IL CONGRESSO MONDIALE DEGLI SCANNATORI

LETTERA

 

Ormai ho perso le speranze

 

Nonostante i vegetariani siano in formidabile crescita nel mondo intero, c’è della gente che prevede di raddoppiare la produzione di carne. Io ormai non ho più speranze. Leggi questa notizia. Susy

World Meat Congress 2010, un successo inaspettato

 

E’ calato il sipario sulla 18° edizione del  World Meat Congress, l’evento biennale di portata internazionale, organizzato dall’IMS (International Meat Secretrariat), che ha riunito quest’anno a Buenos Aires, dal 26 al 29 Settembre, gli operatori dell’industria carnea provenienti da ogni parte del mondo. I professionisti del settore si sono incontrati per scambiarsi opinioni, discutere dell’attuale stato dell’industria, monitorare tendenze che potrebbero avere un impatto sul futuro del meat-business.

Grande partecipazione di membri accreditati e di giornalisti

L’edizione 2010 del Congresso è stata segnata da un successo inaspettato, con un numero di partecipanti che è andato ben oltre le previsioni: 1170 sono stati i membri accreditati ed oltre 380 i giornalisti che vi hanno preso parte. Non meno significativa la  location, dal momento che -come ha sottolineato il presidente dell’Istituto di promozione della carne bovina argentina, Dario Chiesa- l’Argentina è tra i maggiori esportatori di carne al mondo, e leader nella produzione di carne di qualità, nella genetica, e nella lotta alle malattie come l’afta epizootica e la BSE.

Duplicare la produzione carnea, avendo cura del benessere degli animali

L’alleanza tra l’industria carnea e l’ambiente deve essere affrontata con responsabilità, tenendo conto di tutte le informazioni validate scientificamente, ha dichiarato Arturo Lavallol, presidente dell’IMS.

Secondo Lavallol è possibile produrre di più limitando i danni sull’ambiente.

Nei prossimi 40 anni dovremo almeno duplicare la produzione alimentare, avendo cura della salute dei consumatori, del benessere degli animali, dell’acqua e della terra.

RISPOSTA

I numeri contano relativamente

Ciao Susy, a te basta un comunicato del genere per farti perdere ogni speranza?

Sono anni che blaterano di questo e di altro.

In altre circostanze si è parlato pure di triplicare e quadruplicare gli attuali livelli produttivi.

Dopotutto, passare dalla presente quota di 7000 animali scannati al secondo, a quella di 14000, o 21000, o 28000, non fa grosse differenze. E’ il concetto che conta.

Voltaire ha detto chiaramente una cosa, e cioè che fin quando esiste un solo macello sulla faccia del pianeta, l’essere umano non è autorizzato a fruire di sonni tranquilli.

L’improsciuttamento del pianeta Terra

Se potessero bisteccare, improsciuttare e mortadellare l’intera superficie del pianeta, insanguinare ogni onda del mare, e fare in modo che piova non più acqua, che nevichino non più fiocchi, che cada non più grandine, ma altrettante precipitazioni ematiche ed epariniche, rendendo l’intero pianeta rosso al pari e di più di Marte, stai pure certo che ci metterebbero la firma.

Colui che uccide, uccide se stesso, uccide suo fratello. Ogni goccia di sangue sarà goccia di veleno, ogni respiro sarà fetore e ogni cellula sarà putredine. Le ossa saranno gesso, gli occhi scaglie e gli orecchi cera. Io vi chiederò conto di ogni animale innocente ucciso! (dal Vangelo degli Esseni).

Diamoci da fare affinchè la Terra rimanga giardino, non macello e non immondezzaio

Dobbiamo certamente schierarci contro questi farabutti patentati, e far sì che il pianeta Terra diventi un Paradiso Terrestre e non un immondo, fetente e disgraziato satellite-macelleria, ad insulto dell’etica, dell’estetica, della salute, della spiritualità, dell’amore autentico per la natura e gli animali, che sono tutte condizioni insopprimibili dell’anima umana.

Quando il benessere dell’animale significa ben-stare (nella pancia umana)

Suona davvero paradossale che Lavallol si preoccupi pure del benessere degli animali e del creato, volendo raddoppiare il ritmo della macellazione, a meno che  nella sua mente distorta non abbia confuso catena con libertà, lama per carezza e cancro per salute.

Mi consola per un attimo il fatto che Lavallol non sia un cognome italiano.

Se fossi un quadrupede mi guarderei bene dal ricevere le attenzioni amorevoli di questo bipede argentino.

Argentina sugli scudi, ma l’Italia non è da meno

D’altra parte la Cremonini non sta forse costruendo la più grande struttura macellatoria nei dintorni di Mosca?

Non si stanno forse giocando epiche battaglie commerciali ed amministrative tra il gruppo di Castelvetro-Modena e Joesley Mendonca Batista, presidente del colosso brasiliano JBS (il più grande produttore di carne al mondo e fino a ieri socio della Cremonini stessa?).

Accordi, disaccordi, beghe ed acquisizioni

Dopo aver fondato l’Inalca nel 1963 e averla resa leader di mercato in Italia e all’estero, la Cremonini l’ha ceduta alla JBS, ed ora la vorrebbe riacquistare il 50% del pacchetto azionario Inalca-JBS, perché i brasiliani hanno assorbito l’azienda belga Toledo, diretta concorrente di Inalca, ed anche il gruppo brasiliano Bertin, che a sua volta controlla la Rigamonti spa, numero uno in Italia per le bresaole, e diretto concorrente di Montana (Cremonini).

Il tutto ovviamente sotto gli sguardi attenti della McDonald’s.

L’Italia dei capolavori

Italia dunque ben lungi dall’essere il paese dalle Chiare, fresche e dolci acque del Petrarca,

ben lungi dall’essere il paese del Laudato sie Mi Signore, cun tucte le tue creature, del poverello di Assisi, ben lungi dal Fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtute et canoscenza, di Dante,

ben lungi dal Verrà il giorno in cui l’uccisione di ogni animale sarà giudicata orrendo delitto, di Leonardo, ben lungi dal T’amo pio bove del Carducci.

Italia, un paese capace di esprimere soltanto genialità e capolavori, scrisse recentemente una pubblicità dell’Agroalimentare Italiano, col tricolore piantato orgogliosamente su soppresse, mortadelle e bresadole.

Maglia col teschio e tapiro insanguinato

Con tanti enti educativi e governativi inutili che ci sono in Italia, ce ne sarà qualcuno dedicato a celebrare non i salvatori, ma i traditori della patria, dell’arte, della cultura e della spiritualità di questo paese? Per dargli almeno una simbolica maglia nera col teschio o un Tapiro madido di sangue, e non solo cavalierati e benemerenze statali?

Non intendiamo seminare odio contro nessuno, ma soltanto far risvegliare le coscienze sopite di questa un-tempo-onorata nazione?

Cremonini e soci stanno in vetta a furor di popolo

Niente di personale e di razzistico contro i macellai piccoli o grandi.

Possiamo al massimo cambiare marciapiede come faceva Pitagora, infastiditi dal loro puzzo di cadaverina.

Se essi crescono, proliferano e pianificano alla grande, ognuno deve prendersi le proprie responsabilità.

I mega-macelli non crescono per volere di satana, ma per una precisa legge di mercato.

Se i signori Chiesa e Lavallol, gongolano e festeggiano, e se i signori Batista, Rigamonti, Bertin e Cremonini stanno sulla vetta del mondo alimentare mondiale, lo devono certamente a qualcuno.

L’appoggio arriva da esseri privi di pelo e privi di artigli

Lo devono non certo a belve col pelo, a rapaci con gli artigli o a grossi pitoni equatoriali, non a condor, iene e sciacalli, ma alla categoria più educata, scolarizzata, civilizzata, religiosizzata del sistema solare.

Lo devono a bipedi glabri e dalle unghie curate, saturi di falsa etica e di falsa estetica, tronfi di ipocrita coscienza.

Lo devono a bipedi carichi di cinismo e di indifferenza, di arroganza e presunzione, di gentilezza e amore per cani e gatti, dimentichi che nel petto di un vitello e in quello di un maiale batte un cuore identico non solo a quello del cane e del micio, ma anche a quello di nostro figlio e di nostro fratello.

Produttori e mercato sono un tutt’uno

Se il signor Cremonini si stancasse di trucidare animali a ritmo industriale, i banconi-frigo dei supermercati si svuoterebbero, e non si sentirebbe più l’olezzo della carne marcescente che tanto attrae l’uomo-caninizzato e felinizzato dei nostri tempi.

Senza la fettina e l’ossobuco, la bresaola e i salumi, le trippe e le frattaglie, le cervella e i testicoli di bue, senza i salamini di tacchino, i fegati di anatra e gli aborti di pulcino chiamati uova, scenderebbero in piazza non solo i consumatori ma persino i sindacati.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo