L’ UVEITE, OVVERO LA MALATTIA DI BEHCET

LETTERA

 

Una adolescenza immersa nei farmaci, seguita da una ribellione ad essi

 

Gentilissimo dr Vaccaro, sono una ragazza di 29 anni e da qualche mese mi sono avvicinata allo studio dell’igienismo, trovando di grande aiuto il suo blog e i suoi scritti.

Le racconterò in breve il mio percorso sperando che lei mi possa dare qualche consiglio utile, dato che ne ho davvero bisogno.

Il motivo per cui le scrivo è dovuto a una pesante stanchezza nei riguardi della medicina tradizionale alla quale non ho mai creduto fondamentalmente, a differenza dei miei genitori che mi hanno immersa e rifilata in essa fino all’età in cui ho potuto scegliere di non volere più alcuna medicina.

Tonsillite seguita da uveite intermedia a entrambi gli occhi

Da quando avevo 10 anni, soffro di uveite intermedia autoimmune ad entrambi gli occhi.

Ufficialmente, tutto è cominciato da una tonsillite, seguita da infiammazione ai linfonodi e reumatismi nel sangue, ma secondo me dalla continua somministrazione di farmaci per qualsiasi semplice raffreddore da parte di mia mamma, per ovvio eccesso d’amore e di zelo, gravi improprietà comportamentali comuni purtroppo a tanti genitori imbevuti di cultura medico-farmaceutica.

La sciagura di finire a Parma, nel miglior centro specialistico d’Italia

Esito finale? Tre settimane in ospedale col solo ricordo di iniezioni dolorosissime di cortisone.

Mia madre mi ha riferito tra l’altro che, all’epoca, in ospedale, presi anche la mononucleosi (febbre ghiandolare o linfadenomi acuta).

Ma non finisce qui.

L’uveite mi accompagna fino ad una forte infiammazione interna all’occhio sinistro all’età di 16 anni.

Vista dai migliori oculisti d’Italia, finisco a Parma, al famoso Centro Uveiti.

E’ la mia sciagura, in quanto mi diagnosticano la Malattia di Behcet.

Corticosteroidi e immunosoppressori a raffica, fino a quando un medico sincero e trasparente mi incoraggia a smettere con tali cure avvelenanti

Seguono ulteriori avvelenamenti, ma stavolta in modo particolarmente pesante, con flebo settimanali di cortisone e di immunosoppressori.

Finchè un giorno, finalmente sola, riesco a parlare liberamente con un medico trasparente in ospedale, per raccontargli che non sto affatto bene, e che sono afflitta dai pesanti effetti collaterali di tale cura, con mali di testa, crampi, formicolio alle mani.

Incredibile ma vero, il dottore (che chiamerò dottor C.) mi suggerisce in confidenza che devo andare via al più presto da lì, interrompendo la cura, in quanto lui non crede affatto che io abbia quella malattia, per cui la cura in corso mi sta semplicemente avvelenando!

Sette anni senza un farmaco

Ho sempre creduto in tal senso e, finalmente, ho preso coscienza del fatto che la soluzione dei miei problemi deve per forza essere un’altra, e non quella, e non quella chimico-farmacologica intendo.

Ma mi è sempre mancato qualcuno di cui fidarmi.

Sono 7 anni che non assumo più alcun farmaco, pur facendomi tuttora controllare gli occhi dal dottore che mi ha tolta da quei veleni.

Purtroppo la mia uveite è oggi onnipresente.

La malattia agli occhi rimane ed è grave, con perdita del visus a 4/10 ed edema maculare all’occhio sinistro

Ho iniziato a curare molto di più la mia alimentazione, che comunque era già prima a buoni livelli, visto il mio amore per la frutta e la verdura.

Il problema è che la malattia agli occhi diventa sempre più pesante.

All’occhio sinistro in particolare il mio visus si è abbassato fino a 4/10 e presenta anche un edema maculare.

Non so cosa fare, ma sono preoccupata.

Spero possa aiutarmi.

La ringrazio per l’attenzione dedicatami.

Stellina

RISPOSTA

 

Cos’è la MB o malattia di Behcet

 

Ciao Stella, sei stata molto chiara e precisa nella tua esposizione.

Chiaramente non ti offro cure mediche di alcun tipo ma soltanto pareri e indicazioni di tipo igienistico, che potrai utilizzare in modo sensato, assumendoti in proprio tutte le responsabilità.

La MB, o malattia di Behcet, viene definita in termini medici come malattia generale autoimmune  dell’organismo.

Malattia che si ripercuote in particolare sugli occhi mediante un preciso sintomo chiamato uveite.

In termini clinici, si tratta di una vasculite primaria sistemica delle piccole arterie e vene, e talora anche dei vasi di maggiore calibro.

Ulcerazioni cutanee e sintomi neurologici

La MB si manifesta con la tipica triade di ulcerazioni del cavo orale, ulcerazioni ai genitali e uveite agli occhi. Le lesioni cutanee fanno parte di una vasculite pustolosa con papule e vescicole, con lesioni erpetiformi, con pseudo-eritema nodoso, noduli acneiformi (pseudo-follicolite), ulcerazioni aftose a evoluzione cicatriziale.

Colpisce prevalentemente le donne in Nord Europa e Nord America (1 frequenza annua su 30 mila) e i maschi nelle regioni orientali-mediterranee, mediorientali e asiatiche (1 frequenza annua ogni 10 mila).

Oltre alle manifestazioni cutanee, ci possono essere sintomi neurologici tipo ipertensione endocranica benigna, cefalea, disturbi sensitivo-motori, edema papillare, paralisi dei nervi cranici, disartria, attacchi epilettici, mieliti e sindromi maniacali, nonché segni artritici al polso, al gomito e al ginocchio.

Diverse complicazioni che concorrono a compromettere la capacità visiva

L’uveite è bilaterale nella maggioranza dei pazienti e può localizzarsi nella camera anteriore sottoforma di iridociclite con ipopion, senza sequele permanenti.

Viceversa, l’uveite della camera posteriore è più grave in quanto può condurre a cecità nel 20% dei pazienti, e si manifesta come iridociclite accompagnata da arterite retinica, con possibilità di sviluppo di infarti retinici, opacità del vitreo, cataratta, sinechie posteriori, ulcerazioni corneali, edema maculare cistoide e atrofia ottica, tutte complicazioni che concorrono a compromettere la capacità visiva.

Le terapie mediche si limitano alla cura leggera dei sintomi nei casi lievi, o ai corticosteroidi nei casi gravi.

Gli errori di impostazione e di catalogazione della medicina

Uno degli errori di base della medicina sta già, secondo noi igienisti, nella catalogazione delle malattie.

Definire genericamente malattia autoimmune una malattia, quando non si riesce a intravedere motivazioni più chiare, sicure e comprensibili, porta non solo all’uso di creme e unguenti corticosteroidi per via topica, o mediante iniezioni intraoculari ed intrarticolari, ma anche all’uso combinato di corticosteroidi ed immunosoppressori, come la ciclosporina, l’azatioprina, la ciclofosfamide e il metotrexate. Parliamo di farmaci carichi di gravi effetti collaterali, mai abbastanza esplicitati dai medici curanti, onde evitare una reazione di rifiuto da parte dei pazienti.

Linfociti in circolo e infiltrati infiammatori nelle lesioni ulcerose

Parlando di cause, studi medici recenti dimostrano percentuali significativamente elevate di linfociti T gamma-delta-positivi in circolo e nelle lesioni vascolari, nonché attività citotossica da parte di queste cellule, e restrizione monomorfica del loro recettore per l’antigene.

A livello delle lesioni ulcerose si osserva un infiltrato infiammatorio aspecifico, inizialmente costituito da linfociti, monociti e plasmacellule, e gradualmente sostituito da neutrofili.

Agenti microbici e autoanticorpi

Tale sottopopolazione T-linfocitaria potrebbe contribuire, secondo tali teorie, alle lesioni tipiche della MB. E’ possibile cioè che agenti microbici possano provocare espansione dei linfociti T gamma-delta-positivi e induzione della loro attività cito-tossica.

Va ricordata inoltre la presenza di autoanticorpi AECA (anticellule epiteliali), ACLA (anticellule lipidiche o anti-cadiolipina), e ANCA (anticorpi anti-citoplasma dei neutrofili).

Tutte teorie ipotetiche formulate in funzione di determinate cure medico-farmacologiche

Per l’igienismo si tratta solo di ipotesi in alto mare, di ipotesi finalizzate a giustificare l’uso di determinati farmaci, per quanto notoriamente incapaci di risolvere i problemi in essere.

Non si possono impostare cure basate su ragionamenti cervellotici e inconcludenti. Tutti questi segnali immunitari sono in realtà sintomi accompagnatori e non certo fattori causanti delle vasculiti.

Centomila chilometri di capillari, che la medicina si illude di bonificare col cortisone

Vasculite significa esattamente infiammazione del sistema vascolare.

Il corpo è formato dai vasi distributivi delle arterie (che portano il sangue rinnovato dal cuore ai capillari), e dai vasi raccoglitivi delle vene (dove il sangue usato scorre in senso centripeto verso il cuore), nonché da un sistema di capillari sanguigni e linfatici che provvedono all’interscambio del sangue arterioso e venoso, e della linfa interstiziale e circolante (che si forma dal sangue per filtrazione del plasma attraverso i capillari stessi).

I capillari sono doppiamente importanti perché la consegna del materiale nutritivo alle cellule, e la raccolta dei rifiuti cellulari e dei detriti cellulari (cellule morte o virus endogeni) passa per questi microscopici canali, che misurano in tutto la bellezza di 100 mila km, equivalenti a cinque viaggi di andata e ritorno tra Italia e Cina.

Serve invece una filosofia depurativa globale, non essendo il corpo fatto a compartimenti stagni

Il solo pensare medico che si riesca a risolvere le vasculiti con dei farmaci, con del cortisone, con degli immunosoppressori, strappa un sorriso di pena, e fa anche rabbrividire.

Trattasi semplicemente di un’idea bizzarra, presuntuosa, improbabile e impossibile.

Molto più concreto, prudente e sensato, il procedere con una filosofia depurativa e migliorativa del sangue, della linfa e dei liquidi in circolazione.

Acqua biologica, vitamine naturali e niente più veleni, per disinfiammare il sistema vascolare

L’adesione a una dieta vitale ed emo-fluidificante è determinante per sconfiggere le vasculiti e riportare il sistema vasculare e i capillari a un normale stato di efficienza.

Per un programma depurativo serve molta acqua biologica (frutta e verdure crude), molta vitamina E, B e C, con relativi minerali ed enzimi, stando lontano dai soliti veleni chiamati cadaverina, caseina, caffeina, nicotina, aspirina, sale, zucchero, vaccini, farmaci, integratori.

Ogni vitamina, ed ogni nutriente assunto, devono essere allo stato rigorosamente naturale e non-sintetico. Un piano preciso da condurre con spirito giusto e con pazienza certosina.

La milza fa parte del sistema vascolare in quanto:

1)      Produce globuli rossi e bianchi durante la nostra vita fetale, ma anche da adulti (quando si cade

in stato di anemia).

2)      Distrugge le cellule sanguigne malate, cioè i globuli rossi invecchiati e i globuli bianchi esausti.

3)      Regola la produzione di cellule sanguigne nel midollo spinale.

4)      Stocca cellule sanguigne di riserva per liberarle nel sangue all’occorrenza.

5)      Difende il corpo dall’azione fagocitica e dispone dei virus, ossia dei nostri detriti cellulari che si accumulano fisiologicamente nel corpo (vedi moria di miliardi di cellule al giorno e relativo ricambio delle medesime).

I percorsi infiammatori e disinfiammatori sono una cosa normalissima nel corpo umano

L’infiammazione della milza avviene in concomitanza di quella dell’intestino, di quella dei polmoni, di quella del fegato, in un processo sinergico negativo, dove una disgrazia tira l’altra.

La milza si infiamma e fa male anche quando abbiamo corso troppo, oltrepassando i nostri limiti personali.

La disinfiammazione fa esattamente il percorso opposto.

Mangiamo correttamente, digeriamo bene, il sangue si fluidifica, la stitichezza si attenua e scompare, il corpo intero tende a disinfiammarsi e lo stato di vasculite cronica lascia il posto a una circolazione rinnovata e velocizzata. E’ qui che bisogna lavorare, niente altro che qui.

I microbi c’entrano come i cavoli a merenda in tutta questa faccenda.

Hai fatto una cura alternativa a metà, mancandoti la conoscenza igienistica

Veniamo dunque al problema dell’uveite, cara Stellina.

Hai sempre creduto che la vera soluzione dei tuoi problemi da tutto può venire fuorchè dai prodotti chimico-farmaceutici? Non hai affatto sbagliato in questo.

Da 7 anni non hai assunto un farmaco, e hai fatto solo bene.

Ma l’uveite non è scomparsa affatto. Significa evidentemente che hai sbagliato qualcosa.

Hai chiuso sì il rubinetto dei veleni, ma non abbastanza e non in modo ermetico.

Inoltre non hai ancora provveduto ad espellere le tossine a suo tempo accumulate nel tuo organismo di ragazza ultra-medicalizzata in gioventù.

La via medica lunga e complessa, simile a quella che già hai sperimentato

D’altra parte, le strade terapeutiche sono essenzialmente due.

Una si chiama medicina interventista, e l’altra si chiama igienismo e cura della non cura.

Mi sono consultato con alcuni specialisti di alto livello nel settore dell’oculistica.

La strada medica a questo punto significherebbe per te una lunga serie di esami macchinosi, complessi ed anche alquanto costosi, coinvolgenti oculisti ed immunologhi, nonché altre cure e altre sostanze.

E’ una via del resto che già conosci bene, per averla percorsa e sperimentata in lungo e in largo, finendo a Parma che, con Losanna, rappresenta i due poli europei altamente specializzati in uveite.

La decisiva carta dell’igienismo naturale

L’altra strada è quella dell’igienismo, e rappresenta sicuramente per te una soluzione primaria e non certo di ripiego.

Hai 29 anni. Sei dunque giovanissima e dotata della forza vitale per reagire e saltar fuori da questo tunnel. E’ sacrosanto giocare al meglio questa carta in modo convinto, deciso e rigoroso.

Una accelerata depurazione del sangue

Che fare dunque?

Ti consiglio un processo di depurazione accelerata del sangue, ottenibile coi soliti nostri metodi basati su respirazione accuratissima e ritmata (accompagnata da moto, aerobica e traspirazione), su alimentazione vegana, vitale e tendenzialmente crudista (più crudista ancora dei crudisti tendenziali), su riposo, su esposizione solare quando possibile, su pensieri positivi, su ginnastica ottica, su movimento del capo e degli arti con esercizi a corpo libero.

Il ricorso a dei cataplasmi di fango e di cavolo

Opportuno ricorrere anche a dei coadiuvanti e disinfiammanti cataplasmi di fango (ottenibile anche da comune terra di campo, setacciata e liberata dai sassolini, e poi annacquata all’interno di un secchio), alternati a cataplasmi di foglie di cavolo crudo triturato, da applicarsi alternativamente sugli occhi con l’aiuto di una benda.

Disinfiammare l’intestino e poi tutto il resto

Ma la disinfiammazione primaria è quella che parte dall’intestino.

E’ lì che occorre disinfiammare, togliendo l’infiammazione e il surriscaldamento, cronico ed emo-congestionante, di quella delicatissima parte del corpo.

Devi diventare non un’infermiera ma una soldatessa, con tanto di tuta mimetica e di elmetto.

Devi armarti pure di conoscenza igienistica.

Crudismo e veganismo non bastano certamente, occorre anche conoscenza accurata dei meccanismi intossicativi e disintossicativi, dei processi infiammatori e disinfiammatori del corpo

Non bastano affatto il veganismo e il crudismo, se poi si cade nel sale, nello zucchero, nell’integratore e nel caffè, o se poi ci si affloscia in una respirazione corta ed ammalante, e in una depressione fatta di sfiducia e di rinuncia.

Tentare l’impossibile per ottenere il possibile, questo deve essere il motto.

Ti allego alcune tesine dal blog e ti invito a leggere i miei due libri in circolazione.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo