LA MEDIOCRITA’ STA NEL MEZZO

 

Una stima ed una ammirazione poco probabili

 

Carissimo Paolo,

Ti faccio sinceri complimenti perché il tuo messaggio è davvero eccezionale per quello che riesce a racchiudere.

Con poche parole semplici e toste hai messo dentro il succo di quello che pensa la gente comune, o la cosiddetta maggioranza silenziosa. Non ti dico bravo, ma bravissimo.

Mi consenti così di rispondere non solo a te ma a migliaia di italiani e, se questa lettera andrà su Internet tradotta, pure a un grosso numero di lettori del mondo.

Su una cosa faccio obiezione. Mi hai espresso alla fine stima ed ammirazione, di cui ti ringrazio, anche se esse contrastano parecchio col contenuto, e fanno pensare a un tuo spiccato senso diplomatico.

Come fai a stimare ed ammirare  un  estremista come me che non fa del bene a nessuno e che spinge la gente a diventare catarattica e cieca, inducendo pure i bambini a restare gracili e malaticci, e a perdere per strada la B12 e gli aminoacidi essenziali che si trovano solo nelle uova e nella carne?

Riscrivo la tua lettera per intero, suddividendola in 6 punti-chiave, tutti meritevoli di commento specifico.

 

Una lettera  da non sottovalutare, carica di spunti importanti

 

Caro dr Vaccaro,

La ringrazio per le informazioni di natura medica, mentre mi permetto di nutrire qualche perplessità per la professione ufficiale di vegetarianismo.

 

1)      La virtù sta sempre nel mezzo.

2)      L’esagerazione verso ogni estremismo non fa bene a nessuno.

3)      Anche Padre Pio, santo, veggente e profeta, mangiava un po’ di carne.

4)      Personalmente non mangio carne di animale, ma solo un po’ di pesce e qualche uovo, perché nei legumi manca qualche aminoacido essenziale e la vitamina B12 c’è solo nelle uova e nella carne.

5)      Anni fa, dopo due anni di assoluto rispetto vegetariano, stavo diventando cieco e ho dovuto operarmi di cataratta in entrambi gli occhi. Oggi, grazie a Dio, vedo abbastanza bene.

6)      Mi è stato riferito da una signora di fede strettamente vegetariana che, a suo figlio il quale cresceva gracile e malaticcio, si è vista costretta a dargli all’età di tre anni un po’ di carne per rimetterlo a posto, e per farlo diventare sano e robusto.

 

 

 

 

 

 

 

Risposta al punto 1.

Cosa e’ che sta nel mezzo.

 

Dire che la virtù sta nel mezzo fa sorridere.

Se io dico che ammazzare è un crimine e tu dici invece che è meritorio, allora arriva il giudice di pace e sentenzia che ammazzare è brutto ma accettabile, e che pertanto si può. È questo il tuo concetto?

Oppure, in politica, c’è l’estrema destra e l’estrema sinistra le quali, più per beghe del passato che per contenuti ideologici del presente, continuano a tirarsi oggetti e parolacce.

E la gente si secca e finisce per sentenziare che la saggezza sta magari al centro.

A volte può essere sensato pensarla a quel modo.

Ma questo può valere nelle opinioni generali e complesse della politica, nei giudizi di merito sui fatti e sui programmi, non di sicuro nella ricerca scientifica.

Nella ricerca scientifica della non c’è spazio per scartare gli estremi e optare per soluzioni di tipo intermedio. A è uguale ad A, B a B e C a C. Se è vero A, non può più essere vero C, e ancor meno può essere vero B che sta nel mezzo.

La verità purtroppo è una sola, dovunque tu la voglia collocare.

Se sei vegetariano, lo devi essere fino in fondo, non per partito preso o per fanatismo, ma per semplice coerenza coi fatti che conosci bene e con te stesso.

Se sei scienziato, ricercatore e sperimentatore, e scopri che il tuo corpo è davvero fruttariano al 100 percento, e che funziona magnificamente solo con quel tipo di cibo-carburante che pende dagli alberi o nasce sul terreno, mentre funziona malissimo con altre sostanze non disegnate per fungere da tuo propellente, è chiaro e scontato che la tua scelta deve essere una sola.

Se ti comporti invece da saggio bonaccione, come stai facendo ora, e credi dogmaticamente nel valore della B12 e dell’aminoacido essenziale, associando il vegetarianismo alla cataratta e alla quasi cecità che hai provato, alla gracilità e debolezza infantile di cui hai sentito parlare, fai addirittura male a mangiare solo qualche pesciolino e qualche ovetto, e dovresti invece aumentare liberamente le dosi, e magari reinserire la bistecca a pranzo e cena, in linea con quanto predicato dal prof Giorgio Calabrese nelle sue omonime teorie del gennaio 2008, con quanto raccomandato dalla FDA Americana, con quanto consigliato tuttora dal 90% di ospedali, medici, pediatri, farmacisti, nutrizionisti di regime, in Italia e nel resto del globo.

 

Risposta al punto 2.

L’esagerazione verso ogni estremismo non fa bene a nessuno.

Lo scontro non e’ tra due estremismi, ma tra una verità e una menzogna.

 

Scusami, ma continui a usare le parole in modo improprio. Di quali esagerazioni parli?

Il punto è che, nella tua testa, tu hai creato un’associazione mentale del tipo vegetarianismo=estremismo e onnivorismo moderato=saggezza.

Ti dà quasi fastidio la purezza, la bellezza delle cose oggettivamente chiare.

Tanto più che sei convinto di avere adottato una dieta oculata, mediana, capace di prendere il buono che esiste da una parte e dall’altra della barricata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tu sei come il mio amico Giovanin che tirava giù delle bestemmie invereconde, irripetibili, e poi quasi subito si inginocchiava e chiedeva perdono a Dio perché,

aggiungeva,  Se non ci sei, la bestemmia va benissimo ma, se per caso esisti davvero, ti chiedo perdono e ti prego di chiudere un occhio sulla mia scemenza.

Qui non siamo in politica, dove spesso si fa di ogni erba un fascio e si cerca sempre una mediazione. Qui siamo di fronte a scelte precise, prive di margini di approssimazione.

Se vegetarianismo crudista è verità, se le basi del vegetarianismo (secondo cui siamo tutti fatti in un certo modo e abbiamo bisogno di un certo carburante per stare bene) sono vere, ho ragione io. Se quello che sai su B12 e aminoacidi essenziali, che io contesto pesantemente, è vero, allora hai ragione tu.

Non esistono vie intermedie e nessuno al mondo può mediare tale insanabile disaccordo.

È per questo che a volte preferisco parlare coi carnivori dichiarati e coi cattivi, dove non si sta troppo a sottilizzare, dove i pochi OK sono OK e i tanti missili sono puntati reciprocamente contro, senza alcun imbarazzo.

I buonisti e i buoni a metà, i mangiatori di uova, formaggi e pesce, i quali credono di salvare l’anima da un lato e il corpo dall’altro, fanno un grave danno a sé stessi  e anche agli altri, in quanto appoggiano il crimine in corso ed in più danno un pessimo esempio.

Lo scontro non è tra due estremismi, come pare tu pensi, ma tra due verità contrastanti ed incompatibili, ossia tra una verità vera e una menzogna.

 

Risposta al punto 3.

Tutto il rispetto che vuoi per Padre Pio, ma anche lui era un uomo con dei limiti.

 

Anche  Padre Pio, veggente, santo e profeta, mangiava a volte carne.

E magari andava in gabinetto un giorno sì e due no, risultando meno bravo e meno santo di come avrebbe potuto essere, mi viene da aggiungere.

Senza fare torto a nessuno, non sono ammiratore di alcun santo, a parte Francesco di Assisi, e non mi lascio convincere o commuovere da stigmate o da madonnine che piangono.

Rispetto i tanti ammiratori del frate. Ognuno è libero di seguire i miti che vuole.

Ai fini del nostro discorso, dire Dio e dire Padre Pio, sono cose diverse.

Avrà avuto grosse qualità e avrà fatto del bene a tanti. Ma non era Dio in terra. Non più di te e di me. Avrà fatto 1000 volte più bene di te e di me, ma sempre uomo era.

Ogni essere umano è un frammento divino, e anche ogni animale lo è, anche se la chiesa cattolica antropocentrica lo esclude dogmaticamente.

Quindi anche tu ed io siamo frammenti divini.

Poi, quanto più deviamo dalla nostra retta via fruttariana, tanto più ci ossidiamo, ci acidifichiamo e rendiamo opaca e problematica la nostra esistenza.

Se Padre Pio amava o comunque tollerava la ciccia morta, ciò significa che aveva dei limiti, anche se tu lo porti a modello di perfezione e di virtuosità.

Non scordiamo comunque un fatto importante. Non è la carota o la mela che ti fanno automaticamente buono, e la carne e il pesce che ti fanno chimicamente cattivo.

 

 

 

 

 

 

Sono piuttosto i pensieri di gentilezza e di pace che portano alla carota e alla mela a renderti giusto, e sono le idee di presunzione e prevaricazione che portano alla carne e al pesce, a renderti oggettivamente cattivo.

Certo che i limiti ce li ho pure io, soprattutto se Dio, nella sua infinita saggezza, avesse stabilito che, per restare frammenti che brillano e che non si opacizzano, occorre amare la ciccia morta e disprezzare magari quella viva.

Io non l’ho mai negato di essere un amante della carne, di quella viva, femminile e consenziente, anche fuori dagli schemi, se serve e se non arreca danno a terzi.

Se questo significa andare contro Dio, chiederò preghiere, orazioni e candele.

Ma, siccome ho un’idea diversa sul nostro Padrone, sul nostro Principale, siccome non lo vedo affatto come un Dio mastino, bacchettone e sessuofobico, come ce lo presenta un certo tipo di clero, non chiederò candele a nessuno.

Avvertirò semmai le suore e le religiose che avessero l’ardire di avvicinarsi seriose e preganti alla mia salma, di stare piuttosto alla larga, che non mi venisse il ghiribizzo di far loro un salto addosso.

Scherzi a parte, il mio concetto è che veniamo da un Dio di larghe vedute, da un Dio che è però intransigente e inflessibile su determinate cose, come la falsità, la violenza, l’ignoranza, la cattiveria, il cinismo.

L’attaccamento alle cose e alle persone, la sensualità, l’attrazione sessuale, che è naturale e di sua creazione, le comprende e le perdona senza la necessità di preti e confessori.

La vigliaccheria e i soprusi no. Per quelli non esistono messe, non esistono ceri, non esistono preghiere, non esistono ostie.

Per farla breve, se fosse ancora vivo Padre Pio, non esiterei ad andare da lui a dirgli a viva voce che le sue stigmate mi fanno ridere, confrontate alle stigmate che il macellaio ha fatto sul corpo degli animali uccisi per fornire la dispensa del suo monastero.

Quelli non hanno le stigmate sulle zampe, ma lungo il ventre, sul collo, sulla testa, e dovunque i coltellacci dei macellai indulgono, sacramentano, profanano.

Padre Pio è purtroppo passato ad altra vita. Non può confermare se mangiava o no carne, e tanto meno può difendersi. Lasciamolo riposare in pace.

 

Risposta al punto 4.

Personalmente A) non mangio carne di animale, ma solo un po’ di pesce e qualche uovo,  B) perché nei legumi manca qualche amido essenziale, e C) la B12 c’è solo nelle uova e nelle carni.

Qui ci sono diverse fandonie fondamentali delle quali ti ringrazio doppiamente. Perché è proprio con le fandonie esplicitate e scritte di proprio pugno che si può pervenire meglio alla verità.

Non mangi animale ma solo un po’ di pesce.

Il pesce, caro Paolo, è a tutti i livelli un animale, un animale che abitava libero e gioioso nell’acqua, almeno fino a quando qualcuno lo ha ammazzato per te.

Non ti faceva alcun male, non sapeva nemmeno chi eri. Tirati dunque via l’idea di essere vegetariano o quasi-vegetariano. Sei carnivoro e basta, adoratore, estimatore ed ostaggio della ciccia morta.

 

 

 

Magari ti piace anche quella viva, ma di sicuro meno di come dovrebbe essere, per una semplice legge di natura:  Più stai col morto e meno stai col vivo.

Quanto ai legumi, possono essere utili, ma non li vedo come indispensabili, ne’tanto meno come sostituti di qualcosa che non deve essere sostituito, come la carne.

Gli aminoacidi essenziali poi rappresentano una delle classiche invenzioni del carnivorismo mercantile, che ha sempre fatto uso sistematico del terrore per convincere, spaventare, accalappiare.

Non esistono proteine nobili e non esistono aminoacidi essenziali, ma trattasi invece di denominazioni-civetta ricavate da vecchi esperimenti del 1949 di un accoppa-animaletti di nome dr Rose che confuse le esigenze proteiche dei topolini bianchi con quelle degli umani.

Peccato che l’organismo di tali topini richieda 7 volte più proteine dell’organismo umano. Peccato che Rose non sapesse a quel tempo che il latte di topo ha un contenuto calorico-proteico del 48%, mentre quello del felino sta sul 36%, quello del cane sul 30%, quello del bovino sul 15% e quello dell’uomo sul 5%.

Peccato pure che il dr Rose, e quei retrogradi ed obsoleti personaggi che lo ripropongono ad insulto della scienza, non sappiano che:

 

A)    Tutte le proteine parzialmente scisse nei rispettivi sottocomponenti, formano diversi tipi di aminoacidi che non portano però alcuna traccia delle rispettive proteine d’origine.

In altre parole, latte non produce latte, sangue non produce sangue, muscolo non produce muscolo, fegato non produce fegato, osso non produce osso, sperma non produce sperma, mentre, come saprai, c’è una fila interminabile di medici e di pediatri incoscienti che continuano a proporre bistecche al sangue agli anemici, fegatini di oca e di maiale ai malati di fegato, latte e latticini alle donne gravide, tendini e osso buchi agli sportivi, testicoli di toro agli impotenti, come si faceva nel Medioevo.

 

B)    Degli 8 aminoacidi essenziali, non fabbricati nel corpo, secondo vecchi concetti 

      pure manipolati, solo 2 risultano oggi fondamentali, e sono la treonina e la lisina,

      che si trovano abbondanti ed eccellenti (cioè disegnati per noi) nelle verdure

      crude, nei semi e nella frutta secca, e che il corpo utilizza per elaborare da sé tutti

      gli altri aminoacidi.

      Tra gli aminoacidi strombazzati come essenziali c’è pure la micidiale metionina,

      tipica delle proteine animali, che è causa prima di quel veleno assoluto che si

      chiama omocisteina, e che va a sommarsi col colesterolo LDL per stroncare i

      cardiopatici con ictus e infarto.

 

C)    La B12 c’è solo nelle uova e nelle carni.

Intanto non è vero che si trova solo nelle carni e nelle uova. Si trova dappertutto dove c’è il gruppo B, quindi anche in molti vegetali, ma in misura meno concentrata.

Parli poi della B12 come parlassi di Dio. Te ne sei accorto o forse no?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Attento che nel gruppo B c’è la B1, la B2, la B3, la B4, la B5, la B6, la B7, la B8, la B9, e giù fino alla B20, e ne aggiungono di altre man mano che gli studi avanzano. Poi ci sono la A, la C, la D, la E, la F, la K e la PP.

            Isolare una sola vitamina e farne un mito, poteva solo essere fatto da gente

            incompetente o al soldo di qualcuno.

L’imbroglio e gli intrighi, le manovre politiche sulla B12 sono il classico ingrediente del terrorismo medico-carnofilo.

Sai perché hanno scelto proprio la B12? Non certo per la sua importanza, essendo essa una vitamina che auto-fabbrichiamo e che teniamo in autosufficiente deposito per 3-4 anni, ma per la sua inconsistenza e la sua rintracciabilità.

Più che sostanza concreta e pesabile essa è un olezzo, un antipatico aroma per non dire un puzzo (che è quello della cacca da cui essenzialmente deriva), per cui si riesce a quantificarla bene solo quando è su livelli eccessivi (oltre il 200).

La B12 sembra creata apposta per imbrogliare le carte impunemente, e non a caso i carnofili l’hanno adottata tra tutte le vitamine, eleggendola a loro arma strategica.

Avrebbero voluto chiamarla vitamina N per nobile, o vitamina essenziale, ma non poterono parlo perché avrebbe creato confusione con altri termini simili, e anche perché, chiamare nobile una vitamina derivate dagli escrementi o dalle fogne, era un po’ troppo.

Come mai la B12 e non le altre? Perché essendo vaga, incontrollata e impensabile ai bassi livelli tipici dei vegetariani, si prestava ai giochi  infami dei macellai d’America, pieni di inventiva, intraprendenza e agganci con la FDA.

FDA che esordì alla grande contro gli stessi colleghi della WHO che avevano fissato correttamente i livelli minimi a 80. La FDA li portò disinvoltamente a 120 e poi agli attuali 156, in concomitanza con gli altri pazzoidi minimi fissati dalla stessa FDA  negli anni 60-70 per le proteine (300 g al giorno, corrispondenti al motto di bistecche a colazione, pranzo, merenda e cena).

Ovvio che, se esageri con le proteine, devi esagerare pure con la B12. E devi pure esagerare in senso inverso con le vitamine delle verdure, messe in disparte e in disuso.

La vitamina C, per la FDA, sta infatti tuttora ai livelli scandalosi di 40-60 mg/giorno, clamorosamente contestati anche dal recente esperimento di Cambridge2000-2001, dove la quota minima risulta 5-6 volte maggiore.

La stessa B9, o acido folico, cioè la classica B delle verdure, pure pesantemente sottostimata, mentre svolge un prezioso ruolo vicario e integrativo della B12.

Noi vegetariani, io stesso posso portare le mie cartelle a supporto, viaggiamo benissimo a livelli B12 sui 100 che si vedono e non si vedono, e con altri valori fondamentali eccellenti e qualificanti, come ad esempio:

 

A)    Vitamina C alta (6-7 volte oltre i livelli imbarazzanti indicati dalla FDA).

B)    Vitamina B9 (acido folico), 2 volte più alta dei miseri livelli della FDA

C)    Omocisteina quasi nulla (8-10 volte meno che negli onnivori)

D)    Colesterolo LDL sotto il livello 100 (contro il 150-400 degli onnivori)

 

 

            In altre parole, la B12 bassa, oltre che non rappresentare un problema, è pure

            indice di sangue attivo e scorrevole, di sangue cioè sano.

            Se non mi credi in parola, vai a chiederlo al reparto ematologico dell’Ospedale di     

            Tolmezzo dove ci sono i miei valori fuori della norma in senso positivo.

            O vai a chiederlo ai medici di Singapore che mi hanno testato il sangue 10 anni fa

             e 2 anni fa, restando sempre increduli e sbalorditi, al punto di ripetere il prelievo

             pensando a un errore della strumentazione.

             Alla fine mi ritrovai circondato da 5 giovanotti in camice a dirmi che, in 20 anni

             di prelievi e studi, non avevano mai riscontrato, studiato nei testi medici, o solo

             ipotizzato, l’esistenza di un sangue come il mio, e che erano interessati a

             conoscere la mia dieta giornaliera per filo e per segno.

             Gli ho risposto che, se la mia omocisteina è a quasi zero e il mio colesterolo

             LDL è a 68 (i monaci buddhisti Zen coreani stanno a 80), ciò è dovuto ai

             manghi e al durian che io mangio a raffica in Singapore e dintorni, stando alla

             larga dai McDonald’s e dai pescivendoli.

             Altro che B12.

             Lo sai poi che la B12 e’ una formidabile aggrega-piastrine, per cui quando e’ alta  

             comporta grossa sofferenza cardiovascolare, che si aggrava col tempo caldo e

             umido.

 

Risposta al punto 5.

Frutta e verdure crude sono la panacea per gli occhi e per la cataratta.

 

Anni fa, dopo 2 anni di assoluto rispetto vegetariano, stavo diventando cieco, e ho dovuto operarmi in entrambi gli occhi. Oggi, grazie a Dio, vedo abbastanza bene.

Ho piacere che tu veda bene e mi auguro che i tuoi occhi migliorino ancora di più in futuro. Non vedi invece affatto bene quando guardi al tuo passato e fai assurdi collegamenti tra il tuo vegetarianismo spurio, o a cibi cotti di allora, e le tue cataratte.

Cataratte che sono conseguenza di latte e uova e formaggi, e non certo di frutta e verdure.

Uno che non mangia carne, e si riempie di pasta, pasticcini, verdure stracotte, cibi concentrati e privi della loro acqua biologica, latticini e uova, cioccolata al latte, bevande gassate e alcoliche, e altre cose rocambolesche per l’intestino e tutto il resto, va sempre a finire male e ad accumulare problemi.

Ricordati che l’unico vegetarismo possibile, a livello etico e salutistico, l’unico vegetarismo in grado di darti ottime garanzie per il tuo benessere, è il vegetarismo naturalista e crudista, o se vuoi il veganismo ragionato, dove ci sono alcune forme intelligenti di compromesso, ma sempre episodiche e limitate.

Fare i vegetariani a metà, farlo male, farlo con compensazioni e integrazioni assurde, porta spesso a risultati aberranti. Ed in più produce cattivi esempi e pessima reputazione per la categoria.

Bisogna salvare l’anima e il corpo nello stesso tempo. Le vie imprecise, approssimative e spurie non sono produttive. Altro che l’estremismo non porta al bene.

 

 

Se ti dico che il frutto è il tuo cibo di elezione, integrato da verdure crude, da qualche verdure amidacea appena intenerita e mai stracotta (patate, zucche, ecc), e da semi e frutta secca, non e’ estremismo.

È verità dimostrata dal tuo tipo di sangue, dalla tua conformazione interna ed esterna.

Più te ne allontani e più problemi avrai. Cosa trovi di estremista in questo?

 

Risposta al punto 6.

Uno spot utile per il trio  Star, Manzotin e Plasmon.

 

Mi è stato riferito da una signora, di fede strettamente vegetariana che a suo figlio, che cresceva gracile e malaticcio, si è vista costretta a dargli all’età di 3 anni un po’ di carne per rimetterlo a posto e per vederlo diventare forte e robusto.

Se ti leggono le industrie della carne e del latte, o anche il ministro delle politiche agricole, faranno a gara per ingaggiarti, o per avere in esclusiva questo tipo di memorie.

La tua sembra la bella favola del bimbo che cresce con le bistecche e il latte tolto ai bovini, e del bambino vegetariano che stenta e non cresce mai, o al quale non spuntano ancora i dentini.

Esistono popolazioni dove i bambini non toccano proteine animali e crescono magnificamente, cioè non come i nostri, carichi di obesità, di diabete, di influenze a ripetizione, e mi riferisco a gruppi importanti come i Mormoni d’America.

Il prof Umberto Veronesi, che ha festeggiato da tempo gli 80, è vegetariano assoluto dalla nascita, perché non cerchi di contattarlo? Perché non racconti anche a lui la tua storia personale e quella del bambino della signora?

Dici che si è vista costretta a cambiargli dieta.

Non è vero. La verità la conosco già. I medici la hanno assediata e costretta a seguire i loro diktat. Perché i suoi pediatri erano i tipici spaventa-mamme. Quelli che pretendono di pesare e misurare i bambini in continuazione come se i bimbi fossero tutti uguali e come si trattasse di porcellini da mandare al macello.

A un anno deve pesare tanto, a 2 tanto e a 3 tanto. Se uno è sotto quel peso va integrato e va rivista la dieta.

Non a caso il pediatra principe Robert Mendelsohn ammonisce le mamme del mondo di

evitare il medico, sia con bimbi sani che malati, le invita a studiare di più, a emanciparsi, a diventare autodidatte, e a usare il buonsenso.  

È vero che, in alcuni casi, il sottopeso e l’essere gracilini può nascondere qualche carenza alimentare. Ma il più delle volte ogni bimbo ha un suo personale orologio biologico di crescita. Esistono molte prove al riguardo, incluso quelle dei miei due ragazzi.

Francesco ne ha 19. Fino a 8 anni fa era tra i più bassi e minuti della classe, e qualche mamma sprovveduta e mediocre faceva i suoi raffronti, elogiando le proprie scelte filo-pediatriche e il proprio figlio spilungone.

Oggi, Francesco è tra i più alti, muscolosi e atletici del suo ex gruppo scolastico, e non soffre di alcun sintomo di obesità, non ha rovinato il suo sangue e i suoi organi interni, non ha accumulato osteoporosi.

William ne ha 12, e sta ripercorrendo lo stesso identico percorso di suo fratello maggiore.

 

 

La verità è che la pediatria dei nostri giorni sta rovinando intere popolazioni di infanti, ragazzi, adolescenti, facendogli crescere di più e prima del tempo.

È un po’ come si diceva un tempo, in campagna, a proposito delle pollastrelle.

Quelle allevate col mangime diventavano belle e grosse anzitempo, e facevano pure uova maggiorate, ma morivano anche prima.

Quelle allevate a grano e verdure crude, restavano al contrario normali e medie, deponevano uova normali, e vivevano in forma e fino alla fine del loro tempo (venti anni, in quanto a casa mia non venivano uccise, ma morivano di vecchiaia, com’è giusto che sia).

 

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

 

autore: Valdo Vaccaro
Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)
Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)

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