UNA TELEVISIONE A DIR POCO ABOMINEVOLE

LETTERA

 

Una casa igienistica in espansione

Ciao Carissimo Valdo, innanzitutto ti ringrazio per le tue sempre illuminanti ed interessanti tesine.

Ogni pezzo è un prezioso mattoncino che va a rendere sempre più grande e solida la casa dell’igienismo naturale.

Ma, a giudicare dalla mole di lettere che ricevi, e quindi di persone che seguono con entusiasmo e fiducia i tuoi consigli, direi che ormai la casa è diventata una città.

E speriamo che possa estendersi ancora di più.

Le abominevoli rubriche culinarie

La Prova del Cuoco, Cotto e Mangiato, Chef per un giorno, Gusto, Hell’s Kitchen, Fornelli in Piazza, e altre ancora. Ce n’è una, Cuochi e Fiamme, dove si arriva a dettagli raccapriccianti. C’è persino uno studio stile camera macellatoria, con finti quarti di bovino appesi al soffitto. Veramente abominevole.

La buona tavola televisiva

La realtà che ci circonda è dunque triste e rivoltante. Mi riferisco in particolare a quello che vediamo tutti i giorni attraverso il mezzo televisivo.

Ormai si sprecano le trasmissioni dedicate alla “buona tavola”. Rubriche che si rivelano come affronto insopportabile alla salute umana, oltre che spregevole offesa a tante povere creature.

L’uso sistematico di condimenti di origine animale

Ma se entriamo nel merito delle ricette che questi sedicenti maestri ci propinano, troviamo in primo luogo un uso spropositato di condimenti di origine animale quali burro, strutto, panna, besciamella, formaggi, uova.

E questa è la prima cosa che salta all’occhio, anche tralasciando per un attimo tutte le considerazioni di carattere etico.

Lo scoppio del fegato, della milza e della cistifellea

Se davvero la gente abboccasse a tali schemi, e si mettesse davvero a mangiare in quel modo, le scoppierebbe il fegato al massimo dopo una settimana, incluso milza e cistifellea.

E poi l’onnipresente pezzo di cadavere di turno, vitello o agnello, maiale o pollo, gamberone o polipone, come se la cultura alimentare dovesse essere fatta solo di macello.

Come se fuori dalla logica macellatoria non esistesse alcuna risorsa alimentare.

Veganismo, igienismo e crudismo tutti all’indice

Per non parlare dell’apoteosi che si verifica quando certi esperti nutrizionisti, in camice possibilmente medico, investiti dalla Provvidenza Divina, appaiono sullo schermo con delle immaginarie tavole della legge, indicando a tutti quali siano i comandamenti per vivere una vita sana e morale, e ricordando la diabolicità di parole come vegetarianismo e igienismo.

Parole da evitare come la peste, come la pornografia, come la pedofilia, che a confronto appaiono come dei peccati veniali. E’ un mondo così, Valdo, ma vale la pena sperare che, poco a poco, possa rinsavire nonostante tutto. Saluti.

Francesco

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RISPOSTA

 

Una degenerata stirpe umanoide

 

Ciao Francesco, questi farabutti del video si stanno scavando la propria fossa.

Si ripropongono tutti i giorni proprio mentre si va a tavola. Lo schifo e il voltastomaco delle budella di poveri animali, riempite di carne macinata e pressata, farebbe impressione persino alle iene e agli sciacalli, categorie sicuramente meno scurrili e meno sinistre di questa degenerata stirpe umanoide, che ha perso per strada ogni sembianza ed ogni caratteristica originaria.

Un fenomeno chiamato cadaverizzazione

Evidentemente, più cadaveri uno mangia e più si corrompe l’anima, cadaverizzandosi nei pensieri, nei gusti e nei sentimenti.

Puoi forse pensare che l’americano medio, quello che nell’arco della propria vita mangia l’equivalente di 21000 animali, possa rientrare ancora nella categoria umana delle persone civili, pensanti e senzienti?

Pensi forse che l’italiano medio, quello che ne divora 10000 soltanto, ovvero 1000 volte di più del peggior cannibale della Nuova Guinea, possa avere a che fare in qualche modo con gente del calibro di Leonardo da Vinci, colui che disse “Giorno verrà dove l’uccisione di ogni signolo animale sarà considerata come orrendo delitto”?

Tutto dev’essere contaminato

C’è un palese tentativo di trasformare la materia macellata, il sangue, la trippa, il fegato, i nervetti, le frattaglie, le cervella, i testicoli, e persino gli occhi dei manzi e dei maiali, in materiale normale e pacifico, tranquillo e privo di aspetti sconvolgenti.

C’è il tentativo di proporre e promuovere quanto sopra al rango di delizie alimentari.

Non c’è padella, pentola, piatto, forchetta, frigo, tavola e dispensa della casa, che debbano essere risparmiate da questa contaminazione orrenda, aberrante e cimiteriale.

Un panino vegano? Ma non facciamoci ridere!

Del maiale si mangia tutto, dal musetto alla coda e all’ano, non escludendo le emorroidi ben grigliate.

Buone anche le cisti e i tumori di maiale, conditi con generosi mazzetti di salvia e rosmarino.

Un panino con radicchio, pinoli e olive? Siamo forse impazziti?

Vuoi mettere una bella piadina riscaldata, intrisa di sangue e liquido biologico, con sana puzza di cadavere? Una piadina che, giunta all’altezza del colon, svilupperà un accattivante miasma stile topo morto, capace di risalire poi fino al cervello?

L’obiettivo dichiarato? Far ammalare la gente.

Siamo davvero arrivati al massimo della farneticazione carnivoristica, al massimo della faccia tosta, al massimo della diseducazione, al massimo dell’insulto non solo alla salute, ma all’arte, al buon gusto, all’etica, all’estetica, alla natura e persino alla buona religione.

Roba che, a mettersi davanti al video, c’è di che offendersi anche per chi non è vegetariano.

Non sfugge a nessuno un fatto appariscente. E cioè che il fegato sano porta sfiga, non fa guadagnare n soldo a nessuno. Occorre rovinare il fegato alla gente, altrimenti il PIL non migliora.

Una televisione colonizzata dai mattatoi e collusa col regime farmaco-sanitario, è quanto di peggio possa esistere.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo