IL RENE POLICISTICO, IL SUDORE E L’ACQUA BIOLOGICA

IL  RENE  POLICISTICO,  IL SUDORE  E  L’ACQUA  BIOLOGICA     

 

 

Due sorelle perugine diventate vegane

 

Egregio dottor Vaccaro, vorremmo prima di tutto porgerle i nostri complimenti per la gestione brillante del suo blog, che quotidianamente consultiamo e che ci fornisce sempre degli ottimi consigli alimentari e non solo.

Siamo due sorelle perugine, di trenta e trentasei anni, entrambe vegane da tre anni.

La nostra storia è abbastanza travagliata.

Nel novembre 2006, eseguendo un’ecografia, è emersa la presenza di numerose cisti nella zona renale e di qualcuna nella zona epatica, mentre pancreas e milza sono risultate nella norma.

 

La tragedia di una mamma fantastica finita col fallimentare trapianto al rene

 

La nostra curiosità partì dopo la morte di nostra madre, avvenuta nel settembre 2006, a causa di un melanoma metastico, ma prima ancora affetta dalla sindrome del rene policistico, risolta, per così dire, con il trapianto.

La nostra infanzia, e soprattutto la vita di nostra madre, non è stata affatto tranquilla, malgrado lei sia sempre stata un modello, in termini di forza, di volontà, di amore per la vita.

 

Le etichettature di ereditarietà ed incurabilità accampate dalla medicina

 

Siamo alquanto ansiose di leggere il suo libro, che nei prossimi giorni ci dovrà pervenire.

Ma, nell’attesa, vorremmo chiederle dei consigli, o comunque una linea-guida da seguire, per poter avere una buona salute, evitando quindi tutte le trafile mediche e cliniche di nostra madre, e prima ancora di nostra nonna  materna.

Vorremmo precisarle che crediamo fortemente nel potere curativo della mente, malgrado si parli di questa malattia come se essa dipendesse solo da trasmissione genetica, e quindi etichettabile medicalmente come patologia incurabile.

 

 

 

Ammettiamo le nostre piccole debolezze

 

Entrambe amiamo alcuni cibi cotti, tipo pizza (una volta al mese), pane (quotidiano), pasta e dolci (una volta a settimana).

Eliminarli completamente, a dispetto del passaggio da onnivore a vegane, sarà abbastanza scioccante, è giusto ammettere le nostre debolezze.

Vorremmo avere una sua opinione in merito al crudismo che adotta l’essicazione del cibo.

Ci riferiamo in particolar modo alle graziose ricette presenti nel gradevolissimo sito di Sara Cargnello

(www.crudismo.com) di cui abbiamo già comprato il libro Solo Crudo.

 

I miei programmi ginnico-aerobici

 

In dettaglio, le esponiamo singolarmente la nostra alimentazione tipo.

Io mi chiamo E.

Sono la sorella minore, alta 1.68 per 60 kg di peso.

Pratico la corsa più pilates 4 volte la settimana (un’ora per volta), ed anche le camminate a passo veloce 2 volte a settimana (un’ora per volta, a passo veloce).

Le ultime analisi del sangue di due anni fa mostravano ferro e B12 bassi, ma allora non seguivo le attuali regole sull’alimentazione.

 

Sveglia col buio e colazione tipica

 

Abbiamo orari assurdi.

Ci alziamo alle 5 del mattino e non rientriamo a casa prima di sera.

A prima colazione bevo il succo di un limone diluito con acqua, più il succo di un pompelmo o di tre arance. A giorni alterni mi prendo un bicchiere d’acqua con un cucchiaio di semi di lino ammollati la sera prima.

Ero una grande patita delle bevande calde, tipo tisane, karkadè, the, infusi, caffè d’orzo con latte di soia, ma le ho accantonate.

Qualche volta mi delizio con due datteri e un cucchiaio di uva passa biologica (senza solfiti o altri dannosi conservanti), o magari con una bella tazza di latte di mandorle con un cucchiaio di cacao e qualche uvetta immersa. La cioccolata e il cacao sono ahimè il mio tallone di Achille.

 

Un diario mattiniero con frutta, movimento e sudore

 

Dopo colazione, faccio una bella camminata a passo veloce, che dura solo mezz’ora, perché devo rispettare gli orari d’ufficio.

A metà mattina mangio un kiwi e una banana, alternando con un’arancia e delle fragole.

Cerco in ogni caso di stare sulla frutta di stagione.

Qualche volta sostituisco tali spunti fruttariani con una macedonia di fragole, mirtilli e kiwi, bagnate dal solo succo di limone, più una banana.

La banana l’apprezzo soprattutto nei giorni in cui pratico la corsa, perché ho sempre una eccessiva sudorazione, malgrado mi vesta adeguatamente in modo leggero.

Anche quando cammino a passo veloce sudo molto, sia d’inverno che d’estate, mentre col caldo finisco per essere davvero in acqua.

 

 

 

Un pranzo niente male

 

Il pranzo consiste in un’insalatona condita con olio evo (extravergine) e succo di limone, che alterno con un piatto di verdure cotte e una fetta di pane integrale di segale o farro fatto in casa (o con crackers integrali di farro con pasta madre e senza lievito), oppure con un primo di cereali, tipo miglio, riso, quinoa, patate lesse, oppure tofu e legumi stufati (ma solo una o due volte la settimana).

Al termine del pranzo mangio sempre 6 noci, 6 mandorle, e qualche volta semi di sesamo, zucca, girasole e pinoli.

La pasta integrale la mangio una volta a settimana con verdure e condimenti leggeri.

 

Stessa virtuosità a cena

 

La sera, al ritorno, eseguo il mio sport preferito, fatto di corsa e di passeggiate.

Prima di cena, nei giorni in cui corro, bevo sempre del succo di ananas e d’uva.

A cena, inizio sempre con due frutti, che in questo periodo significano pera e mela.

Dopo dieci minuti una bella insalatina di verdure crude miste, una o due portate se non c’è il secondo, a volte un piatto di agretti, a volte di verdure cotte.

Il secondo consiste nel tempeh o legumi cotti (fave, piselli, ceci, soia).

Termino il pasto spesso spalmando crema di carciofi o funghi su una fettina di pane.

Amo molto i carciofi, la cicoria e le verdure amare, soprattutto se condite con olio ed aglio.

 

La sorella maggiore con rene policistico a ferro di cavallo

 

Io mi chiamo N, e sono la sorella maggiore, alta 1.72 per 63 kg.

Pratico yoga e, 2 volte la settimana, camminate a passo veloce di circa 16 km.

Tutti i giorni aggiungo all’andata e al ritorno dal lavoro una passeggiata di 20 minuti.

Premetto che durante l’ecografia renale, a dispetto di mia sorella, mi è stato già diagnosticato il rene policistico su entrambi i lati, nella particolare forma a ferro di cavallo.

Prima di diventare vegana, sono stata vegetariana per 8 anni, ma abusavo sempre coi formaggi.

 

Il dolce è la nostra vera droga

 

Le mie analisi risultano essere nella norma e non presentano carenze significative, a parte il ferro e la vitamina B12, in linea con mia sorella.

Colazione, pranzo e cena sono pure in fotocopia.

Come mia sorella adoro la cioccolata, il cacao e i biscotti.

Il dolce, per entrambe, rappresenta una vera droga!

 

Chiediamo assistenza igienistica

 

Vorremmo ringraziarla dell’attenzione prestata e dei consigli che vorrà darci.

Qualora non ce la faccia a seguirci, le chiediamo di indirizzarci presso un buon igienista a Perugia o zone limitrofe.

Saremmo disposte a spostarci per fare la sua conoscenza, magari quando capita a Roma, onde analizzare da vicino il nostro caso, che forse quanto ora scritto non basta a spiegare.

Un saluto affettuoso.

E. ed N. da Perugia

 

Chiedo venia per il grave ritardo nella mia risposta

 

Carissime E. ed N., non interpretate male il ritardo con cui vi rispondo, dovuto alla conferenza di Milano che è stata importante e simpatica, ma mi ha bloccato ed intasato la corrispondenza, incluso il vostro interessantissimo messaggio.

Non vi mando da nessuno, anche perché igienisti naturali veri e propri non si trovano facilmente, nemmeno nella bellissima regione umbra da cui mi scrivete.

Vi tengo tutte per me, tanto simpatiche e carine siete.

 

Siete già molto brave, e pure in grado di dare insegnamento

 

E poi, perché mai mandarvi in giro a cercare la salute, quando siete già su un livello di preparazione superiore a quello di tanti naturopati medici e non-medici?

Sono gli altri che devono venire da voi ad imparare.

Chiaro che potete interpellare Carmelo Scaffidi, che distribuisce ottimi consigli dalla ABIN di Bergamo (tel 035-340208, 338-9222610, info@abin.it), ed anche Franco Libero Manco, dall’AVA di Roma,

(06-7022863 e 333-9633050, francolibero.manco@fastwebnet.it).

 

Continuando sull’attuale stile di vita, non c’è bisogno di fare alcuna visita di controllo

 

Vostra nonna e vostra mamma non sarebbero finite in modo tormentato se si fossero comportate non dico come voi, ma almeno un quarto così bene di quanto state facendo voi due.

Chiaro che ci sono alcune cosette da migliorare ancora.

E non mi riferisco affatto a quel po’ di pizza e di pasta che consumate, al pane quotidiano, o al paio di cioccolate amare (non al latte) che di tanto in tanto trangugiate.

Non dovete vedere in me un satrapo che mette la gente sulla graticola a soffrire e a piangere.

 

E’ una questione di cultura ed abitudini familiari e sociali, non di ereditarietà

 

Il problema principale non sta nella vostra mirabile dieta adottata negli ultimi 3 anni, corroborata da un magnifico comportamento ginnico-atletico, ma piuttosto in quello che avete mangiato da piccole, da bambine, da adolescenti e da ventenni. Il problema sta soprattutto nei latticini. Non è dunque per niente questione di ereditarietà in senso stretto, ma di cultura e usanze familiari e sociali.

 

Tremila pasti virtuosi sono ottima cosa, ma non hanno ancora fatto da chiodo-scacciachiodo

per trentamila pasti tarocchi fatti in precedenza

 

Agli ultimi 3000 pasti virtuosi stile odierno, si contrappongono 30 mila e oltre pasti carichi di collosa caseina animale, e forse chissà anche di putrefattiva cadaverina, che hanno decurtato il vostro organismo della enorme quota di micronutrienti che esso domandava per poter sopravvivere al meglio.

Senza contare poi le compensazioni zuccherine in termini di gelati, panettoni, torrone e cioccolatini al latte, e simili, che hanno vicariato in modo improprio il vero succo zuccherino della frutta, immerso nella sua preziosa acqua biologica, naturalmente vitaminizzata-ormonizzata e mineralizzata.

Del resto, Perugia, assieme a Torino, è la capitale mondiale del cioccolato e del cacao.  

Confesso che i Baci Perugina mi provocano tuttora l’acquolina in bocca.

Quando vado a fare una breve vacanza in zona Torino, torno pure io a casa con qualche quota di teobromina in più, che è poi l’alcaloide diuretico ma acidificante del cacao.

L’importante è che succeda non più di 4-5 volte l’anno.

Il potere della mente è enorme, ma non basta a sciogliere cisti e calcoli

 

Credete molto nel potere della mente.

Fate bene. Ci credo ovviamente pure io.

Ma il discorso vale se non vai a intasare e a guastare il tuo sangue con le cose sbagliate.

La mente, per quanto potente essa sia, non è in grado di sciogliere i calcoli e di provocare una disintegrazione delle cisti.

 

Parliamo un po’ del sistema renale

 

Parliamo un po’ di sistema renale, e così ci comprendiamo meglio.

I reni consistono in un paio di ghiandole rossastre a forma di fagiolo, che producono ed eliminano urina attraverso un processo di filtrazione e di riassorbimento.

Hanno il basilare compito di rimuovere i rifiuti azotati, i cataboliti, soprattutto l’urea, l’acido urico, l’ammoniaca dal nostro sangue, regolando pure le concentrazioni dei vari sali, in collaborazione e sinergia con la bile del fegato, con la pelle e coi polmoni.

 

Grazie a due milioni di nefroni, eliminiamo 3 litri di liquido al giorno

 

I reni contengono 2 milioni di nefroni, ovvero di unità funzionali renali, costituite dal glomerulo di Malpighi, contenuto nella capsula di Bowmann e dai tubuli contorti di Ferrein, che devono ricevere e filtrare da 1000 a 2000 litri di sangue al giorno, producendo nelle 24 ore 1 litro e mezzo di urina la quale, sommata al litro di acqua usata che si elimina col sudore e al mezzo litro eliminato con la respirazione, dà tre litri di liquido eliminata al giorno.

I glomeruli sono degli ultrafiltri setacciatori che trattengono i materiali a molecola più grossa dell’acqua e del cloruro di sodio.

I tubuli uriniferi (560 mila in ciascun rene) filtrano l’urea e l’acido urico.

Posti in linea retta formerebbero una sottilissima cordicella lunga 22 km.

 

La composizione dell’urina

 

Dal processo di filtrazione e purificazione del sangue, funzione specifica del sistema renale, è prodotta l’urina che, attraverso due tubetti (ureteri) passa alla vescica, da dove viene espulsa attraverso l’uretra.

L’urina ha composizione chimica assai complessa, e varia a seconda delle condizioni dell’organismo e dell’alimentazione.

Di norma è di colore giallo o giallo carico.

Su 1000 parti di urina, 950 sono di acqua, 20 di sostanze organiche (urea e acido urico) e 30 di sostanze inorganiche (cloruri, fosfati, solfati, carbonati, ammoniaca).

 

I reni sono indistruttibili, se il loro padrone non è un Lanzichenecco

 

Come tutti gli organi più nobili e fondamentali del corpo umano, i reni possiedono una grande resistenza.

Costituiscono una delle difese più poderose dell’organismo e, dal loro corretto funzionamento dipende gran parte della forma fisica e mentale.

Con la normalità digestiva, non c’è nel corpo alcuna accumulazione di sostanze estranee, e i reni fanno il loro lavoro ininterrottamente senza alcun problema.

 

Ci sono liquidi e liquidi

 

Quando però l’alimentazione è accompagnata da patologici fenomeni putrefattivi e fermentativi, da sostanze velenose e acidificanti tipo caffeine, theine, alcol, nicotine, e da somministrazioni medicali farmacologiche e vaccinatorie sommamente avvelenanti, si crea nell’organismo una accumulazione di impurità che rende il sangue non più sostanza fluida e facile da filtrare, ma miscela lipotossiemica  orribilmente densa e viscosa, praticamente impossibile da setacciare.

Ognuno di noi può fornirsi di un setaccio a maglie sottili o magari di una tela filtrante, e sperimentare la differenza che passa tra filtrare un liquido fluido e uno denso.

A quel punto simpatizzerà sicuramente di più per il proprio stressato sistema renale.

 

La cause comuni sono sempre le stesse, e si chiamano costipazione, stitichezza e dissenteria

 

Tutte le malattie renali, dalle insufficienze, alle nefriti comuni, alle tubercolosi renali, alle calcolosi, ai reni policistici, hanno una causa comune che si chiama irritazione ed infiammazione gastrointestinale, che si chiama costipazione e stitichezza, che si trasforma inevitabilmente in irritazione renale, prostatica ed urinaria. Irritazione provocata dalle sostanze estranee ed incompatibili introdotte nel corpo per via nasale, orale e cutanea, le vie attraverso le quali ci alimentiamo.

Le droghe, i farmaci e i vaccini in particolare, obbligano i reni a un lavoro estenuante e improduttivo, in quanto i veleni peggiori non vengono nemmeno espulsi ma rimandati al mittente, e finiscono per depositarsi nell’adipe.

 

Il quintetto della morte: carne, latte, zucchero, caffè e fumo

 

Respirare aria inquinata, aria viziata, aria carica di fumo attivo e passivo, aumenta il lavoro dei reni e li indebolisce. Ostacolare la ventilazione della pelle con l’uso di indumenti troppo aderenti al corpo, obbliga i reni a superlavoro.

Ma, quello che scassa e demolisce irrimediabilmente il sistema renale è il quintetto della morte, composto da carne, latticini, zucchero, caffè e fumo.

Quando le putrefazioni intestinali degenerano e diventano fatto stabile, e quando la stitichezza diventa cronica, non si parla più di insufficienza ma di demolizione ed esaurimento della funzionalità renale.

 

L’unica strada possibile è quella della purificazione del sangue, altro che trapianti di rene

 

Non esistono strumenti validi nel carnet medicale, se non palliativi carichi di effetti collaterali.

I trattamenti offerti dalla medicina, a base di farmaci, vaccini, iniezioni, salassi, operazioni e trapianti, servono solo ad aggravare le condizioni dei pazienti, a convertire le patologie da regredibili in croniche e incurabili. L’unica strada possibile è quella semplice ma laboriosa della purificazione del sangue, della normalizzazione nutritiva e digestiva, altro che gli odiosi e lucrativi trapianti di rene.

 

La formula insostituibile del ripristino renale, epatico, ghiandolare e circolatorio

 

Frutta e verdura crude sono l’unico cibo umano privo di effetti devastanti.

Respirare aria pura sia di giorno che di notte è fondamentale.

Migliorare le tecniche di respirazione è altrettanto importante, e l’esercizio fisico permette un miglioramento circolatorio sia a livello sanguigno che a livello linfatico.

Responsabilizzare la pelle facendola traspirare e sudare, accaldandola e raffreddandola, ventilandola ed magnetizzandola al sole, toglie peso all’improbo lavoro dei nefroni.

Nessun tentativo di veganizzazione forzata, ma l’acido urico è il nemico numero uno dell’uomo

 

I sofferenti di problemi renali dovranno astenersi innanzitutto dalle carni bianche e rosse di terra e di acqua, dalla cacciagione e dalle uova, dal pesce e dai frutti di mare, dai formaggi e dalle fritture, dai legumi secchi, dalle bibite fermentate, dal caffè e dal the (meglio ripeterlo e sottolinearlo).

Perché questo accanimento contro tali sostanze? Vogliamo forse provocare una veganizzazione forzata della gente? La nostra filosofia in favore degli animali spingerebbe a dire di sì.

Ma qui ci limitiamo a parlare di salute, e non vogliamo andare fuori tema.

 

Trattasi di accanimento scientifico e non necessariamente ideologico

 

L’accanimento contro tali sostanze è un accanimento di tipo puramente scientifico e privo di connotati ideologici. Il corpo umano è privo di enzima uricasi, capace di demolire e metabolizzare gli acidi urici.

Gli animali carnivori invece ne hanno a bizzeffe. Per loro il discorso non vale.

L’acido urico nel corpo umano è peggio di Attila e di Tamerlano messi assieme.  

Il creatore, che piaccia o no ai cosiddetti onnivori-carnivori, ha fatto l’uomo fruttariano. 

Lo andiamo ripetendo in tutte le tonalità e in tutte le salse.

Se qualcuno si tappa le orecchie per non ascoltare questa incontrovertibile verità, la colpa non è nostra.                     

 

Digiuno prolungato e alimentazione crudista sono garanzia assoluta di recupero

 

Tornando a voi, sorelline E. ed N., il metodo più radicale per eliminare drasticamente le cisti rimane il digiuno prolungato e l’acqua leggera.

Anche l’alimentazione tendenzialmente crudista, che del resto state già praticando, vi aiuterà a contenere il problema e a impedire complicazioni e aggravamenti.

Come detto all’inizio, qualche pizza sottile e carica di verdure fresche, qualche piatto di pasta integrale al dente con tante verdure, il pane integrale quotidiano fatto in casa, sono tutte cose mantenibili.

Le ricette di cibi essicati possono andar bene, a patto di non esagerare e di compensare poi il secco con maggiori quantità di frutta acquosa.

 

L’acqua biologica o bio-acqua al centro di ogni attenzione

 

Mai scordare il ruolo centrale che ha nell’alimentazione l’acqua biologica della frutta.

Chi mette al centro della propria vita la bio-acqua, e fa scomparire letteralmente la proteina nobile e la B12, e massimizza l’apporto di vitamina C ed E, di fibre naturali e di fitonutrienti, si mette al riparo da ogni amara sorpresa. Nessun problema per la ferritina bassa e la B12 bassa, trattandosi di condizioni costituzionali non patologiche ma semmai virtuose, cioè non allineate con le tabelle FDA, calcolate su campioni umani carichi di latenti patologie.

 

Sudare è ottima cosa, e i prodotti contro la traspirazione sono un ennesimo insulto alla salute

 

Il fatto di sudare abbondantemente non è cattivo segno, ma al contrario dimostra un’ottima funzionalità cutanea.

Sudare fa benissimo, a condizione di avere con sé un panno per asciugarsi e della biancheria asciutta di ricambio, e se possibile una doccia, o un corso d’acqua per rinfrescarsi immediatamente prima che il corpo si raffreddi.

Una buona sorgente d’acqua fresca non fa mai male in quelle condizioni.

Via le tisane e le bevande calde, via i biscotti e la cioccolata. Piano coi legumi.

Durante le vostre camminate in zona verde, imparate a raccogliere le verdure selvatiche

 

Aumentare ancora di più la percentuale di frutta, soprattutto quella acquosa.

Inserire a giorni alterni dei centrifugati di carote, sedani, rape, bietole, topinambur, zenzero, ananas, mele.

Inserire dei panini alle verdure (più pinoli, avocado, crema di olive, carciofini, funghi) da portare con voi in ufficio, al fine di evitare crisi caloriche e tentazioni compensative in zona cioccolato.

Non lasciarsi scappare tutti i tipi di cicorie, il tarassaco, il selene, l’acetosa, la piantaggine, la malva, la valerianella e tutte le piante verdi che spuntano in questi giorni nei prati e nei boschi.

 

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo