PROLUNGHIAMO LA VITA CON HILTON HOTEMA

Voglia di vita e voglia di Hotema

 

Ciao V, ho provato a leggere qualcosa di Merien, di Mosseri, di Andreani, e di altri ancora.

Ma si tratta sempre di libriccini scarsi, piccole ripetizioni e minime variazioni rispetto ai temi scritti da Shelton.

Quanto letto non mi ha dato molto, né mi ha entusiasmato. Magari poi hanno delle cliniche fenomenali.

L’unica lettura produttiva è stata per me quella di Luigi Costacurta.

E adesso sei arrivato tu a portare sostanza notevole su cui riflettere.

Attendo con interesse l’uscita dei tuoi prossimi libri.

In  una delle tue tesine hai parlato di Hilton Hotema, che ho pure sentito da altre parti.

Siccome in Italia nessuno lo conosce, gradirei maggiori informazioni su questo autore. 

Dionisio da Torino.

 

Hotema in effetti è un grande autore in via di rivalutazione

 

Ciao Dionisio,

Oltre alla sintesi di cui sopra mi hai dato alcuni consigli che vedrò di prendere in considerazione.  

Non conosco Merien, ma ho letto il manifesto di René Andreani, ed è l’esatta fotocopia sintetizzata delle teorie sheltoniane, né più né meno.

Per Mosseri vale pressappoco lo stesso discorso, anche se in questo caso parliamo del più noto igienista francese, con al suo attivo diversi libercoli pratici sull’igienismo naturale e il digiuno.

Ho avuto comunque modo di verificare i consigli che Mosseri dava ad una mia lettrice, e devo dire che le sue soluzioni, almeno in quel caso specifico, non mi trovavano totalmente d’accordo.

Troppo teoriche e schematiche, e poco adatte a risolvere i problemi che la signora in questione aveva.

Quanto alla richiesta di parlare su Hotema, provvedo subito, e copio quasi integralmente quanto già scritto sul mio testo  I Quaderni di Hygea, un lavoro che non è stato ancora pubblicato, anche se qualche stralcio, come quello su Pitagora, è in circolazione su Internet, per merito di qualche mia lettrice intraprendente.

 

Qualche scarno dato biografico sul professor George Clements (Hilton Hotema)

 

Il professor George Clements, nato nel 1878 da immigrati inglesi nel Massachusetts, e scomparso ultracentenario alle Hawaii, agli sgoccioli del secolo da poco terminato, scelse lo pseudonimo di Hilton Hotema per molte delle sue pubblicazioni cui era stato dato sistematico ostracismo negli Stati Uniti.

 

Scrittore considerato ai suoi tempi maledetto non perché dicesse cose oltraggiose o esecrabili, ma solo perché aveva il dono dei grandi ricercatori del passato, quello di scovare testi antichi e testi scomparsi, di approfondirli e di interpretarli, e di andare quasi sempre controcorrente.

 

Bastian contrario e spina nel fianco del sistema cerealicolo e carnofilo americano

 

Il solo vero torto era quello di avere idee originali e in collisione frontale col conservatorismo, il benpensantismo e il bigottismo che affliggeva l’America alle soglie dei grandi conflitti mondiali del secolo scorso.

E soprattutto perché, come scienziato salutista e naturalista, era un’autentica spina nel fianco per la scienza e la medicina ufficiale americana, per la sua lotta personale contro i grandi produttori di mais e di carne che già allora cominciavano a dominare la scena agricola e politica di quel paese.

Hilton Hotema non apparteneva al filone storico della American Natural Hygiene Society, ma operava gelosamente in proprio, anche se i suoi temi e le sue posizioni combaciavano il più delle volte con quelle dell’igienismo ufficiale.

 

Vegano ma, paradossalmente, maggior critico del vegetarianismo tradizionale

 

Un grande ricercatore della filosofia, della medicina underground, dunque.

Un teorico vegano del cibo naturale e dell’anti-amido, ed uno specialista in gerontologia, per i suoi vasti studi ed esperimenti intesi a prolungare la vita umana.

Paradossalmente, Hotema è da considerarsi il maggior critico del vegetarianismo tradizionale.

Non perse molto del suo tempo a criticare i carnivori e gli onnivori.

Troppo disgusto provava per carne e latte, per pesce e uova, e per i loro derivati.

Già il solo parlarne rappresentava per lui qualcosa di irreligioso e blasfemo.

Concentrò le sue frecce ed i suoi strali proprio contro i vegetariani, i cerealicoli e i mangia-amido del suo tempo, accusandoli di tradire regolarmente il disegno fruttariano del proprio corpo umano, e di pagarne pertanto carissime le conseguenze.

 

Processo di rivalutazione culturale e salutistica delle teorie hotemiane

 

L’America lo sta giustamente rivalutando e recuperando, come straordinaria fonte di ispirazione, di allargamento mentale e culturale, nonché di notizie, dati, battute, considerazioni spesso al limite dell’incredibile.

Pensatore prodigo di consigli dietetici e di norme igienistiche validissime per stare bene e per rendere i guai della vecchiaia fastidiosi e pesanti.

Diciamo pure un tipico esempio di come regolarmente la cultura ufficiale tiene e coccola ottone ed alluminio, scartando oro e platino.

 

Una feroce critica ai vegetariani consumatori di amido

 

Le posizioni di Hotema vanno ben oltre alla condanna della carne e di tutte le proteine animali, che anche lui come Graham, Tilden e soci, definisce non-cibi, ovvero sostanze stomachevoli, disgustose, distruttive per il fisico umano, e dunque da non essere nemmeno citate e considerate.

Egli estende la sua feroce critica ai vegetariani consumatori di amido, di cereali e verdure amidacee, ai consumatori di pasta, di pizze e di pani, oltre quelli di cereali tipo riso e mais.

 

Il crudismo e l’esperimento Cambridge2000 sono la consacrazione di Hilton Hotema

 

Di macrobiotica non ne parla, perché non era ancora esplosa la moda di Ohsawa, ma sarebbe stata un bersaglio ideale per i suoi missili ideologici.

Le idee di Hotema sono da prendere in attenta considerazione.

Il mondo, senza rendersene conto, gli sta dando ragione.

Il crudismo che si sta sviluppando in ogni dove in modo crescente, con marcata prevalenza della frutta viva, ne è la prova.

L’esperimento di Cambridge2000 rappresenta la consacrazione, il trionfo ideologico di Hilton Hotema, anche se la dr Khaw e la dr Welch, con tutta probabilità, non conoscono nemmeno chi egli sia.

 

Più brava è una cuoca e più si rimane fregati

 

I temi trattati da Hotema sono diventati di grande attualità.

Quando lo lessi le prime volte, una quindicina di anni fa, me ne resi conto immediatamente e lo sperimentai sotto il mio stesso tetto, dove stava crescendo un bambino e ne stava arrivando un secondo.

Quando ci sono bambini di mezzo, le mamme, a qualunque razza e filosofia esse appartengano, temono sempre di esagerare con la frutta e di far mancare qualcosa ai loro piccoli.

Non è facile tirar via dai fornelli una donna di casa. Specialmente quando è brava a cucinare.

Ho sempre pensato che più brava è una cuoca e più si rimane fregati.

 

L’eliminazione delle cucine a gas ed il ritorno delle cucine a legna.

L’inserimento di alcuni cereali integrali erogatori del prezioso gruppo vitaminico B.

 

La soluzione ideale sarebbe di eliminare le cucine a gas e le bombole, e ripristinare le antiche cucine a legna. Così d’estate nessuno accenderebbe il fuoco. Ed anche nelle altre stagioni, la produzione della fiamma distruggi-vivande sarebbe almeno più lenta e più laboriosa.

E le cuoche diventerebbero automaticamente preparatrici e imbanditrici di tavoli con graziosi buffet crudisti, con tanta frutta corredata da qualche foglia verde in pinzimonio, da diversi germogli, da qualche vegetale cotto al vapore, da olive, da peperoni secchi, da mandorle e datteri e pinoli, da qualche patata non sbucciata e intenerita sulla piastra, da zucche e patate dolci provenienti dal forno a legna, da qualche legume, da molte castagne, da un quantitativo ragionevole e minimo di cereali (specie miglio, grano saraceno, avena, riso nero, tutti richiedenti un minimo di cottura ed erogatori del prezioso gruppo vitaminico B, che potrebbe scarseggiare seguendo alla lettera la filosofia di Hotema, fuori dal suo ambito paradisiaco hawaiano).

 

Un ragazzino di nome Valdo che, senza saperlo, praticava le teorie di Hotema

 

Le mie idee personali, per come me le ricordo fin da ragazzino, non discordano troppo dalle posizioni di Hotema. A quel tempo, in ogni mia uscita da casa, avevo nella mente dei precisi itinerari che, a seconda delle stagioni, erano veri e propri appuntamenti con alberi e cespugli e prati.

Mi riempivo di fragole di bosco, di ciliegie, di more, di emoli verdi, di spizzecui (rosa canina) e di frutti del biancospino, di lamponi blu, di more di gelso, di uva, di pesche e di noci, di mele selvatiche, di bacche di pino, di germogli di vite, di pan-e-vin (dissetante acetosa) e di pan-e-kuk (nutriente tragopodon pratensis o barba di becco) e tornavo a casa ovviamente privo di appetito, per cui il piatto di pasta, il risotto o la minestra stracotta, venivano affrontati con noia e con pochissima voglia.

 

Scattavano le tiritere e le prediche materne

 

E a quel punto scattavano le tiritere e le prediche materne. Se non mangi non cresci, Ho lavorato delle ore per prepararti questo e quello, e adesso guardi il tutto come fosse veleno, e così via.

Purtroppo, col freddo cascava il palco. Dalle ottime albicocche si passava alla micidiale confettura di albicocche. Chi mai conosceva a quel tempo le insidie micidiali dello zucchero-saccarosio?

Mele, cachi, castagne e patate riempivano ogni angolo della casa, ma non bastavano sicuramente a coprire ogni fabbisogno. Datteri e uvetta si trovavano pure nei cassetti.

Ma le banane erano merce rara e costavano forse troppo.

La situazione non è affatto cambiata oggi. Sento le stesse identiche prediche fatte ai figli di oggi, anche se spesso a buona ragione, in quanto i giovani odierni non conoscono le erbe selvatiche, ma conoscono troppo bene le porcheriette alimentari confezionate, la cioccolata e i gelati, (anche se, a dire il vero, i miei ragazzi si limitano assai in questo).

 

Nei paradisi tropicali è facile applicare alla perfezione il metodo Hotema

 

Chiaro poi che Hilton Hotema potesse gioire del suo fruttarianismo anche in funzione del fatto che trascorse molti anni della sua vita alle isole Hawaii, terra di meravigliosi frutti in tutte le stagioni, terra delle famose Macadamia nuts, terra in cui poteva anche starsene lunghe ore al sole ed assorbire quanto di meglio la natura dei paradisi tropicali è in grado di offrire.

Mi comporto da perfetto Hotema pure io, quando mi trovo da quelle parti, e la quota di frutta sale regolarmente al 90 ed anche al 100 percento.

Mi succede spesso di fare 3-4 giorni a durian, mango e noce di cocco e niente altro.

Ed è normalissimo per me basare l’intera giornata sulla frutta, con l’eccezione di qualche popcorn e della solita crema di avena, oppure con l’eccezione di un bel panino integrale con avocado, rucola, insalata, noci e ravanelli, oppure con una pizzetta vegetariana alle verdure crude, su cui Hotema avrebbe avuto di sicuro qualcosa da ridire.

 

Gli ottimi ed economici buffet asiatici vegani in ristoranti non-vegetariani

 

Nei salad buffet della non-vegetariana catena Sizzler, è possibile rimpinzarsi di tutte le migliori verdure crude di stagione in Thailandia, precedute da anguria, melone, mango, ananas e dragon-fruit.

Nei salad-bar della catena non-vegetariana Pizza-Hut di Taiwan, c’è davvero di che riempirsi dei migliori cibi naturali reperibili nel paese, sempre evitando la quasi immancabile sezione riservata ai mangia-cadaveri.

Ho citato due specifiche catene di ristoranti dove un pasto abbondante, sano, crudista e nutrientissimo, ti costa non oltre tre Euro.

Se vai invece in un ristorante rigorosamente vegetariano, finisci in genere per trovare più cibi cotti, e per spendere 5-10 volte di più.

Conviene semmai optare per i buffet, non vegetariani, organizzati nei migliori alberghi, dove si riesce a scegliere un valido menù vegetariano e principalmente crudista.

 

La delusione del vegetarianismo a base di verdure. Il caso del capitano Goddard Diamond.

 

Tornando ad Hotema, è interessante la storia da lui citata circa il capitano Goddard Diamond.

In gioventù, le arterie sono elastiche, ma poi si induriscono.

 

Ciò accade non perché il corpo invecchia, ma perché l’uomo va scioccamente a rimpiazzare i suoi elementi flessibili con tessuti fibrosi e con sali di calcio. In altre parole è la calcificazione quella che frega l’umanità e che fa invecchiare la gente prima del tempo.

Il Captain Goddard Diamond, di San Francisco, soffriva all’età di 79 anni di indurimento dei tessuti e delle arterie, con rigidità crescente ai muscoli ed alle giunture.

Eppure, negli ultimi suoi 30 anni, era stato attento come un orologio alla sua dieta, ed era pure vegetariano convinto.

Divenne allora fruttariano al 100 percento, e fu la sua salvezza.

Visse in piena salute per altri 40 anni, e scomparve alla tenera età di 120 primavere.

 

Il vegetarianismo non è la base da cui partire. Il succo divino sta nel frutto.

 

Il vegetarianismo in sé, pur essendo un notevole passo avanti rispetto alle follie dell’onnivorismo e del mangia-cadaverismo, non rappresenta la soluzione ideale.

E’ il fruttarianismo la base da cui partire.

Sta nei frutti il succo di Dio, il cibo degli dei, il carburante prezioso ed unico dell’uomo.

Verdura, foglie, radici, possono andare benissimo ma solo come integrazione del cibo base che è la frutta. La verdura non va assolutamente intesa come sostituto o come concorrente della frutta.

 

L’ottima aria azotata che soddisfa l’appetito proteico, come da ricerche del professor Evans

 

La frutta ha tutti i nutrienti necessari per l’uomo.

Qualora le sue proteine sembrassero insufficienti a soddisfare un teorico appetito proteico, la vera integrazione sarebbe quella dell’aria, da cui possiamo assorbire l’ottimo azoto o nitrogeno N di origine atmosferica, che rappresenta l’80 percento dell’aria, contro il 20 percento riservato all’ossigeno.

Queste affermazioni sono confermate dalle ricerche del professor Charles Delacy Evans nel suo testo  How to prolong life (Come prolungare la vita), edito a Londra.

 

Basta saper osservare la natura

 

La vera sostanza base degli organismi viventi arriva dall’aria. Basta saper osservare la natura.

Questo succede anche per gli alberi, dotati come sono di un apparato fogliare-polmonare particolarmente ricettivo. Pochissima nutrizione gli arriva dal terreno.

A volte vediamo grossi alberi sistemati in pochissima terra o magari in un limitante vaso.

Eppure si sviluppano in modo incredibile, al punto che dal metro cubo di terra a disposizione hanno sviluppato 5 e oltre metri cubi di legname.

Dove hanno mai preso tanta energia e tanta forza? Dall’aria, dalla luce e dal sole.

 

Le sostanze fibrose-gelatinose, le sostanze terrose, i fosfati e i carbonati di calcio

 

La debolezza e la decrepitezza dell’organismo non dipendono affratto dall’età, ma sono piuttosto il risultato della ossificazione e della accumulazione eccessiva di sostanza calcarea (calcio inorganico) nel sistema. Ovvero da una graduale accumulazione di sostanze fibrose e gelatinose, e da un lento deposito di sostanze terrose, soprattutto fosfati di calcio e carbonati di calcio, che riducono il calibro dei grandi vasi arteriosi e che talvolta inattivano o persino annullano i capillari più estremi e periferici.

 

 

Mangiare non per vivere ma per morire

 

Il fluido, elastico, maneggevole, flessibile e attivo stato del corpo, lascia il posto tristemente a condizioni decrepite. Lascia il posto a un corpo pesante, ingessato, inattivo, rigido, ossificato.

Si sono seguiti con precisi strumenti di misurazione questi componenti terrosi (fosfati e carbonati) mentre avanzano e si depositano nel sangue, e poi sono stati rintracciati tramite il processo respiratorio nelle cellule e nei tessuti.

E si è ripercorsa la strada inversa. Dal sangue al chilo, e poi al bolo dello stomaco e al chimo, ed infine agli articoli della dieta.

L’umanità pensa di risolvere i suoi problemi di sostentamento col mangiare sostanzioso.

Mangiare per vivere, è lo slogan in vigore. In realtà, quanto sta facendo è esattamente l’opposto.

Essa vive col principio del Mangiare per morire.

 

L’acqua zuccherina che non ossifica, non irrigidisce e non invecchia

 

Il segreto per evitare ossificazione e decrepitezza è ridurre drasticamente l’immissione di calcarei (cioè sali di calcio, di magnesio e di sodio) nel corpo.

La frutta succosa, molto distinta dai vegetali, contiene quantitativi ottimali, cioè minimi, di materiale salino e terroso (sempre carbonati di calcio), mentre possiede al contrario grandi quantità di acqua pura distillata che non ossifica e non irrigidisce e non invecchia, e ottimi quantitativi di succo zuccherino, accompagnato ovviamente dall’intera gamma di micronutrienti conosciuti e non conosciuti, da tutte le sostanze adatte per l’assimilazione e per una nutrizione vivificante.

 

La cerealicoltura è agricoltura criminale

 

I cereali, dice Hotema, costituiscono oggigiorno la base dell’alimentazione umana (ai suoi tempi la carne non era ancora ai vertici, e la gente campava soprattutto di farine, pani e polente, accompagnate a volte da qualche proteina animale).

Avverto che essi contengono grandi quantità di materia minerale e che sono la categoria di cibi meno adatta all’uomo, dopo la carne e i latticini.

Li chiamano il cibo della vita, mentre in realtà si tratta di cibo mortale, che fa magari sopravvivere nel breve, ma che conduce a invecchiamento prematuro e a morte precoce.

La cerealicoltura è un’agricoltura di tipo criminale, basata sulla distruzione delle foreste naturale e delle preziosissime erbe selvagge.

Concetti sicuramente esagerati, ma non privi di importanti squarci di verità.

Basti pensare a quanto sta accadendo oggi con la foresta amazzonica.

 

Rovinosa bonifica di preziose paludi, desertificazione terreni, deforestazioni selvagge

 

Deforestazione, diserbamento prati naturali essenziali, riempimento e bonifica di paludi utilissime ed indispensabili, sterilizzazione e desertificazione dei suoli, fertilizzazione chimica ed avvelenamento delle falde acquifere, incendi dolosi di boschi e foreste.

Tutte queste operazioni per avvelenare direttamente gli stomaci umani (vedi riso e frumenti) o per imputridire gli intestini e il sangue dell’umanità (vedi mais per alimentazione animale e carni derivate ai fini di una disgraziata e degenere alimentazione carno-lattea).

 

 

Occorre procedere ad una ristrutturazione accelerata del sistema produttivo-distributivo

 

Le conclusioni sono molto semplici. Rallentare e bloccare l’usanza folle delle coltivazioni intensive ed indiscriminate di cereali. Dare assoluta preminenza alla produzione di frutta e di noci di ogni tipo.

Ristrutturare i mezzi di trasporto e di conservazione, in modo tale che su tutti i mercati del mondo ci sia sovrabbondanza di prodotto fresco e conservato al meglio, sempre secondo i criteri più naturali possibili.

 

La funzionalità dei capillari si mantiene con la frutta, non con le verdure

 

Il dr Winckler, medico e fisico tedesco, dopo aver adottato una dieta vegetariana al fine di migliorare la sua salute, scoprì che, a parte i notevoli miglioramenti rispetto alle precedenti diete carnee, si ritrovava stranamente con un sistema circolatorio evidenziante segni di calcificazione.

I cereali tendono ad ossificare i tessuti, i vasi sanguigni ed i giunti, quasi quanto le carni e il latte, e portano quindi a decrepitezza anticipata e a morte prematura.

Anche la dieta vegetariana, se basata più su verdure e cereali che sulla frutta, rovina i vasi capillari e ti fa invecchiare precocemente.

 

I grani dei cereali sono acidificanti e causativi di osteoporosi, quasi quanto il latte e le carni.

Eliminate i cereali e la carie dentaria sparirà totalmente dai  bimbi vegani.

 

I grani, i cereali, contribuiscono a diversi disordini fisici.

Essi non appartengono al cibo essenziale degli uomini.

Il cibo dell’uomo ha un nome solo: frutta e noci, più alcune integrazioni vegetali.

Non il contrario, come troppo spesso avviene nei normali menù dei vegetariani.

Eliminate i grani dall’alimentazione dei bambini vegetariani e la carie dentaria sparirà, ma la cosa disturberà assai dentisti e industrie collegate ai medesimi. I grani contengono amido in sovrabbondanza, e diventano cibo acido-formante e acidificante, non quanto le carni e il latte ma quasi.

Non dimentichiamo che l’acidità del sangue è considerata come il disordine alimentare più disastroso della civiltà contemporanea.

 

Si può essere vegetariani e nel contempo ubriaconi di amido. Tutto sensato, maestro Hotema, accettiamo il concetto del molta-più-frutta, ma non sottovalutiamo la foglia, il tubero e il seme.

 

Il vegetariano medio è un autentico ubriaco di amido.

Il suo tubo intestinale è spesso un tubo fermentante accompagnato da formazione di gas acido-carbonico che irrita il corpo e danneggia nervi e cervello. L’alcol si produce per fermentazione dei cereali. I mangiatori di amido trasformano i loro corpi in altrettante distillerie umane.

La fermentazione intestinale irrita le delicate membrane dello stomaco e dell’intestino e porta spesso a riniti, appendiciti, gastriti.

Tutte cose sensate, maestro Hotema, ma non dimenticarti che le verdure crude offrono una vasta gamma di minerali allo stato organicato, in forma micro-sminuzzata, collaginosa ed assimilabile, resa tale da madre natura. Le verdure crude sono come un’iniezione di preziosa clorofilla, ovvero di linfa vegetale magnetizzata. In più, esse contengono importanti inuline ed insuline vegetali che danno una mano al nostro pancreas, e questo succede ad esempio con radici amidacee tipo il topinambur, particolarmente utile per i fruttariani. Quindi, accettiamo il concetto basilare del molta-più-frutta, ma non sottovalutiamo la foglia, il germoglio, il fiore, il tubero, il seme, la radice e il cereale germinato o leggermente cotto

 

La secchezza dei cereali e l’assorbimento interno di liquidi

 

Certe sostanze non dovrebbero mai entrare nel corpo.

La condizione secca dei cereali e delle verdure amidacee li porta a fungere da carta assorbente di fluidi corporei all’interno dell’organismo, risultante poi in una sete e in una domanda d’acqua, come scrive il professor Alfred Mc Cann nel 1920.

 

Il peggior fenomeno patologico del corpo umano è la putrefazione intestinale

 

L’invecchiamento e la morte sono determinati principalmente dai processi di putrefazione interna, avvelenamenti micidiali che hanno sempre origine negli intestini, ed in particolare nel colon.

Il problema prioritario nella promozione della salute e nel prolungamento della vita è quello di mantenere il canale alimentare libero da processi putrefattivi, come asserisce giustamente il

dr Metchnikoff.

I residui dei cibi carnei passano nel colon e vi rimangono per lunghissimo tempo, putrefacendosi rapidamente e formando i più mortali veleni conosciuti in chimica.

Se a questa situazione aggiungiamo dei processi fermentativi-alcolici, non facciamo che aggravare ulteriormente i nostri drammi intestinali.

 

Sangue vegetariano e sangue carnivoro a confronto.

Per la difesa dell’aria pura servono attenzioni maniacali.

 

I ricercatori hanno scoperto che il sangue degli animali carnivori va in putrefazione molto più rapidamente di quello degli animali vegetariani (vedi studi del dr Trall).

Non esistono veleni più mortali di quelli emessi dai corpi animali.

Vietato dunque stare in posti chiusi con poche finestre aperte e con tanti soggetti che avvelenano contemporaneamente l’aria.

Vietatissime le aule scolastiche chiuse ermeticamente nei mesi invernali.

Vietatissimi gli ambienti dove qualche irresponsabile fuma.

Basterebbe riassorbire l’aria che emettiamo, o chiudere la porta e la finestra della nostra cameretta, per morire asfissiati.

 

La pericolosa ritenzione di urea e i complimenti al grande Vespasiano

 

Anche la ritenzione di urea nella vescica può causare morte immediata.

Vietato dunque trattenere l’urina a lungo.

Al limite, meglio farsela addosso, con scorni e maledizioni agli architetti ed ai pianificatori cittadini che disegnano grandi spazi e grandi palazzi con piccole e rare toelette, con improperi ed insulti ai grandi negozi con introvabili servizi o addirittura privi di servizi, e con tanti complimenti agli antichi romani e al grande Vespasiano.

 

Mai scordare però gli sconquassi e i drogaggi causati dalla dieta carnea

 

Il dr Moore, della Harvard University, ha dimostrato con ripetuti esperimenti che la dieta carnea produce una accelerazione dei battiti cardiaci, con punte di aumento del 45-50 percento oltre il livello normale a digiuno.

 

Le carni, sempre putride dal momento della macellazione in poi, emettono veleni, ed il nostro corpo viene costretto, viene trascinato in un vortice di stimolazione che dà calore ed illusione di potenza, mentre in realtà trattasi di drogaggio, di sfruttamento intensivo di risorse interne, e quindi di accorciamento della vitalità e della vita.

Il corpo è trascinato in questo perché deve, anche se non gli piace.

Deve eliminare alla svelta i micidiali veleni introdotti nel corpo.

Questi errori si pagano a caro prezzo.

 

L’importanza del sistema arterioso. Le contrazioni e i rilassamenti del dr Bennett.

 

Il dr Stanford Bennett ha inventato un sistema di contrazioni e rilassamenti muscolari che sarebbero in grado di eliminare il tessuto cellulare consumato o morto che intasa l’organismo.

Una specie di accelerazione del ricambio e della pulizia cellulare.

La vecchiaia consiste in una insufficiente fornitura di sangue ai vari organi, che si deteriorano allo stesso modo di piante non propriamente annaffiate e nutrite.

Questa è la vecchia età.

Le condizioni fisiche dipendono integralmente dal sistema arterioso, a partire dalla più grande arteria per giungere al più piccolo dei capillari.

 

Il cretinismo calcio-magnesico, ed i rimedi a base di acqua distillata e di frutta

 

Il cretinismo, fenomeno noto in regioni dei Pirenei ed anche altrove, ha origine dal calcio-magnesio immesso nell’organismo con l’acqua che si beve, la quale porta ad ossificazione accelerata e a indurimento prematuro delle arterie.

La vita dei cretini è corta, e pochi vanno oltre i 30 anni.

Presentano infatti molto presto i segni marcati dell’età.

Uno dei rimedi proposti dalla scienza è l’uso intensivo di acqua distillata.

Ma il metodo principe, per controbilanciare tale situazione, rimane l’adozione di una dieta totalmente fruttariana.

 

L’attività muscolare ed aerobica che migliora l’assimilazione (anabolismo) e lo smaltimento (catabolismo)

 

I materiali devitalizzati e morti trattenuti nel corpo per scarsità o mancanza di enzimi disgregatori, sono autentiche tossine, causa sicura di vecchiaia anticipata.

L’assimilazione difettosa è un’altra caratteristica dell’età avanzata, dove si perde carne o tessuto e non si riesce a ricostruirli adeguatamente.

Il solo rimedio possibile è l’attività muscolare ed aerobica che migliora ed accresce l’assimilazione ed anche lo smaltimento.

Gli stati mentali di pessimismo causano poi ritardi nella digestione con conseguenze assai negative sul fegato e sull’intero sistema.

 

 

Se ti riposi troppo ti arrugginisci. E’ l’uso che fa l’organo. E’ la bontà che fa l’anima.

 

If you rest you rust (se ti riposi ti arrugginisci), dice un proverbio tedesco.

Vietato dunque arrugginirsi, sia mentalmente che fisicamente. E questo vale per lo spirito, l’etica, l’estetica, per il sesso e per tutte le potenzialità umane.

C’è una stretta sinergia tra corpo, mente e anima.

Il deterioramento dell’uno porta velocemente a quello degli altri, e viceversa.

Tutti i muscoli e tutti gli organi crescono in dimensioni, forza, elasticità, sensibilità, se propriamente esercitati, e perdono le loro caratteristiche se trascurati.

E’ l’uso che fa l’organo, ed è l’uso che fa la mente ed anche l’anima.

 

La regolare e persistente attività fisica a sostegno del sistema linfatico

 

L’elasticità della giovinezza dipende principalmente da una persistente e regolare attività muscolare, e soprattutto da pulizia interna ed esterna del corpo.

Trascurare l’esercizio fisico porta a indurimento e ruggine, come succede con qualsiasi macchinario lasciato a se stesso.

L’attività muscolare manda in movimento il sistema linfatico che non possiede un suo cuore pompante, come nel caso del sistema sanguigno.

L’attività muscolare regolare e persistente tende ad espellere la ruggine e i detriti intasanti, mentre gli sforzi esagerati e la fatica eccessiva accelerano troppo il battito cardiaco danneggiando il cuore, causandogli ipertrofia, ovvero ingrossamento.

 

Il sole è tutto per la vita e la salute

 

Prolungare la vita significa stare all’aria aperta ed alla luce del sole il più frequentemente ed il più a lungo possibile, respirando a pieni polmoni l’aria fresca arricchita dai rivitalizzanti raggi del sole.

Mandate in pensione e al macero chi parla male del sole e spaventa la gente per vendere più creme solari e più occhiali scuri.

Tutte le forme di vita dipendono dall’energia solare.

Il sole è la grande dinamo dalla quale tutta la forza vitale è derivata.

Il sole anima tutta la vegetazione e ogni forma di vita sulla terra.

 

E’ il fluido elettrico-magnetico solare che si diffonde nel corpo con la respirazione profonda

 

La luce ed il calore del sole sono indispensabili.

Vita, salute, longevità senza sole sono davvero una chimera. L’aria pura vitalizzata dai raggi è carica di principio vitale.

L’atto del respirare a fondo (non meccanicamente e sovrapensiero come quasi tutti fanno) distribuisce in ogni angolo del corpo il fluido elettrico-magnetico solare, ovvero la forza che regola e rinnova il meccanismo e la carburazione del sistema-corpo.

L’aria esposta ai raggi solari possiede il principio magico della vita, molto di più che l’aria delle stanze ombrose e chiuse.

 

Il corpo sano è un autentico distruttore di veleni

 

Qualsiasi genere di fisico, qualsiasi organismo, può essere attaccato e sconfitto, messo in difficoltà, quando la digestione e l’assimilazione sono difettosi, e quando c’è mancanza di sole e di aria pura.

E’ d’obbligo dunque acquisire il potere di rovesciare tutte le tendenze negative, di fare le scelte giuste, e poi di non avere più paura di niente. Ricordatevi una grande realtà.

 

Il corpo sano vive in assoluta sintonia, sinergia e collaborazione coi propri microbi

 

Nessuna patologia basata su batteri o virus sarà mai in grado di mettere in crisi un poison killing apparatus (un apparato distruggi-veleni) quale è un corpo sano.

Detto oggi in termini igienistici, un corpo umano sano vive in assoluta sintonia, collaborazione e sinergia coi propri microbi, e non in allarme ed in guerra di trincea, o peggio ancora in guerra chimico-batteriologica contro di essi.

 

Il rigore assoluto è per pochi. Il leggero compromesso è valido per tutti.

 

Come già accennato nelle righe precedenti, un minimo di pane integrale, qualche cereale integrale cotto al minimo con dei legumi, qualche crema di avena rinforzata da sesamo-lino-girasole, qualche pannocchia cotta al vapore dentro il suo cartoccio, qualche bella scoppiettata di pop-corn, e magari qualche piccola, limitata ed innocente trasgressione con pizzette vegetariane, o con paste integrali al pomodoro crudo o al pesto, ci impediranno di cadere nei morsi della fame o di incorrere in carenza del gruppo vitaminico B, senza farci per questo allontanare troppo dal rigore sperticato del buon Hotema.

Il rigore è per quei pochi fortunati che riescono e che possono. Il leggero compromesso è valido per tutti.

 

Hotema come formidabile contromisura agli enormi errori di percorso della nostra civiltà

 

Il fruttarianismo di Hotema può essere inteso come una formidabile contromisura agli enormi errori di percorso che sta facendo la presente civiltà umana, basata com’è sulla ricerca spasmodica della sostanza nel materiale amidaceo dei cereali lavorati, nel materiale concentrato del cotto e del junk, nel materiale svezzante e muco-formante del latte, nel materiale proteico e cancerogeno delle carni e del pesce, nel materiale terroso delle troppe verdure. Il succo d’arancia fresco non ha bisogno di condimenti, di olio e aceto per essere gradito. Alla pesca ed alla banana non servono sale e pepe per deliziare il nostro palato.

 

Chi si attiene alla sua dieta logica e naturale, non ha bisogno di integrare e supplementare

 

Chi si attiene alla sua dieta naturale, al carburante disegnatogli su misura dal Creatore, non ha bisogno di supplementazioni e di integrazioni, ovvero di stampelle chimiche e farmacologiche.

Chi sa prendere preziose energie dalla frutta, dall’aria, dall’acqua e dal sole, e sa usare il suo motore con criteri di selettività e di razionalizzazione energetica, non cade nelle micidiali crisi di fame che caratterizzano  la generalità delle persone, portandole a commettere gli errori che ben sappiamo, portandole ad esagerare e vicariare con amidi cotti, con proteine cotte, con cibi spazzatura, con cibi salati e zuccherati, con bevande alcoliche, nervine e dolcificate.

 

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)

                         – Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)