FARMACI ANTIPROSTATITE E MACCHIA ANALE

LETTERA

 

Seguo regolarmente le sue tesine

 

Stimatissimo dottor Valdo, grazie per le sue tesine che continuano ad arrivare nella mia casella postale, veramente utili e formative.

E’ un lavoro che non ha prezzo, per cui le esprimo la mia gratitudine.

Mi permetto di approfittare della sua enorme pazienza per sottoporre alla sua attenzione un mio problema, sperando in un suo consiglio.

Una macchia asintomatica sulla natica sinistra

Da qualche anno (2006-2007), sulla natica sinistra è apparsa una macchia nera, leggermente rialzata, simile a quelle croste che si formano dopo una ferita.

E’ dura. Salvo errore millimetrico posso dire che è rimasta uguale nella forma e nel colore.

Non mi dà alcun fastidio, tanto che non l’ho nemmeno quasi considerata.

Tuttavia, negli ultimi tempi è diventato un pensiero fisso.

Voglio evitare il giro ansiogeno delle visite mediche

Vorrei sapere di cosa si tratta.

Chiederlo però al medico di base o al dermatologo significherebbe entrare in un circolo vizioso da cui è difficile uscire.

Anche perché quasi sempre, dalla pseudo-cura si arriva alla cura, dopo aver fatto un giro di mille analisi e controlli che ti fanno morire di paura.

Alcune domande

Le chiedo pertanto qualche commento.

Di cosa si può trattare?

Come si può eliminare e se è il caso di farlo?

Un esame iridologico può dire qualcosa in merito?

Esiste in Puglia un buon naturopata-iridologo che segua la cura della non-cura?

Non saranno le pasticche di Adrovart e Pradif ad avermi causato questo problema?

Aggiungo che ho 57 anni e che incomincio a muovere i primi passi nel campo del mangiare corretto, per cui in metà vita e oltre di disordini alimentari, ho fatto di sicuro molti danni.

Altro appunto, sono in cura da anni per una sospetta ipertrofia prostatica, per cui prendo due compresse al giorno.

Una di Adrovart a mezzogiorno e una di Pradif alla sera.

Vorrei liberarmene, ma non so ancora come fare.

La macchia può essere un effetto collaterale di queste due compresse?

Grazie comunque.

F.L.

RISPOSTA

 

Non sempre è facile catalogare con esattezza questo tipo di fenomeni, per cui si possono soltanto fare delle ipotesi più o meno plausibili

 

Siamo fatti di trilioni di cellule ed ogni cellula, quando muore, si polverizza in una enormità di granelli inanimati di polvere chiamata impropriamente virus.

Dare un nome e un significato esatto a ogni fenomeno che accade e si manifesta sul corpo e nel corpo non è cosa facile e garantita, per cui si possono sempre fare diverse ipotesi.

Un lavoro espulsivo mal completato?

Essendo la tua macchia una manifestazione asintomatica fa pensare ovviamente a una espulsione eliminativa incompletata e rimasta per così dire a mezza strada, perché magari il sistema immunitario, che ne conduceva la rotta, non ha avuto la forza e la libertà operativa di portarla del tutto a buon fine.

Una specie di lavoro in corso imperfetto, da parte di un impresario che aveva fretta e ha lasciato gli attrezzi sul posto, pensando più alle sue cose urgenti che a perfezionare questo suo lavoro.

Il collegamento coi farmaci che stai prendendo non va assolutamente scartato

Il collegamento con la tua ipertrofia prostatica vera o presunta, o meglio con la cura farmacologica in corso da tanto tempo, non può essere scartato.

Anche la scelta eruttiva in zona non lontana, fa pensare a quello.

Quando non prendevi farmaci la macchia nera non c’era.

L’esame iridologico può dare un aiuto esplicativo

La possibilità che il problema sia evidenziato da un esame iridologico esiste.

Ogni buon oculista dovrebbe essere anche iridologo, e quindi valido a livello diagnostico.

Mi chiedo perché non andare a Bergamo da Carmelo Scaffidi (tel 035-340208 e 338-9222610) che ti può dare risposte in quel senso, se ti preme il responso iridologico.

Esiste una strategia risolvente precisa e sicura

E’ ovvio comunque che un abbandono immediato di quei farmaci e l’adozione contemporanea di una dieta crudista, più altre attenzioni come una esposizione al sole, un miglioramento della respirazione, l’applicazione di cataplasmi di fango, alternata a cataplasmi di cavolo crudo, ti porterebbero di sicuro alla risoluzione del problema.

Due pasticche giornaliere assunte con cronometrica follia

Persino un bicchiere d’acqua trova sempre facilissimo accesso alla bocca, ma non altrettanta facilità espulsiva agli orifizi.

Figurarsi due pasticche velenose di materiale sintetico, qualunque esso sia, prese tutti i giorni con cronometrica follia.

La gente deve rendersi conto che non siamo organismi adatti a metabolizzare sostanze velenose, siano esse chimiche, farmacologiche o alimentari.

La cosa migliore da farsi

Eliminare chirurgicamente un problema del genere, potrebbe essere tutto sommato cosa facile, essendo la macchia visibile ed esterna. Tale operazione potrebbe però interferire col sistema immunitario e rivelare pure dei problemi di cicratizzazione, qualora ci fossero altre espulsioni in corso.

Credo che ti convenga mettere in atto immediatamente una strategia salutistica generale, che in ogni caso fa bene a tutto il corpo. Dopo un digiuno totale e tanta acqua da bere per almeno 3 o 4 giorni, seguito da una settimana a frutta, e alcuni mesi a dieta vegana-crudista, farai i conti e tirerai le somme.

Ovviamente tale programma implica divieto totale di qualsiasi farmaco.

Disinfiammerai la prostata, e starai meglio. Se la macchia dovesse persistere farai un ritocco.

Di sicuro disinfiammerai la tua prostata, se quello era il problema.

Poi starai meglio in linea generale.

E, se la macchia dovesse testardamente resistere, potrai anche tentare a quel punto la via del ritocco chirurgico.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo