L’ ERESIA B12 E GLI ESPERIMENTI SUI NEONATI

LETTERA

 

I dubbi di famiglia sulla B12

Ciao Valdo! Non ti ho detto una cosa importante riguardo il discorso con Daniele sulla B12, e cioè che esso riguardava i neonati e, precisamente, mia figlia Mira di 9 mesi.

Mia moglie dubita che un’alimentazione vegana dalla nascita possa assicurarle anche il minimo di riserva di B12 che richiede il corpo umano nel caso in cui non riesca a crearla nell’intestino, o non assuma alimenti che ne contengano.

Due uova per settimana e tutti i bimbi sono salvi

Da quello che hai scritto in tue diverse tesine, né tu né la tua famiglia siete nati e cresciuti vegan, giusto?

Tu mangiavi formaggi e uova fino a 25 anni fa, tua moglie mangiava pesce e ai tuoi ragazzi avete dato lo yogurt da piccoli.

Daniele, secondo me giustamente, riteneva che non si possano fare esperimenti su neonati ai quali nessuno può più ridare la salute una volta che la perdono.

E per lui uno o due uova la settimana è un giusto compromesso per evitare l’inevitabile nel caso si rischiasse questa carenza.

Te la prenderesti la responsabilità di negare alle mamme alimenti contenenti B12?

Tu sei una persona molto coscienziosa.

Ormai ti conosco abbastanza da quello che scrivi e so che sei sincero.

Ma te la sentiresti di prenderti la responsabilità di dire a una mamma di non dare in nessun modo alimenti con B12 perché tanto non succede nulla di male al suo bambino?

Come capisci, la questione è molto delicata, caro Valdo.

Mamma senza latte e ricorso al latte di soia

Tra l’altro mia moglie, forse per l’anemia che aveva, non ha avuto latte disponibile, e quindi stiamo alimentando la bambina con latte di soia in polvere.

Ho letto solo di recente che pure la soia è dannosissima, e questo è già un altro problema.

Non abbiamo trovato nessuno che sapesse darci valide alternative, visto che il succo d’uva non c’è tutto l’anno. Spero di averti fatto comprendere il nostro dilemma. Non è facile.

Ognuno deve giudicare con coscienza e senso di responsabilità

Naturalmente io ho fiducia in quello che scrivi ma, come dici tu, nessuno è infallibile.

E non darei mai e poi mai a una persona che stimo come te la responsabilità di una scelta così fondamentale.

Credo che, alla fine, solo la coscienza di ognuno possa decidere per la salute dei propri figli e prendersi giustamente le proprie responsabilità.

Come nel caso dei vaccini che abbiamo deciso, autonomamente, di non farli fare mai.

Ci sentiremo al telefono

Se riesco, e non disturbo, un giorno di questi ti chiamo, ok?

Purchè le tue segretarie mi passino l’interno, ovviamente! Un abbraccio e grazie.

Fabio

RISPOSTA

 

B12 come banco di prova

 

Per capire in che misura un imbroglio incida nella mente delle persone, non esiste sostanza-simbolo migliore della B12.

La B12 è la dimostrazione di quanto l’arte chiamata inganno possa incidere sulla debole mente umana.

La B12 è il banco di prova dell’equilibrio culturale e psichico, della logica interna di una persona.

Non tocca i carnivori, carichi come sono di sporcizia cadaverinica e quindi di B12, ma riguarda i soli vegani.

Cari macellai avete ragione, noi infelici vegani ci siamo avventurati lontano dalla retta via carnivora

Dare importanza alla B12 significa dire ai macellai che hanno ragione e che noi infelici vegani ci siamo allontanati dalla retta via della carne.

La prova del nove che avremmo torto sta proprio nella B12.

Il miglior partito dei macellai non è affatto quello dei mangiatori di bistecche, ma è quello dei vegani-bidodicisti, autentici cavalli di Troia del carnelattismo, e per giunta a titolo gratuito.

Le priorità delle persone vegane normalizzate, cioè medicalizzate e non igienistiche

C’è al mondo gente che va per priorità.

Prima vede la B12, poi l’Omega-3, (naturalmente ittico), poi il ferro-eme delle bistecche al sangue, poi l’antivirale, poi la vitamina C (in compresse), poi il cloruro di magnesio (in polvere), poi l’Eutirox, poi il farmaco disinfiammante, e poi magari l’igienismo, il crudismo, la liberazione animale e tutto il resto.

Nessun macellaio al mondo argomenterebbe con tale furore il discorso B12, siete forse in corsa per una premiazione straordinaria da parte del Codex Alimentarius?

Questo messaggio mi sorprende, prima perché arriva da zona  non sospetta ( Fabio è davvero un amico) e secondo perché contiene diverse considerazioni implicitamente offensive e fuori luogo, al di là delle intenzioni dell’autore e/o dell’ispiratore (Daniele, altra persona che non sospettavo nemmeno essere schierata in quel modo furibondo e pregiudizievole sul fronte bidodicista).

Sperimentazione sui neonati e irresponsabilità, roba da farmi sentire nei panni di Mendele.

Scusatemi ma i cazzotti sotto la cintura li rimando al mittente.

Qui ci sono offese gravissime di sperimentazione sui neonati e di irresponsabilità di chi è a sfavore della eresia dominante ed innaturale chiamata B12.

Fabio è gentilissimo nei miei confronti, in linea generale, ma non si accorge nemmeno della gravità di quanto contenuto in questo messaggio.

Consigli per la piccola Mira

Per quanto concerne il suo caso personale, ovvero per la sua piccola Mira, a cui auguro naturalmente tanta salute all’infuori di questo nostro dibattito, occorre sicuramente trovare delle forme alternative valide per la carenza di latte materno.

Personalmente avrei cercato qualche nutrice alternativa o sarei ricorso magari al latte di capra o di pecora per superare il momento critico di emergenza, alternandolo a quello di soia (non darei troppo credito alle voci imbastite intorno alla soia), o perché no al latte di mandorle e al latte rosso di carote e ananas.

Necessità di seguire con estrema cura, intelligenza ed apertura mentale, la vostra bambina

La bimba va nutrita al meglio, senza che vada mai in condizioni di fame, verificando come si comportano i suoi intestini, cosa e come assimilano, verificando eventuali principi di acidificazione.

Il latte serve a dare lo sprint iniziale verso lo svezzamento.

Se manca il latte di mamma bisognerà inserire prima del previsto, con prove e riprove, sostanze tipo le farine di manioca e di castagne, le pappette di avena e i vari semini pestellati attentamente.

Il tutto a rinforzare la magica potenza della frutta che rimane il fulcro dell’alimentazione per tutti, ed in particolare per i bimbi all’esordio.

Chi è il vero sperimentatore?

Due uova per settimana?

Non li prescriverei a nessuno, salvo che uno non si trovi in un’isola deserta e non ci sia nemmeno un albero di cocco.

Allo stesso modo che non prescriveri una bistecca macinata o una coscia di pollo, poco importa se il destinatario è un neonato o un centenario.

Stiamo attenti a chi fa davvero esperimenti coi neonati, sottoponendoli a cadaverine prima del tempo.

Se ci è così difficile ragionare in termini igienistici, perchè farsi poi tanti problemi?

Ci sono i pedatri, ci sono gli omogeneizzati, e andiamo tranquilli con le loro regole.

Non sempre siamo in grado di rappresentare prove a favore o a sfavore

Fabio pretende pure di coinvolgere miei dati personali singoli, che hanno poi valore molto relativo.

Primo, è rarissimo trovare gente che sia vegana fin dalla nascita, in una società carnelattistica come la nostra.

Secondo, non valgono i casi singoli ma i valori per gruppi, per campioni consistenti.

Terzo, da bambino ricordo che qualche uovo e del formaggio arrivarono in età più avanzata, mentre ammetto di aver poppato anche più a lungo del dovuto da mia madre, per cui convengo di non poter rappresentare prova a favore o a sfavore, anche se il formaggio mi portò a diversi problemi più tardi in termini di adenoidi e di qualche carie.

L’onere della prova è a carico di chi va contro la logica e contro la natura, e non viceversa

La cosa più antiscientifica resta comunque quella di voler scaricare l’onere della prova su chi sta dalla parte della legge naturale, a vantaggio degli autori della messinscena bidodicistica mondiale.

Sarebbe come venirmi a dire Provami che l’Aids non esiste e non è causato da un Hiv che non è mai stato isolato.

Oppure Provami che gli Omega-3 ittici sono una ennesima burla manovrata e che gli Omega-3 delle mandorle valgono 3 volte di più.

 

Chi pianifica le truffe usa tutti i tasti possibili ed immaginabili per imporre il suo prodotto

Cose che si possono certamente provare, e che sono state provate da ricercatori importanti e trasparenti, ma che non è facile sempre evidenziare per i tanti tranelli contorti che la controparte, organizzata da perfetta macchina da guerra, ha minuziosamente intessuto intorno a questi argomenti.

Cose comunque che non si debbono provare in quanto ci sono troppe evidenze della frode da parte dell’avversario, per cui è la parte avversa, quella che ha inventato il problema, che sarà tenuta a provare e a rispondere delle sue posizioni.

Non credere va benissimo, peccato che il non credere diventi qui un credere all’avversario

Ti prenderesti la responsabilità di dire a una mamma?

Fare a me questa domanda dopo 10 chilogrammi di tesine sulla B12 suona paradossale, prima ancora che insultante.

Non vorrei mai prendermela, ma una certa irritazione subentra ugualmente.

Siete come una coppia di cari amici friulani che mi stimano e mi seguono però, ogniqualvolta la febbre dei loro bambini sale a 39, gli rifilano l’antipiretico.

Convengo di essere una schiappa come docente di materie igienistiche.

Andrò in pellegrinaggio alla prima occasione.

Nessuno è infallibile, l’ho detto e lo riconfermo. La cosa vale però anche per quei medici (non tutti) che vi hanno messo in testa questo ennesimo virus mentale.

Per quanto mi concerne, non ho mai chiesto di essere creduto su alcunché. Cerco soltanto di ragionare e se possibile di far ragionare il pubblico in modo logico e trasparente, e non con la testa degli untori.

Il fatto di non essere riuscito a farvi ragionare mi fa riflettere sul mio reale valore di insegnante.

Significa che rimango una schiappa e che ho molti spazi di miglioramento.

Mi iscriverò per un viaggetto a Lourdes.

Mai proposto in vita mia un alimento privo di B12, non mi esprimo a sproposito in termini di B12, ma solo e sempre in termini di alimenti naturali e bilanciati

Altra cosa orripilante che salta agli occhi, è che io proporrei di dare alle mamme degli alimenti privi di B12. Parlare così significa davvero travisare il mio pensiero, ma anche le stesse leggi igienistiche. Significa fare tabula rasa di ogni impostazione scientifica.

Non ho mai sostenuto una scemenza del genere. Dico e ripeto tutti i santi giorni che la B12 si trova in sinergia e nella giusta irrilevabile presenza dovunque si trovi il gruppo B, per cui mangiando alimenti crudi si ottiene tutto lo spettro bilanciato e razionale dei micronutrienti, incluso la B12 che sta anche nell’anguria e nella pesca, nella giusta misura infinitesimale.

Per fortuna abbiamo qualcosa di meglio da mangiare rispetto alla cacca

Ogni alimento naturale non cotto contiene la coppia B9 (folati) e B12 (cobalamina).

La B12 non si rileva facilmente? E’ ovvio. Si tratta di una sostanza molto minoritaria e secondaria che Madre Natura o il Creatore, e non certo io, hanno deciso di inserire con grande circospezione e misura in ogni foglia, in ogni frutto, in ogni tubero, e di buttare invece a casaccio ed in abbondanza negli escrementi, nelle urine e nei liquidi organici, tutte cose estranee alla umana alimentazione.

Chi crede all’uovo e non all’anguria, all’uva e alla mandorla, cambi almeno sponda

Non è certamente vietato pensarla in 100 modi diversi. Non è vietato credere alle favole di Walt Dysney, a Pippo, a Topolino, ad Alice nel Mondo delle Meraviglie, alla strega cattiva, all’Aids, alla Bidodici e a tutte le finzioni cinematografiche in cui l’America brilla da sempre.

Chi crede che l’anguria, l’uva e la mandorla siano cibi incompleti e deficitari, e che l’uovo sia un alimento per l’uomo, e per giunta perfetto, completo e libero da acidificazioni e da salmonelle tifoidi, lo faccia pure. Ma abbia almeno la decenza, l’accortezza e la coerenza di cancellarsi dall’igienismo e di farsi dare prontamente le tessere del Codex Alimentarius e del Codex Macellarius.

Dove stanno le vere carenze

La Natura ha stabilito, e lo dimostra tutti i giorni con prove macroscopiche, che le vere carenze non sono certamente quelle, ma si chiamano per ordine di importanza: 1) acqua biologica strutturata (nella frutta), 2) minerali organicati, 3) enzimi, 4) vitamina C naturale, 5) vitamine B1, B2 e B3, 6) vitamina A e D,

7) vitamine B5, B6, B8, B9, B12, 8) grassi acidi polinsaturi, 9) fitonutrienti, 10) fattori di crescita.

E ha stabilito pure che i cibi fondamentali da considerare nell’assieme sono i carboidrati naturali, che ci danno la massa delle calorie necessarie alla sopravvivenza, a dispetto dell’imbecillità lampante di tutte le demenziali diete low-carb (basso-idrocarboniche), zoniste e sanguigne.

Non mi è mai successo di sbattermi contro un Dio affranto per i suoi marchiani errori costruttivi

Gli animali selvatici come al solito insegnano, e possono rappresentare una prova importante.

Niente farmacie, niente vaccinazioni e niente B12.

Non mi risulta poi di aver mai incontrato per strada un Dio affranto e disperato.

Non mi è mai successo di sentire un Dio smoccolare e bestemmiare contro se stesso per aver sbagliato tutto nella sua vita, e per essersi fatto mettere nel sacco da una merdosa sostanza chiamata B12.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo