LIDU, LEGA ITALIANA DEI DIRITTI UMANI

I libri formativi e il grande fratello televisivo, cioè il nuovo ipse dixit

Caro Vaccaro,

ti sono grato per le tesine che ormai ricevo regolarmente e che giro sempre ai miei figli e a tutti gli amici attivamente intelligenti che hanno ancora la capacità di confrontarsi con le tue posizioni non da tutti condivise. Ognuno ha infatti la sua cultura che in buona fede si fa sui libri del proprio percorso scolastico e culturale.

Il grande fratello, ovvero la tv, il nuovo ipse dixit, non fa altro che accentuare quel tipo d’informazione per conto di multinazionali non certo disinteressate.

 

Dalla laurea in farmacia, che velava i problemi, alla revisione ed alla meditazione

 

Quando qualcuna delle persone che riesco a coinvolgere arriva a comprendere che tutta la società si fonda su di un grande conflitto di interessi, un po’ del merito va al divulgatore, che va controcorrente in opposizione ai giganti dell’informazione.

Non a caso, le rubriche salutiste di grandi giornali come la Repubblica, il Corriere della Sera, la Stampa, hanno un grande successo e sono immancabilmente in mano a determinati interessi industriali.

Nel mio caso, la laurea ormai datata in farmacia mi ha impedito per molto tempo di comprendere come quel mondo fosse tutto da rivedere.

Ci sto riuscendo perché, pur non avendo del tutto virato, ho molti amici vegetariani ai quali senza dubbio ascrivo il merito di avermi fatto meditare.

Con stima. Un saluto cordiale.

Aldo Barbona

LIDU – Lega Italiana dei Diritti Umani (prossimamente sul web come LIDU 1948 ONLUS)

 

Hai centrato in pieno il problema informativo

 

Caro Aldo,

hai centrato in pieno il problema.

La formazione sui libri, su certi libri e non su altri è fondamentale.

Ed è fondamentale pure il ruolo della televisione, vera scuola materna, elementare, liceale ed universitaria della nostra era.

La formazione culturale diventa poi come la pelle che ci portiamo addosso, non è facilmente scalfibile o sostituibile.

 

La pigrizia mentale che ci difende e ci isola dalle interferenze esterne

 

Comprendo benissimo le reazioni di incredulità e di fastidio che diverse persone hanno di fronte alla prospettiva di dover rivedere i propri dogmi, le proprie idee acquisite e mai messe prima in seria discussione.

Un pizzico di pigrizia mentale è fisiologico in ognuno di noi, e serve a difenderci dai ripetuti attacchi e dalle tante stimolazioni negative che ci arrivano a getto continuo.

Tale pigrizia è una specie di cordone sanitario che ci protegge dalle spazzature e dalle interferenze, un piccolo sistema immunitario atto a salvaguardare la nostra intimità, la nostra integrità, il nostro equilibrio psicologico e culturale.

Purtroppo ci isola pure dalle novità e dalle possibili correzioni ai nostri pregiudizi, che vengono percepite come fossero virus o batteri pericolosi ed invadenti.

 

Dio me l’ha data e guai a chi me la tocca

 

Dio me l’ha data (la mia preparazione culturale) e guai a chi me la tocca.

In pratica, ci si innamora del proprio stato cognitivo, ci si culla sui propri comodi allori.

Dire a qualcuno che una certa cosa che lui pensa positiva e utile, è al contrario negativa e dannosa, significa creare offesa, incredulità, trambusto e fastidio. E’ una rottura degli equilibri interni.

Implica in ogni caso una modifica ed una ristrutturazione ideologica interna.

Quando si va ad intaccare il famoso imprinting, quei dati fissi e quelle sensazioni scolpite nella nostra memoria da quando eravamo piccoli, la nostra impresa diventa ardua e a volte impossibile.

Persino il tennista che colpisce la palla male, si arrabbia e si offende, quando il maestro lo va a correggere, ed insiste per imporgli aperture più anticipate ed ampie o chiusure più tecniche.

Stessa cosa succede nel calcio, quando l’allenatore giustamente dà del pirla all’attaccante che finisce in fuorigioco.

 

Il tradimento sistematico del proprio ruolo, da parte di tutte le scuole

 

Ed è qui che dovrebbe intervenire l’istruzione.

La scuola dovrebbe essere lo strumento vero di correzione della cultura perversa, degli sproloqui televisivi, delle corruzioni in atto a tutti i livelli nella società civile.

L’ambiente più rivoluzionario e contradditorio del mondo intero dovrebbe essere proprio la scuola.

I professori dovrebbero essere tutti dei vivaci bastiani contrari, responsabilizzati in questo dagli stessi programmi ministeriali, e supportati da testi fortemente avanzati, indipendenti, anticonformisti.

Succede invece da anni e da decadi che docenti, programmi e libri scolastici, sono purtroppo allineati e  conformati al verbo dell’industria alimentare e farmaceutica, all’aria che tira.

 

Ricambio stima

 

Ti ringrazio per il sostegno e la diffusione delle mie argomentazioni scritte in famiglia e tra gli amici, che è poi la migliore prova di stima possibile.

Stima che ovviamente ricambio, sia a livello personale che per la Lega Italiana dei Diritti Umani.

 

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)

                         – Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)