LA SINDROME DI SJOGREN E L’ ESPIANTO DELL’ ANIMA

MESSAGGIO  TELEFONICO    

 

Una situazione delicata e urgente

 

Dr Vaccaro, l’ho cercata a inizio settimana e la trovo al suo rientro dalla Germania.

Mi scusi per l’insistenza ma rappresento un caso davvero particolare e urgente.

Sono una donna italiana di 49 anni che vive non distante da lei in zona Pordenone.

Ho sentito parlare di cura dell’uva e ho tentato pure quella ma, non appena cominciato a introdurre i primi acini mi sono vista ribollire e surriscaldare gli intestini più ancora di prima.

Seguo poco internet, anche se spio qualche volta le cose dal computer di mio figlio.

Cerco uno spiraglio di luce, non sapendo più a quale santo votarmi

Ed è appunto interessandomi di cura dell’uva che sono arrivata al suo nome.

Mi rivolgo a lei perché sono una persona disperata e in grave difficoltà, una donna che non sa più letteralmente cosa fare e a quale santo votarsi.

Mi serve uno spiraglio di luce, in mezzo a prospettive mediche invariabilmente sinistre ed agghiaccianti.

Salvata dalla medicina, se salvata significa deturpata e mantenuta sulla graticola

Tutto è cominciato nell’84 con un parto, con problemi di fegato, con la diagnosi e le cure di una

epatite C presa non si sa come, con micro-calcificazioni sistemiche e crescite varie al petto, con 4 interventi chirurgici al seno destro ed uno a quello sinistro.

La medicina mi avrebbe a suo dire salvata, se salvare significa deturpare una donna di quanto più prezioso abbia in fatto di femminilità fisica, se salvare significa tenere una donna costantemente sulla graticola, con cure farmacologiche e altri interventi chirurgici in prospettiva.

Ipertensione, ansie, paure, sbalzi neurovegetativi

Non ho mai fumato o bevuto caffè, né ho coltivato stravizi.

Sono una ex-insegnante costretta a soffrire di ipertensione, di ansie e di paure, di sbalzi neurovegetativi e ghiandolari, di tachicardie e problemi immunitari.

Tuttora vado avanti con l’ausilio di farmaci a colazione, pranzo e cena.

I miei pasti sono ormai ridotti al riso bianco e alle patate, alle uova e ai latticini, con un peso che dai 42 kg normali della gioventù, sta ora sui 52.

Coliti, fibromialgie, emicrania e mestruo eliminato farmacologicamente

Sono passata da uno specialista all’altro e mi sono state diagnosticate tutte le malattie più strane del repertorio medico, sempre catalogate come autoimmuni, ereditarie e idiopatiche.

Coliti e gastroenteriti, fibromialgie ed emicranie causate dal mestruo che non voleva andarsene, e che è stato spinto a farlo mediante dei farmaci che mi hanno finalmente indotta in infelice e tutt’altro che tranquilla menopausa.

Intolleranze, reflussi, evacuazioni e sindrome di Sjogren

Intolleranze al latte e alla pectina, e quindi a una vasta serie di frutti che vanno da quelli acidognoli (agrumi) a quelli più alcalini (mele, pere e pomacee), problemi di stomaco, con bruciori continui e con reflussi, problemi di evacuazione, con giorni di assoluta stitichezza alternata ad altri di diarrea.

Ultima diagnosi, la sindrome di Sjogren, patologia autoimmune e praticamente irrisolvibile.

Problemi aggiuntivi di tipo familiare

Tutti questi problemi, queste cure, questi interventi, come se non bastassero già di per sé a rendere la mia vita impossibile, hanno pure compromesso la mia vita familiare, con un marito che sta a 800 km di distanza, e un figlio che riflette in pieno tutte le mie tesioni a livello soprattutto di stress psicologico continuato.

Non ne posso più

Processi patologici non collegabili a fattori causativi precisi, ma sempre a fattori virali, ambientali e genetici, sempre secondo i luminari.

Dagli ultimi controlli, che richiedono altre visite entro fine ottobre, si paventa la necessità di altre asportazioni dal seno, ed in più sono previste gastroscopie e colonscopie che mi atterriscono e che non mi sento di affrontare ancora, avendole già sperimentate in precedenza.

Ma io non ne posso letteralmente più.

Antonietta da Pordenone

RISPOSTA

 

Un tipico quadro inquietate ed angosciante

 

Il minimo che posso dire è che siamo di fronte a un quadro inquietante ed angosciante di una donna che si è messa fiduciosamente nelle mani della sanità  pubblica, subendo diagnosi e cure farmacologiche, nonché operazioni chirurgiche a ritmo serrato, da parte di una medicina che non ha mai cercato -nella sua tipica attitudine innaturale, invasiva e interventistica- di capire i motivi delle patologie che via-via si presentavano. Una lotta senza quartiere ai sintomi, tutta a base di farmaci e bisturi.

Una lotta accompagnata dai classici alibi onni-giustificativi dell’intolleranza, dell’allegia, dei virus, della sindrome autoimmune, dei fattori ereditari.

Una serie di interventi sui sintomi e mai sulle cause

Mai nessuno che abbia parlato delle troppe vaccinazioni, del cibo sbagliato, del sangue impuro,

della intossicazione da farmaci, di sindromi conseguenti a precedenti interventi chirurgici e così via.

Una vita intera improntata a interventi riparatori innaturali e approssimativi, tutti basati sul guardare le cose fino alla punta del naso e mai oltre, tutti volti a stroncare il sintomo a valle lasciando intatte ed inalterate le cause vere a monte, per manifesta incapacità di leggerle, capirle e sgominarle.

Virus e intolleranze non c’entravano per niente

I virus c’erano, ma non c’entravano un bel niente, quando diagnosticarono l’epatite C, che testimoniava soltanto urgenti problemi di fegato da risolvere. Problemi di fegato derivanti da squilibri alimentari, da squilibri digestivi, da squilibri renali, ghiandolari e neurovegetativi mai risolti.

Le intolleranze e le allergie c’erano, ma non c’entravano un bel niente coi cibi che le causavano, ad eccezione della sempre ovvia intolleranza al latte, ed erano causate dal sangue viscoso e dalle mucose intestinali infiammate.

Fattori ereditari e fattori mestruali non c’entravano per niente

I fattori ereditari non c’entravano un bel niente, ma venivano usati come scusa e come alibi per non approfondire e non risolvere le reali problematiche a monte.

I fattori mestruali non c’entravano nel modo più assoluto, ma erano semplici conseguenze logiche dello squilibrio generale e dell’intossicazione crescente causata dagli interventi medici, per cui il corpo, ad ogni ciclo mestruale, si liberava faticosamente ed intelligentemente di tutte le pesanti acidificazioni farmacologiche interne.

Un autentico disastro medicale

Un autentico disastro medico, una sommatoria invereconda di errori marchiani commessi a catena.

Un esempio di come rovinare una persona in modo cocciuto, testardo e progressivo.

Non è ovviamente esente da critiche la paziente, che si è fidata a occhi chiusi di tutte le poche e laconiche spiegazioni che le venivano date di volta in volta.

Paziente che ha delegato in toto la sua salute a terzi, accontentandosi delle interpretazioni mediche mirate a giustificare i vari esami diagnostici, i vari farmaci e i vari interventi successivi alle diagnosi stesse.

Vietato il cibo vero, e piena autorizzazione per i farmaci

Ora la paziente si lamenta che non può andare avanti, e che le hanno proibito di alimentarsi con questo e con quello, con la frutta e i carboidrati, lasciando però stranamente libero accesso a farmaci e proteine, che è poi il tipico schema della medicina.

Inoltre, essa non si sente più di essere sottoposta a ulteriori esami, a ulteriori operazioni, ad altre gastroscopie e colonterapie.

Vive ormai nell’incubo, nell’ansia e nella paura.

Un povero uccellino dall’anima espiantata

Fa pensare a un povero uccellino rinchiuso in una gabbia o in un labirinto medicale.

Un uccellino che sotto le piume porta i segni di troppe ferite, e che non sa nemmeno più quali semini mangiare, perché ognuno di essi lo mette in crisi.

Un povero uccellino tremante a cui hanno tolto non solo la capacità di vivere, di mangiare e di volare, ma a cui hanno espiantato persino l’anima.

Voltare pagina, partendo da un corpo acidificato dai farmaci, e da re-impostare con uva, mele e arance a cassette

Il problema a questo punto è di voltare pagina e ricominciare tutto ex-novo.

Il problema è quello di rimettere in ordine il sistema neurovegetativo, il sistema nervoso, il sistema immunitario, il sistema ghiandolare e il sistema gastrointestinale.

In pratica tutto.

Un corpo acidificato ed infiammato, che non funziona nelle sue strutture di base, e che è pesantemente condizionato dai farmaci, non  è per niente facile da trattare.

Un corpo che abbisogna di urgente alcalinizzazione, e che pretende cassette di uva, di arance e di mele.

La necessità di una disintossicazione generale

Serve urgentemente una disintossicazione generale.

Ma per disintossicare esiste soltanto una doppia strada che da una parte prevede lo stop ad ogni ulteriore fonte intossicativa (blocco totale di ogni farmaco vecchio e nuovo) e dall’altra una pronta espulsione dei pesanti depositi interni di veleni (minerali inorganici, minerali pesanti, mercurio, piombo, alluminio, arsenico, nickel e altre porcherie contenute nei farmaci stessi).

Pertanto serve un digiuno ad acqua leggera o distillata, seguito da un semidigiuno a base di frutta e da una normale dieta vegana tendente-crudista.

Tutte cose incompatibili con ogni sostanza inquinante farmacologica.

Il delicato problema della responsabilità legale

Da igienista naturale non posso prendermi alcuna responsabilità legale sui risultati positivi o negativi derivanti dal fare o dal non fare.

L’igienista non è un guaritore o un somministratore di sostanze, ma offre soltanto libere istruzioni salutistiche.

Risponde dunque solo moralmente per le informazioni che dà, e che devono essere improntate a verità e buonsenso.

Comportamenti congrui e alimentazione vivificante dell’igienismo, in totale contrasto coi cibi concentrati e devitalizzati della medicina

L’igienista è un insegnante di salute basata su fattori naturali, su comportamenti congrui, su alimentazione semplice e vivificante, in linea con le esigenze nutrizionali di un corpo umano che è e resta per tutti, sempre e dovunque, in salute e in malattia, un corpo vegano-fruttariano-crudista, anche se temporaneamente messo sottosopra da gonfiori e infiammazioni, da surriscaldamenti intestinali che impediscono al cibo vero, vivace, vitalizzato, di essere accettato senza effetti fermentanti.

Per l’igienismo il punto centrale dell’alimentazione sta nell’aria e nell’acqua biologica della frutta e della verdura cruda, ovvero nell’acqua biologica bilanciata da presenza ottimale vitaminico-minerale.

Per la medicina esiste soprattutto il cibo morto, il cibo cotto, il cibo concentrato, l’integratore concentrato, l’anti-cibo farmacologico.

L’agente guaritore non è il cibo, il farmaco, il medico o l’igienista o il terapeuta, ma solo e sempre il proprio sistema immunitario

Ognuno deve saper raccogliere quanto gli sembra utile e sensato, e deve prendersi tutte le responsabilità in proprio. L’autore di ogni guarigione è sempre il sistema immunitario interno.

Se lo lasciamo lavorare senza troppi intralci, farà un ottimo lavoro ricostruttivo ed autoguaritivo. Se lo ostacoliamo con pasti pesanti, con vaccinazioni, farmaci e interventi invasivi vari, peggio per noi.

Una cocente sconfitta su cui è troppo facile fare sciacallaggio

Dire che la medicina ha sbagliato dala A alla Z, in tutta questa storia di Antonietta, è scontato, e può apparire anche troppo facile.

Se una squadra di calcio si becca un 5-0 e se ne torna a casa con le pive nel sacco, trova sempre cento giornalisti pronti a saltarle addosso e ad elencare cosa non ha funzionato, a citare il difetto della coperta troppo corta, a ricordare la mancanza di gioco di squadra, ad accusare il team di non esserci sulle gambe.

Una specie di assalto su chi già soffre ed è abbacchiato per la cocente delusione, un’opera di sciacallaggio contro il preparatore atletico, contro l’allenatore, contro i meccanismi difensivi che non hanno funzionato, contro i giocatori-base che non sono stati all’altezza della situazione.

Cos’è mai la sindrome di Sjogren

Chiamare sportivamente il tutto come disastro calcistico, o definire medicalmente il tutto come sindrome di Sjogren è in pratica la stessa identica cosa.

Già il fatto di essere descritta nei manuali medici come connettivite sistemica ad eziologia autoimmune, caratterizzata da sbalzi endocrini e da interessamento infiammatorio cronico delle ghiandole a secrezione esterna, fa capire molte cose.

Le spiegazioni dei manuali medici

La malattia è prevalente con rapporto 9:1 nel sesso femminile, e nel periodo che va dai 30 ai 50 anni.

Ma si tratta di stime molto approssimative. In realtà, sia la frequenza che le cause, sono praticamente sconosciute. Si parla di fattori genetici che avrebbero provocato l’insorgenza.

Si parla di un’ipotetica infezione virale con risposta autoimmune e formazione di anticorpi.

Si parla di infiammazioni orali ed oculari, con complicanze cardiache, polmonari, immunitarie, e con evoluzioni linfomatose.

All’igienismo non servono le disgrazie estreme altrui per dimostrare la sua validità, gli basta misurarsi sulle cose semplici, sul raffreddore o sulla febbre influenzale

Insomma un arrampicarsi continuo sugli specchi. Il trionfo dell’aria fritta.

L’ennesima ghiotta occasione per tessere un pietoso de-profundis al sistema medico che governa il mondo.

Essere opportunisti ed approfittare delle disgrazie altrui non è il massimo.

Non ci servono questi casi che rasentano l’estremo, per provare la giustezza delle teorie igienistiche.

Devo però dire, a chi si trova in queste condizioni, che è indispesabile voltare pagina e salvare il salvabile.

Il primo rimedio basilare è il ripristino del sistema bronco-polmonare

I rimedi esistono e sono quelli soliti, più che mai indispensabili in queste condizioni.

Occorre respirare a regola d’arte, ricordando che è il sistema bronco-polmonare che detta i ritmi al cuore.

Serve sole e serve movimento. Serve disinfiammare la mucosa intestinale e serve disincrostare il colon.

Digiunare igienisticamente significa staccarsi n modo rigoroso da ogni farmaco

Stop immediato a ogni cibo e almeno 3 giorni di digiuno fai-da-te, bevendo acqua leggera a volontà, al fine di disgregare i depositi di tossiemia interna, riposando ed evitando ogni dispersione calorica a letto.

Stop immediato a ogni farmaco. Se non si è in grado di staccarsene subito, fare prima un periodo di abbandono accelerato del farmaco stesso, arrivando dopo una o due settimane al digiuno vero e proprio, privo ovviamente di ogni dannosa perturbazione farmacologica.

Non esistono soluzioni-miracolo, non esistono appigli, non esistono guaritori

Non è assolutamente il caso di cercare appigli e salvezze esterne che non esistono in ambito medico-allopatico, ma meno ancora in ambito omeopatico o medico-alternativo.

L’unica via di salvezza sta nel raccogliere le forze rimaste e ricomporsi, nel farsi velocemente una cultura igienistica.

Il paziente deve diventare padrone del proprio corpo, capace di auto-leggersi, di auto-gestirsi e di auto-guarire.

Ripartire col cibo vero e ripristinare la normalità funzionale del sistema digestivo

Aria, acqua biologica, frutta e verdure crude, sole, traspirazione, movimento, riposo, sonno, ripristino della normalità digestiva-assimilativa-evacuativa, nonché ripristino della emo-fluidità.

Serve ripartire con il cibo vero, e cioè con tutti i carboidrati naturali, sconfiggendo in modo graduale e progressivo ogni allergia ed ogni intolleranza vera e presunta.

Suggerisco il supporto dei miei due libri pubblicati (Alimentazione Naturale e Storia dell’Igienismo Naturale), e delle tesine scaricabili gratuitamente dal blog www.valdovaccaro.blogspot.com, tenendo validi gli schemi dietetici suggeriti, come ad esempio quello illustrato sulla tesina Quando è il medico a chiedere aiuto.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo