Musicoterapia: le frequenze benefiche

Parlando di frequenze benefiche, ossia le più usate perché utili a rilassarsi, meditare, rilasciare lo stress e addormentarsi, è bene ricordare che non c’è ancora nulla di scientifico, nulla che sia stato per così dire “provato” in laboratorio. Ma le teorie e le ipotesi sono diverse e tutte ugualmente affascinanti.

Le più conosciute frequenze benefiche e i loro scopi specifici

In ordine crescente, dalla minore lunghezza d’onda a salire, troviamo:

  • 7,83 Hertz (spesso arrotondato a 8): la cosiddetta frequenza della Terra, di cui parleremo nel dettaglio;
  • 285 Hertz: rapida guarigione e rigenerazione dei tessuti;
  • 396 Hertz: rimozione di stati d’ansia e angoscia;
  • 417 Hertz: adatta per una fase di cambiamento, di rinnovo;
  • 432 Hertz: la cosiddetta accordatura aurea della nota musicale LA;
  • 528 Hertz: riparazione e riequilibrio del DNA;
  • 639 Hertz: apertura all’altro, compassione e maggiore connessione nei rapporti umani;
  • 741 Hertz: stimolazione della guarigione, del sistema immunitario e del risveglio interiore;
  • 852 Hertz: ritorno all’ordine spirituale personale e all’armonia con il cosmo.

Le frequenze benefiche corrispondono a numeri multipli di 3

La scelta delle frequenze benefiche deriva essenzialmente dalla numerologia ma si collega, come vedremo in questo e nel prossimo articolo, con le leggi fisiche e le risonanze naturali del nostro universo.
L’illustre scienziato Nikola Tesla, tra i tanti, fu un acceso sostenitore della presenza massiva nell’universo del numero 3 (numero divino, mistico ed esoterico per eccellenza), e di conseguenza dei suoi multipli. Ebbene, se provate a sommare le singole cifre delle frequenze ritenute benefiche e le riducete a una unica, vedrete che danno tutte come risultato un multiplo di 3. Ad esempio: 432 = 4 + 3 + 2 = 9.
In particolare la frequenza di 528 Hz è considerata doppiamente efficace e curativa, tanto da essersi guadagnata il titolo di Frequenza Miracolo, poiché oltre che con il numero 3 è in rapporto anche alla matematica del numero 8, e come già accennato 8 Hertz è la frequenza del nostro pianeta (“risonanza di Schumann”), ossia la ‘voce’ della Terra.
Ma non solo: 8 Hertz è anche la frequenza su cui operano alcune molecole prodotte dalla ghiandola pineale umana, l’epifisi, il nostro ‘terzo occhio’; 8 Hertz è la frequenza di replicazione del DNA umano; 8 Hertz corrispondono al rilassamento cerebrale dello stato Alfa/Theta; e, infine, la frequenza di 8 Hertz rientra anche nelle proporzioni numeriche su cui si basa il nostro sistema solare, tutti gli altri pianeti inclusi.

 

Come utilizzare le frequenze benefiche

Le frequenze benefiche si comportano né più né meno che come ‘regolari’ medicine: alcune potrebbero avere più effetto su qualcuno di noi, altre meno, e così via.
Le principali indicazioni universalmente condivise sono:

  • ascoltare musica con frequenze benefiche possibilmente in ambiente silenzioso, magari prima di addormentarsi o in un momento di calma/stacco all’interno della giornata;
    ascoltare musica con frequenze benefiche da uno stereo o da casse e a volume non troppo alto, in condizioni di immersione nell’ambiente, quasi il suono fosse realmente emesso dal mondo che ci circonda;
  • per cominciare a notare dei benefici, ripetere l’ascolto per più giorni ma mai per troppo tempo consecutivo ogni giorno: è pur sempre energia che immettiamo nel nostro corpo e nella nostra mente e dobbiamo imparare a capire come e in che dose e soprattutto se sia la ‘terapia’ adatta a noi.

Maurilio Di Stefano