I FRAGILI PILASTRI DEL SISTEMA KOUSMINIANO

LETTERA

 

Voglio tenere mia figlia lontana dalle dinamiche del marketing alimentare

 

Grazie Valdo. Le tue tesine le scarico regolarmente ed ho già ordinato il tuo libro.

Ho già letto alcune opere di Shelton e sto cercando di vivere il più possibile secondo gli schemi naturali.

Il problema principale è quello di trasmettere questa cultura.

Io desidero che mia figlia cresca con questi principi, fuori dalle velenose dinamiche del marketing alimentare, cibandosi nella maniera più corretta possibile.

Vegano convinto, mi trovo impossibilitato a convincere mia moglie e i suoi

Quello che riesce più complicato è trasformare il mio desiderio in pratica concreta.

Io sono vegano da oltre un anno e, dico a me stesso, meglio tardi che mai.

Ma non sono riuscito per ora a far sì che mia figlia mangi vegano.

In realtà neanche la mia compagna è vegana.

Quello che faccio, siccome la cucina la gestisco io, è proporre sempre frutta e alimenti vegetali, il più possibile allo stato crudo.

Le autorevoli voci del pediatra Naturopata e del biologo kousminiano

Purtroppo le direttive, che il nostro pediatra Naturopata ci ha dato, includono pesce, carni bianche e uova.

Tali indicazioni sono state in parte confermate (pesce e uova) anche da un biologo nutrizionista kousminiano.

Ascoltando queste autorevoli voci, la mia compagna ritiene di doverle seguire, e quindi prepara (lo fa lei, in questo caso, e non io) pesce, qualche pollo ruspante di campagna e uova biologiche.

Vorrei solo che la gente avesse meno prevenzioni nei riguardi dell’igienismo

La ragione principale per la quale sarei interessato a incontrare un igienista è proprio questa.

Vorrei che questo igienista, dall’alto della sua autorevolezza, potesse meglio di me, meglio dei libri (che ho fatto leggere e farò leggere), convincere chi mi sta intorno (in primis la mia compagna, ma non ultimi i suoceri, gli zii e quant’altro), che non stiamo parlando di follie e di orrende rinunce, e nemmeno di flagellazioni ipoproteiche e ipovitaminiche, ma di un serio tentativo di stare bene.

Grazie comunque per le tue informazioni. Un caro saluto.

Massimo

RISPOSTA

 

L’importanza di Catherine Kousmine

 

Ciao Massimo, grazie per il tuo messaggio chiaro e dettagliato.

Catherine Kousmine (1904-1992), russa di nascita e svizzera di naturalizzazione, è sicuramente una donna importante in ambito medico, e per certi versi rappresenta un passo avanti nella cultura nutrizionale medica, avendo essa introdotto a suo tempo concetti importanti e largamente condivisibili, come ad esempio quello secondo cui i nostri gravi errori alimentari sono la causa principale delle malattie che affliggono l’odierna umanità.

Parole importanti

La correzione degli errori, il riequilibrio delle funzioni di assimilazione e di evacuazione, la volontà di modificare le proprie abitudini di vita, permettono di conservare la salute e di ottenere risultati sorprendenti contro le malattie degenerative, idiopatiche, criptogenetiche, lantaniche, autoimmuni o iatrogene che si chiamino. Dette da un medico sono parole importanti.

Il medico rimane sempre medico

Il problema è che il medico rimane sempre medico. Se va inconsciamente verso le posizioni igienistiche e naturali, ha sempre la sensazione di sviare e di degenerare già dopo alcuni passetti, e tende inoltre a ricacciarsi immancabilmente negli schemi mentali cari alla medicina, mancandogli la forza, l’esperienza, la motivazione, la cultura libera ed extra-medica per fare il salto del fosso.

Manca nella Kousmine la tempra ribelle e la personalità avvincente della Florence Nightingale.

Tanti bei propositi e tanta presunzione

La Kousmine si proponeva il ripristino della medicina classica ed olistica della medicina, di quella visione classica perduta nella frammentazione delle specializzazioni mediche.

Si proponeva la ricerca delle cause reali di malattia, e l’uso di tutti gli strumenti e di tutte le sostanze che via-via venivano scoperte, al fine di sconfiggere tutte le malattie.

Tanti bei propositi conditi di presunzione.

Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Se manca poi una visione globale dell’individuo, che includa tutti gli aspetti fisici e biochimici, ma soprattutto quelli mentali, estetici e spirituali, si finisce per andare avanti come i gamberi.

Si parla spesso dei 4 pilastri della teoria kousminiana:

1)      Modificare l’alimentazione facendo ricomparire sulle tavole i cereali completi, gli oli vegetali

      spremuti a freddo (coi loro grassi insaturi, le vitamine del gruppo B e quelle del gruppo F)

2)      Correggere la nutrizione mediante apporto di vitamine, minerali ed oligoelementi (uso di integratori alimentari).

3)      Ripristino della flora intestinale, rovinata da troppe proteine e troppi zuccheri, eliminando la flora patogena putrefattiva che aggredisce l’organismo e mette in difficoltà il sistema immunitario, mediante l’uso di pulizia profonda tipo enteroclismi e idrocolonterapia.

4)      Lotta all’anormale acidificazione con citrati alcalini in polvere e con regolari controlli acidità nelle urine (cartina tornasole che si trova in farmacia).

Già qui si notano alcuni importanti elementi critici, per cui si pretende di intervenire e di correggere, togliendo al corpo la possibilità di ripristinare da sé l’equilibrio con gli strumenti immunitari a disposizione. Già qui si trovano le stampelle delle integrazioni e le pratiche invasive che allontanano irrimediabilmente dalle procedure naturali.

La versione Kousmine integrata, del Centro Medico Brussais.

La versione Kousmine, cosiddetta integrata, metodica esclusiva del Centro Medico Brussais, parte dalla scoperta degli anni 80 per cui l’uomo è dotato di due grandi sistemi chiamati GALT (gastrointestinal associated lymphatic tissue) e BALT (bronchial associated lymphatic tissue), che associati formano  il MALT (mucous associated lymphatic tissue).

Il MALT, tessuto linfatico delle mucose, ovvero il sistema immunitario

Il MALT è formato da 150-200 stazioni linfatiche (placche di Peyer) disseminate dalla gola fino all’ano, sui 400-600 metri quadri di superficie intestinale, spazio enorme, se raffrontato agli 80 mq dei polmoni e ai 2 mq dell’epidermide esterna.

L’intestino umano ha un volume di 6 litri e, in questo campo da tennis lungo 50 metri e largo 10, le placche di Peyer formano l’80% del sistema immunitario, e vi si gioca la differenza tra stare bene e stare male, tra benessere e malessere intestinale, tra salute e malattia.

Dai check-up funzionali alle classificazioni, dalle tipologie umane alle carte falsificate

Il sistema integrato propone i check-up funzionali, con esami dello stress ossidativo, con la misurazione dei radicali liberi e l’esame iridologico.

Fin qui niente di storto e niente di strambo.

Quando però si procede nel gioco e si vanno a classificare gli individui in ipo-ossidatori, normo-ossidatori ed iper-ossidatori, e si va a sostenere che gli ipo-ossidatori, ovvero i metabolizzatori lenti non solo non traggono giovamento dalla frutta, ma ne vengono danneggiati, specie d’inverno, giochiamo a carte falsificate.

Il sistema kousminiano a ossidazione variabile, nuova edizione del sistema D’Adamitico

Giochiamo a chi è più bravo a fornire l’acido lipoico, il coenzima Q10 e tutti gli altri integratori.

Buttato fuori dalla porta il sistema a gruppi sanguigni di Peter D’Adamo, per disastro pubblico continuato, rientra dalla finestra sotto le spoglie del sistema kousminiano a ossidazione variabile.

Come dire che a seconda  della tipologia linfatica o sanguigna, placida o calma, flemmatica o impetuosa, vagotonica o simpaticotonica, la frutta fa bene o fa male.

Come dire che, a seconda se uno ha gli occhi chiari o scuri, o se è alto o basso, o se il suo segno zodacale è Vergine o Sagittario, cambiano le sue necessità nutritive di base. Idiozie belle e buone.

C’è davvero più scienza nelle mucche al pascolo che nei centri medico-specialistici

Non mi serve andare a scuola da nessuna super-università del mondo per capire che al Centreo Brussais dicono superbe cavolate.

Le mie amiche mucche, nervose o flemmatiche, bianche o brune a razza pezzata, mangiano tutte la stessa erba, e mi sanno insegnare molte cose che i medici continuano inguaribilmente ad ignorare.

La lotta eterna alla malattia apparente

Il medico è un essere che viene tartassato e sbrindellato culturalmente.

Viene formalizzato ed inquadrato da un imprinting medicale incancellabile, basato sulla lotta alla malattia apparente, non alla malattia vera quanto a quella evidenziata dai sintomi e lamentata dal paziente. Anni di studio in quello e sempre in quello.

Come pretendere dal medico un approccio profondamente diverso, un approccio di tipo naturale ed igienistico?

Le note stonate persino nei migliori della covata

Lo stesso Giuseppe Nacci, quarantacinquenne medico triestino, sicuramente uno dei migliori talenti italiani, uno dei più validi in termini di umanità, di coraggio, di cultura olistica, di apertura mentale, e anche di vicinanza al veganismo, risente di questi limiti.

Ho appena letto il suo importante libro Diventa medico di te stesso, Editoriale Programma, già premiato a Graz, Trieste e Padova, come migliore opera a tema scientifico, e riconosco che si tratta davvero di un buon testo, ricco di spunti, carico di spirito critico, di approfondimenti originali su vitamine e minerali, ricco di notizie scientifiche e storiche sul cibo biologico e sugli OGM, eppure non privo di alcune note stonate, che avrei preferito non trovare, sentendo amicizia ed ammirazione per l’autore.

Troppo banale per un abitante di Trieste elogiare il pesce e i crostacei

La prima nota stonata è sempre quella, e cioè di non saper uscire veramente dal ghetto medico.

Anche lui col miraggio della Kousmine.

Critico sulle proteine sì, ma nemmeno una parola sull’acqua biologica che sta dentro la frutta.

Comodo poi, per uno che vive a Trieste, elogiare il pesce d’altura, le cozze, le ostriche e i gamberoni, tutte cose che portano facilmente alle uova, alle carni bianche e agli uccelletti con la polenta.

Perché discriminare tanto? Mettiamoci direttamente anche il vitello ed il maiale, e festa in Duomo.

Se Nacci fosse nato in Lapponia, avrebbe allora di sicuro elogiato le otarie e le renne, come apportatrici di vitamina F.

Ignorare Herbert Shelton può costare molto, e può significare la mancanza di un link verso la comprensione globale delle cose

L’altra nota stonata, comune a Nacci e Kousmine, è quella della curomania.

Non si rende conto questa gente quanto ha perso a non sfogliare mai in vita sua un testo di Herbert Shelton, da essi ignorato del tutto, oppure schivato perché dipinto forse come un ciarlatano, senza rendersi conto che la ciarlataneria sta tutta nella cosiddetta scienza medica, prima ancora che fuori di essa. Non si rende conto questa gente che, con l’aiuto di Shelton avrebbe potuto compiere quell’ulteriore salto di qualità che sarebbe stato decisivo.

La Natura, e non la medicina, è Sovrana Medicatrice dei Mali

E’ solo così che si giustifica il ricorso al cortisone, alle sostanze strane, alle integrazioni, alle cure che soddisfano nel breve periodo.

Alla fine i pilastri della Kousmine sono anche i pilastri di Nacci.

Nacci è ovviamente migliore, e non cade nella trappola degli integratori.

Vale comunque per entrambi un fatto, ed è quello di andare vicinissimi al vero, ma senza mai riuscire a scrollarsi di dosso la voglia di spegnere la luce rossa dell’allarme-malattia.

Gli è assente del tutto il concetto di cura della non cura, e gli è assente soprattutto il concetto ippocratico per cui la Natura, e non la medicina, è Sovrana Medicatrice dei Mali.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo