L’INSIDIA DEL CROLLO CALORICO

La negativa esperienza di una dieta ultraverduriana

Gentilissimo dr Vaccaro, le volevo esporre una mia esperienza negativa che ho avuto 3 anni fa, facendo una dieta a base di verdure e frutta.

Ovviamente io provengo da una cultura alimentare dove carne, pesce, latte e formaggio la fanno da padroni, per cui, se non si mangia una di queste cose almeno una volta al giorno, sembra che non si possa vivere.

 

La dieta incriminata, esageratamente ipo-calorica

 

Qual’era la mia dieta incriminata, è ben presto detto.

Pranzo composto da insalata cruda e carote alla julienne (oppure insalata di cavolo o entrambe metà e metà), tre cucchiai di verdura cotta al vapore, come piselli, tegoline o spinaci, con l’aggiunta di qualche ortaggio di stagione (cetriolo, cipollotto, pomodoro, lattuga, sedano, ecc), il tutto condito con olio, limone e poco sale.

Il resto del pasto, con verdura cotta al forno o al vapore, senza condimenti, come cavolfiori, barbabietole, pastinache (radici bianche simili alla carota), rape, zucca.

Per cena, frutta cotta di mele, prugne e albicocche, o pesche secche rinvenute in ammollo, banane mature schiacciate e dolcificate con zucchero grezzo di canna o con miele grezzo.

Rigorosamente niente pasta, niente pane e niente farinacei.

 

Cibi stanchi e soprattutto cotti, ed in più preparati la sera prima

 

Sono andato avanti in quel modo per un paio di mesi, prendendo a colazione delle gallette di riso, o una limonata calda, digiunando spesso fino a pranzo.

Dal momento che a pranzo non potevo tornare a casa, portavo con me il cibo preparato la sera prima.

C’è da dire che in quel periodo facevo anche attività fisica con la bicicletta, con 30-40 km due volte a settimana.

In più, essendo io elettricista, facevo un lavoro movimentato, su e giù per l’apposita scala, con ovvio dispendio energetico.

 

 

Dopo due mesi, il patatrak

 

Alla fine dei due mesi, sentivo che le forze iniziavano un po’ a calare.

La mia percezione mi diceva che il corpo non riusciva a scaldarsi bene.

Dai miei 100 kg di partenza ero andato in due mesi agli 85.

Poi il dramma.

Nella notte tra il primo e il secondo giorno di maggio del 2007, ricordo bene quella data, mi svegliai alle 4 di mattina e tutta la stanza ruotava intorno a me.

 

Una scena apocalittica

 

Il lampadario girava come un elicottero.

Rinchiusi gli occhi pensando di sognare, e mi rimisi sotto le coperte.

Ma alle 7 mi resi conto che non era affatto un sogno.

Cercai di alzarmi e mi resi conto che non riuscivo a stare in piedi.

Dovevo stare ad occhi chiusi, altrimenti cadevo a terra.

Raggiunto il bagno a tastoni, vomitai la cena della sera prima.

 

Una lavata di capo da parte del medico e del dietologo, e il ritorno alla solita dieta dei comuni mortali, priva di apparenti batoste a breve termine, ma in realtà mediocre ed ammalante quanto basta

 

Morale della favola, sono stato tre giorni a letto con il giramento di testa.

Non le dico lo spavento che ho preso, e quello che ho fatto prendere alla mia famiglia.

Sono poi andato dal mio dottore spiegandogli ogni cosa, e mi ha dato del pazzo.

Da un incontro col dietologo ho capito che senza carboidrati e senza proteine non si può vivere.

Poi ho ripreso a mangiare regolarmente come prima, con la solita dieta che include ogni cosa giusta e sbagliata.

Il mio cuore mi dice però che quella era la strada giusta da seguire.

 

Vorrei farle alcune domande

 

1) Quali errori posso aver commesso per arrivare a quel punto?

2) Come posso ricominciare una dieta vegetariana priva di carne e latticini, senza però incappare di nuovo in una situazione simile?

3) E’ possibile che il mio corpo abbia reagito in quel modo a causa delle tossine liberate troppo velocemente?

4) Effettuare dei clisteri al caffè, o fare una idrocolonterapia, può aiutare?

 

La saluto e la ringrazio anticipatamente della risposta.

Toni M.

 

 

 

 

 

 

 

Il bimestre tra fine febbraio e fine aprile è, per sani e per malati, il più nefasto dell’anno

 

Sulla prima domanda, e su cosa sia successo con esattezza al tuo corpo, posso fare delle ipotesi.

Intanto osservo che il problema ti è successo il primo di maggio.

Sappiamo tutti che i due mesi più micidiali dell’anno sono quelli che vanno da fine febbraio a fine aprile.

Abbiamo sopportato a quel punto tutti i rigori dell’inverno, in assenza di sole e in assenza di cibi carichi di principi attivi (salvo le verdure selvatiche di campo, che pochi di noi comunque utilizzano).

 

Un lungo inverno passato non in giusto semi-letargo, ma in dispersione energetica continua

 

Non siamo mai andati in legargo come molti saggi animali dei nostri boschi usano fare.

Abbiamo continuato a consumare energie, lavorando, andando in bicicletta, rispettando orari e impegni stressanti, connessi con le nostre attività di studio o di lavoro.

Diciamo pure che in quel periodo dell’anno il nostro corpo è vuoto, stressato e vulnerabile.

Quanto vulnerabile?

Dipende da come uno si è difeso, da quali strategie di sopravvivenza invernale ha adottato.

 

Ci sono modi e modi di dimagrire

 

Fatta questa prima considerazione di carattere generale, il calo di peso di 15 kg in tre mesi, fu sicuramente eccessivo. Una enormità.

Si può calare in quel modo, senza avere drammatici effetti collaterali?

Certo che si può, ma allora occorre un digiuno fatto a regola d’arte.

Un digiuno a inizio maggio avrebbe significato stare al calduccio della propria stanza, senza andare a lavorare, bevendo tutta l’acqua che serviva per mandar fuori velocemente le tossine velenose accumulate.

Quelle tossine contenute delle cellule adipose che si sciolgono e vengono disintegrate e bruciate per autolisi (cannibalizzazione energetica di emergenza), nelle tipiche fasi del digiuno.

 

Gli impeccabili metodi di ripristino definitivo peso-forma, presso i centri Pritikin e le cliniche igienistiche ANHS (oggi ridenominata INHS, International Natural Hygiene Society)

 

Questi cali di peso vengono realizzati tutti i giorni in scioltezza, e nella massima sicurezza, nei Pritikin Longevity Centers di Miami e Santa Monica, sotto la direzione del dr Robert Pritikin e dei suoi assistenti, o anche nelle innumerevoli cliniche igienistico-naturali americane.

Ma i digiunanti non vanno a lavorare e a disperdere energie caloriche.

Mantengono il metabolismo ai minimi vitali, rinforzano enormemente il sistema immunitario, e quello li ripaga mandando fuori ogni inquinamento recente ed antico depositato nel loro corpo.

 

Uno stridente contrasto con le diete sballate tipo Atkins, Zona, Sanguigni, SouthBeach e Lemme

 

Trattasi dunque di un processo equilibrato, privo di controindicazioni e di contraccolpi.

Un peso forma poi che rimane per sempre senza problemi, a stridente differenza di tutte le famose diete sballate, pericolose e low-carb, stile Atkins, stile Zona, stile Gruppi Sanguigni, stile South Beach e stile Lemme, che giocano invariabilmente ad espellere acqua e grasso facile, mantenendo dentro le tossine e sostenendo il cuore con le stampelle stimolanti del caffè e degli integratori.

 

Calare di peso non significa cura Dachau e nemmeno cura da fachiri del Bangladesh

 

Calare drasticamente di peso nel periodo peggiore dell’anno, e con l’aggravante della dispersione energetica da vita attiva e da impegni di lavoro particolarmente dispersivi, mi pare davvero un discorso insostenibile.

D’accordo che non digiunavi, ma il tipo di dieta sopra-descritta non è una dieta basso-proteica stile pitagorico e vegano-crudista, bensì una dieta stile Dachau, buona al massimo per dei fachiri del Bangladesh. Quelli sono campioni di sopravvivenza in condizioni proibitive, ma non fanno gli elettricisti, e puntano tutto sulla meditazione e sul respiro, più che andare su e giù per le scale.

In più, non stanno immersi nel clima freddo-umido della pianura Padana.

 

La tua crisi non fu assolutamente dovuta a carenza di proteine

 

Quella tua dieta improvvisata aveva molti difetti.

Non perché fosse basso-proteica. Con 20-25 grammi al giorno di aminoacidi stiamo benissimo, e tale quota proteica si raggiunge agevolmente con qualsiasi tipo di alimentazione.

La sostanza di cui meno di tutto abbiamo bisogno è proprio la proteina.

Soprattutto la mala-proteina che nei tempi andati veniva pomposamente chiamata proteina nobile, dagli spalleggiatori del macellaio e dagli schiavi nostrani degli accoppa-bisonti seriali di oltre Atlantico, e dai servi dei torturatori del mare del Sol Levante (distruttori di balene, delfini e tonni e inventori delle schifezze sushi che rovinano, salano, acidificano e putricizzano gli intestini di mezzo mondo).

 

E’ tecnicamente impossibile andare in crisi proteica, nemmeno volendolo

 

Tant’è vero che è impossibile andare in crisi proteica, nemmeno pianificandolo e volendolo.

Pertanto la tua crisi non è stata assolutamente una crisi da carenza proteica.

Anche mangiando solo erba e sole verdure, o solo anguria e melone, uno sopravvive bene in quel senso.

Il problema è che continuavi a consumare calorie senza metterne dentro di altre.

Quindi una crisi calorica e da scarso carboidrato.

 

C’è stato qualche avvelenamento a pranzo o a cena nel giorno precedente

 

Il fatto del capogiro e del lampadario che girava come un elicottero, fa pensare pure ad un avvelenamento non so da cosa. E questo viene confermato dal vomito che hai avuto.

La debolezza produce sì capogiro, ma non vomito.

Bisognerebbe che tu ripensassi con attenzione a quali pietanze avevi esattamente assunto il giorno prima della crisi, e in quali circostanze le avevi assunte.

Trovo piuttosto strano che una persona sottoalimentata vomiti fuori persino le spartane verdure della cena precedente.

In questo caso, la pesante crisi da avvelenamento, ti avrebbe dato una ulteriore batosta, squassando un corpo che era già sufficientemente ai limiti della resistenza.

 

Non credo alla crisi tossicologica di improvvisa espulsione

 

Un’altra ipotesi ancora spiega il tutto come una pesante crisi tossicologica di espulsione tossine, arrivata in grazia o in colpa di quei due mesi eliminativi,  ma non credo che si tratti di questo.

Punto più a insistere sulla crisi calorica, visto che non mettevi dentro niente, con un pacchetto energetico totale di 500 calorie giornaliere, mentre continuavi a consumarne 2500-3000.

Non ha senso affamare e martirizzare il corpo in quel modo

 

Non c’erano patate, non c’erano patate-dolci e castagne, non c’erano cereali, non c’era pane integrale, non c’erano pizze o pasta, non c’era avocado, non c’erano banane al naturale (senza zucchero aggiunto), non c’erano semi di girasole e di sesamo, non c’erano molte radici, non c’erano germogli, non c’era frutta secca tipo mandorle, noci, pinoli, non c’erano datteri e fichi secchi, e nemmeno uvetta sultanina.

Non si può affamare il corpo a quei livelli.

 

La frutta è alimento perfetto che non porta a squilibri o a carenze di alcun tipo

 

La cosa paradossale è che non avevi incluso nemmeno la frutta, ipnotizzato forse dall’idea che frutta equivale a zucchero e a carboidrato pronto per l’uso.

Faccio presente a te e al pubblico che la frutta possiede doti incredibili di completezza, e non manda in crisi nessuno.

 

La frutta è il cibo elettivo, centrale ed impeccabile dell’umanità intera, dei piccoli e dei grandi, dei sani e dei malati

 

La frutta non è zucchero e non è glucosio, ma è succo zuccherino bilanciatissimo, carico di acqua biologica e di tutti i nutrimenti per completare al meglio il ciclo digestivo.

In più, non esiste cibo al mondo capace di farti dimagrire come la frutta, proprio per le sue doti nutritive e pulitive operanti in sinergia.

La verdura da sola può sicuramente avere effetti remineralizzanti, ma non basta a garantirci la sopravvivenza.

E’ la frutta il cibo base dell’uomo, non la verdura.

 

Sono contrario a tutte le pratiche invasive ed irritanti, fuori dal regno dell’emergenza

 

Mi chiedi se è il caso di ricorrere all’idrocolonterapia o ai clisteri di caffè.

Sono contrario a queste cose, salvo che non vengano eseguite in sede di pronto-soccorso, e dunque per delle emergenze. Sono metodologie scioccanti al pari di quelle basate sui purganti.

Guarire da un problema irritando certe parti interne dell’organismo non è da veri terapeuti, ma da manovalalanza non acculturata.

Faccio uno sconto al dr Max Gerson, che col clistere al caffè liberava il colon bloccato di alcuni malati estremi dei reparti cancerogeni.

 

Ci sei andato vicino, ma hai fatto qualche clamoroso errore

 

Due parole infine per la dieta ideale futura che vuoi intraprendere.

E’ positivo che tu, dopo tale esperienza, abbia la sensazione che quella era la via.

Era la via nelle sole intenzioni però, non certo nei dettagli pratici.

Devi far piazza pulita di alcune idee sbagliate che sembri mantenere a proposito della frutta.

Non devi puntare alla riduzione del peso.

Ci penserà il sistema immunitario a regolarizzare l’organismo e a darti i chili giusti sia in fase trasformativa che nella fase successiva di stabilizzazione.

Spero che il mio testo Alimentazione Naturale ti serva da guida per il nuovo percorso.

 

 

Detto in poche parole lo schema giusto è il seguente

 

Frutta acquosa abbondante lontano dai pasti, con 2 colazioni e 2 merende collocate convenientemente tra le 7 e le 12, e tra le 16 e le 19. Pranzo e cena caratterizzati da un piatto di verdura iniziale condito con olio extravergine e limone (e accompagnato da abbondanti fette di pane intergrale), seguito da un primo piatto di patate, o di legumi, o di cereali, o di pasta alle verdure, o di pizza alle verdure, con l’aggiunta finale di una manciata di mandorle o noci o arachidi.

 

La salute vale qualche piccola rinuncia.

Non si può pretendere il Paradiso, andandoci pure in carrozza.

 

Chiaro che tutte le bevande, fuori dell’acqua e dei succhi di frutta spremuti all’istante, o dei centrifugati di radici-verdura-ananas, risultano bandite.

Niente sale (ma validi sostituti vegetali) e niente zucchero o altri dolcificanti ancora peggiori.

Niente alcol, niente bibite gassate-dolcificate con zucchero o con aspartame, niente bevande con caffeina e theina, niente bevande alcoliche.

E soprattutto niente fumo, niente aria viziata, niente farmaci e niente integratori.

 

I panini saporiti alle verdure risolvono tutte le situazioni di emergenza

 

La crema di avena coi semini vari pestellati, e il pop-corn con le banane d’inverno e i fichi d’estate, completano grossomodo il quadro, ferma restando la possibilità da parte tua di giostrare e personalizzare il tutto, ma solo entro certi limiti.

I panini alle verdure crude abbondanti, più la fetta di melanzana, l’avocado, la crema di carciofi o di olive, e dei pinoli, rappresentano poi la soluzione alternativa a pranzo e cena, ogniqualvolta si è in movimento, o quando si vuole semplicemente evitare l’uso di piatti e posate.

 

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo