COSE SUL FERRO E SULL’ANEMIA

 

Ciao Chiara, sono stato 5 o 6 volte a Los Angeles e Santa Monica, e ancor più spesso a San Francisco, captando le stesse sensazioni che hai espresso nella tua mail.

Mi hai fatto una domanda importante sul ferro e penso di aver prodotto molto materiale su cui riflettere al riguardo, sia nel mio testo Almentazione Naturale che nelle tesine che ti mando in allegato, tra cui “Ferritina a indiscrezioni alimentari” del 12/1/09, che ritengo essere uno degli articoli fondamentali.

GLI APPORTI MASSICCI DI FERRO NON RISOLVONO IL PROBLEMA

Hai ovviamente sbagliato a fare delle flebo intravenose di ferro, come sbagliavano i medici medievali portando i loro pazienti anemici al più vicino macello, facendoli ubriacare di sangue appena stillato caldo dall’animale sacrificato, ricco di ferro-eme bio-disponibile (secondo i presenti criteri valutativi della medicina). Non risolvevano un bel niente.

Questi apporti massicci di ferro causavano solo picchi acuti di stimolazione minerale che coloravano il viso bianco dei pazienti per qualche ora, e poi li ricacciavano velocemente in brutale depressione. Esistono tuttora medici di questo tipo, pronti a invitare la gente alla bistecca al sangue e a boiate di questo genere. Sono parenti stretti dei medici squinternati del passato.

DOVE STA IL FERRO ORGANICATO ED ASSIMILABILE IN NATURA

Ad uso dei curiosi, espongo una tabella del contenuto in ferro dei maggiori prodotti vegetali, dove si parla di milligrammi per 100 grammi di porzione edibile:

150,0 mg   alghe                                                 6.2 mg   prezzemolo.

  19,4         crusca di riso                                     6,0         noci

  14,9         crusca di grano                                 5,2          pinoli

  11,2         semi di zucca e di anguria                4,7         mandorle

  10,5         semi di sesamo bianco o nero           3,3         uva passa, topinambur, castagne secche, datteri

    9,4         germe di grano                                  2,5         finocchio. kaki       

    8,4         soia secca                                          1,7         castagna fresca, cicoria, crescione, riso integrale

    7,8         fagioli secchi                                     1,0         cicoria, mirtilli, fragole, asparagi, cetrioli, avena

    6,8         miglio, lenticchie                               0,7        carote, melanzane, mais, pesche, angurie, uva

SANGUE NON PORTA SANGUE E FERRO NON PORTA FERRO   

In realtà il problema ferro non ha alcun legame con gli apporti, ma passa attraverso una serie di considerazioni di tipo biochimico e di tipo assimilativo.

Siamo circondati di ferro fin sopra i capelli. Ne abbiamo anche troppo.

Partiamo col dire alcune cose importanti, e vediamo dove sta il nostro ferro endogeno, quello che ci portiamo addosso.

DOVE E QUANTO FERRO ABBIAMO DENTRO DI NOI

1)      Nei globuli rossi, sottoforma di emoglobina (2500 mg in tutto, ovvero 2,5 grammi).

2)      Nei tessuti, sottoforma di mioglobina e di enzimi (300 mg).

3)      Nel sistema reticolo-endoteliale (milza, fegato, midollo osseo), sottoforma di ferritina, 38-400 mg (unico parametro che riusciamo a valutare con le analisi del sangue) e di emosiderina (forma degradata di ferritina, con 100-400 mg nelle donne e 1000 mg nei maschi).

4)      Nel sistema cellulare, dove esistono 75 trilioni di cellule elettrochimicamente interrelate, ed ognuna di esse contenenti 46 cromosomi, con ogni cromosoma composto da milioni di geni che determinano sesso-altezza-carattere-colore degli occhi di ciascuno di noi. La moria e il ricambio di cellule è continuo, con miliardi di cellule che se ne vanno ogni giorno sottoforma di detriti cellulari totalmente morti e fuori uso (chiamati erroneamente virus, in latino veleni, dalla medicina). Moria e ricambio vanno di pari passo. Se siamo puliti ed efficienti, vitali ed in forma, il corpo ricicla e recupera buona parte del ferro contenuto nei mitocondri cellulari in decomposizione.

IL FERRO ALIMENTARE DI PROVENIENZA ESTERNA

Parliamo ora del ferro di provenienza esterna. Quando il minerale è ingerito con gli alimenti, esso diventa sideremia la quale, oltre certi valori, va ad immagazzinarsi nella ferritina storica del sangue e poi dei tessuti.

Il valore di ferritina che ognuno di noi ha fisiologicamente e congiunturalmente, secondo quanto stabilito con rigore scientifico dal sistema immunitario, indica la scorta di ferro biodisponibile a nostra disposizione.

PERCHE’ MAI LA FERRITINA E’ BASSA?

Cosa significa ferritina bassa? Significa una ampia gamma di potenzali fattori causanti.

Significa che la nostra dieta è povera, o che c’è un eccesso di perdite sanguigne (emorroidi, mestruazioni troppo intense e dispersive nelle donne con eccesso di tossiemia interna).

Significa che c’è uso di sostanze ferro-incompatibili o ferro-demolitrici (vitamine sintetiche, integratori minerali ferrici, zuccheri morti, the, caffè, alcol, fumo, famaci, vaccini), uso di diete acidificanti (proteine animali, carne, latte, formaggi, uova), consumo di bevande gassate e cole, mancanza di acido cloridrico nello stomaco, malattia celiaca, donazioni improprie di sangue, perdite da ferite, da operazioni, ecc.

SEGNALI DI LEUCEMIA E SEGNALI DI FEGATO INGROSSATO

Può succedere, ed è caso frequente, che la ferritina sia bassa (ad esempio 25 mg, e quindi fuori dallo schema 38-400), e che invece il ferro nel sangue sia a 200 ng/mL (nanogrammi per millilitro di sangue), ovvero più alto dei livelli canonici (60-160 ng/mL), per cui il problema potrebbe essere causato da accelerata distruzione dei globuli rossi (vedi leucemia), o da problematica sintesi proteica a livello epatico (vedi fegato ingrossato dall’alimentazione carnea, o vedi fegato con cellule sforellate dall’alcol), tutte cose comunque derivanti da indiscrezioni dietologiche e comportamentali.

LA GENTE HA TROPPO FERRO ADDOSSO

Alla fine, troppo ferro non è affatto una situazione salubre ed auspicabile.

Troppo ferro si ha nelle donne in menopausa, private del loro ciclo, tanto per fare un esempio.

Troppo ferro significa maggiori ostruzioni nelle arterie (vedi legami perversi tra ferro e colesterolo, che cementifica e indurisce le arterie a un punto tale che, nelle sale di anatomia, i medici devono usare il martello per disgregarle). E in questi casi parliamo di vittime di infarti e di ictus.

La ferro-deficienza, o sideropenia, rappresenta la deficienza più comune in molti paesi, inclusi l’Italia e gli USA, ma non è mai una vera carenza, una deficienza di ferro, una assenza di ferro, quanto piuttosto una carenza di capacità assimilativa, e una presenza di fattori perturbativi di vario tipo (già sopra elencati).

RENDERE PRANZO E CENA LEGGERI E DIGERIBILI

In ogni caso, una dieta vegana offre quantitativi ottimali e bilanciati di ferro, grazie a broccoli, lattughe, cavoli, ravanelli, crescione, carota, topinambur, germogli, fragole, fichi, datteri, ciliegie, rosa canina (frutto invernale selvatico), ortiche, selene, semi vari di girasole-sesamo-lino, semi di zucca e di anguria, cereali integrali, noci e mandorle.

Tirando via carne, pesce, latte, uova e caffè, e disattivando il più possibile i fornelli del gas, puntando cioè sul cavolo crudo, sui piatti verdi colmi di radicchio d’esordio a pranzo e cena, seguiti da un piatto vegano qualsiasi (meglio se cereale integrale e legumi freschi tipo tegoline, piselli, fagioli, fave, ceci e lenticchie) e da una manciata di mandorle, si rendono i due pranzi principali tremendamente vitali, alcalinizzanti e digeribili, oltre che ricchi del ferro giusto, organicato ed assimilabile.

UN FORMIDABILE APPORTO DI ACQUA BIOLOGICA, LA SOSTANZA MAGICA CHE GUARISCE IL DIABETE E I PROBLEMI RENALI

Piazzando il five-per-day fruttariano tra colazione e merenda si offre al corpo un apporto formidabile di acqua biologica perfetta, completa e riequilibrante, con vibrazioni elettromagnetiche all’infrarosso (10000 Angstrom, contro i 3000 deficitari ed ammalanti delle carni), con vitamine, enzimi, ormoni e minerali organicati al top.

Un pasto fruttariano mattiniero si potrà togliere sostituendolo a metà mattinata con una crema di avena più germe di grano e semini vari, oppure con pop-corn appena scoppiato più fichi, datteri o banane, per chi vuole più apporto ancora e cerca pure aumenti di peso. Tutte cose ritrovabili nella mia tesina “Schema nutrizionale vegano tendenzialmente crudista” del 16/4/11.

LE ANEMIE E LE FERRO-CARENZE SONO IMPOSSIBILI TRA I VEGANI-CRUDISTI

Si parla anche a sproposito, in campo vetero-medico, di ferro-emetico animale o ferro-eme, creduto a torto superiore in termini di bio-disponibilità rispetto al ferro non-eme, e meno concentrato, di tipo vegetale. E’ un ennesimo dogma obsoleto e zoppicante del nutrizionismo medico, che vive tuttora di concetti mostruosi e antiscientifici, di olio di fegato di merluzzo, di B12 e Omega-3.

In realtà, la bio-disponibilità del ferro vegetale non-eme è scarsa solo se manca il contemporaneo apporto enzimatico di vitamina C rigorosamente viva e naturale.

Dato che tale apporto è altissimo nei consumatori di frutta e di verdure crude, nessuna meraviglia che sia assai difficile trovare anemie e carenze di ferro o di altri minerali tra i vegani, e che ciò sia addirittura impossibile tra i vegani-crudisti.

LA DISEDUCAZIONE MEDICO-ALIMENTARE-FARMACEUTICA E’ ALTISSIMA

Stiamo piuttosto attenti ad altre cose importanti che i medici sono i primi a dimenticare. Il caffè diminuisce del 39% l’apporto di ferro, il caffè con sigaretta abbinata lo mortifica del 70%, il the del 64%. Lo zucchero morto, in tutte le forme evidenti e nascoste, rimane il nemico numero uno del ferro, come lo sono tutti i farmaci, i vaccini e gli integratori.

Quei medici che suggeriscono acque ferruginose, o addirittura recipienti ricoperti di ferro per la cottura, non capiscono un accidente di chimica e meritano di essere rimandati sui banchi di scuola, ma non su quelli di medicina, coi suoi testi, tanto dogmatici quanto sgangherati.

IL PUNTO CHIAVE E’ UNO, ED E’ CHE IL NOSTRO FERRO VIENE SOLO DALLE PIANTE

Il punto chiave è che l’unico ferro bio-disponibile, e privo di controindicazioni o di perversi effetti collaterali, rimane per l’essere umano quello delle piante vive. Tutto il resto, e ne leggerete davvero di cotte e di crude in ogni salsa nutrizionistica che trovate in giro, è spazzatura culturale dettata da semplici pressapochismo ed ignoranza, o da mirata ed eclatante corruzione.

Su internet, nel settore vegetariano dedicato al ferro, vengono elencati alla voce “vegetali del ferro”, prodotti come barbabietole, fagioli, lenticchie, spinaci, cardi, con indicazione a fianco dei valori ferrici in milligrammi e tra parentesi il termine “cotto”. Questo significa sviare la gente e portarla fuori rotta, portarla cioè in regime ferro-vicariante, dove si vanno a cercare alimenti cotti contenenti ferro (ferro in tal caso inorganico e non assimilabile), o dove si sceglie la scorciatoia degli integratori (ancora inorganici e non assimilabili se non come sostanza stimolante di breve periodo).

Valdo Vaccaro  (AVA-Roma e ABIN-Bergamo)