LA COSIDDETTA INFETTIVITA’ BATTERICO-VIRALE

LETTERA   1

 

DISCUSSIONI  SUL MORBILLO, SUL CONTAGIO E SUL NON-CONTAGIO

 

Ciao Valdo, ieri in ufficio, lavoro in Telecom, ho discusso amichevolmente col mio capo (figlio di un luminare della medicina subaquea ed iperbarica in Italia) sulle cause dei contagi all’asilo.

Gli ho spiegato che sono crisi eliminative dovute all’accumulo di tossine causate dalle medesime abitudini igienico-alimentari. Ha controbattuto che, sino quando non è andato all’asilo nido non aveva mai avuto febbre e che, in quella struttura, erano in pochi e venivano tenuti spesso all’aria aperta. Gli ho fatto notare che comunque, anche in un buon asilo, i bimbi subiscono uno stress emozionale capace di giustificare l’intossicazione del sangue. Il collega ha accettato, passando però alla successiva domanda a cui non ho saputo rispondere.

DOMANDE CRUCIALI

Primo punto: “Perché, se all’asilo scoppia un’epidemia di morbillo si ha il 97-98% di contagi con tempistiche ben precise?”

Secondo punto:  “Perché poi dopo averle contratte ci si immunizza? Possibile che in tutta la vita non si ripresenti lo stesso tipo di crisi causato dal medesimo stock di tossine?”

Ho ribattuto  che i bimbi di famiglie vegano-igieniste, messi in mezzo a molti bambini col morbillo, non contraggono un bel niente (come da esperimenti debitamente fatti in America), ma l’ignoranza totale mi ha colto al punto 2.

IL MOTIVO PER CUI  NON ESISTE REPLICA DI MORBILLO

Spero di non essermi perso una tesina su cui già spiegavi questo meccanismo nello specifico.

Prima di scriverti ho cercato in lungo e in largo, da Scienza e fantascienza del virus, a La farsa del contagio batterico-virale, a La mononucleosi e la traballante scienza del dr Rife (che considero una tesina da top ten).

In ultima analisi, la domanda che ti pongo è la seguente: perché alcune malattie non si ripresentano mai più nella nostra vita? Forse perché il nostro sistema immunitario non è più reattivo come da giovani?

Allora, un caso di varicella o di parotite da adulti potrebbe essere un segnale di ripresa del nostro sistema immunitario?

Max

RISPOSTA   1

 

NEL MIX TOSSICO DEL MORBILLO CI SONO I VELENI TIPICI DI QUELLA ETA’

 

Ciao Max, le cosiddette epidemie scoppiano sempre tra persone che hanno le stesse abitudini alimentari-comportamentali e che sono sottoposte ai medesimi stress di tipo sociale e climatico, che mangiano e bevono le stesse cose, che respirano la stessa aria, che subiscono gli stessi trattamenti da parte delle insegnanti.

Esiste sicuramente anche il discorso dell’effetto grilletto, dell’effetto scatenante che coinvolge chi è già saturo di tossine, di enervazione e di indebolimento organico generale.

Chi è in altre parole pronto o maturo a sviluppare la sua crisi detossificante.

Chiaro che, con la crisi eliminativa da morbillo, vanno fuori determinati veleni tipici di quella età, di quella alimentazione (latte e omogeneizzati) e di quei trattamenti pediatrici (vaccinazioni).

Anche i detriti cellulari (chiamati impropriamente virus) hanno caratteristiche particolari e diverse, rispetto ai detriti (virus) di una persona adulta.

LA COMPLESSA LOGICA DEL FATTORE SCATENANTE

Quando uno è pronto a sviluppare una crisi detossificante, si chiami morbillo o varicella o altro, basta poco per farlo convogliare in quella direzione. Non per fargli prendere tale malattia da un altro, come inteso e preteso dalla medicina, ma piuttosto per svilupparla al suo interno dove già l’aveva accumulata.

Per un bimbo già indebolito, stare con dei bambini malati e indeboliti quanto lui porta evidentemente a ulteriore indebolimento, magari di tipo elettromagnetico e vibrazionale.

Come stare a contatto col tronco di un albero rilassa e fa elettromagneticamente bene, così stare vicino a una persona debole-sfiancata-demoralizzata ti fa scaricare ulteriormente le batterie.

Un contatto di questo tipo, senza coinvolgere mezzi contagiosi di tipo microbico, può diventare fattore scatenante, ovvero goccia che fa traboccare un vaso già pieno.

NEGLI ADULTI CAMBIANO I PARAMETRI VITALI E CAMBIA LA REATTIVITA’

Contesto poi le cifre percentuali citate dal tuo collega.

Quanto ai tuoi quesiti finali, le malattie di gioventù non si ripetono più perché cambia la situazione interna. Un adulto è dotato di diversa struttura, e anche di diverse abitudini alimentari e comportamentali rispetto a un infante. Che poi la reattività immunitaria di un bambino sia più alta rispetto all’adulto è cosa nota. La febbre alta è del tutto normale per i piccoli, ma diventà rarità negli adulti.

LE INTUIZIONI IGIENISTICHE SONO IN LINEA COERENTE CON LE LEGGI DELLA NATURA

Dire che la varicella e la parotite da adulti possano essere segnali di ripresa del sistema immunitario mi pare una forzatura, ma potrebbe anche essere verosimile.

Non aspettarti risposte dogmatiche, sicure e codificate su questi dettagli. Non dall’igienismo almeno.

Dobbiamo lavorare molto per avere un quadro completo ed esauriente. Conosciamo il 20% della realtà. Ci limitiamo a fare ipotesi logiche e ad enunciare intuizioni igienistiche sensate e mai in contraddizione con le leggi della natura (vedi auto-guarigione) e coi fatti quotidiani.

Quello che ci consola e ci appaga è che le nostre teorie non fanno una grinza e sono anzi provate al 100%, mentre le ipotesi mediche, sbandierate spesso come verità assolute e insindacabili, sono stracariche di insanabili contraddizioni. La medicina tiene sempre in serbo la matta o il jolly, la carta vincente dei curati e dei sacerdoti, quella che si chiama “mistero della fede”.

LETTERA   2

L’UNICO VERO CONTAGIO E’ QUELLO DELL’ABITUDINE COMUNE

Grazie Valdo per la tua pazienza. Molte di quelle tesine che mi hai inviato le avevo già lette.

Infatti, il concetto delle epidemie che scoppiano tra persone aventi le stesse abitudini alimentari e comportamentali era già entrato nella mia logica. La tesina sull’influenza, fantastica per chiarezza, l’avevo anche postata su face book.

Aggiungo che basterebbero le tesine inviatemi per una tua nuova pubblicazione.

Ti hanno mai contattato quelli di Mylifetv? Ti avevo segnalato per una loro eventuale edizione del tuo libro in terra straniera.

I VELENI TIPICI DI QUELLA ETA’ E IL FATTORE VIBRAZIONALE

La tua frase “vanno fuori determinati veleni tipici di quella età, di quella alimentazione e di quei trattamenti pediatrici” mi ha comunque risvegliato dal torpore nel quale ero un po’ caduto, e mi ha consentito di metabolizzare anche questo concetto, che spiega il perché difficilmente si ripresentano le stesse malattie esantematiche.

Grazie anche per avermi ricordato le nostre caratteristiche vibrazionali. Il collega magari storcerà il naso. Io invece provvedo a introdurre i nuovi dati nel mio database biologico.

Un grazie infinito. Ci incontriamo a Genova tra due settimane!

Max

RISPOSTA  2

 

EDIZIONI IN ALTRE LINGUE

 

Ciao Max, ricevo sempre più spesso richieste di presentarmi a rubriche televisive regionali, ma non mi risulta che ci siano stati contatti da parte della Mylifetv.

Il mio testo Alimentazione Naturale è già pubblicato in inglese a Hongkong, col titolo di Natural Nutrition, e sta pure pronto per uscire nell’edizione cinese (già ottenibile via internet su richiesta a mlai1997@gmail.com), mentre a Jakarta stanno lavorando per l’edizione in lingua indonesiana-malese.

NELLE CHIACCHIERE E’ FACILE FAR PREVALERE LE APPARENZE SULLA REALTA’

Tornando alle obiezioni del tuo collega, comprendo benissimo quanto laborioso sia far capire questi concetti. Se si riesce a cambiare le carte in tavola col latte che provoca osteoporosi (fatto chiarissimo ed inequivocabile, supportato da prove logiche, laboratoristiche e statistiche), trasformando il latte stesso in elargitore di calcio anzichè in ladro osseo, come è nella realtà dei fatti, figurarsi qui dove le cose non sono così affatto semplici ed evidenti.

BATTERI VIVI E VIRUS INANIMATI

Qui siamo nel settore delle particelle invisibili e imponderabili, con batteri vivi che si tramutano e si evolvono nel tempo, e con virus inanimati che altro non sono se non pulviscolo cellulare morto ed intasante, ovvero spazzatura di origine organica. Virus deattivati che non mutano e non fanno un bel niente, ma semplicemente si accumulano nel sistema quando l’organismo è indebolito dalla tossiemia o dagli shock emotivi, per cui il sistema immunitario non riesce a sbarazzarsene con la dovuta prontezza.

LA PROVA DEL NOVE STA OVVIAMENTE DALLA NOSTRA PARTE

Le apparenze, in questi casi, sono spesso a favore di chi vede le cose fino alla punta del proprio naso.

Non sono cose da trattarsi su due piedi. Se trovi chi ti vuole inchiodare sui suoi ragionamenti fasulli, ti conviene sorridergli e dargli ragione.

Ricordandogli però un piccolo particolare, e cioè che bastano 3 giorni di digiuno ad aria ed acqua, senza alcun farmaco, senza alcun antibiotico, senza alcun antivirale, per regolarizzare il sistema e far sparire i virus in eccedenza, e far rientrare i batteri entro i limiti consentiti.

LA VERITA’ E’ UNA SOLA, MA LE MULTINAZIONALI NON SONO D’ACCORDO

Se fosse vera la teoria del contagio e dell’aggressività batterico-virale, il paziente lasciato a se stesso con tre bottiglie di acqua e niente altro, dovrebbe essere divorato e distrutto fino all’ultimo capello.

La prova del nove insomma che i monatti hanno torto marcio.

La prova del nove della basilare innocenza causativa dei microrganismi.

La prova del nove che presenza in una determinata malattia non significa causazione di patologia ma conseguenza della medesima, o al massimo elemento complicativo della medesima.

Questo tronca ogni polemica. Gli tiri via letteralmente dai piedi la precaria lamiera su cui poggiavano.

Per le multinazionali del farmaco, il teschio spaventoso del contagio piace da matti, essendo garanzia infinita di danaro per i loro voracissimi appetiti.

MONTAGNIER COME PASTEUR

Lo ha capito finalmente persino Luc Montagnier, che il fantomatico e mai isolato virus Hiv, anche se venisse trovato, non c’entrerebbe per niente con la fantomatica patologia Aids, con quell’indebolimento mortale causato dal mal-respirare, dal mal-mangiare, dal mal-bere, dal mal-pensare, dal mal-dormire e dal mal-copulare.

Intascato il Nobel, e memore della storica bufala di cui fu vittima il suo connazionale Louis Pasteur, ha pensato bene di non attendere l’ultimo istante e l’ultimo respiro per confessare al mondo che hanno ragione i suoi detrattori, e che il terreno è tutto mentre il microbo è niente.

Valdo Vaccaro  (AVA-Roma e ABIN-Bergamo)