PRURITI, ASMA, MESTRUO DOLOROSO E DIETA

LETTERA

 

Una riflessologa davvero brava

 

Salve Valdo, ho letto con molto interesse alcuni articoli del blog, in particolare quelli più vicini alla diagnosi che mi è stata fatta dalla persona che mi tratta il piede da due mesi ad oggi (una riflessologia che pare sia la migliore di Cagliari).

La prima cosa che mi ha scioccato è che, mentre mi toccava il piede, ha voluto sapere quale fosse la mia alimentazione quotidiana, e poi ha cominciato a parlarmi di sangue molto viscoso, di cisti in formazione (utero policistico, noduli al seno), di bile e altre secrezioni corporee di estrema densità.

Una dieta rigorosa da seguire per 4 mesi

Mi ha poi chiesto se soffrivo di tappi di cerume.

Come negarlo? Ci ha azzeccato in pieno. Altro che sordità incipiente, come sostiene mio marito.

Per continuare poi col mestruo dolorosissimo, in parte attenuato perché da qualche mese praticavo yoga kundalini. Ma lo shock vero doveva ancora arrivare.

A parte i trattamenti rigorosamente settimanali del piede, mi ha prescritto una dieta senza farinacei e latticini, a parte lo yogurt di capra e il casu acedu tipico delle nostre zone dell’entroterra.

Una dieta senza caffè, cioccolato, uova.

Il tutto per 4 mesi, che ho poi scoperto essere il tempo di vita di un globulo rosso.

Un cambiamento non del tutto indolore

Se pensi che la mia alimentazione, fino a 2 mesi fa, abbondava di pane, farine sempre e ovunque, dolciumi, ricotte, latte e formaggi, ti puoi solo immaginare.

Sul momento la cosa mi ha lasciato in parte perplessa e in parte entusiasta, come quando si comincia una nuova avventura.

Devo ammettere che rinunciare alla pizza, e litigare coi dirigenti dei ristoranti per avere una misera insalata e delle patate al forno (magari surgelate), rinunciando ai dolciumi, alla ricotta che spesso mangiavo come pasto centrale, non è facilissimo!

Problemi con l’intestino

Però oggi è capitato a proposito il tuo blog, visto che da due giorni ho problemi di gonfiore alla pancia e diarrea, cose a cui non ero più abituata. Una sensazione orribile!

Tutto dovuto probabilmente al fatto di aver provato a mangiare del muesli queste mattine a colazione.

Forse non va bene. Non riesco a capire come lo fanno. O forse saranno le gallette di mais, o forse è la carne di pecora che ho mangiato due giorni fa (fa parte della tradizione sarda e non sono riuscita a dire di no, chiedo perdono).

Un eczema sullo stinco sinistro, e cortisone a raffica

Il motivo principe che mi ha condotta dalla riflessologia è stato un gigantesco eczema sullo stinco sinistro, da ormai svariati anni, apice della mia vita da allergica e asmatica sin da bambina.

Eczema che mi ha costretta a cure cortisoniche da cavallo per svariati anni, che mi hanno causato difficoltà respiratorie (per anni dormivo col broncodilatatore sul comodino), e mille altre paure ed ansie, nonché pruriti notturni inimagginabili.

Ora l’enzema è quasi invisibile!

Una insalatina in anticipo sul primo e sul secondo

Per tornare all’alimentazione, tra gli alimenti consigliati dalla riflessologa vi sono il succo di mela, il caffè d’orzo, le mele cotte, verdura e frutta a gogò (con la frutta lontana dai pasti principali), la pasta di riso al posto di quella normale, cereali in chicchi e riso integrale, mandorle, noci, the bancha invece del the normale.

Prima la verdura e poi eventualmente la frutta, e poi ancora gli alimenti meno ricchi d’acqua, in modo che il bolo si formi a partire dagli elementi più idratati, per cui la mia dieta comincia sempre con una insalatona in anticipo sul primo e sul secondo piatto.

La superfame a colazione

L’unico neo è la colazione, momento in cui la fame è molta.

Non riesco a mangiare frutta soltanto, e a volte ripiego sulle patate e sulle noci.

Questi giorni ho provato con yogurt e muesli, ma non so se sia corretto, visti i miei problemi addominali. Chiedo anche se i ceci tostati siano una valida alternativa a metà mattina.

Sto continuando la pratica dello yoga e le meditazioni.

Ringrazio per questo blog così interessante. A presto.

Nicoletta

RISPOSTA

 

Yoga e meditazione vanno benissimo, lasciando stare le pecorelle

 

Ciao Nicoletta, la pratica dello yoga e della meditazione va benissimo, ovviamente.

Trovo però strano che tu cada ancora negli errori della tradizione e nella carne di pecora.

Per una persona che fa yoga e meditazione mi pare che avresti potuto essere più coerente e rigorosa.

La riflessologia che hai trovato ti ha dato tutto smmato delle buone indicazioni, e puoi ritenerti fortunata ad averla.

Alcune piccole obiezioni

Ho alcune obiezioni e te le elenco per ordine di importanza. Mai la frutta dopo la verdura, ma eventualmente viceversa e, dopo la frutta, aspettare mezzora prima di partire con le verdure. Poi non capisco perché questa accoppiata frutta-verdura, quando ti ha detto giustamente di tenere la frutta lontano dai pasti principali. Il succo di mela va bene, ma solo se centrifugato da te all’istante.

Quello commerciale, per delizioso e naturale che sia, è stato pastorizzato e quindi va bene in termini di calorie e di apporto acqueo, ma non di vitalità (enzimi) e di micronutrienti (minerali e vitamine).

Niente bevande nella dieta crudista fruttariana

Il caffè d’orzo e il the bancha sono sicuramente meglio del caffè e del the, ma vanno scartati al pari di tutte le tisane (escluso quelle ad uso terapeutico per eventuale emergenza), perché tolgono spazio al cibo centrale umano che è la frutta o il succo di frutta vivo (fruttosio) o il succo di verdura vivo (clorofilla).

In una dieta viva e fruttariana non servono assolutamente bevande di alcun tipo.

Le mele cotte nel periodo invernale

Le mele cotte leggermente, per renderle più tenere e gradevoli, si possono accettare d’inverno, ma sempre senza esagerare, visto che la cottura implica una inevitabile dispersione enzimatica.

Vale per le mele lo stesso discorso delle patate, le quali, se cotte conservativamente e senza sbucciare, mantengono valori accettabili sulla scala vibrazionale Simoneton.

Frutta lontano dai pasti

Frutta a gogò lontano da pranzo e cena è corretto, come dicevo all’inizio. Nel linguaggio di Cambridge frutta a gogò significa 5 pasti sazianti di frutta al giorno (il famoso five-per-day), e non c’è mopdo migliore di sistemare tali pasti se non con 3 colazioni mattiniere e 2 merende pomeridiane.

Obbligatorio adottare una colazione fruttariana

Fame di prima mattina? Non esistono alternative alla frutta, in quanto occorre assolutamente rispettare il ciclo eliminativo che va dalle 4 am alle 12.

Alle 7, se ti alzi presto, ti fai una spremuta di 4 belle arance, o un paio di pompelmi, oppure una bella fetta di melone, o una terrina di uva, o una centrifuga di carote-sedano-ananas, e risolvi il problema. Alle 9 mangerai delle pesche o dei fichi. L’abitudine ti aiuterà a vincere la superfame mattiniera, spostando il fenomeno verso le 11, dove potrai invece inserire volendo la crema di fiocchi di avena coi semini, o il pop-corn con le banane o i fichi o i datteri.

Pranzo, merende e cena completano il ciclo appropriativo (dalle 12 alle 20)

La merenda di mele o ananas alle 16 sarà seguita da quella a frutti di bosco, o melograni o fichi d’India alle 18. Pranzo (ore 13) e cena (ore 19) cominceranno col piattone d’insalata, che nel tuo caso arriccherai con germogli e avocado, con olio pressato a freddo, e con del buon pane integrale di accompagnamento, per esorcizzare la fame mattutina del giorno dopo.

Secondo piatto a piacimento (selezionabile tra cereali, legumi, patate, zucche, cavolfiori, cavolini, pasta al pomodoro crudo, pizza alle verdure fresche) e terza portata le mandorle e i pinoli.

Il tutto senza bevande a tavola.

Un digiuno e una cura dell’uva, per  cominciare ad espellere i vecchi cortisoni

Patate, noci e ceci tostati vanno bene a pranzo e cena, e non a colazione.

Yogurt e muesli è meglio lasciarli perdere, soprattutto a colazione.

Le gallette di mais non le demonizzerei troppo, e le inserirei magari a pranzo e cena, al posto del pane.

Per gli eczemi e le residue difficoltà respiratorie credo tu abbia bisogno di fare anche un bel digiuno di 3 giorni ad acqua leggera, onde movimentare ed espellere almeno parte di quei veleni cortisonici e farmacologici accumulati negli anni passati.

Ti consiglierei anche una bella cura dell’uva di circa una settimana.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo