LA DIETA DELLO SPORTIVO E DELL’ ESCURSIONISTA

Un programma ideale per chi va in montagna

Ciao V, sto scrivendo per una rivista un programma ideale per delle gite giornaliere implicanti 5-6 ore di intensa attività fisica in itinerari turistici di montagna.

Gradirei tuoi suggerimenti sintetici per una dieta adatta, in cui evidenziare l’importanza dell’acqua, degli integratori naturali, e delle cose da vietare, tipo tabacco, prodotti nervini e altro.

Ti ringrazio. Dr Daniele Ronco, da Tavagnacco (Udine).

 

Ti offro degli spunti sia per l’escursionista che per lo sportivo vincente

 

Caro Daniele, quanto scrivo non vale solo per l’escursionista, ma è applicabile a tutti gli atleti che debbano affrontare una gara o un impegno fisico intensivo in qualunque sport.

Nel dare questi consigli pesco pure dalle mie esperienze dirette, quando (ne sei stato testimone diretto pure tu) tagliavo il traguardo in montagna prima degli altri, o quando saltavo fuori indenne dai campi di calcio fangosi.

A Singapore c’è gente che ancora si ricorda di 3 mie partite di calcio nella stessa giornata, coi piedi tutti sbucciati, e con diversi gol nel sacco dei portieri avversari.

 

Le cose proibite e quelle da scartare

 

Cominciamo dalle cose proibite, sia nella giornata topica che nei giorni precedenti.

Via chiaramente il fumo, via il the, il caffè, la cioccolata e la camomilla, nonché le cole e le bevande gassate, le bevande fermentate e quelle alcoliche.

Via le merendine, le paste, via i cibi e le bevande dolcificate con zucchero-saccarosio, con saccarina, con ciclamati e con aspartame, via i succhi di frutta confezionati, via i cibi arricchiti, via i latticini e via i gelati, per non dire caramelle, mentine, stuzzichini ed altre porcheriette.

Al massimo, una concessione per qualche gelato alla soia, da mescolarsi con fragole e ciliegie, o con more di rovo o di gelso, o con lamponi.

Via i farmaci e le aspirine. Via rigorosamente gli integratori e le vitamine sintetiche, i Gatorade e simili.

 

L’importanza preminente dei giorni precedenti l’escursione o la gara

 

Ricordarsi che, più importante ancora di cosa e quanto si mangia e si beve nel giorno specifico, è basilare quanto si è fatto e cosa si è consumato nei giorni che precedono l’escursione o la gara.

La forma psico-fisica, la condizione biochimica ottimale del corpo mantenuta nei giorni precedenti è davvero fondamentale.

 

Il top della forma psicofisica con un’alimentazione naturale crudista

 

E tutto questo si raggiunge tenendosi in buon allenamento, prendendo sole se possibile, dormendo bene.

Un’alimentazione naturale a base di molta frutta tipo anguria e melone al mattino, di pesche ed albicocche, uva ribes ed uva spina, more di gelso e banane, nel corso della giornata, è una manna per l’impegno in preparazione.

Per tutti vale l’esperimento Cambridge2000, col suo minimo di 5 pasti al giorno di sola frutta, tutti lontano o al massimo in anticipo di pranzo e cena, a loro volta ridotti assai nella loro consistenza.

Non scordare il piattone di verdura cruda tipo radicchio, lattuga e rucola, più ravanelli e carote, come esordio a pranzo e cena, seguiti da patate e tegoline e funghi, da un piatto di cereali integrali tipo miglio o grano saraceno e riso scuro, e da patata dolce come dessert.

Il topinambur crudo o leggermente scottato diventa essenziale come elargitore di insulina ed inulina vegetale, a contrasto dell’abbondante quota zuccherina-sana ingerita con la frutta dolce.

Insulina ed inulina si alleano con l’insulina del pancreas, e si trovano comunque in tutte le verdure crude.

 

Qualche concessione nel cotto per chi non si è liberato della schiavitù del fuoco

 

Qualche pizzetta vegetariana alle verdure rigorosamente fresche e non di scatola, e qualche piatto di pasta integrale con pomodoro crudo, o di riso integrale con piselli e fagioli, o qualche minestra di verdure fresche, legumi e patate, cotta a fuoco lento non oltre i 18 minuti, può andare bene per chi non si è ancora liberato dalla schiavitù del cibo cotto, o per chi vuole comunque completare i suoi piatti crudi con qualcosa di fumante per i due pasti principali (sempre dopo le  immancabli verdure crude).

E non fare a meno dell’inserimento, obbligatorio, di un’abbondante crema di avena a crudo o a

cotto-leggero, con farina di girasole-sesamo-germe-di-grano, intenerita con acqua o latte di cocco, oppure con latte di riso o latte di grano saraceno, preferibilmente a mattina inoltrata.

Serve a mantenere intatto ed a rafforzare l’equilibrio vitaminico del gruppo B.

Gli asparagi fanno benissimo, se cotti al minimo ed accompagnati con del buon olio extravergine crudo.

Sono le uova a rovinare salutisticamente l’assieme e a togliere all’asparago ogni valore dietetico.

Gli asparagi freschi e verdi sono ottimi anche crudi.

 

Il miglior esercizio possibile resta l’attività sessuale

 

Per il sesso, invece, dipende da soggetto a soggetto.

Ci sono dei calciatori che, se lo fanno il giorno prima, diventano degli stracci.

Altri invece che trovano nello sfogo sessuale, anche immediatamente prima della gara, un modo per entrare in campo più rilassati e concentrati.

Una delle attività fisiche ed aerobiche più coinvolgenti e complete, ed anche più salutari, rimane proprio quella, a condizione di non esagerare e di essere allenati pure lì.

Il problema resta quello di farlo con indispensabile entusiasmo e partecipazione, beninteso anche della controparte.

Altrimenti meglio cambiare mestiere e lasciarlo fare agli altri.

 

 

 

 

 

Il contenuto magico dello zainetto

 

Per l’escursionista che va in montagna e che vuole essere autosufficiente in fatto di cibo, dovrà prepararsi la sera prima 3-5 piccoli panini integrali (contenenti semi di sesamo e girasole), spalmati di gustosa crema di carciofi o di olive, imbottiti di foglie verdi di radicchio e lattuga, melanzane e zucchine affettate e leggermente scottate alla piastra, e possibilmente con l’aggiunta di germogli freschi di alfa-alfa o simili.

La colazione del giorno di gara, o di escursione, da farsi a casa, si baserà preferibilmente su una abbondante spremuta fresca di arance o di pompelmo, ricca non solo di preziose sostanze disciolte nell’acqua biologica degli agrumi, ma anche di vitamina C naturale che faciliti l’assorbimento del ferro dalle altre fonti naturali.

Ricordarsi poi che per un rapido recupero di forze, nei giorni successivi, un buon centrifugato di carote, sedano ed ananas (da prendersi a stomaco rigorosamente vuoto, come sempre si deve fare con la frutta), ti fa diventare un giaguaro, altro che cadaverine, dolcetti, uova e formaggi.

Banane, avocado, frutta secca tipo nocciole, pistacchi, pinoli, mandorle, arachidi, pistacchi, datteri e uvetta completeranno il quadro.

La fame estiva che ti macina nello stomaco si stronca al meglio con popcorn fatto scoppiettare e fichi freschi. Quella invernale con popcorn e banane (o con due bei cachi), o con le caldarroste.

 

Acqua magnetizzata e fresca di sorgente, mirtilli e lamponi, preziosi alleati dell’escursionista

 

Un filo di avocado non guasta affatto. Due banane, 3 gambi di sedano (per l’integrazione salina naturale), 2 albicocche e due pesche, faranno da corredo ai panini, e si dovranno mangiare sempre prima dei panini stessi.

Non serve portare bevande, visto che in montagna abbondano le sorgenti.

Se uno non ha spazio, chiaro che opta per cose leggere e sintetiche, o supernutrienti nel breve, tipo cioccolata scura, e biscotti alla nutella. Ma quello non è il modo ideale di alimentarsi.

Molto meglio in quel caso una bella busta con uvetta secca, fichi secchi e mandorle.

Mirtilli, lamponi, uva ursina ed altre bacche magerecce si trovano sempre lungo i percorsi scoscesi, e diventano ulteriori alleati dell’escursionista.

Che voglia mi fate venire di aggregarmi al gruppo.

 

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)

                         – Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igtiene Naturale)