LE NUTRIZIONISTE CARNIVORE 10 E LODE

I tappeti rossi  della nutrizione. Nicoletta D’Urso.

 

I nutrizionisti maschi che vanno per la maggiore li conosciamo bene.

Gli viene steso un bel tappeto rosso ogniqualvolta varcano la soglia di Via Teulada.

Non sapevamo però che ci fossero pure, Lambertucci a parte, delle nutrizioniste agguerrite in circolazione.

Lo abbiamo scoperto ultimamente controllando meglio qualche Forum su Internet.

Trovarle così attive e battagliere, così brave a mettersi in mostra in blog tutto sommato avversi con piglio autoritario, mi fa capire che si tratta di ragazze dotate di grinta, di carattere e di personalità per cui, pur contestandole ferocemente, con diverse motivazioni che esporrò con chiarezza, le apprezzo ed anche le ammiro, e confesso che le vorrei portare pure dalla mia parte, il giorno in cui decidessero di saltar fuori dalla oscurazione mentale che le ottenebra al momento.

Le nutrizioniste su cui mi soffermo sono la Monica e la Nicoletta D’Urso.

Il lavoro del nutrizionista sta tutto nel ripartire equilibratamente le calorie tra i diversi nutrienti, e non solo tra i nutrienti chiamati alimenti, nel rispetto di quelle che sono le richieste del nostro organismo, esordisce la Nicoletta.

Il vero nutrizionista (io sono una biologa), conosce precisamente la composizione degli alimenti e i rapporti con cui essi devono essere somministrati.

La carne ha un suo ruolo, nelle giuste proporzioni.

Firmato  Nicoletta D’Urso.

 

Primo punto. Il vero nutrizionista.

 

Quale è mai per te il vero nutrizionista? Quello della Kraft? Il dr Arthur Agatson che spopola nel mondo con la sua dieta South Beach? Oppure il dr Peter D’Adamo, che ha ammaliato coi suoi trucchetti da due soldi bucati milioni di donne, buttandole nelle fauci chimiche degli integratori? Oppure il chimico Barry Sears, quello della dieta a stadi, che prolifera sulle ceneri della dieta Atkins opportunamente camuffata? Oppure il dr Ray Strand, quello dei radicali liberi e delle cure intensive a base di integratori e vitamine sintetiche, motivate dal fatto che la gente è troppo scema e non mangia abbastanza frutta e verdure crude come dovrebbe (cioè non mangia i 7 pasti al giorno di frutta che lui prescriverebbe ad incremento della dieta Cambridge 2000)? Oppure il dr Herbert Shelton? O il dr Bircher-Banner? O il dr Arnold Ehret, quello della dieta antimuco? O il dr Umberto Veronesi? O il grande maestro Pitagora?

Non ti sei ancora resa conto che esistono al mondo posizioni estremamente differenziate e contradditorie in materia di nutrizione, e che quindi non puoi usare il termine  Il vero nutrizionista, ma puoi semmai dive

Il nutrizionista che piace a me.

 

 

Secondo punto.  Ripartire equilibratamente le calorie

 

Che significa ripartire equilibratamente le calorie?

Intendi forse la solita stravaganza della nutrizione medica del  Poco ma di tutto? Ho già scritto e ripetuto in altre occasioni che si tratta di una posizione di comodo e che non sta in piedi, in quanto il  poco dei medici

è derivato dal fatto che essi sbagliano nelle scelte di base, proponendo un  di tutto  carico di cibi animal-proteici sballati, per cui sono costretti a rimediare all’errore iniziale con una riduzione del volume globale.

In realtà noi dobbiamo riempire o comunque dare solido contenuto a un intestino che è spugnoso ed elastico non a caso. Quindi vale il principio del  Molto (chiaramente con criterio e senza esagerazione), e dobbiamo farlo chiaramente con i cibi crudi e fibrosi che l’intestino fruttariano-verduriano brama, e, al posto del  principio medico  Di tutto, adotteremo il  Di poco, cioè poche diversità di cibi buoni, onde evitare eccesso di muscolazioni. Per completare la vasta gamma di frutta e verdura esistente sul mercato, useremo il criterio della alternanza giornaliera, settimanale, mensile e stagionale.

Solo un apparato gastrointestinale appropriatamente riempito di cibi ricchi di scorie fibrose e carico di enzimi (da cibi pertanto crudi) può essere ben stimolato dalla peristalsi intestinale.

Le calorie non vanno invece ripartite, ma piuttosto vanno raggiunte indipendentemente dalle ripartizioni più o meno virtuose che si fanno.

 

Terzo punto: Tra i vari nutrienti e non solo alimenti.

 

Sarà meglio non lasciare le espressioni nel vago. Cosa intendi per  Tra i vari nutrienti e non solo alimenti?

Intendi forse giustificare l’inserimento di calorie da alcol, da bevande dolcificate e nervine?

Se è così, ti consiglio di farti assumere da qualche industria produttrice di bevande. Farai fulgida carriera.

 

Quarto punto. Conoscere precisamente la composizione degli alimenti e i rapporti con cui devono essere somministrati.

 

Mi dai l’impressione di parlare per concetti teorici ed irreali. Dove hai imparato la tua nutrizione? Da quale scuola provieni? Prima ancora di conoscere la composizione specifica di ogni alimento occorre conoscere bene il corpo umano, il suo motore, le sue autentiche caratteristiche ed esigenze. Poi si può procedere alla adozione del carburante giusto.

Il nostro è un motore che va perfettamente a zuccheri o carboidrati o amidi crudi, ovvero a succo zuccherino vivo, carico dei propri enzimi, delle sue vitamine e dei suoi minerali organicati.

I rapporti e le proporzioni, per chi mangia corretto, sono addirittura insignificanti, perché frutta e verdura, prese eventualmente in eccesso o in sproporzione, non creano grossi problemi. L’unica accortezza sarà di consumare prima la frutta acida, poi quella amidacea e poi le verdure crude, mettendo alla fine eventuali pochi cibi cotti conservativamente.

 

Quinto punto. La carne ha un suo ruolo nelle giuste proporzioni.

 

A parte il tono aristotelico della tua affermazione, priva di correlati e di dettagli, essa, nella sua nuda sinteticità, simboleggia perfettamente la scuola nutrizionistica di regime da dove provieni.

Scuola per la quale la carne sarebbe una parte fondamentale e indispensabile nella nutrizione umana.

Anche qui stai andando bene. Troverai porte aperte alla Star, alla Plasmon, alla Manzotin, ai tanti consorzi per il salame, il prosciutto e il formaggio.

 

 

Scuole libere e alternative in questo paese non esistono nemmeno. Nessuna sorpresa che i nutrizionisti e gli allievi nutrizionisti  in circolazione la pensino a quel modo.

Dire che la carne ha un ruolo significa affermare che il corpo umano è onnivoro-carnivoro e che ha dunque bisogno della carne. Significa anche dire che la carne fa bene, che il creatore ci ha costruiti per mangiare carne, che i macelli sono una cosa utile e giusta e che devono proliferare ancora di più, e che va benissimo andare avanti come stiamo già facendo, cioè in modo disastroso.

Purtroppo per te, Nicoletta, sei totalmente fuori rotta, come del resto la scuola, i libri e i professori che ti hanno formata, come pure gli enti che hanno formato i tuoi professori  (e parlo delle solite sigle FDA, NDC

WHO, OMS, eccetera).

Dico fuori rotta non rispetto a me, che sono guarda caso vegetariano da una vita, che ho fatto sport abbondante e con ottimi risultati provati, che ho avuto vita sessuale attiva, che non ho mai preso un integratore, una aspirina per il mal di tersta, un purgante o un qualsiasi farmaco (pur avendo fatto una decina di viaggi intercontinentali all’anno negli ultimi 30 anni, tutti pesanti e sballanti).

Sei fuori rotta rispetto agli scienziati di ogni scibile umano, dall’anatomia alla gastroenterologia, dalla biologia alla cancerologia.

Se sei disposta a rimetterti umilmente in discussione, senza offesa, sono disposto a fornirti prove ancora più convincenti su quanto affermo, ed anche a darti una formazione culturale adeguata alla tua posizione.

 

Le posizioni della Monica: 150 chili di verdure al posto di una bistecca.

Espressa difesa del prof Giorgio Calabrese. Finalmente che qualcuna lo esalta.

 

Gli enzimi per digerire la carne li abbiamo eccome: sono le proteasi che scindono il legame peptidico in aminoacidi, i quali possono essere assorbiti dalle cellule intestinali chiamate enterociti.

La carne è fondamentale nella nutrizione umana perché apporta il ferro-eme, ovvvero il ferro in forma assimilabile da parte dell’organismo umano.

Inoltre apporta la B12, completamente assente nei vegetali.

Ci vogliono 150  chili di verdure per coprire la biodisponibilità di ferro di una bistecca, e fino a oggi non si conosce vegetariano capace di mangiare in un solo giorno tale quantità di verdure.

I vegetariani sono sempre in carenza di ferro e di B12, che devono poi necessariamente assumere con integrazione farmacologica.

Fa bene il dr Calabrese a insistere con l’educazione alimentare, che è poi l’educazione alla salute.

Firmato Monica, nutrizionista.

 

Un enorme cumulo di sciocchezze

 

Ciao Monica. Sei nutrizionista davvero? Ti rendi conto di aver detto in poche righe un cumulo di sciocchezze da record? Andiamo anche qui per punti.

 

Punto 1. Proteasi che aiutano a scindere il legame peptidico in aminoacidi.

 

Guai se ciò non fosse. Una bistecca totalmente indigerita potrebbe portarti dritta al camposanto.

Il problema è vedere come e quanto viene digerito, quanto rimane nell’intestino come residuo velenoso, putrefacente ed acidificante.

Occorre dire che parliamo di un intestino disegnato non certo per digerire la carne ma per il contrario di essa, che è la frutta.

 

 

Gli acidi per aggredire e disgregare al meglio le proteine dove stanno? Nello stomaco dei cani, dei gatti e dei leoni.

Non certo nello stomaco fruttariano umano che ha 10 volte meno acido cloridrico dei citati animali.

E gli enzimi urikasi per disgregare l’acido urico della carne (e del caffè) dove stanno?

Anche qui la stessa storia. Gli animali carnivori ce l’hanno e noi no.

E il tubo gastrointestinale corto e tozzo per una digestione veloce e senza problemi dove sta? Nelle belve.

Lo sai che abbiamo un tubo dirigente-assimilativo lunghissimo e spugnoso, totalmente inadatto a trattare cadaveri? Te l’ha mai detto nessuno? L’uomo è un primate, come le scimmie, non un canide, uno sciacallo, una iena o un felino.

E la carne che lascia grossi fenomeni di leucocitosi nel sangue, come dimostrato da Kauchakoff nel 1930?

Anche questo non te l’hanno insegnato.

E degli esperimenti di Cambridge del 2000, dove una equipe medica (non vegetariana) ha scoperto che il vero fabbisogno di vitamina C, naturale e non sintetica, è almeno 6 volte superiore alle tabelle espresse dalla FDA, ne sei al corrente?

 

Le solite bufale sul ferro-eme e la B12. C’è ancora della gente in questo paese che è rimasta a Tolomeo.

 

E il best-seller del dr Ray Strand, uno dei pochi dietologi tra i vari Atkins, Agatson, Sears, D’Adamo, che ha capito quali sono i reali problemi, i reali meccanismi formativi dei radicali liberi, del colesterolo e della omocisteina (anche se i suoi rimedi a base di integratori sono da scartare totalmente), lo hai forse letto?

Le bufale del ferro-eme e della vitamina B12 sono tra le più atroci e mistificanti.

E’ vero che il ferro-eme del sangue ha la proprietà di entrare velocemente nel corpo umano. Ma lo fa con effetto sberla e non coi modi e tempi previsti dal nostro sisterma assimilativo. L’impatto del ferro-eme è traumatico, drogante e stimolante, non certo terapeutico.

Il ferro non-eme, quello dei vegetali, è l’unico ferro che garantisce l’assorbimento giusto e commisurato alle nostre necessità corporali.

Al contrario di quello che dici, non esistono anemici tra i vegetariani, e soprattutto tra i vegetariani crudisti.

Lo scrivente ne fa 65 e ha sempre posseduto ferro abbondante senza mai prendere in vita sua un integratore o una bevanda tipo Gatorade.

E sta pure attento a non comprare mai qualcosa che sia stato addizionato da minerali balordi (non organicati) e da pseudo-vitamine, chiamate vitamine sintetiche.

 

Punto 3. La carne apporta la B12, completamente assente nei vegetali.

 

Hai imparato a memoria la lezione dell’Agroalimentare, della FDA e dei macellai.

La B12 sta nel gruppo B, mescolata al gruppo di 20 altre vitamine B, anche se la sua presenza è talmente microscopica da essere più un profumo vitaminico che una vitamina facilmente verificabile e pesabile.

Ne portiamo addosso normalmente una scorta che dura 3-5 anni.

Sta in tutti i vegetali, al contrario di quanto affermi. Sta nei semi e nei legumi, nonché sulla buccia della frutta non troppo lavata. Anche perché la B12 è la vitamina della sporcizia e della cacca, al punto che la chiamano anche vitamina M da manure (letamaio).

Si trova in tutte le deiezioni degli animali, incluso la melammina.

Non è vero che i vegetariani soffrano di carenze B12. E’ vero l’esatto contrario, cioè che i vegetariani sanno tenersi sul livello ideale basso, che permette di avere un sangue fluido e pulito, mentre ai carnivori ciò non succede e il livello di B12 va su livelli alti e pericolosi, col rischio di causare infarto ed ictus.

 

Avere una B12 alta è una vera disgrazia.

Significa che il tuo sangue è denso e facile a produrre aggregazioni piastriniche.

Gli imbrogli atroci della FDA americana su B12 e vitamina C naturale sono troppo noti per riprodurli ancora qui in dettaglio.

Diremo comunque che la FDA degli anni 60, quando essa  blaterava le sue quote proteiche a livelli folli di 300 g al giorno,    che poi negli anni da dovuto limare più volte per giungere agli attuali 75 g/giorno (pure tuttora eccessivi), era interessata ad innalzare ad arte il livello della B12 per ovvi motivi.

Tanto che portò mefistofelicamente la quota minima di 80 mc per ml, delle tabelle WHO, agli attuali minimi di 156 mc per ml.

Aggiungo solo che i vegetariani hanno un ulteriore vantaggio sui carnivori, in quanto presentano regolarmente vitmina B9 (acido folico), che è poi è vitamina vicaria della B12, ed è di derivazione vegetale, e quindi molto più salubre.

Il padreterno ci ha costruiti troppo bene, e non ci ha predisporci affatto alla necessità di assassinare altre creature per prendrne la B12 e il ferro-eme.

Pensa un po’ che dio precario e malandato sarebbe stato un Dio di quel genere.

Un Dio fabbricante non di uomini a sua misura e dimensione morale, ma di luridi mostri assassini di bestiole e di divoratori del prossimo.

Un Dio di quel genere meriterebbe bestemmie ed insulti, più che devozione e preghiere.

 

Punto 4. 150 kg di verdure per coprire la biodisponibilità di ferro di una bistecca.

 

Se anche ti risparmiavi uno zero e parlavi di 15 kg, mi sarei ugualmente messo a ridere a crepapelle.

Forse hai letto troppi fumetti stile Cip e Ciop.

Sono vegetariano da una vita. Ho ferro in abbondanza.

Mangio in genere mezzo chilo al giorno, massimo 1 kg di verdura, e 2-3-4 chili circa di frutta. Sono a tua disposizione per una verifica del sangue.

Ricordati che siamo circondati dal ferro, e ne abbiamo addosso in continuazione molto più di quanto ce ne serve. Se ci sono carenze, esse sono determinate dalla nostra incapacità di assimilarlo, non dalla sua mancanza.

I miliardi di cellule che ci muoiono a getto continuo, non vengono eliminate in toto come detriti cellulari o virus interni, ma esiste un efficiente sistema interno di riciclaggio del ferro che esse contengono.

In ogni caso, il problema umano, e quello femminile in particolare, non è quello di assumere più ferro (troppo ferro significa grave avvelenamento) ma piuttosto di assimilarne poco in continuazione e con regolarità, e che si tratti di ferro eccellente, cioè organicato dalla natura (fotosintesi e funzione clorofilliana).

Il miglior ferro alimentare per gli umani, al contrario di quanto affermi, è proprio il ferro non-eme di origine vegetale, che rispetta alla perfezione i criteri di assorbimento graduale, e non il ferro eme delle carni, dotato di effetto sberla e rovinato comunque dalla cottura che lo disorganica e lo rende non più assimilabile.

Nel medioevo portavano gli anemici in macelleria e gli facevano bere sangue a garganella direttamente dagli animali appena sgozzati.

Era sangue al naturale e non cotto, per cui veniva pure assimilato.

Ma sempre con l’effetto sberla che dicevo prima, con la conseguenza che i pazienti venivano sì sollevati da questo apporto intensivo, ma poi avevano delle veloci ricadute, e dovevano essere riportati più volte al macello.

In prartica il ferro-eme era per loro una droga con tanto di effetto-dipendenza.

Al punto che tale barbara usanza venne messa giustamente in disuso.

 

 

Punto 5. I vegetariani carenti di ferro e di B12.

 

Ti sfido a trovare dei vegetariani veri carenti di qualsiasi cosa, incluso ferro e B12, o a portarmi statistiche a supporto delle sciocchezze che hai scritto. Peccato che non hai parlato degli Omega3, altra eccellente bufala, in perfetta rima con quelle che hai citato. Te la avrei scardinata molto volentieri.

 

Punto 6: Fa bene il dr Calabrese a insistere con l’educazione alimentare.

 

Esiste una grossa fame di educazione alimentare corretta, trasparente e credibile nel mondo, ed in Italia in particolare.

Una scuola di questo tipo purtroppo non esiste ancora.

Il dr Giorgio Calabrese potrebbe essere un insegnante eccezionale per le sue conoscenze e le sue doti divulgative.

Gli manca, almeno finora, il dono dell’indipendenza dall’Agroalimentare, dai macellai e dai casari, e quindi il dono della trasparenza.

 

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA (Associazione Vegetariana Animalista-Roma)

                         – Direzione Tecnica ABIN (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)

 

 

autore: Valdo Vaccaro

Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)

Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)

 

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