LA TRAPPOLA MORTALE DEL METODO LEMME

Noi a discutere sulle quisquilie, e loro a pontificare sulla sgrassatura del popolo italiano

Noi etico-salutisti a discutere se sia meglio usare latte di grano saraceno, o latte di riso o acqua, per ammorbidire i fiocchi d’avena nel nostro porridge giornaliero, oppure a dibattere su quanto sia immorale indossare una canottiera di lana, o chiudere mezzo occhio su un portafogli ed una cintura in pelle.

Oppure a confrontarci se va meglio un bicchiere o tre al giorno di acqua.

Argomenti affrontabili e logici, ma tutto sommato innocenti e quasi al limite della banalità.

E, mentre noi ci perdiamo in tali quisquilie, la Televisione di Stato della Repubblica Italiana, nell’anno di grazia 2009, a inizio giugno, ospita a Porta a Porta, il peggio del peggio, ovvero qualcuno che insegna finalmente ai ciccioni nostrani come dimagrire.

Non è divertente essere lugubri, ma non troviamo frase migliore per descrivere l’invenzione del

dr Lemme, se non quella del titolo sopra indicato.

 

Ho sentito un grande medico-farmacista di nome Limma o Lemmi

 

Il genio della nuova filosofia alimentare italiana, e forse mondiale, è ormai sulla bocca di tutti.

Mi hanno telefonato da Torino e da Roma, da Agrigento e da Bergamo.

Ma come? Non hai visto il dibattito televisivo? No, ero già a letto. Peggio per te, chi dorme non piglia pesci.

Stamattina ho parlato con una signora rumena che fa da giardiniera e taglia la siepe del mio vicino di casa, e mi sono reso conto una volta di più dell’impatto incredibile che ha la televisione sulla popolazione.

Ho sentito il prof Galbresi (Calabrese) ed anche un grande medico-farmacista di nome Limma o Lemmi (Lemme), che ha detto che le verdure e la frutta non contengono niente di buono e fanno persino alzare il colesterolo, e pare che si intendesse davvero della materia.

Qui non si sa più cosa fare davvero.

Devo credere al tuo libro Alimentazione Naturale, che con qualche fatica sto leggendo, e che mi piace pure molto?

Oppure devo credere a “Lemmi”?

Questa è la magia e la forza della televisione.

Altro che scuole primarie e secondarie, altro che università, altro che gruppi culturali e articoli Internet.

 

 

 

Dalla palestra alla dietologia, tutto muscoli artefatti ed integratori droganti

 

Il farmacista dr Alberico Lemme da Desio presso Milano, ne sta facendo di strada.

Deve possedere sicuramente delle qualità strabilianti.

Si è preso una laurea in farmacia a 40 anni, dopo che gestendo una palestra di body building e culturismo, ha imparato a rifilare integratori, ormoni e proteine per far ingrossare i muscoli artificialmente a molti giovani  imprudenti e sbadati (è risaputo infatti come i muscoli buoni si creino solo lavorando e sudando all’aria aperta, e non certo in modo artificiale e parassitario entro i muri delle palestre).

 

Il teorico rivoluzionario che mette a soqquadro tutte le concezioni mediche ed antimediche

 

Ed ora si sta proponendo al grande pubblico italiano come guru della forma fisica, come mago della linea snella che non dice di no a nessun cibo carneo e a nessuna bevanda stramba, purchè ci si astenga dal sale e dallo zucchero.

Come teorico rivoluzionario che mette a soqquadro tutte le concezioni mediche e non mediche, naturalistiche e non-naturalistiche.

L’atomo? Un’invenzione. Le molecole, anche.

Da quando in qua la frutta e la verdura hanno vitamine, enzimi e minerali?

Non facciamoci ridere. Non contengono un bel nulla, all’infuori di stupide fibre, di banale acqua e di zucchero che frega e ingrassa.

 

Il colesterolo? E’ causato non dalla carne ma dalle troppe verdure e dalla frutta!

 

Gli italiani obesi? Sì, lo sono perché sono irrazionali e legati alla porcheria verde.

Il colesterolo infatti è causato dalle troppe verdure e dalla eccessiva frutta che consumano.

Le vere vitamine si trovano nelle pasticche sintetiche, come i veri minerali si trovano negli integratori.

I colori? Nessuno nega la loro importanza. Basta stare alla larga dal verde, dal giallo e dal violetto.

Bianco a volontà, e sta nel latte.

Rosso a fiumi. E sta nel sangue.

Nero a ondate. E sta nel caffè.

 

Nuovo percorso educativo oppure obsoleti concetti mescolati in un sinistro ed irresponsabile cocktail anti-uomo?

 

Valutare e radiografare la filosofia alimentare del dr Lemme è fatica sprecata.

Sarebbe come voler descrivere pazientemente il buon sapore dell’acqua sporca mista a liquami di fogna

Meglio prendere le frasi auto-elogiative che si leggono su Internet e commentarle in linea generale, non per timore di entrare nei particolari, ma per evitare il rischio di essere ancora più caustici ed al vetriolo.

Si parla di percorso educativo, mentre si tratta di improponibili incongruenze diseducative.

Si parla di nuova educazione alimentare in chiave biochimica, mentre si tratta di obsoleti concetti già percorsi malamente e tragicamente da gente sinistra come Stillman, Scarsdale, Atkins, D’Adamo, Sears, ed altri, tutti caratterizzati da ispirazioni non biochimiche ma anti-biochimiche ed antiumane.

Il dr Michele Allegri, pur essendo pure lui sulla stessa barca forata di Jenkins e Montignac, basata unilateralmente sugli inaffidabili indici glicemici, e quindi ignorando il dato molto più basilare della fluidità sanguigna e della rapidità insulinica, stronca su Internet il dr Lemme, accusandolo di essere bravo copiatore e di essere comunque indietro di 30 anni.

 

Non è vero che tutti i geni siano anche dei pazzi

 

Si parla di sito riservato solo a quegli allievi di Filosofia Alimentare che saranno in grado di utilizzare correttamente i consigli proposti (come dire credere ed obbedire ciecamente al nuovo guru divino di Desio).

Si parla di sana pazzia perché tutti i geni sono dei pazzi, mentre nemmeno questo è vero, visto che Pitagora, Leonardo, Marconi ed Einstein, tanto per citare alcuni geni dell’umanità, non erano affatto pazzi, per cui è possibilissimo che il dr Lemme sia pazzo ma non genio, salva la sua indubbia genialità nel vendere se stesso a quei disgraziati che gli crederanno (i creduloni e gli allocchi non sono merce rara a questo mondo).

 

Controcorrente, anticonformista, rivoluzionaria? Non facciamoci ridere.

 

Si dice che la dieta Lemme va controcorrente, mentre invece è indirizzata nella stessa esatta direzione della corrente, ma a velocità triplicata, per cui all’oscenità ubiquitaria del mangiare carne e bere caffè, si affianca la triplice oscenità del mangiare triplice carne e bere triplice caffè.

Si dice che è rivoluzionaria ed anticonformista, mentre non c’è nulla di più conformista e reazionario delle trovate Lemme sulla dieta.

Chi ci procura il voltastomaco però non è il dr Lemme personalmente, al quale anzi diciamo grazie per il suo eclatante cattivo esempio.

Non tutto il male finisce per nuocere, dice il proverbio.

E, alla fine, questo episodio offrirà ulteriori motivi al grande pubblico per studiare e riflettere sull’argomento salute e sull’argomento obesità.

Chi ci fa davvero orrore è la televisione di stato che ha ospitato questo blitz e questa carognata mediatica.

 

Metodo per persone di larga taglia e di piccola conoscenza del corpo umano

 

Si dice che, con la dieta Lemme, più si mangia e più si dimagrisce, ed è in questo caso parzialmente vero, solo che non si finisce e non si completa il ragionamento.

Non si puntualizza che qui si perde peso e si perde pure la salute, e che si dimagrisce in entrambi questi valori.

Si afferma piuttosto che è un metodo per persone di larghe vedute e prive di preconcetti, mentre è invece vero l’esatto contrario.

Ossia che si tratta di un metodo per persone di larga taglia e di piccola conoscenza del corpo umano e delle leggi naturali.

 

Un testo che scardina i dogmi della dietologia medica

 

Il testo di Lemme  L’uomo che sussurrava ai ciccioni i segreti della filosofia alimentare, viene presentato come libro rivoluzionario che scardina tutti i dogmi della dietologia medica, e svela le nuove verità della biochimica alimentare.

Scardinare i dogmi della dietologia medica è cosa ben facile e banale, caro dr Lemme.

Non servono certo le speciali prestazioni di un guru.

Gli stessi medici sono ormai sufficientemente edotti sulle loro maggiori magagne.

 

 

Un libro che si presenta come autentica rivelazione

 

Quanto allo svelare nuove verità, lei deve essere dotato di uno spiccato senso della comicità.

Il suo libro è senz’altro una rivelazione.

Il suo libro svela davvero il livello infimo a cui è precipitato questo paese.

Il livello di degrado culturale e scientifico cui è pure giunto il mezzo televisivo di una nazione che è divenuta davvero non più la mente e il cervello, non più il gusto e lo stile, ma lo stivale del mondo, l’estremità sudata e malconcia, la parte che ragiona di meno, sceglie e propone di meno.

 

Non un fatto casuale ma una sceneggiata ben ponderata e pianificata

 

Il teatro inscenato l’altra sera a Porta a Porta, non può essere un fatto casuale, o il prodotto di una disattenzione.

Sappiamo benissimo quanto costi ogni minuto della televisione di stato, soprattutto durante i picchi di ascolto.

Stimiamo il dr Bruno Vespa come persona equilibrata e trasparente.

Ma nessuno verrà a raccontarci che il teatro in oggetto non sia stata una cosa ben ponderata e ben pianificata.

Credere il contrario, sarebbe come pensare che Vespa avesse chiamato per un dibattito sulla giustizia un esponente della banda di Al Capone da un lato, e un contraltare moderato tipo un quasi-pentito di Cosa Nostra dall’altro.

 

Nonostante tutto, il dr Calabrese resta una persona preparata e brillante

 

Nonostante molte dure critiche (vedi tesina Tigre di carta) ed ironiche frecciate contro il dr Giorgio Calabrese, nella sua nota veste di commentatore nutrizionista ufficiale della televisione, sono anche un suo estimatore, poiché lo ritengo una persona preparata, carica di nozioni e di concetti, nonché dotata di doti oratorie non comuni.

L’unico difetto che gli ho sempre riscontrato è la sua militanza, non certo gratuita, nel sistema agroalimentare italiano ed europeo, il suo legame troppo evidente con gli sfrutta-bestiole e gli accoppa-animali di questo pianeta.

Diciamo pure che ho tuttora molte perplessità sulla sua coerenza.

Sarei più che felice se mi smentisse, e se si schierasse un giorno con decisione dalla parte giusta.

Non si vive di solo danaro in questa breve vita.

 

Un dr Calabrese nuova versione? Una pecorella smarrita che ritorna all’ovile del salutismo vero?

 

Ultimamente, pare aver cambiato di molto i suoi toni.

Sarà poi vero?

O è la famosa rondine che non fa Primavera?

Mi auguro che sia vero.

Mi auguro che si sia convertito.

Sarebbe un’eccellente pecorella smarrita che ritorna all’ovile.

Così continueremo tutti a vederlo in televisione, e a sentirlo dire finalmente cose sensate e utili a una popolazione italiana che ha urgente necessità di essere rieducata, però nella giusta direzione e non in altre.

 

 

Un successore adatto al sistema, alla Porco-Bovino-Farmaco-Economia, al Codex Alimentarius

 

Bisognerà vedere poi se un Calabrese nuova versione farà comodo agli sponsor televisivi.

Molto più indicato un tipo alla Lemme, magari meno pazzo ed esagitato di lui, o magari qualcuno della stessa razza, da selezionarsi tra i suoi seguaci e sostenitori, che sia più presentabile e più moderato, ma che dica suppergiù le stesse cose.

Ovvero le cose che servono al sistema, alla Porco-Bovino-Farmaco-Economia, al Codex Alimentarius.

L’importante era rompere il ghiaccio.

Ora la corsa al successore di Calabrese è già avviata.

 

Un caso di sballo totale

 

Portare in televisione, ovvero di fronte all’Italia intera, ed anche al mondo, una dieta di questo genere, non è cosa da tutti.

Non è nemmeno cosa da manicomio.

I matti tipici, sia quelli delle tipiche barzellette che quelli delle camicie di forza, dicono tante cose sensate, e poi magari cadono nell’assurdo e nel ridicolo su un punto chiave conclusivo, che genera il lato comico della questione.

Ma nel caso della dieta Lemme lo sballo è totale, dal primo all’ultimo istante.

E non si trovano motivi validi per sfogarsi con una sghignazzata liberatoria.

Troppo gravi e impregnati di sofferenza e di lutto i pericoli concreti insiti nella sua paradossale teoria.

 

Ecco la dieta tipica secondo il dr Alderico Lemme

 

     Tacchino a colazione, più caffè (sottinteso più sigaretta, più DietCoke che contiene pure caffè).

     Spuntino con un limone a spicchi, più the.

     Filetto a pranzo, più caffè (sottinteso più sigaretta, più DietCoke che contiene pure caffè).

     Pesce spada a cena, più caffè (sottinteso più sigaretta, più DietCoke che contiene pure caffè).

 

Dopo due giorni si cambia come segue:

 

     Pasta olio-peperoncino a colazione, più caffè (sottinteso più sigaretta, più DietCoke).

     Spuntino con un limone a spicchi, più the.

     Petto di pollo a pranzo, più caffè (sottointeso più sigaretta, più Diet Coke).

     Sogliola a cena, più caffè (sottinteso più sigaretta, più DietCoke).

 

Dopo altri due giorni si varia ancora:

 

    Carciofi a colazione più caffè (sottinteso più sigaretta, più DietCoke).

    Spuntiono con un limone a spicchi, più the.

    Fiorentina a pranzo, più caffè (sottinteso più sigaretta, più DietCoke).

    Orata a cena, più caffè (sottinteso più sigaretta, più DietCoke).

   

 

Immaginiamo manica larga con sigarette, Diet Coke e integratori, anzi ne siamo certi

 

D’accordo, abbiamo aggiunto di nostra iniziativa la sigaretta e la DietCoke, ma non a caso.

C’è da chiedersi come i disgraziati consumatori di tale dieta macellofila riescano mai ad ingerire il tutto, senza sale e senza zucchero, senza l’ulteriore sostegno cardiaco provvisorio della sigaretta e delle bollicine caffeinizzate, a copertura della grande sete prodotta dai cibi carnei e cotti.

Anche senza tali sottintesi, la dieta sarebbe ugualmente demenziale, per una serie di motivi.

Un’altra cosa che resta sottintesa è quella delle stampelle biochimiche.

Siccome nella frutta e nella verdura non esistono micronutrienti secondo questo chimico di Desio, stile Frankenstein, bisognerà prevedere un forte ricorso a vitamine sintetiche, a integratori minerali, a coenzimi Q10, a ormoni ed eparine, e ad altre sconcezze chimiche di tale genere.

Questi sì che sono i veri colori della natura.

Pasticche verdi a colazione, gialle con lo spuntino, blu a pranzo, rosse a merenda e arancione a cena.

 

Come morire magri ma appestati di putrefazione, ed intasati di muco ed uricemia

 

Come si faccia ad imbastire una trasmissione su un elemento di questa portata e su proposte dietologiche di questo livello, non riesco a capacitarmi.

O il dr Bruno Vespa era totalmente assente con la mente, o è anche lui servo della gleba, costretto ad accettare quello che gli passa il convento.

Il titolo di tale trasmissione poteva essere non Lotta alla ciccia o qualsiasi altra denominazione usata, ma piuttosto Come morire magri ma appestati di putrefazione ed intasati di muco ed uricemia entro 6 mesi.

Niente male per un paese che sta soffrendo la peggiore emergenza salute della sua storia, col 46% della gente sovrappeso ed obesa, coi ragazzi che non riescono più nemmeno a sedersi comodamente sulle seggiole normali ma sottomisura delle aule scolastiche.

Niente male per un paese nel quale 1 su 3 muoiono di cancro e di cardiopatia sugli stessi livelli del paese-guida, del paese più malato al mondo che si chiama Stati Uniti d’America.

 

Lotta alla ciccia o lotta alla vita? Dieta dimagrante o dieta scassa-uomo?

 

Lotta alla ciccia?

No, caro dr Lemme.

Questa è lotta alla vita. Lotta alla vita degli animali che già subiscono indescrivibili ed intollerabili ritmi di sfruttamento e di massacro.Lotta alla vita ed alla salute dei disgraziati che avranno la ventura di cadere nelle fauci di una dieta oggettivamente malandrina e scassa-uomini.

 

Diffusione e venerazione della frutta e della verdura nel mondo antico

 

Frutta e verdura di tutte le specie, erano diffuse e venerate nell’Asia Minore, in Egitto, in Palestina e nella Grecia Antica.

Tutto questo prezioso retaggio passò alla Civiltà Occidentale mediante Roma Antica.

Non solo sulle mense imbandite degli imperatori, ma anche su quelle più modeste del popolo, la frutta e la verdura cruda abbondavano, erano ospiti regolari e graditi.

Non mancavano illustri medici del tempo, come Celso e Discoride, e letterati, come Catullo, Columella ed Orazio, che decantavano le qualità delle mele, dei melograni, delle albicocche, dei datteri, dei corbezzoli, dell’uva e di tutte le delizie colorate che crescevano sugli alberi di allora, o che spuntavano dalle zolle.

 

Il crollo dell’impero e la disintegrazione di orti e frutteti.

Ripristino di orticoltura e frutticoltura grazie agli ordini monastici a partire dal XV secolo.

 

Un durissimo colpo subì tutta la frutticoltura e tutta l’orticoltura con la disgregazione dell’Impero Romano e, per quasi un millennio, gli unici frutti e le uniche verdure disponibili, furono quelle che si trovavano ai margini dei boschi, dei fiumi e dei ruscelli.

A partire dal XV secolo, grazie soprattutto al lavoro dei grandi ordini monastici, notevoli estensioni di terreno vennero bonificate e messe a coltura.

I frutti e le verdure ricominciarono ad essere profumati e gustosi, e ridivennero una componente centrale ed indispensabile della dieta, soprattutto con l’aggiunta del mais, della patata e del pomodoro.

La crescente diffusione dell’olivo e degli agrumi completò il quadro.

 

La basso-proteica e quasi-pitagorica Dieta Mediterranea

 

A qualche americano che girava dalle nostre parti venne l’idea di coniare il modo semplice, naturale e ancora pitagoricamente basso-proteico di alimentarsi delle genti italiche, col termine Dieta Mediterranea, come contrapposizione alla dieta grassa ed alto-proteica dei bisteccofili americani, causatrice di cancro e cardiopatia a livelli epidemici.

Tutto questo discorso valeva fino agli anni 70, quando l’Italia cominciò ad inseguire il sogno americano.

Era una specie di proseguimento di quella rincorsa del povero al cibo del ricco.

Rincorsa cominciata 200 anni prima quando il popolino degli stati europei volle scimmiottare gli usi e i costumi alimentari dei rispettivi sovrani, poco importa se essi erano notoriamente preda esclusiva della putredine reale (nome con cui veniva allora definito il cancro).

 

Dalla putredine reale della vecchia Europa alla putredine democratica degli USA

 

La putredine reale della vecchia Europa divenne poi putredine democratica americana, al punto che il presidente Nixon lanciò 30 anni fa la sua famosa guerra al cancro, persa poi clamorosamente su tutti i fronti.

Oggi l’Italia ha concluso in modo positivo la sua rincorsa, al punto di contendere all’America diversi primati.

La Campania è all’avanguardia mondiale in fatto di obesità giovanile, battuta solo dai disgraziati indiani Pima dell’Arizona.

Il resto d’Italia non sta affatto meglio di Napoli e dintorni.

 

La putredine populistica nostrana

 

La putredine democratica americana, cioè il cancro, è diventata oggi putredine popolare, parlamentare ed  extraparlamentare, ovvero populistica di questo paese, dove non si sono fatte guerre di alcun tipo alla carne ed al cancro carne-latte-derivato, ma solo sperticate lodi e vergognosi appoggi ministeriali, governativi e presidenziali, senza soluzione di continuità, come abbiamo potuto testimoniare di persona nelle scorse settimane in occasione della cosiddetta peste suina, con premier e ministri pronti ad ingozzarsi in pubblico di prosciutti e mortadelle.

 

L’aggancio subalterno e coloniale con l’America ed i frigoriferi usati come succursali del macellaio

 

Diciamo pure che il dopoguerra e l’aggancio subalterno e coloniale con l’America (giusto e logico visto che l’Unione Sovietica non avrebbe comunque offerto nulla di meglio), ha prodotto effetti devastanti simili a quelli della caduta dell’Impero Romano.

I frutteti e gli orti non sono scomparsi come a quei tempi, ma sono diventati obsoleti e trascurati, con la frutta lasciata spesso marcire sugli alberi.

Coi macelli sempre più attivi e sempre più sul palmo della mano.

Coi frigoriferi (che un tempo nemmeno esistevano, ed era alla fine una fortuna per la salute) usati come celle macellatorie private, come piccole succursali del salumiere e del bisteccaio.

 

La popolazione che arranca e sbuffa non genera pietismi, ma ulteriori bastonate

 

Ma tutto questo evidentemente non basta.

La popolazione che arranca e sbuffa, e che già si porta la pesantissima croce del cancro, del diabete, dell’obesità, della medicalizzazione selvaggia sulle spalle, non impietosisce e non intenerisce nessuno.

Bisogna sfruttarla e bastonarla ulteriormente.

Ecco che dietro l’angolo fa capolino l’ultima sorpresa della serie, il Codex Alimentarius di cui tutti parlano.

Ecco gli OGM, ecco i piani per la triplicazione dei macelli, ecco i farmaci ed i vaccini su basi mensili ed anche settimanali.

Ecco le macchine mammografiche installate su furgoni mobili, per andare a caccia di clienti ottuse e spaventate anche nei paesini più sperduti della campagna, in modo tale che non ne scappi nemmeno una.

 

Ecco finalmente il nostro uomo nel settore nutrizione

 

Ed ecco il nutrizionista di grido. Non più Calabrese ma Lemme.

Quello che risolverà finalmente i drammi di una mezza Italia che sguazza nel proprio grasso.

Quello che garantisce riduzione dell’adipe senza far contrarre i consumi di maiale e di manzo, di pollo e di pesce azzurro.

Quello che garantisce snellezza di breve periodo e aggravamento malattia dopo pochi mesi, e quindi maggiori vendite ai produttori di farmaci, di integratori e di vaccini.

Ecco il nutrizionista ideale per la Bayer, la Glaxo, la Pfizer, la Manzotin, la Simmenthal, la Philip Morris, la Kraft, i vari marchi del caffè, le cole, e tutto il resto.

Ecco l’eroe, ecco l’esponente, ecco la carta giocata dal Codex Alimentarius.

 

Intanto facciamo capire agli italiani, e soprattutto alle italiane, che con trippa e tacchino si può calare di peso

 

Troppo pazzo?

Poco importa,

Se si brucia anzitempo sono affari suoi.

Ne abbiamo altri pronti ad immolarsi sull’altare della macellazione.

Intanto facciamo capire ai grassoni, cioè a mezza Italia, che con le trippe e il tacchino si può anche calare velocemente di peso, cosa che non hanno ancora imparato, nonostante le prediche di Robert Atkins, morto precocemente di cancro-cardiopatia grazie al suo infallibile sistema.

 

E’ sciocco chiedersi il perché, il cosa serve ed a chi serve un blitz del genere?

 

Il dr Bruno Vespa è troppo intelligente per barare.

Non riesco a pensare che la sua trasmissione sia stato un incidente.

Il teatro inscenato col dr Lemme non può essere una svista o uno sgorbio televisivo.

E’ sciocco forse chiedersi  Cui Prodest?

 

Capisco le discriminazioni contro vegani, veritieri, e naturalisti

 

Capisco che i dietologi vegetariani e vegani siano visti come fumo negli occhi da tutti gli sponsor noti e occulti delle televisioni.

Capisco che le verità concrete e dimostrate scientificamente causino imbarazzo, disturbi commerciali a monte e persino disagio a valle tra i consumatori coinvolti nell’indecoroso gozzovigliare tra salme e cadaveri di animali di ogni specie.

Capisco che insegnare alla gente a mandar via il grasso sicuramente e senza drammi sia sconveniente.

Capisco che insegnare alla gente che il segreto della salute sta tutto nell’eliminare la febbre interna gastrointestinale, e quindi mangiando frutta e verdura crude ed eliminando la carne, come sostenuto dalla cordata storico-salutistica Priessnitz-Kneipp-Kuhne-PadreTaddeo-Manuel Lezaeta-Luigi Costacurta, faccia tremare certe industrie.

 

Capisco tabù e divieti riguardanti  Arnold Ehret, Herbert Shelton e l’Esperimento Cambridge2000

 

Capisco che insegnare alla gente che la lotta alla acidificazione ed al muco sullo stile del dr Arnold Ehret possa mandare in coma i patiti del latte-carnivorismo.

Capisco che rivelare agli italiani la storia completa dell’igienismo naturale americano, e la realtà delle cliniche che guariscono ogni tumore con l’uso del digiuno, dell’acqua distillata e del crudismo vegano, senza farmaci, senza integratori, senza bisturi, siano cose tabù e vietatissime.

Capisco che aprire gli occhi agli obesi d’Italia sull’esperimento medico di Cambridge, e sulla necessità assoluta, per loro prima che per gli altri, di fare 5 pasti completi di sola frutta al giorno, intercalati da pranzo e cena superleggeri a base di verdure crude, sia oltremodo salubre e preventivo, anti-tumore,

anti-cardiopatie ed anti-ictus, e perciò  pericoloso.

 

La firma di una intelligence sovranazionale

 

Capisco che il business della mortadella e delle carni sciolte ed in scatola, che il business del latte e dei formaggi, che il business del the e del caffè, che il business delle bevande gassate e della Coca-Cola, siano tutti intoccabili.

Capisco che spiare alla gente che i dati sull’IG (indice glicemico) degli alimenti servono ben poco per valutare l’impatto-diabete, e che è invece fondamentale per tutti avere un sangue pulito e scorrevole che faccia arrivare l’insulina in tempo a contrastare l’eccesso glicemico, e non in regolare ritardo, come avviene nella maggioranza delle persone cariche di sangue denso e ad alta presenza B12, diagnosticate stupidamente diabetiche senza esserlo.

Ma per portare un biochimico stile Frankenstein in una trasmissione top come la tua, caro Vespa ci vuole davvero un’opera di infida ed iniqua preparazione.

Ci vuole la firma precisa di una intelligence sovranazionale.

 

Dimagrire veloce e corretto, senza  ricadute e senza compromessi con la salute, è facile

 

Via il grasso velocemente, senza problemi e senza compromessi con la salute?

E’ oltremodo facile. Ma occorre fare le scelte giuste, non quelle demenziali della dieta Lemme.

Né quelle semi-demenziali di tutte le diete dimagranti in circolazione.

 

L’indispensabile recupero di funzionalità del sistema, il ripristino dell’equilibrio termico

 

Nessuna dieta dimagrante al mondo è in grado di aiutare gli obesi, se non il ripristino integrale della funzionalità del loro sistema, se non il recupero dell’equilibrio termico (37°C di temperatura sia nelle viscere che sulla pelle, verificabile non col termometro sotto l’ascella ma con la conta delle pulsazioni cardiache al polso, che per un adulto devono essere in stato di riposo sui 70 battiti/minuto), se non l’eliminazione di ogni fenomeno putrefattivo gastrointestinale, se non l’adozione di un’alimentazione conforme al disegno del corpo umano, e dunque priva di tutte le cose orrende ed ammalanti proposte dall’improvvisato ed incompetente nutrizionista di Desio.

 

Purificazione e ripristino in salute di un corpo in stabile peso-forma, o strozzamento e rovina definitiva di un corpo dimagrito ed ultra-avvelenato, pronto comunque a rigonfiarsi?

 

Un adeguato digiuno purificatore ad acqua distillata, oppure ad acqua distillata e limone, fuori tutto il grasso incluso i veleni immagazzinati nel medesimo, fuori la tossiemia, e una ripresa veloce a base di cibi crudi e intelligenti a volontà.

Affamare invece il corpo, bloccandogli ogni sorgente di carboidrato, ed ingozzandolo di proteine non assimilabili, significa dimagrirlo velocemente (i primi 5-10 kg vanno fuori comunque veloci trattandosi di sola acqua e non di adipe), ma apportandogli pure una formidabile massa di autointossicazione e di veleni, strozzandone ogni funzione nutritiva-pulitiva, anabolica-catabolica.

Il metodo Lemme, infatti, cura e manda via con metodi innaturali, insostenibili e tipicamente medico-allopatici, il sintomo che è l’obesità, senza preoccuparsi di fare la sola cosa fondamentale, ossia colpire la malattia che ha causato l’obesità stessa.

 

Che serve dimagrire, e trovarsi di fronte al dilemma di rigonfiarsi o finire in una bara?

 

La carenza di vitamine e minerali viene temporaneamente compensata solo dagli effetti stimolatori e droganti, dagli effetti-sberla degli integratori.

L’uso del caffè e del the, ed eventualmente delle DietCoke e delle sigarette, offre un temporaneo sostegno al cuore stressato, che si trasforma ben presto in midiciale dipendenza, oltre che in aritmia, uricemia, artrite e gotta generalizzata.

Alla fine uno può pure ritrovarsi snello, temporaneamente e per poco.

Ma a che serve dimagrire, per ritrovarsi drogato al massimo, sofferente al massimo, e pronto a riallargare le proprie viscere con bevande varie, a ripagarsi e riconcedersi ogni repressa nostalgia per il carboidrato,  riprendendo tutto il grasso più gli interessi, o a resistere e stringere i denti in modo eroico, per finire precocemente in una bara?

 

autore dell’articolo: Valdo Vaccaro –  Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)
                                                                –  Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)
l’autore si assume pienamente la responsabilità di ogni contenuto
(C) MedicinaNaturale.biz – sito web del network DAPHNE LAB