SLA E MULTIPLA. UN MONDO SMIELATO, INDURITO E SCLEROTIZZATO

LETTERA  1

 

Un amico colpito dalla sindrome laterale amiotrofica (SLA)

 

Gentile Valdo, oggi ho deciso di vincere la mia timidezza su consiglio di amici di Promiseland, il forum di Sara Cargnello, per chiederle un parere sulla SLA, sindrome laterale amiotrofica, una malattia che ha colpito un mio amico.

Vorrei in qualche modo aiutarlo, fornirgli qualche strumento che gli faccia capire verso quale direzione muoversi, informazioni che non sono facili da reperire presso i medici.

 

Ha smesso con l’alimentazione onnivora dei medici, non appena si è accorto del problema

 

Lui ha sempre seguito la classica alimentazione varia ed equilibrata consigliata dai medici, quella onnivora del mangiare poco e di tutto, tipica della piramide alimentare degli ospedali e delle ASL.

Ma è diventato saggio e vegetariano da quando ha scoperto questa sua malattia.

Solo che nessuno ha saputo illuminarlo sul da farsi specifico nella nuova situazione di emergenza.

 

Ci incontriamo forse all’AVA in settembre

 

Forse un tempo, quando il professor Armando D’Elia teneva i giovedì vegetariani io e lei eravamo entrambi lì.

Spero di poter venire alla sua conferenza di settembre all’AVA e conoscerla personalmente, anche se non abito più a Roma.

La ringrazio per la sua generosa disponibilità.

Maria Esposito

 

 

 

 

 

LETTERA  2

 

Una sclerosi multipla da 10 anni e un’anima doppia (medico-igienistica) da sempre

 

Sono Federica e ti ho ascoltato in occasione del convegno Saras che si è tenuto a Milano il 14 marzo.

Da circa 10 anni ho la sclerosi multipla. Uso il termine circa perché la diagnosi è stata fatta correttamente soltanto 5 anni fa, mentre i sintomi di stanchezza, di difficoltà nella deambulazione e nel mantenimento dell’equilibrio, esistono da più tempo.

Ti scrivo perché il tuo intervento mi ha molto colpito e soprattutto perché sento di avere una doppia anima nei riguardi della medicina ufficiale.

 

I farmaci salvavita con evidenti e nascosti effetti collaterali

 

Assumo per tre volte la settimana (lunedì, martedì e mercoledì sera) l’interferone (rebif 44) e anche un farmaco antispastico (Lioresal) e li considero i miei farmaci salva-vita perché di fatto, da quando ne faccio uso, ho avuto meno ricadute.

Tuttavia, gli effetti collaterali dell’interferone sono abbastanza pesanti, e il mondo della medicina è sempre più interessato ai soldi e sempre meno ai pazienti, nonostante il mio neurologo personale rappresenti una eccezione, nel senso che segue in modo attento e puntuale le mie esigenze.

 

L’ipotesi di un nuovo regime alimentare virtuoso, come possibile alternativa

 

Per dirla in breve, ritengo che la pratica di una alimentazione più corretta potrebbe sicuramente aiutarmi.

Mi piacerebbe pertanto saper come avviare e organizzare questo nuovo regime alimentare alternativo.

Per chiarezza, ti descrivo gli aspetti principali della mia persona, del mio stile di vita e dei miei acciacchi.

 

Non sarà mica colpa dei trulli?

 

Ho 25 anni e sono nata ad Alberobello-Bari nel 1984.

E’ un dettaglio importante. Alberobello è un paese con un alto tasso di persone con sclerosi multipla, pur avendo dei meravigliosi trulli!

Non so quale sia la situazione rispetto alle altre malattie, ma spesso mi capita di sentir parlare di persone con malattie rare e complesse, mentre siamo soltanto 10 mila abitanti.

Sono di carnagione chiara, peso 64,5 kg e sono alta 1,68.

 

Psicologa del lavoro e studiosa di tecniche dell’apprendimento

 

Sono psicologa del lavoro e al momento dottoranda di ricerca presso una università del Meridione.

Ho una vita abbastanza irregolare, nel senso che non ho orari precisi da rispettare.

Ci sono giornate lavorative molto intense e lunghe, ma anche giorni lavorativi meno impegnativi.

Tra l’altro sono pendolare e, per il lavoro che faccio, mi capita talvolta di cenare fuori casa.

Mi occupo di apprendimento e di nuove tecnologie, perciò non uso sostanze chimiche.

Da luglio a dicembre sarò a San Diego-California per un periodo di studio all’estero, per cui affronterò un viaggio lungo e cambierò ambiente di vita.

 

 

 

Farmaci da 5 anni e diverse allergie da 4: una coincidenza?

 

Come detto prima, la sclerosi multipla è stata confermata 5 anni fa ed è da allora che assumo quei farmaci.

Da quattro anni, forse non a caso, si è scatenata una allergia alla fioritura dell’olivo, un’allergia agli acari e un’allergia alla fioritura del cipresso.

 

Rimozione di un linfoangioma al surrene

 

Due anni fa, durante una risonanza magnetica, ho scoperto di avere un grosso (25×22) linfoangioma cistico al surrene, che aveva spostato tutti gli organi del bacino verso sinistra e che ostruiva la vena cava.

Mai nessun sintomo e, ovviamente, mai nessuna spiegazione sulla sua origine.

Soltanto il commento che probabilmente ce l’avevo da piccola.

L’ho tolto con intervento chirurgico, dopo del quale ho avuto un altrettanto inspiegabile calo dei valori dell’emocromo, per cui ho dovuto fare due trasfusioni.

 

Il mistero delle macchie rosse e la realtà inequivocabile della stitichezza

 

Da un anno, si presentano spesso delle macchie rosse su tutto il corpo, e talvolta mi si gonfiano le labbra.

Come al solito la faccenda rimane un mistero per la medicina ufficiale.

Probabilmente si tratta di una allergia, ma non si sa a cosa.

L’aspetto forse più importante è che sono stitica, e talvolta non evacuo anche per 4-5 giorni.

 

Lo stile alimentare

 

Non ho abitudini alimentari così tremende, soprattutto perché i medici mi hanno sempre detto di curare l’alimentazione.

Perciò condisco a crudo quello che mangio, consumo frutta e verdura, e il pesce non mi manca.

Tuttavia talvolta, almeno due volte la settimana, mi capita di mangiare fuori casa con altre persone, per cui le buone regole non vengono sempre rispettate.

 

Chiariscimi uno schema alimentare congruo e capace di garantirmi più salute

 

Mi chiedevo se, in base alle malattie che ti ho raccontato, tu avessi qualche suggerimento specifico, o anche degli abbinamenti o dei ritmi alimentari da consigliarmi.

Dimenticavo di dirti che bevo acqua di rubinetto e che, quando sono a casa, ne bevo anche 2 litri al giorno.

Ti ringrazio per la tua disponibilità e per la tua certa risposta.

Non esitare a comunicarmi eventuali richieste di compenso. A presto.

Federica

 

 

 

 

 

 

 

 

RISPOSTA  GLOBALE

 

Significato della parola sclerosi

 

La parola sclerosi significa indurimento o atrofia, ovvero diminuzione di volume e funzionalità di un organo o di un tessuto per difetto di irrorazione sanguigna o di innervazione.

Nel caso specifico di SLA e di sclerosi multipla, il termine sclerosi significa in particolare che le cellule disintegrate e perse sono sostituite non da altre cellule sostitutive ma da un processo di cicratizzazione e di indurimento.

Parlando di sistema nervoso, l’indurimento viene per l’appunto definito sclerosi. Se siamo invece sul sistema epatico, si parlerà di cirrosi, se invece parliamo di muscoli o di altri tessuti, si parla preferibilmente di fibrosi.

 

SLA, o Sindrome Laterale Amiotrofica, una malattia neurologica che depaupera e perde preziose cellule nervose

 

La SLA provoca atrofia muscolare, paresi atrofica e talvolta paraparesi spastica agli arti inferiori.

E’ in altri termini una malattia neurologica che colpisce il I e il II motoneurone, con perdite di cellule nervose nelle corna anteriori motorie del midollo spinale e nei nuclei motori del bulbo e delle vie piramidali, nonché da perdite di motoneuroni nella corteccia motoria.

La forma classica colpisce gli arti superiori.

L’unico farmaco dotato di un minimo indice di efficacia pare essere il riluzolo.

Anche in questo caso la medicina si dà da fare, perché è troppo imbarazzante fare niente, e dichiararsi impotenti.

Ma alla fine riconosce che l’origine della patologia è oscura e che manca una terapia efficace.

 

La Sclerosi Multipla, una malattia neurologica che depaupera e perde preziosa mielina

 

La Sclerosi Multipla è classificata tra le malattie demielizzanti, caratterizzate cioè dalla perdita di mielina, preziosa sostanza bianca colloidale, ricca di grassi e principale costituente della membrana connettiva che avvolge il cilindrasse nervoso.

E’ considerata malattia invalidante che colpisce le persone adulte-giovani, con lieve prevalenza verso il sesso femminile con un rapporto di 1,4:1.

La malattia si manifesta con periodi alterni di alti e bassi, e spesso con deterioramenti incalzanti.

L’esordio è lento, insidioso e progressivo, con disturbi visivi, motori e sensitivi.

Sopravvengono poi problemi di equilibrio, parole scandite e non-terminate, formicolio crescente fino alla totale anestesia, sbalzi di umore, euforia e depressioni.

 

Garantita sintomo-depressione e garantita irrisoluzione dei problemi

 

Anche in questo caso la medicina le ha tentate tutte.

Corticosteroidi in primo luogo, stereoidi, immunodepressivi, antinfiammatori, farmaci tipo azatioprina, ciclosfamide, interferone-beta.

Sempre con risultati contradditori e deludenti.

Sempre con effetti sintomo-depressivi ma non risolventi.

La conclusione, da parte degli stessi medici, è che per la sclerosi multipla non esiste vera terapia.

Stessi maestri, stessa musica.

E’ indispensabile rileggere altre tesine, se vogliamo capirci meglio

 

Ricordo a Maria e a Federica, che ho scritto già su questi argomenti, per cui non vorrei ripetermi e segnalo alcune delle mie tesine topiche, contenenti tutte le considerazioni igienistiche del caso:

 

  • 1) Sindrome extrapiramidale e Parkinson, del 29/3/10.
  • 2) La sclerosi multipla e le patologie auto guaribili, del 13/11/09.
  • 3) Un equilibrio chiamato salute, del 21/2/10.
  • 4) Emicrania, fibromialgia e allergie, del 30/1/10.

 

Risposta lunga e articolata a una pila inestricabile di mail

 

Sarò costretto a scrivere una risposta lunga e articolata, in contrasto col mio desiderio di essere breve, conciso e non ripetitivo. Una risposta non solo alla Maria e alla Federica, ma a cento altri lettori che attendono un mio commento alle loro mail.

Non è questione di soldi, cara Federica. Non è questione di pungolo economico.

Mi sto davvero sacrificando scrivendo queste tesine nelle ore notturne.

Sto insegnandovi a comportarvi in modo igienistico e paradossalmente sto ore davanti al computer, rinunciando all’esercizio e al sole che mancano a me come a tutti voi.

Non ho 5 segretarie e 5 centraliniste che mi assistono come Alberico Lemme, che serve 7000 clienti paganti, e che può dunque permetterselo.

 

La verità non può essere arrogante o umile, ma solo oscura o trasparente

 

Sarò costretto ad essere apodittico ed arrogante, a darmi cioè delle arie da maestro che non ammette interruzioni e critiche durante la lezione.

Il fatto è che la verità non può mai essere umile o arrogante.

E’ verità o è bugia. E’ trasparenza o presa in giro.

Non mi si chiedano referenze e riferimenti ad altri testi, quando le mie teorie hanno punti originali e di avanguardia che qualcuno giudicherà (libero di farlo), di pazzia o di fondamentalismo anti-medicale.

I pazzi e gli psicolabili stavano più fuori che dentro, quando esistevano i manicomi.

E oggi non hanno fatto altro che moltiplicarsi.

Ed è solo su queste basi che voglio essere giudicato dai lettori.

 

Un friulano umile ed eccezionale di nome Antonio Grassi

 

A Udine, 30 anni orsono, viveva Antonio Grassi, un friulano umile ed eccezionale che ebbi modo di conoscere personalmente.

Non so che fine abbia fatto, in quanto stupidamente lo persi di vista. Potrebbe anche essere passato a nuova vita, visto che a quel tempo ne aveva almeno 65, ben portati nonostante le sue intense e rocambolesche vicissitudini.

Era ragazzino di fine elementari, credo a Nimis o Attimis, paesini dell’alto Friuli, quando rimase traumatizzato nel vedere sua nonna maga far levitare bicchieri e altri oggetti.

Sarebbe andato a piedi fino a Città del Capo, per lo shock provato, ma trovò l’ostacolo del mare e dovette fermarsi per anni in Sicilia, lavorando alla raccolta delle arance. Poi finì in Svizzera e in Belgio, ed infine a Torino, capitale europea della magia e dell’occulto, prima di tornare nel suo Friuli.

 

 

Calzolaio di giorno e scienziato di notte

 

Lo incontrai la prima volta nel suo modesto negozietto di calzolaio, a metà via lungo Viale Volontari della Libertà, tra piazzale Osoppo e piazzale Chiavris.

Umile, sorridente e sempre in pace con se stesso, aggiustava i tacchi dei sandali alle signore udinesi. Martello e lima, colla e chiodini, non aveva certo l’aria di essere un allievo di Leonardo da Vinci.

Ma se varcavi la porta interna del suo negozietto, ti si spalancava una scena incredibile.

Ti ritrovavi in una vera aula scolastica, dove diversi allievi anche medici lo seguivano, con annessa saletta di ricerca ed esperimenti, con varie apparecchiature elettriche, microscopi e altro materiale scientifico.

 

La notorietà di Grassi varcava i confini della regione

 

C’erano riviste come Oggi e diversi giornali che parlavano di lui.

La sua agenda conteneva appuntamenti serali con clienti che venivano dall’Austria e dalla Germania per risolvere in qualche modo i loro problemi di salute.

Dava una mano a risolvere già in quegli anni vari tipi di malattie nervose incurabili, tipo le sclerosi, Parkinson ed Alzheimer, e riceveva i clienti nel suo studio di Chiavris, al numero civico 60.

Ed era per quello che il giornale per cui lavoravo part-time a quel tempo, il Messaggero Veneto, mi aveva incaricato di andare a studiarlo e intervistarlo.

E’ ovvio che una persona di questo tipo fosse rigorosamente vegetariana.

 

Fabbricante di solette, insegnante di terapie, scrittore e sensitivo

 

Grassi non aveva soltanto inventato le famose solette terapeutiche Grassi, che si vendevano nelle farmacie di tutta Italia, e venivano inserite semplicemente nelle normali scarpe da usarsi durante il giorno. Era punto di riferimento per tanti guaritori italiani ai quali dava dritte e consigli, contenuti in un libercolo rosso che conservo tuttora, dal titolo Impariamo a curarci da soli (Arti Grafiche Friulane, 1973, Lire 2000).

Quando era in forma perfetta, cioè poche volte al mese, era in grado di percepire, leggere e interpretare l’aura emessa dai suoi clienti, per cui riusciva a definire in dettagli il loro stato emotivo e le loro patologie.

 

L’importanza delle mani e dei piedi

 

Non era un ciarlatano millantatore, o uno dei tanti guaritori che ti promettono l’impossibile, basta mettere mano al portafogli.

Era al contrario uno studioso serio ed appassionato.

I nostri piedi e le nostre mani ci dicono come stiamo in salute e ci indicano i rimedi adatti a farci guarire, era uno dei suoi motti.

Le sue solette erano sufficienti a portar sollievo contro l’emicrania e altri malesseri, esercitando un massaggio automatico di carattere biochimico alla regione plantare.

 

Non diseducava e non incastrava

 

D’accordo che, dal punto di vista igienistico, portar via il male immediato, ovvero il sintomo, non significa affatto guarire, diremmo oggi, col senno di poi.

Ma almeno non diseducava i pazienti togliendogli la capacità masticatoria e la naturalità delle funzioni digestive.

Non incastrava cioè la gente coi farmaci e gli integratori, com’è diventato di moda ai nostri giorni.

Ricordo ancora un cartello che giganteggiava sulla parete del suo studio, con la raffigurazione dei punti-chiave dell’agopuntura e della pedicultura, e un titolo in evidenza: Antenne nervine periferiche.

 

Un viavai notturno di auto straniere in zona Chiavris

 

Non so in realtà quanta gente guarì o aiutò a stare meglio e a riprendersi dalle varie sclerosi.

Ma le auto di grossa cilindrata che parcheggiavano nei dintorni di Piazzale Chiavris, e non certo nei paraggi dell’Ospedale Civile di Udine, posto a meno di mezzo chilometro, testimoniano che i suoi clienti internazionali davano più credito a lui che al reputato nosocomio udinese.

 

La professione e l’arte più nobili di tutte le altre attività umane

 

Perché tirar fuori Antonio Grassi in questo contesto?

Perché, a parte le sue tecniche, era un filosofo e un guaritore di razza.

E perché alcuni suoi consigli sono illuminanti e validi ancora oggi, indipendentemente dai metodi che praticava.

Quelle del guaritore, usava dire, sono la professione e l’arte più nobili ed elevate di tutte le altre al mondo, in quanto hanno per oggetto l’uomo.

 

Filosofo e terapeuta dell’auto-guarigione

 

Oggi lo correggerei, dicendo che non esistono guaritori e guarigioni, ma solo sistema immunitario e

auto-guarigioni.

Sono certo che mi ascolterebbe e si direbbe d’accordo, corregendo il tiro, chiamando la sua professione non più come guaritore ma come filosofo e terapeuta dell’auto-guarigione.

Troppo intelligente e troppo amante di madre natura, per commettere dei peccati di presunzione.

 

L’importanza della medicina psico-somatica

 

Il termine persona, per gli antichi era la maschera esterna, e serviva a indicare solo la conformazione e i contorni di un individuo.

Solo con la medicina psico-somatica venne introdotto il concetto più approfondito di sostanza interna e di anima dell’individuo.

E Grassi, poco importa se privo di laurea in medicina, operava proprio in quel settore, essendo non solo fabbricante delle sue solette, ma anche avanzato ricercatore nella salute.

 

Studioso dei gusci umani e dei loro contenuti

 

Si distingueva come studioso dell’aura, dei gusci umani che racchiudono i nostri vari corpi, a partire da quello fisico, per andare al corpo eterico, all’astrale, all’emotivo-sessuale, all’egoistico-consapevole, dove facevano capolino persino i concetti di karma (carico esistenziale riportato dalle vite passate) e di kundalini (potere del serpente e dell’energia sessuale che arde dentro ogni essere vivente), tipici del misticismo indiano e buddhista.

 

 

Rudolf Steiner, Karl Gustav Jung e Maria Montessori, in coerente linea ideologica

 

La buona salute, insegnava Rudolf Steiner (1861-1925) nella sua intramontabile medicina antroposofica,

dipende dal rapporto armonioso tra i nostri diversi corpi.

Steiner era in stretti rapporti culturali con Maria Montessori (1870-1952), pedagogista e fondatrice di un metodo educativo (adottato oggi nel mondo intero) e basato sull’autoeducazione del bambino attraverso le spontanee reazioni all’ambiente in cui vive.

Ed era in contatto pure con Karl Gustav Jung (1875-1961), medico svizzero fondatore della psicologia analitica, contrapposta alla psicanalisi di Sigmund Freud (1856-1939), metodo psicoterapeutico basato sul trasporto dei processi mentali dal livello inconscio o subconscio a quello cosciente, mediante il rapporto emotivo (transfert) che si stabilisce tra paziente e analista.

 

Il principio della polarità in salute e in malattia

 

La natura della malattia è determinata, per Steiner, dal principio elettro-biochimico della polarità.

L’organismo umano possiede due poli contrapposti e magnetizzati in positivo e negativo, e questo vale per l’atomo, la cellula, il metabolismo, il sistema neurovegetativo (dove ogni nervo simpatico ha il suo rispettivo antagonista vago o parasimpatico), il sistema attrattivo-sessuale (principio dello yin e dello yang), il sistema nervoso volontario (col gioco della corrente sensitiva e di quella motoria).

 

L’iperattività di un polo rispetto all’altro crea sbalzi, squilibri e malattie

 

Il polo superiore (cefalico o cerebrale) comprende i nervi e i sensi, ed è associato alla percezione e al pensiero. L’iperattività in questo polo può contribuire a malattie degenerative, compreso le osteoartriti e i neurolinfomi.

Il polo inferiore o metabolico include il ricambio, il movimento, gli arti e l’area sessuale, ed è associato all’azione e alla volontà. L’iperattività di questo polo può contribuire alla causa di disturbi infiammatori, come la polmonite e altre malattie febbrili tipiche dell’infanzia.

I due poli sono collegati al sistema ritmico (neutro) che include il cuore, i polmoni, la respirazione e la circolazione, ed è associato agli stati mentali ed alle emozioni.

 

Non esistono persone colpite da sclerosi X o Y ma esseri umani sofferenti di cause Z

 

Grassi si interessava, in netto anticipo sui tempi, esattamente di queste cose.

Altro che solette plantari!

Con la medicina psicosomatica le malattie non le possiamo più considerare come entità a sè stanti, avulse dalla realtà complessiva del malato.

Non esistono persone colpite da SLA, o da fibromialgia, oppure da sclerosi multipla, ma esiste una entità psicofisica complessa chiamata essere umano, che manifesta eventualmente una sintomatologia inquadrabile o paragonabile a quella tipica catalogata con quelle etichette.

 

Concentrarsi sulla materialità del corpo umano è riduttivo

 

Potranno arrivare a concezioni errate e fuorvianti la fisiologia, la patologia, la psicologia, o le altre scienze medico-biologiche, allorquando si concentrano solo sulla materialità del corpo umano, ma ciò non accadrà facilmente con la scienza igienistica naturale che è impostata su una correlazione di causa-effetto e su una interpretazione olistica e storica di ogni patologia.

 

Tutte fughe in avanti o eresie da mettere al rogo, per la medicina

 

Per la medicina, che ama mantenere ogni cosa sul piano fisico-biochimico e materiale, sul piano lavorabile ed aggiustabile vaccinariamente, farmacologicamente e chirurgicamente, le teorie steineriane sono una cosa sospetta e fastidiosa, una specie di fuga in avanti, un tentativo di sottrarre alla medicina stessa un buon settore delle patologie, una delle tante eresie del settore medico-alternativo, un modo come un altro per assolvere batteri e virus, e per portare il mondo verso l’autocoscienza e la salute, tutte cose che danno fastidio e imbarazzo sia alla medicina che ai suoi sponsor industriali del settore chemio-farmaceutico.

 

Tutte le malattie, poco importa se strane e inguaribili, vengono trascinate per i capelli nell’alveo medico

 

Ecco allora che queste iniziative vengono sistematicamente snobbate, ignorate, combattute, e che le malattie, poco importa se definite dagli stessi medici inguaribili, autoimmuni, o altri termini disperanti simili, vengono trascinate per i capelli nel solito alveo delle cure allopatiche e delle cure sintomatologiche.

 

Le cure sintomatologiche

 

Cure sintomatologiche dove la tiroide viene curata martellandone gli sbalzi o addirittura mozzandola, ignorando o fregandosi delle inevitabili reazioni a catena innestate nelle altre ghiandole, inestricabilmente legate alla tiroide da ormoni e da recettori comuni.

Cure sintomatologiche dove il tumore al seno, o in qualunque altra parte, viene rimosso senza remissione, senza considerare i motivi per i quali si trova in quel posto e l’intelligenza operativa del sistema immunitario che lo ha piazzato in quel posto.

Cure sintomatologiche dove la sola ansia e la sola urgenza medica è quella di napalmizzare la presenza aliena, di riaggiustare i valori di repertorio costi quel che costi, di tappare i buchi nutrizionali con stampelle vitaminiche sintetiche e stampelle inorganiche minerali.

 

C’è ben poco da attendersi da questo tipo di medicina

 

Quanto sopra non sorprende affatto.

Cosa ti puoi attendere da una disciplina che pretende di essere scientifica, e combatte sistematicamente la febbre con gli antipiretici?

Cosa ti puoi attendere da una disciplina che da 100 e più anni ha basato ogni prevenzione delle patologie su una filosofia vaccinatoria appresa non sui testi di scienza ma sugli strafalcioni e sugli esperimenti di uno stalliere inglese analfabeta del ‘700?

Cosa ti puoi attendere da una disciplina che si disinteressa sistematicamente delle cause di ogni malattia, e che continua a sferragliare con martello e bisturi sugli innocenti sintomi e sulle preziose spie rosse del male, lasciando al loro posto inalterate le motivazioni che hanno prodotto il male stesso?

 

Cosa significa il misterioso termine malattie iatrogeniche

 

Tornando ai casi in questione, cioè alla SLA e alla Sclerosi Multipla, la medicina blatera su malattie di origini sconosciute, anche se a volte è meno ipocrita e ammette candidamente la derivazione iatrogenica, tanto nessuno capisce quella parola strana.

Iatra, è il secondo elemento di parole composte della terminologia medica, tese a definire una specialità medica o una qualifica medica, tipo pediatra, psichiatra, odontoiatra.

Molto comodo dire che le sclerosi sono probabilmente di origine iatrogenica, cosa che uno su un milione capisce, e non dire invece Signori, questa è farina o meglio zizzania del nostro sacco.

Signori, trattasi di malattie causate dalle nostre brave manine inguainate di vaccinatori agli ordini della GlaxoSmithKline, di specialisti e di mozzaghiandole agli ordini della Pfizer.

 

Il ruolo determinante delle neurotossine

 

Ogni biochimico sa cosa sono le neurotossine, tipo il MTPT o metil-fenil-tetraidropiridina.

Trattasi di veleni micidiali contenuti in tutte le sostanze dopanti e stupefacenti, non solo nell’LSD, nelle anfetamine, negli oppiacei, nell’eroina, ma anche, in conformazioni e legami diversi, in quelle sostanze di uso più comune e legalizzato, tipo le cadaverine, le nicotine, le caffeine e i vari componenti tossici contenuti nei farmaci e nei vaccini.

Gli stessi depositi abusivi di minerale inorganico, specie ferro e rame, scaricati spesso in zona cerebrale e persino all’interno della substantia nigra, sono veri fardelli intossicanti e neuro-sensibilizzanti.

I cibi cotti tipo pesce, crostacei e fegato (per il rame inorganico), carni e integratori (per il ferro e lo zinco inorganici), e tutti i cibi concentrati e lavorati (per la loro gravissima assenza dell’alimento base dell’alimentazione umana, cioè dell’acqua biologica debitamente mineralizzata-enzimizzata-vitaminizzata-ormonizzata), costituiscono autentiche mine a scoppio ritardato all’interno del nostro organismo.

 

Il solito schema patologico dei medicamenti, più la novità inquietante delle scie chimiche

 

Se poi riflettiamo sul fatto che tutte le malattie dalla A alla Z partono dalla banale costipazione che diventa stitichezza, e si dirama in altre patologie, attraverso il solito schema indebolimento-enervazione-irritazione-infiammazione-ulcerazione-indurimento/sclerosi-tumorizzazione.

E se pensiamo che tutte le paralisi sono causate dalla viscosità del sangue, e da medicamenti a base di mercurio e arsenico, onnipresenti nelle vaccinazioni, e forse anche da materiali strani dispersi nell’aria mediante l’ultima forma politica di inquinamento, che si chiama scie chimiche, c’è ben poco da stare allegri.

 

Le due anime della Federica sono mal ripartite

 

La Federica dice di avere due anime, una medica e una igienistica.

L’anima medica è quella di aver accettato senza fiatare i verdetti e gli interventi della medicina, la rimozione istantanea e traumatica del linfoangioma, i trattamenti anti-sclerosi a base di interferone e farmaci antispastici, il mangiare poco e di tutto bevendo i due litri d’acqua al giorno, tipici ingredienti del nutrizionismo medico.

L’anima igienistica è la sua sensazione che forse la medicina è diventata troppo venale e che forse una alimentazione più precisa e scientifica le gioverebbe a migliorare e a toglierla dalla strada insidiosa sulla quale è stata inconsapevolmente incanalata.

 

Occorre fare delle scelte di campo nette e precise

 

Sottolineo alla Federica che c’è troppa medicina e troppo poco igienismo nelle sue due anime.

Apprezzo il fatto che mi abbia seguito alla conferenza Saras di Milano e che sia stata pure colpita da quanto esposi all’auditorium di Viale Natta.

Ma non si è ancora resa conto che nella vita occorre fare delle scelte razionali e rigorose, basate sulla logica e sulla coerenza.

Purtroppo è abbastanza raro che si possa schivare questa regola, e che sia agile procedere a cavallo di due staffe diverse, in modo spedito e proficuo.

 

La verità che emerge dalla Federica è la sua auto-diagnosi di stitichezza cronica

 

I due litri di acqua giornalieri sono un obbrobrio, e servono però a delimitare (in minima parte però) i gravi danni provocati dai farmaci che sta prendendo, dal pesce che sta consumando e dalla frutta che non sta certamente mangiando nei quantitativi richiesti dal suo organismo.

Io andrei indietro e contesterei addirittura la diagnosi di sclerosi multipla, che lei ha accettato supinamente e acriticamente, abbracciando le conseguenti prescrizioni mediche.

E’ facile appiccicare etichette alla gente.

Provi questo e provi quello? Hai questo e quel sintomo? Allora il tuo male è quest’altro! Ce lo abbiamo a catalogo!

La vera diagnosi è invece quella che lei stessa ha fatto con innocente chiarezza: stitichezza cronica!

 

La lista delle malattie inventate non si limita all’Aids, al Papilloma, alla sifilide, all’herpes genitalis, all’Ebstein-Barr, alle aviarie, alle suine e all’Aids asiatico dei bambini (HFMD)

 

Nelle mie tesine parlo spesso delle malattie inventate, citando in particolare l’Aids, il Papilloma Virus, l’Epstein-Barr virus (EBV), l’HFMD o il nuovo Aids asiatico dei bambini, le pesti aviarie e le suine.

In quei casi non ho scoperto nulla di eccezionale, basta entrare nelle università più serie e incorrotte del mondo (non nelle università da Terzomondo e da Repubblica delle Banane, allineate con l’Aids, con Bill Clinton, Bill Gates, George Soros), e le prove inconfutabili te le spiattellano sotto il naso.

Qui voglio dire qualcosa di più sulle malattie inventate.

E dico che non solo le malattie autoimmuni, con tutte le allergie leggere e gravi che ne derivano, sono inventate più o meno allo stesso modo dell’Aids.

Questo vale per le sclerosi, le tiroiditi, le psicopatie, ma persino per il diabete.

 

Tutte le malattie a catalogo sono frutto dell’infantilismo cinico e vessatorio della medicina moderna

 

Diciamo pure che tutte le malattie del catalogo medico, vale a dire 40 mila denominazioni patologiche sono una invenzione secolare della medicina, ovvero un parto della bacata fantasia sanitaria e dell’infantilismo cinico, giocherellone, burlone e vessatorio, della medicina moderna.

Nulla dico di trascendentale.

 

La malattia non è nemica da sgominare, ma processo rimediale e mezzo prezioso di guarigione

 

Questo non è altro che il corollario della tesi ovvia e dimostrata per cui la malattia non è entità nemica da sgominare e napalmizzare, ma un processo rimediale costruttivo e indispensabile sulla strada del recupero.

Se la malattia è socia paritetica e nobile della salute, se è un meccanismo espulsivo di tossine, combatterla come fa la medicina è un accanimento assurdo fine a se stesso, un gioco a guardie e ladri dove i ladri sono inventati di sana pianta per giustificare l’uso e l’abuso dei missili e dei proiettili.

 

 

Non si possono tendere al corpo imboscate continue, e poi pretendere che esso funzioni.

 

Una persona che per tutta la vita compie giornalmente l’attentato di non andare di corpo e

di auto-avvelenarsi, cosa può mai pretendere dal suo corpo, e dal suo sistema immunitario, se non stanchezza, difficoltà deambulatorie, perdite di equilibrio, e mille altre cose strane?

Tornando all’insegnamento di Grassi, esso mette in evidenza l’aspetto spirituale dell’uomo.

 

Un calzolaio che martellava meccanicamente sulle suole, mentre dialogava in continuazione con Giordano Bruno

 

Grassi passava ore a martellare sulle solette e a ricucire scarpe slabbrate, a sorridere alle sue clienti, ma la sua testa riandava a Giordano Bruno (1548-1600), al grande filosofo Dominicano e bestemmiatore Bruno che provava un veemente entusiasmo per la natura e per tutte le creature del mondo, e che solo per questo venne arso vivo dall’Inquisizione Cattolica nel 1600, a Campo de’ Fiori in Roma.

Al Bruno che contrapponeva agli asini contemporanei (i preti di tutte le religioni) gli antichi adoratori dei coccodrilli e dei galli, delle rape e delle cipolle, perché in realtà essi non adoravano mille cose diverse, ma amavano e rispettavano la natura e la creazione, ed erano mille volte più spirituali dei papi e dei cardinali, perché la divinità discende sino alle cose minime per la comunicazione di se stessa.

A quel Bruno che tacciava di imbeliccità manifesta ogni pensiero e ogni azione umana basati soltanto sulla materialità.

 

I poteri straordinari della mente

 

La persona umana è dotata di libertà, di intelligenza e di anima, ovvero di poteri straordinari.

Pertanto essa è in grado di emanciparsi, di modificare le aberrazioni provenienti da fattori ereditari, di esorcizzare i condizionamenti frenanti del proprio ambiente.

Gli stati euforici o depressivi della psiche esercitano forte influenza sulla salute e sulla malattia.

Succede pure che gli stati patologici del corpo esercitino forti influenze sui processi mentali.

Come dicevano i romani Mens sana in corpore sano.

 

Il simpatico non lo possiamo strumentalizzare o educare, ma il vago (o parasimpatico) sì

 

Il sistema simpatico presiede alla vita vegetativa cellulare e la governa in modo indipendente dalla nostra volontà.

Il simpatico non è sensibile al nostro volere.

Il vago è invece sotto il nostro dominio.

Ed è appunto sul vago che agisce la respirazione rilassante che Grassi auspicava al pari degli yogin indiani e al pari della scuola igienistica naturale.

 

L’importanza fondamentale di saper respirare, e dell’esercitarsi a farlo

 

Quando respiriamo profondamente e tratteniamo il respiro, avviene un fenomeno importantissimo.

In quei pochi istanti, il simpatico perde la sua padronanza e il suo predominio, che vengono poi ripresi della fase di espirazione.

Se proseguiamo col respiro lento, profondo, ritmato, imponiamo il nostro ritmo a tutto l’organismo, riuscendo così a dominare anche le nostre emozioni e i nostri stati d’animo, cosa non da niente in un mondo afflitto da nevrosi e nevrastenia generalizzata.

 

La tecnica del respiro e della ossigenazione completa

 

La tecnica da seguire consiste nell’inspirare lentamente fino a riempimento completo polmoni, trattenere per qualche istante il respiro (lo yoga insegna il ritmo 1-4-2 aumentabile, dove 1 è inspirazione, 4 trattenimento e 2 espirazione), per dare modo ai globuli rossi di convogliare l’ossigeno in tutte le direzioni e i punti del corpo.

L’aria espirata, uscendo con una certa pressione, porta con sé residui molecolari in decomposizione, tossine, anidride carbonica e altri veleni.

 

Due o tre volte al giorno è bene dedicarsi all’aria, che rimane inequivocabilmente il primo nostro alimento

 

Due volte al giorno a mattina e sera, e ogni volta che andiamo un po’ in crisi respiratoria, fare una decina di minuti di esercizi respiratori all’aperto.

Ci aiuterà a evitare stati d’ansia, di tensione, d’ira, di collera, di paura, tutte alterazioni psicofisiche che si ripercuotono sulla salute e ci impediscono di stare in armonia ed equilibrio col mondo.

 

L’idroterapia e la cromoterapia

 

Per quanto ci si lavi, non ci si bagna mai abbastanza.

Anche Grassi raccomanda, al pari di Padre Taddeo e di Lezaeta, o se vogliamo al pari del grande Asclepiade (100 a.C), spugnature e sfregamenti, con un panno di acqua fredda, dagli effetti stimolanti e benefici sull’organismo. L’acqua è amica della pelle.

L’uomo è anche un essere sensibile e vibrante.

Il colore eccita o deprime, per cui è importante anche la cromoterapia.

I colori praticamente non esistono.

Ci sono semmai vibrazioni di varia lunghezza d’onda e frequenza che vengono percepite dall’occhio umano in forma di colore.

 

Le onde radianti e vibrazionali dei diversi cibi

 

E qui si arriva agli esperimenti dell’ingegnere Paul Simoneton (20 anni di ricerche sulle qualità radianti e nutrizionali dei cibi), e alle tabelle dello spettro elettromagnetico, con lunghezze d’onda vibrazionali misurate in Angstrom (pari a un decimilionesimo di millimetro):

 

     infrarosso          7000-9000

     rosso                  6450-6730

     arancio               5850-6450

     giallo                 5750-5850

     verde                  4900- 5750

     blu                      4500-4900

     indaco                4250-4500

     violetto               3800-4250

     ultravioletto        3000-3800

     raggi X                 300-3000

 

 

 

Più in alto sta un cibo su quella scala e meno danni provoca

 

Se pensiamo che tutta la frutta, indipendente dal colore della sua buccia, sta tra il rosso e l’infrarosso, che la verdura cruda sta sul rosso, che le patate anche leggermente cotte stanno sull’arancio, che cereali e legumi non stracotti stanno sul giallo, che i formaggi crudi di malga stanno sul verde, e che carni, pesce, uova, latticini, dolciumi, bevande alcoliche e nervine, bevande gasate, marmellate e cibi cotti stanno tendenzialmente fuori da ogni schema, cioè più in basso del violetto, intorno al grigio e ai raggi X, ci facciamo un bel quadro della situazione alimentare.

 

Le sentenze di Paul Simoneton

 

Alla fine, Simoneton chiamò

  • 1) Alimenti ottimi: la frutta e le verdure crude.
  • 2) Alimenti accettabili: le verdure scottate, le patate e le zucche poco-cotte, i cereali integrali, il formaggio crudo e il vino genuino fresco (bontà sua era francese), l’olio extravergine e il pane integrale
  • 3) Alimenti immondizia: le carni, il pesce, i salumi, i succhi di frutta pastorizzati, le marmellate, i cibi cotti, il cioccolato.
  • 4) Alimenti morti e pericolosamente ammalanti (privi di vibrazioni): le merendine, i dolciumi, le conserve, la pasticceria, le bevande gasate e zuccherate, le cole, i liquori, gli alcolici, il the ed il caffè.

 

La straordinarietà del sistema nervoso umano

 

Sappiamo quanto sia sciocco e improprio estrapolare un organo, una ghiandola o un sistema dal corpo umano nell’assieme, per dargli una valutazione, dove ogni piccola vite e ogni minuscola rotella hanno la loro importanza fondamentale.

Lo facciamo solo a scopo didattico ed esplicativo.

Il sistema nervoso è tra le opere più affascinanti e straordinarie, perché dalla sua efficienza dipende il funzionamento perfetto di tutto il nostro corpo.

 

Accumulatore e distributore di energia, ma anche il primo a subire danni e ad enervarsi

 

Esso è l’accumulatore e il distributore dell’energia enzimatica-elettrica-nervosa dell’organismo e fa parte integrante, assieme al sistema neurovegetativo, del sistema immunitario.

Non è un caso che l’igienismo naturale citi, tra le prime fasi che portano a qualsiasi malattia, l’enervazione, ovvero l’indebolimento della funzione nervosa.

 

Sistema nervoso nutrito da sangue puro e pensieri positivi, di rispetto, di amore, di non-invidia e di non-gelosia

 

Il sistema nervoso è nutrito e mantenuto solo dal sangue e dalle pulsioni emotive-mentali-spirituali.

Per tale motivo un sangue puro, fluido e privo di viscosità e di lipotoxemia, accoppiato a un pensare ed agire corretti, allegri, pacifici ed amichevoli verso noi medesimi e verso chi ci sta intorno, si trasformano in una continua bonifica dell’assieme e in nervi sempre sani e perfetti.

Il sistema nervoso, proprio per la sua importanza strategica, è molto ben protetto.

Non è per niente facile da scardinare.

 

Duro a danneggiarsi e duro a ripristinarsi

 

Ma se viene davvero offeso e compromesso da errori cronici e sistematici di impostazione filosofica, alimentare e comportamentale, richiederà pazienza e tempi lunghi per rimettersi in carreggiata.

Duro e lungo a danneggiarsi, duro e lungo a ripristinarsi e autoguarire.

La civilizzazione umana, basata sul consumismo, sulla urbanizzazione, sulla elettrificazione e sulla motorizzazione, è congegnata in modo tale da progredire sempre di più a livello di tecnologia materialistica, ma a dure spese della vulnerabile creatura che si chiama uomo, autore e vittima nel contempo di una evoluzione non sempre in linea coi suoi reali bisogni.

Il nostro contesto economico-politico-sociale, la nostra civiltà odierna del video, del computer, dell’immagine, dell’antenna e della comunicazione via onde, sta fabbricando neuropatici, disadattati, e infermi a getto continuo.

 

La malattia sta diventando non l’eccezione ma la regola

 

Un mio amico operante nella polizia, mi ha confidato una cosa che tutti già sappiamo, ovvero che nel settore della pubblica amministrazione non sono mai mancati gli opportunisti, gli approfittatori e i lestofanti, quelli cioè che marcano visita per motivi banali o perché hanno un secondo lavoro da seguire o un campo di mais da seminare.

Solo che ultimamente le cose sono profondamente cambiate rispetto a 10 anni fa.

La gente oggi sta a casa come prima e più di prima, ma non lo fa più per scherzo, lo fa perché è malata davvero.

 

I motivi precisi ed incontestabili della impotenza medica a far guarire

 

La medicina è impotente di fronte alle malattie nervose.

Non solo perché sono le sue stesse cure a creare gran parte delle medesime, con processi di aggravamento-complicazione-cronicizzazione, ma perché esiste una contraddizione basilare nei suoi metodi.

Non si può purificare il sangue (e nutrire i nervi col sangue pulitissimo che essi reclamano) mediante uso di vaccini, farmaci, medicinali, iniezioni, interventi invasivi e traumatizzazioni chirurgiche.

Non si può poi purificare il sangue togliendo tranquillità e rilassatezza, spaventando in continuazione la gente, aggredendo la popolazione con vili e infami programmi vaccinatori.

Ed è proprio per questo che l’intossicazione farmacologica è la prima imputata delle malattie autoimmuni e iatrogeniche, quelle sulle quali poi la medicina sventola regolarmente bandiera bianca.

 

Gli ammalati di nervi sono vittime di cose precise

 

Gli ammalati di nervi sono vittime di sangue impuro e alterato da veleni presi quando ancora stavano nella pancia della mamma, o di veleni assorbiti fin da piccoli, sono preda di fumo e caffeina, di caseina e cadaverina, di acidificazioni del sangue e di sballanti uricemie, di fermentazioni e putrefazioni, di dissesti atomici interni (radicali liberi), di disastranti ed endemiche penurie idriche (carenza di acqua biologica), di sbalzi glicemici e ghiandolari causati dalla viscosità ematica figlia del cibo folle e del farmaco strafolle (ma attribuiti regolarmente al caso, agli antenati, ai batteri, o alle deficenze costruttive del creatore divino).

 

 

 

Il catalogo delle patologie mediche è un pozzo senza fondo

 

E’ bravissima la medicina a classificare e catalogare, ad aggiungere nuovi scalpi a getto continuo nel suo già mastodontico campionario delle patologie.

L’importante è non capirle e non risolverle, ma classificarle e stabilirne una cura, non guarente o risolvente, ma peggiorante e schiavizzante, una cura per l’appunto medicalizzante.

 

Il mondo porco, sporco e ludro di Checo Pigàn, ce l’abbiamo sotto gli occhi

 

Il mio grande e rimpianto amico Checo Pigàn, andava sul suo palcoscenico privato di Tavagnacco, e lanciava le sue invettive contro i potenti di allora.

Era circondato da zitelle e persone sante, in chiesa tre volte al giorno, se non quattro.

Scaricava bestemmie  irripetibili e fantasiose e un serrare frenetico di porte e finestre.

Vivo nel borgo porco sporco e ludro dei sette letamai, usava dire, in cima ai suoi discorsi, o prima di concludere col suo amen fisso che era:

Quant che o mur iò, e han di saltà fur no viars, ma sarpìns, io boe! (Quando morirò io, dovranno saltar fuori non vermi ma serpenti!)

Se fosse ancora oggi tra noi, potrebbe benissimo dire che viviamo nel mondo porco sporco e ludro delle Sette Sorelle, e della British Petroleum in particolare che sta inondando di bitume il mar dei Caraibi e le spiagge americane, mentre il cielo viene segnato da un zigzagare continuo di apparentemente inspiegabili scie chimiche.

 

Chiariamo un equivoco generalizzato: il cibo non guarisce un bel niente

 

La Federica, e con lei un po’ tutti, mi chiede un cibo adatto a guarire meglio.

Qui ci sono una incomprensione e un equivoco di fondo, che voglio chiarire una volta per tutte.

Non è che il cibo guarisce. Questo non accade mai.

Mi dispiace deludere i tanti poveretti alla ossessiva ricerca della salute nell’alga speciale, nella spirulina, nel the verde, nel fungo cinese, nel fegato del pappagallo, nel pene della volpe, nel testicolo del torello.

Non c’è la biblica folgorazione sulla strada per Damasco.

Siamo sulla strada sbagliata e diseducativa, quella che porta dritti non al cibo ma all’integratore.

 

Non facciamoci ridere

 

Il cibo, per quanto buono e delizioso possa a volte essere, non è dotato di intelligenza intenzionale.

Non ha un cervello che gli fa dire ai suoi micro-componenti andate nel fegato e rigeneratelo, andate nel diverticolo e scrostatelo, andate nell’arteria e sciogletene la placca, andate nel sangue e bloccatene lo sbalzo glicemico.

Non facciamoci ridere.

 

Una conferenza dal titolo sbagliato

 

In un mio intervento del 2009 all’AVA di Roma, dal titolo Cibi che ammalano e cibi che guariscono,

esaltai giustamente l’enorme differenza tra il consumare una mela o un’arancia, capaci di scatenare con le loro 200 sostanze chimiche conosciute, ed altrettante sconosciute, 1300 reazioni biochimiche all’interno del nostro corpo, in contrasto con le porcherie proteiche carnofile, ittiche e lattofile che paralizzano e intasano la biochimica interna, rallentando il metabolismo, stroncando cellule prima del tempo e richiamando colonie batteriche e depositi endogeni-virali.

Usare il cibo come farmaco non è la vera soluzione

 

Ma aggiunsi anche che quel titolo, a modo suo era tutto sommato infelice e sviante.

Dissi che l’uomo ama attribuire personalità e protagonismo alle sostanze introdotte nel suo organismo.

Usare il cipo come farmaco, al posto del farmaco, come invocato da Ippocrate, è sicuramente una alternativa favorevole, ma non è cosa realistica.

Quel titolo era decisamente inopportuno e fuori posto.

 

E’ sempre il corpo ad essere protagonista unico nel bene e nel male

 

Non esistono cibi che ammalano e cibi che guariscono, ma soltanto sostanze buone ed eco-compatibili che il corpo accetta e utilizza, e sostanze tossiche che il corpo rifiuta e deve espellere.

E’ sempre il corpo il protagonista, l’attore che conduce la danza.

Se il cibo riesce a rilasciarti le calorie che contiene senza tassare il tuo sisema immunitario, senza prelevarti preziose energie enzimatiche e nervose, senza causarti atroci leucocitosi o lunghe e debilitanti digestioni, allora è il cibo giusto che ha fatto il suo dovere.

 

Ma se è così, se il cibo è ininfluente, si può mangiare di tutto? Niente affatto!

 

Il cibo dunque non guarisce e non ammala. Ma cosa fa allora?

Se è così ininfluente non vale la pena essere selettivi, e possiamo mangiare davvero di tutto, come raccomandano i medici! Obiezione accolta. Serve sceglierlo e selezionarlo. Eccome se serve.

 

Ci sono modi e modi di dare, c’è il dare gratuito e il dare tassato

 

Il cibo ci dà in ogni caso calorie, altrimenti non si chiamerebbe cibo. Tutto dipende da come ce le dà.

In modo gratuito e generoso? Senza chiederci proprio niente?

Ci offre le sue calorie senza portarci via enzimi, minerali e vitamine interne? Senza regalarci lasciti indesiderati, come battaglie leucocitiche e tempeste ormonali?

E allora va bene, e lo possiamo inserire tra i nostri cibi eletti.

Lo possiamo chiamare con nomignoli positivi e come cibo salvatore ed innocuo, in quanto ci ha dato un bacio in bocca senza rifilarci un cazzotto traditore sotto la cintura.

 

C’è anche il cibo ladro e farabutto, da evitare come la peste, se puntiamo davvero alla salute

 

Se invece ci ha dato calorie e magari qualche illusoria soddisfazione, qualche compensazione a fame arretrata, e qualche emozione gustativa a ritmo di sale, zucchero, spezie, cadaverina camuffata con rossetti, rimmel e pacifici profumi di lavanda, mettendo nel contempo i bastoni tra le ruote al sistema immunitario e al sistema nervoso, allora lo possiamo tranquillamente chiamare col suo vero nome di cibo ladro e farabutto.

 

La gente, al 98%, sta in questo momento alimentandosi col cibo ladro e farabutto

 

La gente, nel momento in cui parlo e scrivo queste righe, si sta nutrendo nel 98% dei casi con cibo ladro e farabutto, e lo fa col sorriso ebete sulle labbra, non rendendosi conto di introdurre un cavallo di Troia nel proprio intestino.

Sta  mettendo dentro di sé il seme dell’acidificazione, della costipazione e della stitichezza, il seme del diabete, del dramma ghiandolare, della sclerosi e del cancro.

La cura è semplicissima ed elencabile, banale, noiosa e ripetitiva nella sua formulazione

 

E poi, come la Federica, veniamo in cerca di aiuto.

La cura è semplicissima, addirittura banale, sicuramente noiosa e ripetitiva nella sua formulazione.

Nutrirsi di frutta e verdura crude.

Aria pura di giorno e di notte (finestre aperte la notte).

Vita libera e rilassata, buttando traumi e tensioni nel cassonetto dei rifiuti.

Esercizio fisico e vita al sole, in rapporto alle proprie possibilità.

Massimizzare apporto di aria e di azoto atmosferico rieducando l’apparto respiratorio.

Interessarsi di altri esseri più sfortunati di noi, in particolare delle vittime innocenti del gradassismo e della crudeltà mentale umana.

Compresse di acqua fredda sul dorso (utilizzando accappatoio e panni bagnati), sfregamenti umidi all’epidermide, bagni ritmati alle parti intime del corpo, cataplasmi di fango freddo sul ventre e sui reni, adatti a promuovere un maggiore riequilibrio termico.

 

Resta il problema della scelta di campo, rispettando i medici bravi e dalla mentalità aperta che pure esistono

 

Ma rimane il problema della scelta di campo. Non tutta la medicina è marcia.

Esistono anche medici olistici e responsabili, che non esitano ad andare contro corrente.

Medici che sollecitano aiuto e collaborazione all’igienismo, senza chiedere a Shelton, a Scaffidi, a Franco Libero Manco o a me medesimo, una laurea in igienismo che nessuna università è in grado di dare, in questo mondo dominato dall’anti-igienismo e dal patologismo sistematico.

 

Digiuno e frutta non si sposano affatto col farmaco o con le droghe, e nemmeno con l’integratore

 

Come può un igienista naturale insegnare alla Federica l’importanza del digiuno ad acqua distillata, o anche la fondamentale necessità di quintuplicare l’apporto di frutta? Come può mai farlo, in compresenza di farmaci incompatibili che avrebbero triplo effetto sul sangue più pulito e scorrevole provocato da una dieta virtuosa? Staccarsi da un farmaco non è facile né privo di fastidi, e persino di qualche insidia in fase iniziale. Eppure occorre farlo, se vogliamo davvero passare il Rubicone.

Il farmaco si sposa bene con la carne e col sangue denso, bidodicizzato farmacizzato e cadaverinizzato, col sangue vitaminizzato e integrizzato, ma non certo col sangue fluido e rosso vivo di chi abbraccia il veganismo crudista.

 

Come si fa a invocare più salute? A sfoltire la medicina? A bloccare la civiltà dei trapianti?

 

Hanno tutte le ragioni i signori medici per combattere col coltello tra i denti ogni forma di digiuno e ogni forma di veganismo crudista.

Sono scelte pazzesche e fondamentalistiche, sono rischiose e pericolose, sono eresie del pensiero e del comportamento. Come si fa a invocare più salute, quando è la malattia ampliata, prolungata e istituzionalizzata, la base del business, del progresso e della civiltà umana?

Come si fa a dare un calcio ai farmaci? Come si fa a dare un calcio al bisturi, alle cellule staminali e ai cari trapianti?

Come si fa a sfoltire una valanga umana di medici e a ripopolare i campi con tanti bei contadini rubicondi, dotati di forca e badile, di patate da semina in una tasca, e di laurea in medicina nell’altra?

 

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo