LA MATERNITA’, IL DURIAN E L’ACQUA MINERALE

I migliori consigli per una donna incinta

Egregio dr Vaccaro,

Cosa si sente di consigliare a una donna incinta?

Quali cibi evitare e quali assumere?

Quali comportamenti e quali raccomandazioni in genere?

Sul caso latte, sia lei che la AVA sostenete tesi assai contrastanti con le abitudini della massa e con la stessa pediatria ufficiale. Siete proprio sicuri di quello che affermate?

La donna in questione è la mia compagna.

Le sarei davvero grato se mi chiarisse ulteriormente le idee.

Alessandro da Roma

 

La donna incinta non è un marziano

 

Caro Alessandro, una donna incinta non è un marziano, un alieno o una creatura strana e anormale piombata sulla Terra da un altro pianeta.

Trattasi di un essere umano a tutti i livelli, con tutte le caratteristiche tipiche dell’essere umano.

Il fatto che sia incinta non cambia di una virgola il suo apparato gastrointestinale, la sua formula sanguigna, il suo sistema immunitario, e tutto il resto.

In effetti, è la stessa natura ed è lo stesso sistema immunitario ad assistere la donna in tali frangenti, mettendo a sua disposizione alcune dotazioni in più, trasformandola progressivamente in  una persona speciale in grado di sviluppare al suo interno il feto e l’apparato mammario, in vista dell’allattamento dopo la nascita.

 

Alla maternità ci si prepara fin da piccole

 

Chiaro che la futura mamma deve avere particolare cura di se stessa, visto che maternità significa duplicazione, creazione di un nuovo essere, e richiede pertanto senso di responsabilità, voglia aggiuntiva di essere sana e in forma.

Meglio ancora se questo senso di responsabilità, accompagnato a un minimo di preparazione culturale igienistica, covasse nella testa delle donne sin dalla più tenera età, tenendole lontanissime dalle sigarette, dagli alcolici, dalle carni e dai latticini, dai dolciumi e dai dolcificanti, dai comportamenti e dai cibi insalubri, dagli ambienti malsani (ottime le balere all’aperto, ma micidiali le discoteche).

 

L’irrisolto dramma dell’inquinamento cittadino

 

Se poi un giorno i governi e gli stati diventassero per magia onesti e trasparenti, interessati davvero alla salute dell’uomo e non alla sua distruzione, l’ideale sarebbe inventare delle cittadelle extraurbane riservate alle fanciulle e alle donne in età pre-gravidanza, dove tutti i motori a scarico di fumo inquinante siano del tutto vietati.

E’ risaputo infatti che, vivendo oggi in piena città, anche la non-fumatrice si becca l’equivalente di 20 sigarette al giorno in termini di piombo e catrame.

 

 

L’eugenetica di Pitagora e l’alta responsabilità della propagazione e del miglioramento della specie

 

La donna, ancor più dell’uomo, porta con sé, sin da piccola, questa enorme responsabilità che è la propagazione, e possibilmente il miglioramento della specie, non certo la degradazione della medesima.

L’eugenetica, materia che veniva insegnata e praticata dallo stesso Pitagora nelle sue scuole, consiste esattamente nel prepararsi sin da giovani al culto della salute.

 

Il suicidio a rate del fumo

 

Fa male al cuore vedere oggi per le strade, in particolare fuori delle scuole, dei giovani fumare.

E’ come vedere qualcuno che attenta alla propria vita mediante un suicidio a rate.

Ancor più male notare che le ragazze sono tra le più solerti in questa pratica sporca e maledetta del fumo, capace di rovinarle e di comprometterne la loro salute già in partenza.

Parliamo del fumo, perché l’aria è il primo e più importante alimento per la salute.

Ma non possiamo dimenticare i danni gravissimi causati da tutti gli alimenti e le bevande caratterizzati da effetti stimolanti e droganti nei riguardi dell’organismo umano, si chiamino esse carne e pesce, si chiamino latticini e cibi cotti, si chiamino cibi conservati e stracotti, si chiamino the e caffè, si chiamino farmaci e integratori mineral-vitaminici, si chiamino saccarosio e zuccheri artificiali, si chiamino dolcificanti sintetici tipo saccarina e aspartame, si chiamino gatorade e coke, si chiamino succhi conservati o sostanze alcoliche e fermentate.

 

I mal-comportamenti e le ripercussioni inevitabili sul feto

 

Di fronte alla maternità tutte le donne sensate cercano di migliorarsi e di fare le brave.

Ma a volte ciò non basta nemmeno.

Se hanno rovinato i propri polmoni, se hanno compromesso il loro sangue con diversi anni di mal-comportamenti, le proprie debolezze e disgrazie interne avranno inevitabilmente una ripercussione sul loro piccolo.

Una ridotta capacità respiratoria, causata dal micidiale vizio del fumare, si replicherà inevitabilmente sul feto.

Depurarsi dalle incrostazioni e dai veleni accumulati nel tempo richiede mesi e anni di depurazione.

 

Le impossibili scorciatoie delle diete fasulle e criminali

 

E’ un po’ la stessa cosa che succede agli obesi.

Per liberarsi dall’adipe in eccesso, in modo definitivo, non esistono scorciatoie facili.

Non esistono diete a punti, diete Scarsdale ed Atkins, non esistono diete a gruppi sanguigni e diete zona, non esistono diete South Beach o diete Lemme che tengano.

Gli imbrogli e le sofisticazioni durano non oltre una stagione, e poi il grasso torna immancabilmente, con l’aggiunta degli interessi, e con l’aggravante dei micidiali e spesso irreparabili danni prodotti all’organismo dalle assurde politiche low-carb.

 

La macchina umana ha un motore che va a zucchero naturale

 

La gente pare non aver ancora capito che l’essere umano è una macchina che va a zucchero naturale, e che lo zucchero naturale è la benzina fondamentale dell’umanità, senza la quale non si va avanti.

Solo che, tale zucchero, deve essere non quello in vendita nei negozi, sciolto in sacchi, o in zollette o in bustine, ma sempre e solo quello naturale e integrale, accompagnato dalla sua acqua biologica magnetizzata, dai suoi minerali organicati, dalle sue vitamine naturali, dai suoi enzimi, dai suoi ormoni e dai suoi fattori di crescita, sempre e solo rigorosamente naturali.

In pratica lo zucchero vero è il fruttosio naturale della frutta, che si trova soltanto in essa, fresca o seccata che sia, e da nessuna altra parte.

Per cui, chi punta alla salute, deve gettare dalla cucina, senza alcuna esitazione, il contenitore che porta l’etichetta zucchero, stando poi attento a non compensare con zuccheri nascosti nelle merendine, nei gelati, nel cioccolato, nelle mentine, nelle bibite, e così via.

Serve pure fare attenzione agli amidi delle farine, delle paste, dei pani e delle pizze, che si trasformano pure in zuccheri, anche se a più lunga combustione.

 

L’unico modo per riacquisire il peso-forma è un’ottima cultura critico-salutistica indispensabile nel mondo odierno, ostile ed ammalatorio), un bel digiuno e un riavvio nutritivo intelligente

 

Per acquisire il peso-forma servono dei digiuni riparatori ad acqua distillata, accoppiati da una preparazione culturale adeguata.

La persona obesa deve fare una vera rivoluzione interna.

Deve buttare via molti concetti, convinzioni e abitudini profondamente errate che ha sugli alimenti e sugli stili di vita.

Solo così il suo digiuno riparatorio potrà esser seguito da un sistema nutritivo perfetto, in grado di non riprodurre più i guasti che hanno portato quel soggetto alla crisi del sovrappeso.

 

La Thailandia e il durian, re incontrastato della frutta esotica

 

Ci tengo a raccontare un piccolo episodio.

Mi trovavo nei giorni scorsi a Pattaya in Thailandia, patria dei frutti tropicali tipo mango, mangostine, jackfruit, longan, rambutan, e cento nomi ancora, uno meglio dell’altro in sapori originali, distinti, deliziosi, o a volta anche acri e strani.

Patria soprattutto del durian, re incontrastato della frutta a livello planetario, non solo per i suoi sapori, aromi, profumi che definire irresistibili è troppo riduttivo. Ma per la sua carica eccezionale di potenza zuccherina e vitaminica, per i suoi retrogusti, per il suo profumo miracoloso e moltiplicativo che permette a un singolo frutto di caratterizzare di sé un intero palazzo di 20 piani, o di impregnare del suo profumo cibi e oggetti, borse e vestiari per almeno 6 mesi, senza che il lavaggio più accurato possa farci niente.

