NEURINOMA DELL’ ACUSTICO, DROGHE, VOCI E SINDROME DI MENIERE

LETTERA

 

Acufeni e cura farmacologica-psichiatrica

 

Egregio dr Vaccaro, le scrivo su suggerimento di una mia amica vegana.

Mi ha consigliato di rivolgersi a lei per sentire un’opinione riguardo agli acufeni di cui soffro da anni in seguito a un intervento per un neurinoma all’acustico.

Attualmente sono in cura da una psichiatra che, con l’aiuto dei farmaci, ha fatto migliorare la mia patologia.

Dosaggi medici indiminuibili e ricerca di qualche rimedio naturale

Prendo 2 compresse di aripripazolo (Abilify) da 15 mg al mattino e 2 di quieta pina (Seroquel) da 200 mg la sera prima di coricarmi.

Nonostante i miglioramenti, la mia dottoressa non intende diminuire il dosaggio.

E’ per questo che mi rivolgo a lei.

Vorrei sapere se esiste qualche rimedio naturale al mio disturbo.

Cannabis, cocaina ed eroina

Non le nascondo che in passato ho fatto uso di droghe.

A 16 anni prendevo regolarmente cannabis, per passare poi saltuariamente, in rare occasioni, agli allucinogeni.

Rare volte cocaina, prima di finire al massiccio uso di eroina fino a circa un anno fa.

Adesso ho smesso.

A tratti l’eroina mi dava sollievo e non sentivo alcun sibilo ed alcun suono all’orecchio, ma ora da astinente i problemi si manifestano in modo più frequente.

Lo sciamanesimo, le entità e il Terzo Occhio

Ho avuto un periodo in cui sentivo vere e proprie voci, e la mia fede cristiana mi ha fatto credere in qualche entità o spirito.

Una persona pratica di sciamanesimo mi disse una volta che ho il terzo occhio aperto e che proprio per questo qualche entità spirituale si introduceva facilmente in me.

Non so cosa credere.

Ho preferito ammettere di avere una patologia e curarmi.

Buona cucina, sovrappeso e birra che non manca mai ai pasti

Per quanto riguarda l’alimentazione, posso dire di mangiare un po’ di tutto e non c’è niente che non mi piaccia. Amo cucinare e sono piuttosto goloso.

Sono alto 1.83 e peso 95 kg, dunque un po’ sovrappeso.

Specie al ventre, spesso gonfio per via della birra che non mi faccio mancare ai pasti.

Da bambino e fino all’adolescenza soffrivo di allergie (pioppo, nocciolo, graminacee, polvere di casa, pelo del gatto), ma poi sono tutte scomparse.

Le voci che mi amplificano la coscienza, dicendomi cosa fare e cosa non fare

Per dirle un’ultima cosa riguardo alle voci, sono come una coscienza amplificata.

Mi dicono cosa fare e cosa non fare.

Non seguono un senso logico o morale comune.

E’ un po’ come se mi affidassi al caso o alla fortuna, come se un principio incomprensibile regolasse la mia vita senza farmene capire il fine ultimo.

In passato ho anche provato a fare come mi dicevano.

Alla ricerca del naturale e del buon senso

Mi affido al suo buon senso e alla sua esperienza.

Ringraziandola anticipatamente per l’attenzione prestatami colgo l’occasione per porgerle i miei più distinti saluti.

Giorgio M.

RISPOSTA

 

Cosa sono gli acufeni

 

Per acufeni si intendono le percezioni di rumori endoaurali o a livello endocranico.

Gli acufeni falsi sono rumori veri, percepiti dal paziente e dall’esaminatore, e possono essere di tipo vascolare (difetti valvolari come i soffi, i restringimenti o le stenosi arteriose), di tipo muscolare (movimenti clonici o convulsivi del muscolo stapedio o dei muscoli masticatori), di tipo articolare (patologie e rumori a carico dell’articolazione temporo-mandibolare) e di tipo respiratorio (influenze sul timpano da parte delle variazioni pressorie rinofaringee nelle fasi respiratorie).

Gli acufeni veri o soggettivi sono paradossalmente rumori inesistenti e dovuti unicamente a stimoli abnormi sulle vie uditive e, come tali, udibili soltanto dal soggetto.

Le lesioni corporali provocano archi riflessi e stimoli elettrici percepiti come dolore

In termini tecnici si parla di otodinia allorchè il dolore auricolare è prodotto da una patologia interessante l’orecchio e di otalgia, quando dovuto ad affezioni extraoculari.

Gli acufeni possono dunque derivare da danni alle cellule ciliate cocleari, o da danni a carico

dell’ acustico, o a carico delle vie nervose centrali.

Quando si crea una lesione in una qualunque sede del corpo, vengono a crearsi archi riflessi e stimoli elettrici che vengono percepiti come dolore.

I fosfeni visivi e gli acufeni uditivi

Se la lesione a rapida insorgenza avviene sulle vie visive, la corrente viene percepita come luce, e si manifestano lucciole o lampi chiamati fosfeni.

Se avviene invece a livello uditivo, la corrente elettrica, originatasi da archi riflessi, percorre a ritroso tali vie e viene interpretata come rumore, chiamato acufene.

Crepitii, soffi, pulsazioni, ronzii, ansia e depressione

In termini più semplici e concreti, siamo di fronte a un disturbo caratterizzato da rumori che si presentano sottoforma di crepitii, soffi, pulsazioni, e ronzii, e che vengono percepiti in un orecchio, o in entrambi, o nella testa.

Rumori che possono influire negativamente sulla qualità della vita del soggetto.

Rumori che si originano all’interno dell’apparato uditivo ma che vengono avvertiti come fossero all’esterno di esso.

Ansia e depressione accompagnano spesso i citati sintomi.

La Sindrome di Ménière

Il medico francese Prosper Ménière (1799-1862) fu tra i primi a studiare a fondo questi fenomeni, ed in particolare la compressione e il disturbo delle cellule cocleari, dove la congestione porta a un eccesso di liquidi, per cui subentrano violenti accessi (o insorgenze improvvise) di vertigine.

Vertigine dovuta ad affezioni del labirinto auricolare, ed accompagnata da sordità e da sensazioni di ronzii all’orecchio.

E’ quella che si chiama, per l’appunto, Sindrome di Ménière.

Eccesso di liquidi e perdita audiometrica

Le cause di tali difetti sono svariatissime, ma il meccanismo è sempre dovuto a un aumento dell’acqua nell’orecchio interno.

L’eccesso di liquidi irrigidisce la membrana basilare e schiaccia le cellule nervose, causando una diminuzione dell’udito.

La diminuzione uditiva è inizialmente maggiore per i toni gravi, come nei catarri, con la curva audiometrica che si mantiene sulla frequenza di 2000 Hz, e può anche apparentemente regredire.

Ma col tempo tende invece a diventare più sensibile, e diventa una perdita audiometrica sui suoni acuti, come in tutti i danni neurosensoriali.

I problemi, come spesso accade, più che nell’orecchio stanno nell’intestino

Questi disturbi vanno curati soprattutto col riposo e con diete iposodiche, prive di sali e prive di integratori, data l’importanza dei sali nel trattenere l’acqua.

Per l’igienismo la causa sta assai poco nell’orecchio e molto di più nel ventre, nelle congestioni viscerali, nei gas intestinali che tendono a salire verso le parti alte del corpo, portando conseguenze perverse negli equilibri della zona cerebrale, visiva, auditiva ed olfattiva.

Intervenire localmente sull’orecchio può spesso originare alterazioni e complicazioni.

Un eccesso di liquidi chiamato pletora, e necessità di un cambio radicale di rotta

Lo stato pletorico del paziente, caratterizzato da eccesso di liquidi, da eccesso di globuli rossi e da densità e viscosità del sangue, crea ipertensione nel sistema vascolare, e comporta tendenze alla gotta, al diabete, all’obesità, all’artrite, all’arteriosclerosi.

Se ne salta fuori soltanto in un modo, che niente ha a che vedere con la medicina sintomatologica.

Se ne salta fuori con un cambio radicale degli stili di vita e dell’alimentazione.

Non esistono al mondo alternative valide se non la dieta normale umana (vegana-crudista ovviamente)

Tanti centrifugati di carote, sedano e ananas, e tanti centrifugati di bietole, di rape, di patate normali e patate dolci (e mele per addolcire). Se ne salta fuori soltanto con una dieta universalmente corretta e rispettosa del corpo umano, ovvero con una dieta vegana-fruttariana tendenzialmente crudista.

Rispetto maniacale del corpo umano da parte dell’igienismo

Non sono certo di poter essere di grande utilità in questo specifico caso.

Il lettore è sottoposto correntemente a cure mediche e a determinati farmaci.

Rivolgersi ad un igienista in questa circostanza diventa un po’ un gioco al massacro.

Mi si costringe a dire una cosa ovvia, e cioè che non sono d’accordo su quelle cure, per principio e per il rispetto maniacale che ha l’igienismo verso il sistema immunitario e verso gli altri meccanismi interni di

auto-guarigione.

L’igienismo evidenzia i sintomi mentre la medicina tende a sopprimerli

L’igienismo non stoppa i sintomi e non li nasconde, non li insabbia.

Tende semmai ad ampliarli e ad evidenziarli ulteriormente.

Tende a purificare il corpo e intensificare eventuali accenni espulsivi di muco o di eruzioni, proponendo digiuno ed acqua, per incrementare la preziosa crisi eliminativa.

E’ in pratica la strada diametralmente opposta a quella delle terapie mediche.

I depositi interni di tossine, aggravati dall’uso di nuovi farmaci

Le tante droghe che il soggetto in questione ha assunto in passato hanno lasciato segni e incrostazioni nell’organismo.

Fin quando questi veleni restano depositati all’interno, quel corpo non sarà mai in perfetto equilibrio.

I farmaci che vengono poi dati per curare e stoppare i sintomi in corso, non sono altro che veleni aggiuntivi che vanno a incrementare i depositi tossicologici interni.

L’uso disinvolto ed irrazionale dei farmaci

Il paziente si sorprende del fatto che la sua dottoressa insista sul farmaco, nonostante la scomparsa dei sintomi. Pensa forse che il farmaco sia come una caramella, che si prende quando comoda e si evita quando non aggrada più. Questo è ragionare con eccessivo semplicismo, tipico della gente medicalizzata. Implica anche il concetto irreale che il farmaco abbia sconfitto la patologia.

Il farmaco ha invece soppresso soltanto il sintomo, mentre la patologia a monte rimane intatta.

E si chiama carico tossico interno, birre a pranzo e cena, e cose del genere.

Le proposte della medicina

Per eliminare l’acufene, la medicina propone la riparazione anche artificiale della lesione uditiva, mediante ad esempio un apparecchio acustico.

Esistono anche i farmaci che bloccano temporaneamente il dolore, interrompendo le vie nervose di ritorno, ma il loro effetto è breve e non privo, come succede con tutti i farmaci, di effetti collaterali.

Esistono anche sostanze analgesiche, come la lidocaina, che agiscono sull’acufene provocandone la momentanea scomparsa, o sostanze anticonvulsivanti, come la carbamazepina, sempre caratterizzate da pesanti effetti secondari.

Per l’igienismo il sangue pulito è la base di tutto

L’igienismo verte sulla purificazione del sangue, sul digiuno, su una vita basata sulla nutrizione e sulla pulizia, su un metabolismo puro e non approssimativo, dove le sostanze vengono rigorosamente suddivise in nutrienti e non-nutrienti, in cibi apportatori e cibi ladri, in sostanze utili e sostanze dannose.

L’igienismo prevede una vita lontana dai veleni, dal doping, dal caffè, dal the, dal fumo, dall’alcol, dal sale, dallo zucchero, dalla carne, dal pesce, dai latticini, dalle uova, dai cibi cotti, dagli integratori vitaminici o minerali od ormonali, dai farmaci e dai vaccini.

Proibizionismo? No assolutamente. L’igienismo significa libertà di fare tutto quello che è giusto fare in piena salute ed in piena efficienza psicofisica

Proibizionismo a tutti i livelli? No, nel modo più assoluto. Tutte le cose che vanno bene nella vita, tipo il divertirsi col cibo giusto e digerirlo al meglio, o l’accarezzare il maialino e baciare l’occhio al vitellino senza mai tradirli, o il fare l’amore con chi ha la voglia sincera (non commerciale e non istituzionale) di farlo, o il non farlo senza essere accusato di bigottismo o di omosessualità o di debolezza.

Vale il solito discorso di Erofilo di Calcedonio-Bitinia (300 a.C), fondatore della scuola medica di Alessandria: Quando manca la salute, la saggezza non vale, l’arte non si può esercitare, la forza della mente e dello spirito latita, e la ricchezza non ha alcun valore.

E’ obbligatoria la scelta di campo, stare cioè con la purezza igienistica o con la tossicità medica

Ogniqualvolta si attua un miglioramento nello stile di vita e nell’alimentazione, si finisce automaticamente per riattivare il sistema immunitario e per auto provocare una crisi eliminativa, visto che per esso l’espulsione del carico tossicologico dal sangue è autentica priorità vitale.

Suggerire a questo paziente una alimentazione virtuosa e fruttariana, mentre continua disinvoltamente ed incoscientemente a inquinarsi in un modo o nell’altro, potrebbe addirittura portare a effetti contradditori.

Non ci si può avvelenare da un lato e migliorare il sangue dall’altro. Un sangue migliore porterebbe i veleni dentro il sistema con maggiore vivacità e con maggiore veemenza.

Il mio stare bene all’interno di me medesimo è frutto di una vita priva di paradisi artificiali

Il paziente dice alla fine del suo messaggio di affidarsi al mio buon senso.

Il buon senso sta proprio in queste considerazioni appena fatte.

La mia esperienza personale esiste, ma è una esperienza tutta di segno opposto a quella delle droghe.

Ho lottato tutta la mia vita contro ogni forma di intossicazione chimico-farmacologica, contro ogni presenza farmacologica, cadaverinica, nicotinica e caffeinica all’interno del mio corpo.

Il meccanismo guaritivo sta all’interno di noi stessi

Non mi sono mai pentito di queste scelte, avendomi esse sempre apportato benefici in abbondanza.

Le soluzioni ai nostri problemi stanno dentro di noi medesimi.

Cercarle in altre persone (cosiddette guaritrici) o in sostanze strane e magiche (chiamate medicinali o in altri casi rimedi omeopatici, o in altri ancora supplementi e integratori), è pia illusione, è chimerico miraggio.

A ognuno spetta di prendere le proprie decisioni e le proprie responsabilità.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo