REGOLARE LA PRESSIONE SCHIVANDO I FARMACI

LETTERA

 

Una grande famiglia igienista e vegana

Ciao Valdo, è un piacere leggerti. Come stai? Siamo Simone e Rossella dalla provincia di Verona, genitori di 4 bambini. Ti rubo solo un po’ del tuo prezioso tempo per chiederti un consiglio ed un aiuto.

In famiglia siamo vegani da oltre quattro mesi.

Mio fratello e famiglia ci hanno seguiti a ruota.

La mia mammina, classe 1945, ha fatto la stessa cosa, prendendosi qualche settimana in più.

Ogni sabato sera ci invita a cena.

Le grosse battaglie verbali degli ultimi mesi

Mediamente, il menù era basato sul risotto col  pontel  (che sarebbe poi risotto alla Mantovana con salsiccia), nonché su carne (pollo, coniglio, arrosto o roast-beef), su caffè, frutta, ammazzacaffè e sigaretta. Sigaretta solo per me e solo allora (ho chiaramente smesso col fumo, altrimenti non avrei nemmeno il coraggio di scriverti).

Sai come sono le madri, ultrabrave a far mangiare i loro nipotini.

Mia madre di più.

Ti lascio solo immaginare le battaglie verbali con lei durante gli ultimi mesi.

Io sono uno che non molla tanto facilmente, soprattutto quando si tratta della salute dei suoi cari.

Alla fine siamo tutti felicemente vegani

Litigi nati per mentalità clonata negli anni in un certo modo, anche se lei è di ampie vedute.

Siamo partiti dai medici per finire alla piramide della FDA, con al vertice la carnina, l’ovetto, il pesciolino e le proteine animali per i bimbi.

Bene, lei oggi è vegana e tendenzialmente crudista come tutti noi, e questo è già straordinario.

O son bravo io o si è convinta lei, non importa.

So che di enorme importanza è stato il tuo testo sull’alimentazione, che le ho prestato e poi gelosamente ripreso.

Due ictus causati dal medesimo problema

Sia la zia, che la mamma di mia madre, soffrirono effettivamente di pressione alta.

Il medico sostiene che si tratta di un fattore ereditario, mentre io sono di parere opposto, anche se non sono medico.

Quella zia morì di ictus il giorno della mia nascita, nel 1969.

Mia nonna, subì un ictus nella sua casa di Conegliano Veneto nel 1980, e rimase sul letto a vegetare per 10 anni, prima di morire l’ultimo dell’anno del 1990.

Un problema che si chiama non pressione alta, ma cattiva alimentazione

Anche mia madre soffre di pressione alta, e pure autoimmune.

Non so cosa caspita sia autoimmune, ma mi fa davvero pensare a un nome dato dai dottori medici alla cattiva alimentazione.

A quella alimentazione familiare di cui lei, come noi stessi, è stata vittima nel corso degli anni.

I ridicoli giochini dei medici e degli omeopati

Il medico di super-fiducia, quasi medico-di-famiglia, nonché dottore in omeopatia, le sta monitorando la pressione mediante miracolose pastiglie che sembrano funzionare.

Funzionano ovviamente perché abbassano la pressione.

Prova tu a spiegarle che tali pastiglie vanno ad eliminare l’effetto ma non la causa.

L’omeopata le sta pure calibrando la soluzione contro l’anti-immunità.

Fa anche ridere.

Mi sembra un meccanico intento a tarare, con tanto di cacciavite, il minimo del motore a carburatori.

La lotta interna per una spallata finale ai farmaci e ai prodotti omeopatici

La battaglia di questi giorni è sul fatto di mandare in malora tutte le medicine, comprese ovviamente quelle omeopatiche, che sempre medicine sono.

La paura di mia madre è di dover lottare contro mostruose ed assurde pressioni sanguigne create dal vuoto chimico lasciato dalle medicine.

Un procedimento alimentare di supporto al nostro programma

Mi puoi dunque consigliare un procedimento alimentare per abbandonare gradualmente i farmaci, sia quelli della pressione che quelli dell’autoimmunità?

In fin dei conti, mamma non è nata con la pressione alta.

Sono sicuro che si tratti solo ed esclusivamente di cattiva alimentazione dei tempi andati.

Un abbraccio.

Simone e famiglia, da Verona

RISPOSTA

Digiuno e semidigiuno sono classici esempi di distacco totale del farmaco

Ciao Simone, pubblico volentieri questa mail perché hai doti non comuni di esporre le cose con chiarezza.

Quando una persona fa ad esempio 3 giorni di digiuno ad acqua leggera, i farmaci vengono assolutamente ed obbligatoriamente messi da parte e buttati.

Spesso lo svincolo si decide e si attua prima ancora del digiuno

In genere, si consiglia di staccarsi dai farmaci ancora prima di intraprendere il digiuno stesso.

Anche perché, passati i 3 giorni (dico 3 giorni prendendo ad esempio il digiuno fai-da-te, ma potrebbero essercene 5 o 7 o 15), è raccomandato di fare altrettanti giorni di semi-digiuno, con dieta crudista-fruttariana (cura dell’uva, o dei fichi d’India, o dei melograni, o dei kaki), o crudista-vegana (con abbondanza di rape e carote e mele), e anche lì zero farmaci.

Vincere la schiavitù psicologica e migliorare la respirazione

In tutti questi casi non succede nulla di particolare a chi soffre di pressione alta, anche perché si parla di un corpo messo a totale riposo fisiologico a letto.

Diverso sarebbe il caso di uno che continuasse ad uscire e a disperdere le sue energie a destra e a manca.

In pratica, spiegandoti il digiuno, ti ho anche spiegato il metodo più congruo di abbandonare il farmaco.

Occorre riabituarsi alla normalità e vincere la schiavitù psicologica dal farmaco.

Un miglioramento del ritmo e della profondità respiratoria, da raggiungersi con regolari esercizi di svuotamento totale polmoni (vedi spirometria), e di riempimento massimale dei medesimi, con fasi di trattenimento intermedio, sarà pure di grande aiuto, a condizione però di non forzare troppo.

Sangue scorrevole significa alla fine pressione normalizzata

Al termine poi del semidigiuno, uno adotta la dieta vegana tendenzialmente crudista, modulandola per rigore e intensità alla sua situazione e ai suoi gusti, salvo che non voglia giocare e fare sciocchi esperimenti a guarire e a riammalarsi, che non mi pare sia il caso della tua genitrice.

Chiaro che la pressione nel frattempo, grazie al sangue magro e scorrevole, al sistema neurovegetativo più stabile e al sistema endocrino più equilibrato, non può fare altro che regolarsi e tornare normale.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo