L’ACQUA A ZERO, I FARMACI ALLE STELLE E GLI ASINI AL POTERE

Prima l’aria e poi l’acqua  

Si usa dire che il primo cibo è l’aria soleggiata, e che il secondo, immediatamente dopo, è l’acqua.

Mescole semplici e basilari che assorbiamo sia al nostro interno che mediante la pelle, e che sono indispensabili per la nostra sopravvivenza.

Il giorno in cui gli abitanti del pianeta Terra verranno trovati tutti morti e stecchiti, e circondati da enormi sciami di mosche e zanzare tigre, da miriadi di topi, ragni, scorpioni, scarafaggi e formiche rosse dalle dimensioni quadruplicate, qualcuno scatterà delle foto e prenderà degli appunti.

Saranno gli alieni in perlustrazione spaziale che, atterrati con le loro navette e messo piede dalle nostre parti, scopriranno, strumenti di analisi alla mano, che a mettere fuori combattimento una volta per sempre l’umanità e la fauna animale, coi grossi mammiferi in prima istanza, è stata proprio l’acqua.

Come atto di pietà, pianteranno un cippo con scritto: Pianeta Terra, ex-sito dell’homo sapiens, distrutto, sterilizzato e desertificato dall’avvelenamento dell’aria e delle acque, dai farmaci, dai vaccini, dai prodotti chimici, dalle creme, dai profumi, dai biodetergenti, dai diserbanti e dai fertilizzanti sintetici.

 

Dalle acque chiare del Petrarca a quelle schiumose e rivoltanti dei nostri giorni

 

A mandare al KO la razza umana e gli animali domestici, selvatici e di allevamento, sarà l’acqua.

Le acque interne, quelle che rappresentano il 70 percento del peso totale di ciascuno di noi, e le acque esterne, quelle delle nuvole e della pioggia, quelle dei rigagnoli e delle falde, quelle delle paludi e dei fiumi, quelle delle sorgenti e degli acquedotti, quelle delle bottiglie e dei rubinetti.

Ovvero le acque che il nostro Francesco Petrarca (1304-1374) chiamava chiare, fresche e dolci, ai tempi del Doce Stil Novo, non solo perché vi si specchiava l’immagine conturbante della sua troppo amata e mitizzata Laura, ma anche perché a quei tempi le acque del pianeta Terra erano davvero pure, affidabili e rinfrescanti, come Dio le aveva create.

Acque che, 700 anni dopo, stanno assumendo aspetti, sapori e formule chimiche totalmente nuove, dove al colore cristallino e trasparente sono subentrate le schiume strane e i residui oleosi del petrolio, dove il profumo di bosco e di ciclamino è stato sostituito dagli aberranti miasmi degli scarichi industriali e del prodotto chimico-farmaceutico, gli acri fetori dei milioni di ettolitri giornalieri di sangue che gli accoppa-animali continuano imperturbabili a versare nelle falde acquifere del globo, mentre le urine e gli escrementi vengono ormai riciclati e recuperati, dopo che la FDA ha sancito il diritto di arricchire il latte bovino con la melammina entro i limiti dei 2,5 mg/kg.

Un dramma in pieno atto, coi PPCP al centro della scena

 

 

Il dramma non si è ancora totalmente compiuto, ma è tuttora in pieno svolgimento.

Nelle forniture idriche del pianeta, incluso i corsi d’acqua e i bacini marittimi, e conseguentemente nelle nuvole e nelle precipitazioni piovose, grandinose e nevose, si annidano i peggiori veleni possibili ed immaginabili.

Oltre ai farmaci, sempre più diversi, sempre più super, sempre più pericolosi, si riscontra in esse un altro gruppo di sostanze chimiche, di prodotti per l’igiene personale e la cosmesi, creme idratanti e creme solari, bagni schiuma e shampoo, cosmetici e disinfettanti, colliri e dentifrici.

L’assieme di queste sostanze bestiali (prodotte dalla bestia sado-masochistica uomo e non dagli animali), viene denominata con la sigla PPCP (pharmaceutical and personal care products).

Me lo segnala l’amica e preziosa collaboratrice, studiosa di Medicine Alternative, Barbara Ciucarilli, che ringrazio e ammiro, girandomi un documento della GetWell International, da cui traggo informazioni tra l’inquietante e il catastrofico, sperando che chi sta in rilassante vacanza al bel sole di agosto, non imbatta nella mia tesina e guasti la sua serenità balneare.

 

Quando la pulizia e l’esteriorità rovinano la salute e l’ambiente

 

E’ ormai accertato come queste sostanze micidiali, e acerrime nemiche della salute, interferiscano col sistema endocrino, con quello neurologico, con quello respiratorio e con quello immunitario.

Il mito della pulizia esteriore (non certo di quella interna dell’organismo e di quella ancor più intima dell’anima, che non interessano a nessuno), è stato instillato per anni in modo addirittura feroce.

Il mito della disinfezione, della sterilizzazione, della guerra alla malattia e al microbo, del lavaggio biologico a fondo, del bianco che più bianco non si può, del profumo e dell’acqua di Colonia, della cipria e del gel, del borotalco e del belletto, hanno spopolato per troppo tempo per sperare in un improvviso cambio di tendenza.

Si profumano ormai anche gatti e criceti. I cani no, per loro e nostra fortuna.

Solo perché essi odiano a morte i prodotti chimici e particolarmente i micidiali deodoranti, che gli impedirebbero di essere se stessi, di annusare ogni cosa, di riconoscere il padrone, di ritrovare la gente sotto le valanghe o sotto le case distrutte dai terremoti.

 

All’insegna del travisamento e della sofisticazione, all’allontanamento dalla realtà naturale

 

Sudore, cacca e urina da nascondersi rigorosamente.

Cellule umane da ignorarsi del tutto, in quanto generatrici dei virus.

Spavento e schifo di se stessi all’ordine del giorno, grazie ai monatti ed agli untori del terrorismo batteriologico e virale.

Letame odoroso nei campi non più, ma fertilizzanti chimici e prodotti OGM sì, possibilmente a ruota libera.

Preservativi e spray, antisettici e colluttori, mascherine e scafandri, sono materiale d’obbligo nei rapporti intimi tra le persone, diventati ormai ardue imprese di coraggio e di irresponsabile testardaggine, di spregio del rischio o di estrema devozione all’irresponsabile erotismo, o alla innata spinta sacrificale verso la propagazione della specie.

 

 

 

 

A lezione di sesso da Napoleone Bonaparte e da Re Carlo

 

Non sono più i tempi del grande Napoleone Bonaparte che, sia alle sue mogli che alle sue amanti occasionali, imponeva  rigorosa astensione da ogni bagno e da ogni doccia, se davvero gradivano sperimentare le sue mitiche arti amatorie, a quel tempo più ancora famose delle sue strategie militari.

In ogni donna, il piccolo ma grande corso, cercava di carpire ogni umore ed ogni profumo personale e da bravo intenditore, ne sniffava ogni dettaglio.

Aveva imparato dal suo antico predecessore Re Carlo V che, tornato dalla guerra, si lamentava con

E’ mai possibile porco di un cane che le avventure in codesto reame, debban risolversi sempre con grandi puttane, lagnandosi pure delle condizioni economiche.

Anche sul prezzo c’è poi da ridire, ben mi ricordo che pria di partire v’eran tariffe inferiori alle tremila lire.

Fabrizio De André, si dimenticò di aggiungere che Re Carlo prendeva le donne come stavano, mandandole in bagno solo alla fine, rigorosamente dopo la deliziosa scaramuccia sessuale.

Erano tempi in cui la Hatù si chiamava al limite retromarcia, i colluttori erano l’ acqua di fonte e i dentifrici si identificavano con le foglie di salvia.

 

I farmaci e i vaccini restano sempre il prodotto più pericoloso

 

Tra tutti i PPCP, i farmaci e i vaccini sono ovviamente le mescole più pericolose.

Sino al 90 percento, di ciascuna sostanza farmacologica introdotta nell’organismo, viene espulso del tutto inalterato, oppure disgregato in un metabolito attivo, per poi finire nella rete fognaria e infine in quella idrica, tornando ben presto nel nostro rubinetto in cucina, nella nostra doccia, nel nostro intestino e nella nostra ricettiva epidermide.

La stessa cosa più o meno succede a tutte le altre sostanze che l’incuria, l’ignoranza, la superficialità e la dissennatezza umana, continuano ad immettere nel circuito idrologico terracqueo.

 

Una gara continua a chi inquina di più

 

Fra i principali responsabili del sovraccarico PPCP vi sono gli ospedali e gli studi medici, gli allevamenti e le cliniche veterinarie, le macellerie e le fabbriche di prodotti chimici, di materie plastiche e di vernici.

Vanno pure ricordate, come fonti ed oggetti di inquinamento i farmaci non utilizzati, generalmente scaricati nel gabinetto di casa, le perdite da fosse settiche guaste, gli scarichi di impianti di depurazione liquami. Per non citare poi gli enormi veleni prodotti dall’agricoltura marcia e bacata, intesa a fini cerealicoli e di macellazione bestiame, basata su pesticidi e fertilizzanti chimici, su antibiotici ed ormoni per lo sviluppo ultrarapido di pennuti e quadrupedi in cella. Ed anche quelli delle industrie pericolose che scaricano spesso i propri rifiuti tossici in fiumi, rigagnoli e torrenti.

Le nostre stesse abitazioni sono normalmente dotate di uno stanzino adibito a deposito di detersivi, ammoniache, alcol, insetticidi, mentre i nostri impianti di riscaldamento, accoppiati ai motori dei nostro veicoli, completano il quadro della situazione.

 

I grandi incontri, le lettere di intenti, e mai un risultato

 

A livello politico internazionale si parla di effetto serra causato da certi prodotti spray e dalle emissioni di fumi da parte di certe industrie, ma nessuno va a fondo al nocciolo del problema.

Incontri ed incontri a ripetizione. G8, G10, G12 e G20, lettere di intenti, promesse, speranze e mai un risultato.

Nessuno tocca ad esempio il tasto dolente del carnivorismo sfrenato che comporta uno spreco enorme di risorse e un tasso insostenibile di inquinamento.

 

Un problema gravissimo, ignorato e misconosciuto per decenni.

L’uomo che, di fronte al pericolo, si comporta esattamente come lo struzzo.

 

E’ lecito supporre che la presenza di PPCP nelle forniture idriche non sia un accadimento nuovo ma un fenomeno rimasto, per distrazione o per calcolo, misconosciuto per decenni.

L’uomo ha fatto esattamente come lo struzzo che, di fronte al pericolo, infila la testa sotto la sabbia.

Le attuali conoscenze in merito sono dovute ai notevoli progressi delle conoscenze e ai più precisi strumenti di analisi a disposizione, che hanno consentito di individuare concentrazioni anche infinitesimali di sostanze estranee e pericolose contenute nell’acqua, nonché di valutare gli effetti perversi che tali sostanze producono sugli organismi acquatici (pesci, uccelli, rane, insetti) e sulla salute umana.

 

Nessun impianto di depurazione in grado di eliminare i PPCP

 

In realtà nessuno sa con esattezza in che modo queste miscele chimiche potrebbero alterare la nostra salute. Tuttavia esistono in proposito abbondanti indizi e terribili sospetti.

I PPCP, con ivi inclusi determinati superfarmaci destinati a regolare il sistema immunitario, presentano un potenziale distruttivo particolarmente alto.

Occorre aggiungere che nessun impianto di depurazione liquami esistente al mondo è predisposto per l’eliminazione dei PPCP.

Più che un messaggio tecnico, quello del dr Christian G. Daughton, scienziato dell’EPA (ente statunitense preposto alla tutela ambientale) sembra essere un urlo di disperazione.

 

La vera e unica soluzione c’è: farmaci e i vaccini in fondo al mare più profondo

 

La soluzione migliore esiste, caro Daughton, e l’ha pronunciata Oliver Wendell Holmes (1809-1894), celebre professore di anatomia e fisiologia ad Harvard, nonché fondatore della Supreme Court of Justice americana, e dunque non un cretino qualsiasi o un anti-americano da quattro soldi.

Se tutta la medicina venisse affogata e depositata in fondo al mare, con tutti i suoi farmaci e i suoi vaccini, sarebbe la salvezza per l’umanità e la rovina per i pesci.

Il fatto è che nella tua America vige la dittatura assoluta del farmaco e del vaccino, della Coca-Cola e della McDonalds, della Marlboro e della Pfizer, e che voi americani non riuscite più a saltarne fuori.

Il bello è che, invece di depositare sui fondali (o come minimo, per generosa misericordia, in pensione forzata) i briganti del farmaco e del vaccino, li mantenete al comando, e in fondo al mare finiscono i cittadini americani ed anche quelli del mondo intero, accomunati come sono dagli stessi asini e dagli stessi briganti.

 

L’incredibile sconcerto degli scienziati americani

 

Finora, le principali preoccupazioni riguardavano gli antibiotici e il dissesto del sistema endocrino, causate dagli steroidi sessuali naturali e sintetici.

Ma le vere conseguenze di tutti i PPCP sopra menzionati sono totalmente ignote, e rappresentano un  mastodontico problema ambientale emergente.

 

Per impedire o limitare l’afflusso di farmaci nelle forniture idriche si fa ben poco, e gli scienziati americani sono sconcertati non solo della portata del problema e dalla mancanza scandalosa di controlli sull’acqua, ma anche dalla scarsità di ricerche sulle conseguenze dei PPCP sulla salute umana.

Cari scienziati a stelle e striscie, c’è ben poco di che essere sconcertati.

Le ricerche costano. Nessuno fa ricerca se non sovvenzionato profumatamente.

In medicina la gran parte delle ricerche è sovvenzionata dalla Kraft Food (oggi Philip Morris), dalla Coca-Cola Corporation e dalla Pfizer, tutta gente che non ha alcun interesse a rivelare le magagne, ed è semmai fortemente motivata a nasconderle.

 

Quaranta fiumi tedeschi inquinati dai PPCP

 

In Europa la situazione è diversa.

La Germania è stata la prima a muoversi, rilevando la presenza di PPCP negli scarichi trattati e non trattati, nelle acque di superficie, in quelle di falda e in quelle potabili.

Le sostanze più comuni sono risultate essere i farmaci antinfiammatori, gli antidolorifici e gli anticonvulsivi, nonché gli ormoni derivati dai contraccettivi orali.

Campioni prelevati da 40 fiumi tedeschi indicarono la presenza di 31 diversi tipi di PPCP.

 

Antibiotici, statine ed ormoni negli acquedotti tedeschi e nei laghi svizzeri

 

Uno studio condotto da Thomas Heberer e Hans-Jurgen Stan, dell’Università Tecnica di Berlino, ha rilevato nelle forniture idriche di quella città la presenza significativa di antibiotici Ibuprofen, di statine anticolesterolo, di ormoni-estrogeni e di agenti chemioterapici, mentre il ricercatore Hans-Rudolf Buser, del Centro Federale Svizzero di Ricerca, ha riscontrato la presenza di farmaci anticolesterolo in diversi laghi svizzeri.

Alcuni scienziati britannici hanno stimato che in un solo fiume minore, a nord-est di Londra, confluiscono ogni anno più di una tonnellata di aspirine e una tonnellata di derivati della morfina.

 

I farmaci entrano nelle acque quasi interamente al 70-80 percento.

Come dire che sono le acque ad essere curate, guarite e medicalizzate!

 

Secondo Bent Halling-Sorensen, docente di chimica analitica presso la Scuola Reale Danese di Farmacia, una quantità variabile tra il 30 e il 90 percento degli antibiotici, assunti dalla gente, viene espulso regolarmente con l’urina.

Si può dunque stimare che, in media, il 70-80 percento dei farmaci totali somministrati nel mondo intero confluisca nell’ambiente. Il che è semplicemente spaventoso.

 

Gli ormoni che devirilizzano pesci e anfibi maschi, ed anche i maschi umani che se ne cibano

 

Gli ormoni-estrogeni sintetici vengono assunti da milioni di donne come contraccettivi, e anche dagli uomini per le cure del cancro alla prostata.

Queste sostanze interferiscono con i vulnerabili recettori ormonali delle creature viventi.

Uno studio canadese ha esaminato per 3 anni un lago incontaminato dell’Ontario aggiungendovi piccole contraccettive. Ebbene tutti i pesci e gli anfibi maschi del lago, dalle trote-maschio ai minuscoli girini, sono risultati colpiti da un forte processo di femminilizzazione.

Questo stesso esperimento è stato poi ripetuto in torrenti di tutto il mondo, e l’effetto è stato il medesimo.

Una costante e preoccupante diminuzione di spermatozoi nel seme umano

 

Non è un caso dunque che tutti i maschi del pianeta, in particolare quelli umani, siano affetti da una crescente e preoccupante riduzione delle loro caratteristiche virili.

Theo Colborn del WWF ha verificato da parte sua come il biosfenolo A, un componente della plastica, induca nei topi femmina una anticipata pubertà, cosa che suscita timori in relazione al cancro al seno delle donne.

Rispetto a un criceto, l’uomo inglese produce solo un terzo dello sperma.

Negli ultimi 50 anni i conteggi medi dello sperma in Inghilterra sono diminuiti di oltre la metà, da circa 160 milioni a 66 milioni di millilitri di seme.

Il sospetto è che si tratti di un fenomeno determinato anche dall’acqua contaminata con estrogeni.

 

La folle paura dei microbi, il Triclosan e l’acqua che diventa diossina

 

La medicalizzazione e il terrore per le malattie, per batteri e virus, porta a situazioni aberranti.

Una popolazione batterio-fobica utilizza ogni anno milioni di chili di Triclosan, un agente antimicrobico ad ampio spettro, derivato dall’erbicida 2,4-D, che viene pure usato come principio attivo in migliaia di prodotti antibatterici quali saponi, deodoranti, colluttori, spugne e detergenti per la casa.

I ricercatori dell’Università del Minnesota hanno scoperto che il Triclosan, sciolto nell’acqua esposta al sole, si trasforma in pericolosa diossina.

 

L’antidepressivo Prozac nei pesci e in chi li mangia

 

Nel 2002, negli USA soltanto, sono state dispensate 157 milioni di prescrizioni di antidepressivi tipo Prozac, Zoloft, Luvox e Seroxat/Paxil.

Varie ricerche hanno poi rilevato tracce di Prozac e altri depressivi nel fegato, nei muscoli e nel cervello di alcuni pesci (es. nel Bluegill fish) in Texas.

Tracce di Prozac sono pure state trovate in individui che non assumono Prozac ma consumano pesce.

Da rilevare che il Prozac contiene come principio attivo la fluoxetina, sostanza che causa dissesto della funzione tiroidea.

 

La pelle umana assorbe le sostanze inquinanti in modo molto più intenso e diretto del nostro apparato gastrointestinale

 

L’enorme gamma di farmaci continua intanto a diversificarsi ed aumentare, in concomitanza con la mappatura del genoma umano.

Ormai è un dato acquisito che le convenzionali tecnologie di trattamento dei liquami elimina assai scarsamente i residui di sostanze chimiche e i farmaci ivi presenti.

Il sistema di filtraggio a carboni attivi, e il trattamento con luce ultravioletta, sarebbero molto più efficaci, ma sono anche troppo costosi.

Da notare che la nostra cute assorbe le sostanze chimiche in modo passivo, e dunque in modo assai più intenso che tramite l’ingestione delle stesse. Pertanto, il problema di inquinamento delle acque non riguarda solo l’acqua da bere, ma anche quella usata per la doccia e il bagno.

 

 

 

 

Le interconnessioni e l’uomo che sta uno a valle dell’altro

 

In un mondo interconnesso ed interdipendente, niente di quello che facciamo esiste di per se stesso.

Le nostre scelte più comuni, nel caso in questione i farmaci che assumiamo e i prodotti per l’igiene personale che usiamo, possono avere conseguenze a lungo termine non solo per noi medesimi, ma anche per la gente ignara e per l’innocente fauna, cioè per le creature che vivono a valle.

E ognuno di noi vive a valle, rispetto a qualche altro.

 

Non essendo cliente della Bayer e della Pfizer, mi chiedo come le industrie chemio-farmaceutiche siano diventate la mafia più potente della Terra

 

Personalmente, non so nemmeno cosa siano l’aspirina, le statine, gli antidepressivi.

In vita mia sono stato forzato in un paio di occasioni, per casi di emergenza, ad assumere minime dosi di antibiotico, mentre qualche anestetico è inevitabile negli studi dentistici.

Per i prodotti di igiene personale uso acqua e sapone, nessuna crema e nessun profumo.

Ho dunque la coscienza abbastanza tranquilla.

Mi chiedo in ogni caso come possa accadere che le industrie chimico-farmaceutiche abbiano potuto diventare la mafia industriale più potente della Terra.

Non solo la licenza di imporre i loro schifosi prodotti alla popolazione, rovinarne la salute e l’economia, svuotando le casse dei rispettivi stati, ma anche la licenza di avvelenare impunemente le preziose acque comuni, senza che nessuno le metta in mora e in discussione, senza nessuno che ne cambi davvero i connotati e le faccia almeno temporaneamente chiudere.

 

Questa non si chiama Terra, ma Pianeta di Bengodi, se la ridono quelli di Big Pharma

 

Se questa non la dittatura dei demoni della chemio-farmacologia, mi si dica che tipo di regime è.

Il bello è che l’essere umano ha l’illusione e la pretesa di volersi autodefinire democratico, libero, sapiente e persino intelligente.

Crisi? Ma quale crisi. Non dite scemenze.

La crisi ce l’hanno gli incapaci e i deboli, gli sfigati e gli sgangherati, se la ridono quelli di Big Pharma, facendo ruotare con un dito il mappamondo e indicando i punti strategici nei quali stanno sviluppando i loro piani, i mercati nei quali stanno per realizzare i loro massimi profitti.

Questa non si chiama Terra, ma Pianeta di Bengodi, concludono sudati e trionfanti.

 

Tutte le aziende del farmaco in fibrillazione, coi turni di notte anche a Ferragosto

 

Stimolate dal loro martellante marketing, e dalle varie pesti scaglionate ad arte, dall’Aids al Papilloma, dall’aviaria alla suina, le aziende farmaceutiche sono le predilette dagli speculatori in borsa.

Sono quelle che, seguite con un minimo di competenza, ti fanno realizzare i più grossi profitti.

La GSK (Glaxo Smith-Kline) sta rinforzando le sue sedi su tutto il globo.

La Sanofi Aventis, la prima a beneficiare della peste coi suoi nuovi stabilimenti in Messico, ha già assorbito la Glaxo ID Biomedical, l’Astra-Zeneca Medimmune, la Acambis e la Aventis-Pasteur.

La Novartis ha assorbito la Chiron e la Pfizer ha inglobato la Wyeth.

I farmaci Tamiflu e Relenza  si stanno producendo a ritmo infernale, a milioni di dosi, per cui alla Roche ed alla GSK si stanno facendo i turni anche di notte, altro che estate e Ferragosto.

 

 

 

L’apoteosi della razza Ariano-Amerikana, e della rinata IG-Farben di hitleriana memoria

 

Assistiamo infatti al’apoteosi della razza prediletta, della vera razza Ariano-Amerikana, della rinata hitleriana IG-Farben, della Hoechst, della Bayer e dei Rockefeller.

Quella razza che non deve mai chiedere, quella a cui tutto è concesso, persino la chiave e il lasciapassare dei circoli che contano, dei partiti, dei governi e dei parlamenti.

Ed è a questo punto che l’amico Luigi Boschi, andato a tirare un po’ il fiato in una spiaggia, immagino della Versilia, fa alcune riflessioni riguardanti l’Italia, uno dei più servili vassalli del sistema Clinton-Soros-Rockefeller.

 

Un brano di attuale e pura poesia politica, di un ispirato Luigi Boschi

 

Questo paese è fallito per la sua vergognosa classe politica e dirigente.

Non può esserci libertà con chi l’ha calpestata per interessi di fazione e ancor più per interessi personali. Non può esserci giustizia se non si ha l’aspirazione alla verità.

Quante volte la verità è stata vilipesa dalla giustizia?

Lo sforzo ricostruttivo può essere solo rivolto a costruire qualcosa fuori degli appestati e virali sistemi che hanno ridicolizzato un intero paese, che hanno permesso alla mafia di proliferare, che hanno depresso le menti e cacciato i cervelli, che hanno mandato in pensione la meritocrazia.

Con questa gente non può esserci dialogo.

Si corre il rischio di esserne contaminati. Contagio letale.

Questa gente merita di essere lasciata da parte, evitata, dimenticata, ibernata.

Veltroni parla ora di legge per il conflitto di interessi?

Roba da prenderlo a sberle, lui, il suo compare D’Alema, e quell’altro elemento, l’avellinese De Mita, l’intellettuale della Magna Grecia, così meticolosamente attento ai fondi per l’Irpinia.

Tutti facenti parte dell’album degli impuniti.

Una classe politica che ha incamerato fallimenti a catena, che ha saccheggiato l’ambiente, le risorse, le menti, mettendo la nazione allo sfascio etico, prima ancora che economico.

La caduta dell’Impero Romano è stata causata dal fatto che l’élite di Roma non riuscì a proporre un nuovo modello di sviluppo.

Questa gente aveva l’accesso ai fondi pubblici. Cosa ne hanno fatto? Come hanno affrontato il crack finanziario mondiale?

Col debito pubblico hanno finanziato le banche, cioè loro stessi, e hanno tutelato i loro capitali.

Hanno finanziato chi ha prodotto il danno.

Può questo mai essere un modello per una società etica, solidale e sostenibile?

Il nuovo può nascere solo dalle coscienze individuali, da un nuovo senso di consapevolezza, conoscenza, tenuta etica e responsabilità.

La nuova società si sta già formando fuori dagli schemi degli attuali partiti, che rappresentano più se stessi che il loro elettorato. Più se stessi che la nostra bella Italia.

 

L’arrendevolezza e la sottomissione ai barbari e agli asini deculturati è ormai un problema generale

 

Il discorso, o meglio la poesia di Boschi, riguarda le vicende politiche di casa nostra, ma è più o meno ripetibile per tutti gli stati del mondo, dispossessati come sono di ogni potere e di ogni soluzione indipendente ed originale, di ogni orgoglio nazionale e di ogni spirito di indipendenza, avendo essi ceduto l’iniziativa e la direzione d’orchestra ai nuovi barbari, agli asini deculturati, ai nuovi dittatori del soldo, della menzogna, della sopraffazione e dell’inquinamento chemio-farmacologico.

Il non plus ultra dei colmi: l’honoris causa dell’Università asiatica di Hongkong all’affossatore delle Tigri Asiatiche Bill Clinton. Il Nobel della Medicina a Montagnier non è da meno.

 

Quando Bill Clinton si presenta a Hongkong, 11 anni dopo la crisi valutaria del luglio 1997, ideata e realizzata in prima persona con George Soros e il Fondo Monetario, e l’Università Cinese lo accoglie come un eroe, riservandogli tappeti rossi e laurea honoris causa, abbiamo davvero raschiato il fondo del fondo.

Quando i  Nobel della Medicina vanno a Luc Montagnier (2008) e a Robert Gallo (prenotato per l’autunno 2009), siamo davvero al ribaltamento dei valori e alla presa per i fondelli dell’intera scienza mondiale.

 

La consolazione italiana di potersi voltare indietro, e di trovare un uomo come Giordano Bruno

 

Quello che ci distingue dagli altri, e soprattutto dall’America, è che abbiamo dei grandi antenati.

Giordano Bruno (1548-1600) è uno dei più nobili e misconosciuti.

Johannes Kepler o Keplero (1571-1630), grande astronomo e matematico tedesco, era un grande ammiratore di Giordano Bruno.

Un suo corrispondente di allora, Johann Georg Brenner, gli confessava di non sapersi dare ragione della fine orribile del filosofo.

Dal momento che Bruno non credeva più in un Dio-della-giustizia, distributore di premi e castighi nell’Al di là, perché mai soggiacere a tanti patimenti in nome della verità?

Perché non mentire, o rinnegare almeno a voce, le sue idee?

 

Uno scienziato immenso che non aveva nulla di cui pentirsi.

Un crimine orribile di cui la Chiesa di Roma non riuscirà mai a farsi perdonare.

 

Il 25/12/1599, il filosofo in catene dichiara al S. Offizio di non volersi pentire, non avendo nulla di cui pentirsi.

L’8 febbraio 1600, allorché gli viene letta la condanna, risponde ai giudici-aguzzini della Chiesa romana con fermezza: Sembra che abbiate più timore voi nel pronunciare la vostra sentenza, che io nell’ascoltarla.

Nove giorni dopo fu condotto in Campo di Fiori, fu spogliato nudo e legato a un palo, con in bocca una morsa di legno (per evitare che parli). E indi fu bruciato vivo.

Erano trascorsi 102 anni esatti dall’assassinio di frate Gerolamo Savonarola (1452-1498), fatto impiccare ed ardere vivo dal papa Alessandro VI e dai briganti del clero in piazza della Signoria a Firenze.

 

Un Giordano Bruno niente affatto inferiore a Leonardo e a Galilei

 

Si è parlato vergognosamente poco di Giordano Bruno. Se ne continua a parlare troppo poco.

Troppo poco per un grande italiano della cultura e della scienza, per nulla inferiore a Leonardo da Vinci (1452-1619) e al suo contemporaneo Galileo Galilei (1564-1642).

René Descartes o Cartesio (1596-1650), fondatore della geometria analitica, pescò a piene mani dagli scritti di Bruno.

Gottfried Leibniz (1646-1716), filosofo tedesco e scopritore del calcolo differenziale in analisi matematica, fece altrettanto.

 

 

Spinoza, il più attuale filosofo del Settecento, il preferito da Albert Einstein (1879-1955)

 

Pierre Bayle (1647-1706), francese, rappresentante dello scetticismo in filosofia, scrisse che Benedetto Spinoza (1632-1677), filosofo olandese ebreo, espulso dalla comunità ebraica per le sue idee libere ed anticonformiste, non fece altro che tradurre in termini geometrici quello che Bruno aveva presentato in termini figurativi.

Friedrich Wilhelm Schelling (1775-1854), filosofo tedesco, discepolo di Johann Gottlieb Fichte (1762-1814), teorico tedesco dell’idealismo soggettivistico, e più alla lontana di Immanuel Kant (1724-1804), teorico tedesco della percezione e della conoscenza precaria e contradditoria, si dichiarò grande ammiratore di Giordano Bruno. E, nel 1802, lo rese protagonista dei suoi dialoghi, in cui espresse la propria concezione filosofica.

 

L’entusiasmante e religioso rispetto del bestemmiatore Bruno per la vita e la natura.

La critica nei riguardi della Bestia Trionfante proposta dai pretucoli romani.

 

Ma tutti i liberi pensatori del mondo hanno un forte debito verso il nostro martire di Campo di Fiori.

La stessa teoria della relatività non sarebbe stato possibile concepirla senza il precedente lavoro disgregatorio di Giordano Bruno.

L’empio Bruno, il bestemmiatore Bruno, ha pagine e pagine mosse da un riverente rispetto, da un religioso rispetto della natura e della vita, da un entusiasmo adolescenziale e francescano per il mondo e per tutte le sue creature, da una dura critica per il presuntuoso essere umano, spacciato dai preti per Bestia Trionfante.

 

Agli asini di regime Bruno contrappone gli adoratori dei coccodrilli e dei galli, delle rape e delle cipolle

 

Agli asini, e ai suoi devoti contemporanei, egli contrappone gli antichi adoratori dei coccodrilli e dei galli, delle cipolle e delle rape, perché essi in realtà adoravano solo la divinità che dà vita e forza a tutti gli esseri.

La divinità discende infatti sino alle cose minime e alle cose innocenti, nella comunicazione e nella rivelazione di se stessa.

 

C’è più Dio nella mucca e nel maiale, che nei preti e nei papi.

C’è più scienza nella gallina e nell’oca, che che nei Nobel e nei loro sponsorizzatori.

 

C’è più Dio nella mucca e nel maiale, che nei preti e nei papi.

C’è di sicuro più scienza nella gallina e nell’oca, direbbe oggi Bruno, piuttosto che nei Nobel della Chimica, della Fisica, della Medicina e della Virologia, e nei loro sponsorizzatori, visto che la loro produzione finale si chiama bomba atomica, vaccini e farmaci, OGM, AIDS e altre pesti inventate, avvelenamento inventato dell’aria, schifizzazione dei rapporti civili, amichevoli e sessuali delle persone, inquinamento gravissimo delle acque, e persino dei cervelli e delle anime.

 

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)

                         – Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)