La sua forza espansiva ed odorosa è così straordinaria che è rigorosamente vietato portarlo negli ambienti chiusi ad aria condizionata, negli aeroporti, negli alberghi di lusso, nei mezzi di trasporto pubblici e soprattutto negli aerei.

Un frutto ricercato da ogni animale grande e piccolo

 

La sua infinita bontà lo rende ricercato e prediletto da tutti gli animali.

La sua buccia coriacea e dotata di micidiali acuminate zigrinature, lo rende impraticabile alle golose scimmiette, ma non agli elefanti che lo ingeriscono addirittura per intero, lasciando al proprio stomaco il compito di aprirlo e digerirlo, o alle tigri che di notte fanno le loro scorribande sotto le piantagioni e, grazie alle loro potenti unghie, riescono ad aprire il frutto maturo, caduto dai maestosi alberi, e a leccare golosamente la deliziosa crema che avvolge ogni singolo grosso seme interno.

Pare che anche i coccodrilli ne siano ghiotti.

I cinesi sono tra i più golosi consumatori del frutto, che considerano toccasana per ogni forma di debolezza e dotato in particolare di potere afrodisiaco.

Viene dato pure alle donne incinte e ai bambini piccoli appena svezzati.

 

Il dramma asiatico di amare il durian e di non riuscire a digerirlo

 

Solo che, paradossalmente, gli asiatici amano quel frutto ma non lo digeriscono facilmente, e incorrono spesso in problemi digestivi, senza rendersi conto che la colpa non è del durian, ma delle altre porcherie che in generale consumano, siano esse pesce marcio, gamberi o scorpioni, sia esso pollo o maiale, siano essi altri alimenti ancora, cotti e devitalizzati, i quali occupano abusivamente a lungo il canale enterico, impedendo all’ottimo e digeribilissimo durian di fare il suo indisturbato percorso, e lo costringono a mescolarsi con i maleodoranti residui proteici in putrefazione, portando a mescole fermentanti e a febbri gastrointestinali.

Decidessi un giorno di stabilirmi in pianta stabile in Malaysia o dintorni, ho già pensato a una mia possibile professione di successo: Insegnante di alimentazione duriana per asiatici ed europei.

 

Un frutto magnifico e senza controindicazioni, in perfetta linea con tutta la frutta in generale

 

Personalmente sono un gran consumatore di durian, ed esso non manca dalla mia dieta giornaliera ogniqualvolta mi trovo nel Sud-Est Asiatico, o anche ad Hongkong, maggior mercato di importazione di questo frutto speciale.

So per esperienza diretta che il frutto non ha controindicazioni, ed anche che non fa venire troppa sete, come spesso si sente dire.

Ho persino fatto quattro giorni completi a solo durian, trovandomi benissimo e limitandomi a un paio di frutti aggiuntivi tipo mango e papaia, in quel di Singapore, senza dover bere alcunché, all’infuori del latte di cocco fresco.

 

Un medico italiano perfettamente a suo agio con l’Asia, ma non ancora col durian

 

A Pattaya ho trovato giorni fa un caro amico medico, italiano, che trascorre da quelle parti la maggior parte del suo tempo, avendo ormai adottato la Thailandia come sua seconda patria.

Gli ho espresso la mia invidia non solo per l’abbondanza di leggiadre e belle fanciulle che bazzicano nel paese del Thai e della libertà, ma soprattutto per il favoloso durian che può mangiare tutti i giorni.

Durian? Non lo tocco nemmeno. Mi piacerebbe pure, ma contiene troppo zucchero.

Sono rimasto letteralmente a bocca aperta.

Sto parlando di un medico fuori del comune per sensibilità, intelligenza, preparazione tecnica, saggezza alimentare.

Al che, gli ho raccontato di una strana sfida tra me e il mio amico John Phan di Singapore, giocata sotto il sole della Malaysia, diversi anni orsono.

Un insegnante di durian chiamato John Phan

 

Il padre di John, possidente di grandi piantagioni di palma e di caucciù in Indonesia, aveva costruito per il figlio una delle più lussuose ville su una collinetta al centro di Singapore, e gli aveva messo un grosso conto in banca col quale avviare negli anni 70, mediante la Echo Pte Ltd, un’attività di importazione nel settore macchine edili. Gli vendevo a quel tempo gli impianti di betonaggio delle Officine Riunite di Udine, per la produzione del calcestruzzo.

Fu lui a portarmi in albergo il durian per la prima volta, ovvero ad iniziarmi a quel magico frutto.

Ne rimasi davvero estasiato.

John mi avvertì di non mangiarne troppo perché si trattava di frutto eccezionalmente nutriente, e di non bere assolutamente alcun tipo di bevanda alcolica per digerirlo, errore piuttosto diffuso e dalle conseguenze potenzialmente mortali.

Aggiunse che lui era considerato a Singapore il re del durian, avendo vinto diverse competizioni, basate su chi riesce a mangiare più durian nel giro di due ore.

 

La scommessa, con l’allievo che sfida e batte il suo maestro

 

Dopo due o tre viaggi nell’area, ed altrettante mangiate serali sotto gli stand dei venditori di durian, dissi a John che ero in grado di batterlo.

Cosa? Non sognartelo nemmeno. Impossibile, disse, ridendo e scherzandoci sopra.

Se proprio ci tieni, domani, che è domenica, carico la mia Alfa Romeo di durian e partiamo assieme per un giretto turistico in Malaysia, e così lunedì andiamo a visitare la mia filiale Echo Malaysia

Sdn Bhd a Kuala Lumpur.

Ma ricordati che, in queste gare, chi perde paga tutti i durian.

Affare fatto, gli dissi.

Il giorno dopo, ore 5 e 30 di mattina, viene puntuale a prendermi all’Hotel Shangrila.

Un’ora di viaggio verso nord e ci fermiamo a uno stand lungo l’autostrada. Dopo qualche negoziazione in cinese, John si accorda sul prezzo e sgancia 350 dollari di Singapore (circa 150 €). Riempiamo l’auto con una trentina di frutti e ripartiamo verso la destinazione di gara.

 

Una memorabile sfida sulla spiaggia malese di Port Dickson

 

Siamo sull’arenile di Port Dickson, cento miglia a sud della capitale malese, alle 9 del mattino,  nemmeno un cane a vista d’occhio. Sistemiamo il tavolino pieghevole e le due sedie sulla spiaggia sabbiosa, prendiamo una ventina di frutti e li accatastiamo accanto alle nostre seggiole.

Seduti, uno di fronte all’altro, cominciamo in tutta calma la nostra competizione.

Chiaro che all’inizio è un gran divertimento.

Abbiamo un grande appetito, e il durian piace a entrambi. I primi tre-quattro frutti, ovvero i primi

5 chili di durian a testa, se ne vanno abbastanza in fretta, e il loro gusci acuminati si stanno accumulando ai lati. Troviamo persino il tempo di scattare qualche fotografia.

 

Una platea di malesi incuriositi e competenti

 

Ma il sole comincia intanto a scaldare intensamente e a dare fastidio.

Qualche goccia di sudore scende dalle nostre fronti.

Tecnicamente parlando siamo entrambi sazi, e sarebbe ora di smettere.

Ma intanto si è formato un gruppo di spettatori malesi intorno a noi.

Studiano i nostri volti, per capire chi sarà il primo a cedere.

La gara procede fino a mezzogiorno inoltrato

 

Fanno pure il tifo, chi per lui, chi per me.

Ho l’impressione che qualcuno faccia pure delle puntate, perché ogni volta che finisco un nuovo frutto scroscia un ulteriore applauso, e gli spettatori parlottano tra di loro.

Non è cosa di tutti i giorni vedere in diretta una gara di durian tra un cinese e un europeo.

Sono alquanto rari gli occidentali capaci di capire a fondo e di gradire questo frutto.

La gara deve comunque andare avanti.

Apriamo un altro durian, e un altro ancora.

E la storia procede faticosamente fino a mezzogiorno inoltrato.

 

Il perdente si alza e si arrende. E’ stato bravo, ma non abbastanza: 8 e mezzo contro 11.

 

Alla fine John si alza dal tavolo e, quasi barcollante, sventola bandiera bianca.

Si porta una mano alla pancia e grida:

Enough is enough. Valdo you are simply terrible. Do you intend to kill your best friend? I will reward you accordingly! (Basta così Valdo. Sei terribile. Vuoi forse ammazzare il tuo miglior amico? Me la pagherai!)

A quel punto, John ha consumato 8 durian e mezzo, che non è davvero male, mentre io sono arrivato a quota 11.

Non solo deve pagarsi per intero i durian consumati, ma non si sente nemmeno di proseguire per Kuala Lumpur, per cui rientriamo verso Singapore.

Mi dirà poi per strada, che già con 5 o 6 durian era solito sbaragliare il campo da ogni avversario.

 

Quattro giorni a letto con la febbre a 40

 

Il giorno dopo, e sono le 10 di lunedì mattina, telefono a casa Phan per confermare il meeting del pomeriggio con un’impresa edile, da visitare assieme a John e al suo collaboratore Sunny Yong.

Mi risponde Mary, sua moglie. Valdo, John cannot be there. He is sick, with high fever. (John non può venire. E’ ammalato e ha la febbre alta).

Se ne rimase a letto per tutta la settimana, alzandosi solo il venerdì successivo.

Da parte mia, il giorno dopo la gara di Port Dickson, avevo mangiato altri 4 durian, senza nessun disturbo.

Nel week-end, John era ancora abbattuto, più per la perdita del suo scettro che per la seccante indisposizione. Ci recammo ai soliti stand, dove io continuavo col durian, mentre lui si limitava agli acquosi e diuretici mangustine.

 

John, tu rimani il re, ma ti do un consiglio: non sfidare i vegani

 

Gli dissi di rasserenarsi. John, you remain the king. I will explain why you have been defeated.

I am vegetarian, as you know. I am essentially vegan, while you are a normal common people in terms of diet. You eat anything, including eggs, fish, shrims, meat, cooked white rice, and so on.

Your blood is thicker than mine. The competition between you and me is quite unfair. You can beat all the Chinese in Singapore, Malaysia and Indonesia, but never a crudist-fructarian as I am. No way.

(John tu rimani il re. Hai perso contro un vegano, mentre tu sei una persona dalla dieta comune. Consumi uova, pesce, gamberi, carne, riso bianco stracotto e così via. La gara tra te e me è impari.

Tu potrai battere tutti i cinesi di Singapore-Indonesia e Malaysia, ma mai un crudista-fruttariano come me). E la cosa servì sicuramente a rasserenarlo.

Anche tu cadi nella trappola mentale dello zucchero naturale che fa male?

 

Hai capito finalmente cos’è e come funziona il durian? Ho detto all’amico medico di Pattaya.

Mi delude il fatto che un’intelligenza sopraffina come la tua (e non è un complimento retorico), carica di responsabilità divulgative verso migliaia di persone e di pazienti, resti intrappolata come succede alla gente comune, nel concetto dello zucchero che fa male.

Il durian è carico di zucchero naturale, di zucchero magico, non certo di quelle sostanze dolcificanti chiamate genericamente e impropriamente zucchero per precisi scopi commerciali (e non simil-zucchero, come dovrebbe essere), allo stesso modo in cui le vitamine sintetiche vengono chiamate vitamine (e non farmaci simil-vitaminici come dovrebbe essere) e gli integratori minerali vengono chiamati minerali (e non farmaci simil-minerali come dovrebbe essere).

 

Gli spot commerciali della Ferrarelle, un’acqua caratteristica che a volte bevo volentieri

 

Se la diseducazione sulle sostanze arriva da chi dovrebbe insegnare, stiamo freschi.

I media nazionali, la televisione, i giornali, non stanno di sicuro illuminando la gente, ma tendono semmai a confusionarla e ad irretirla ancora di più nei concetti sballati e diseducativi.

Rientrato dall’Asia, trovo ad esempio un’intera pagina, la numero 7, del Corriere della Sera del 24 luglio 2009, dedicata a una pubblicità della Ferrarelle.

Niente di illegale per carità, paga la Ferrarelle e ha il diritto di esaltare le qualità della sua acqua minerale gasata naturale.

Aggiungerò che la Ferrarelle, a volte la bevo pure io, ed anche volentieri perché mi piace, perché al bar non sempre si trova il succo d’arancia, perché al limite è meglio della più famosa Perrier, e certamente meno dannosa di qualsiasi bevanda dolcificata, e di qualunque cola sul mercato.

 

Vietato per legge fare pubblicità capziosa e mendace

 

Ma le balle, mescolate a qualche verità, non si raccontano, cari amici di Caserta.

I principi basilari della natura non si possono sovvertire.

Non ci si può atteggiare a divulgatori di scienza del benessere diffondendo dati falsati, col semplice alibi di aver pagato gli spazi pubblicitari.

E’ vietato per legge fare pubblicità mendace e capziosa.

Definire la propria acqua come quella con il maggior apporto di elementi utili tra le acque più vendute sul territorio italiano, citando i 52 mg per litro di potassio, i 365 mg per litro di calcio, i 1403 mg per litro di bicarbonato e gli 86 mg per litro di silice, aggiungendo che  il calcio è importante per la salute dei denti e delle ossa, che il bicarbonato favorisce la digestione e che il silice rallenta i processi di invecchiamento dei tessuti, è affermare il falso e la menzogna.

 

Rispunta un antico ed obsoleto discorso medico di retroguardia

 

E’ verissimo che calcio, silice e carbonati fanno bene alla salute, a patto però che essi siano organicati dalla sintesi clorofilliana, e vengano consumati nelle esclusive formule micromolecolari e collaginose offerte dalla natura vivente delle piante, non certo nelle formule pesanti e dure, e quindi non assimilabili delle acque minerali, Ferrarelle o non Ferrarelle, o in quelle dei cibi cotti e degli integratori minerali.

Voi state facendo il discorso di retroguardia di quei medici dei tempi andati che raccomandavano le acque ferruginose agli anemici, i quali diventavano ancora più anemici con quel ferro pesante che non serviva affatto a riequilibrare i poveri organismi sferrati di quella gente.

 

Il coinvolgimento coatto di Plinio il Vecchio e di Vetruvio, e un pezzo di spiaggia nei reni

 

Plinio il Vecchio e Vetruvio erano sicuramente dei saggi, ma non conoscevano in dettaglio la struttura molecolare dei minerali.

E non sarebbero certo entusiasti di sapere che qualcuno li utilizza oggi per fini commerciali contrari alla verità ed alla salute.

Gli studi scientifici più aggiornati dimostrano una sola cosa, e cioè che la migliore acqua è quella pura e distillata possibilmente da ogni minerale, come può essere l’acqua piovana filtrata o l’acqua da ghiacciaio, o l’acqua da iceberg, che negli Stati Uniti e nel Canada vendono a prezzi esorbitanti, proprio per la mancanza di minerali, che quando stanno nelle acque sono sempre duri, inassimilabili e pertanto inquinanti.

Per amore di verità, avreste dovuto pure dire che le vostre care acque hanno un residuo fisso pari a 1245 mg per litro, contro i 14 mg/litro di diverse altre acque assai più leggere.

Roba che, se esageri, ti ritrovi dopo qualche tempo con un pezzo di spiaggia nei reni.

 

Accontentatevi di essere un’ottima acqua effervescente naturale, e fermatevi lì

 

Accontentatevi dunque di dire che la Ferrarelle è un’ottima acqua effervescente naturale, come avete sempre fatto, senza andare oltre, senza precipitare nella diseducazione pubblica.

Anche perché, se fosse vero che i minerali della Ferrarelle sono assimilabili e salubri, sarebbe pure vero che quelli della Gatorade e simili sono assimilabili e salubri, e sarebbe pure vero che tutti i cibi conservati e stracotti, nonché arricchiti di vitamine e minerali sono pure assimilabili e salubri, tutte cose che fanno a pugni con le conoscenze scientifiche logiche e trasparenti.

 

Volete forse prendere due piccioni con la stessa fava?

 

Non sarà forse che la Ferrarelle, prima nelle mani della Danone ed ora passata al gruppo LGR Holding, ambisce a promuovere altri prodotti ed altri marchi compromessi col medesimo infido business degli integratori?

Volete forse prendere due piccioni con la stessa fava?

Volete inondare forse di acqua mezzo mondo, e scaricarvi sopra pure dei minerali inorganici buoni solo ad avvelenare la gente?

Se un miliardo di litri/anno imbottigliati non bastano agli appetiti economici della Ferrarelle, che deve pensare pure ai suoi 420 dipendenti, è più che giusto fare della pubblicità.

Dire Liscia, Gasata o Ferrarelle, va benissimo, e non offende nessuno.

Ma la vostra citata pubblicità sul Corriere della Sera è materiale da pubblica denuncia.

 

Tanti problemi da affrontare, circondati come siamo da una diseducazione imperante

 

Vedi, Alessandro, quali sono i problemi che un essere umano deve saper affrontare per vivere in un ambiente salubre, senza cadere nei tranelli della diseducazione imperante?

Se già sulle chiare, fresche e dolci acque c’è molto da discutere e da stare attenti, puoi solo immaginarti quanto c’è da dire e ridire sul latte, sulle carni, e su tutti gli alimenti che l’uomo di oggi butta dentro di sé senza pensarci più di tanto.

Mi accuseranno di scrivere articoli lunghi.

Mi diranno pure che sono andato fuori tema.

 

La storia del durian e quella dell’acqua sono fondamentali per tutti, ma in particolare per una donna incinta e per il suo bambino

 

Ma, con la storia del durian e quella della Ferrarelle, avrò insegnato a te e a quei quattro gatti che mi seguono, a saper distinguere tra zucchero vero e zucchero falso, tra acqua leggera e acqua pesante, tra vitamina vera e naturale e farmaco-vitamina, tra minerale vero e organicato e minerale duro ed inservibile. E’ già un grosso passo avanti.

Per una donna incinta, ed anche per il suo bambino, tutto questo è chiaramente fondamentale.

 

La questione del latte

 

Chiedi pure se noi (e per noi intendo Franco Libero che mi ha girato la tua lettera e me medesimo) siamo sicuri di quello che affermiamo sulla questione del latte.

Perché ce lo chiedi? Hai dei dubbi su di noi come persone? In quel caso non farti problemi.

La pubblicità della Danone e della Nestlé, dei formaggi grana e non grana, dei gelati e degli yogurt, del cioccolato e delle merendine, sta in tutte le forme ed in tutte le salse, pronta ad accoglierti fra le sue capienti braccia.

Non devi fare altro che seguirla, acquistarne i prodotti, e fidarti ciecamente dei fabbricanti coinvolti, con la consolazione non indifferente che la maggioranza della gente la pensa allo stesso modo.

Noi stiamo sulla scomoda sponda opposta, non fanatici ma dissidenti, sicuri di essere nel giusto e fieri di combattere contro questa gente. Non voglio qui spendere una parola di più sul latte. Ne ho parlato persino troppo. Ti spedisco in allegato una decina di mie tesine su quell’argomento. Poi deciderai liberamente sul come pensarla e come comportarti.

 

La Dieta dell’Escursionista e dello Sportivo è quel che ci vuole per la futura mamma

 

Ti manderò anche la mia tesina denominata  Dieta dell’escursionista e dello sportivo, perché, dopotutto, una che affronta la maternità non è altro se non una donna che si avvia a cogliere il suo record mondiale personale di salute ed efficienza psico-fisica.

Non esistono diete speciali, non esistono grossi fabbisogni proteici, perché il corpo umano assimila quello che serve, cioè il minimo possibile.

Il sangue non fa sangue, la proteina non fa proteina, il latte non fa latte, il vitellino (la sua carne) non fa affatto bambino. Niente si trasmette meccanicamente e tutto si trasforma biochimicamente.

Non farle fare gli errori eclatanti di troppe mamme, costrette dai rispettivi pediatri a bere bidoni di latte, per ritrovarsi grosse come balene, sformate e piene di osteoporosi, con bambini obesi e predisposti alle crisi renali già in fase di nascita, e con un post-gravidanza pieno di insidie.

 

Allattamento al seno e svezzamento: queste sono le regole

 

Ricorda infine alla tua donna che, alla fine dell’allattamento al seno, sarà basilare svezzare il bambino o la bambina. E, svezzare, significa tirare via il vezzo. Il vezzo del latte.

Il latte infatti  (intendo il latte della propria specie, cioè quello umano), è per i  soli poppanti, non certo per gli svezzati o tanto meno per gli adulti come te e me, o per le donne cresciute, incinte o non-incinte. Il latte di mucca poi, intasatore di reni per eccellenza, che senso può mai avere?

Tanti auguri e un caro saluto.

 

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)

                         – Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)