VINCERE L’AMBROSIA E LE ALTRE ALLERGIE

LETTERA

 

Un lettore regolare delle tesine, rispettoso della natura e dell’ambiente

 

Ciao Valdo, da anni leggo con gioia le tue tesine, e lo faccio tutti i giorni.

E’ un appuntamento che mi riserva sempre piacevoli sorprese ed insegnamenti da condividere con i familiari.

Ho 34 anni e sono sempre stato attento a rispettare la natura, consapevole dell’importanza particolare che riveste l’alimentazione.

Ho anche badato a gestire la vita in modo armonico e naturale, sotto ogni suo aspetto.

Passati gli anni un po’ balordi, tra i 18 e i 25, mi sono lasciato sempre più guidare dalla mia coscienza nel fare le varie scelte che di volta in volta si presentavano.

La fortuna di avere una moglie bravissima

Dal punto di vista alimentare mi sono avvicinato ai tuoi insegnamenti da un paio d’anni.

In pratica da quando convivo e mi sono sposato, abbandonando le abitudini della mia famiglia di origine, fatte di carne, di cotture prolungate, di combinazioni sbagliate.

Ora ho la fortuna di avere una bravissima moglie che mi sa accompagnare positivamente in questo cammino, rinunciando persino agli insegnamenti radicati della sua cucina romagnola.

Una allergia ormai decennale all’ambrosia

La domanda che ho da porti riguarda la mia allergia all’ambrosia.

Trattasi di un’allergia che mi porto dietro dal’99 e che mi costringe, dalla metà di Agosto alla metà di Settembre, a fare un aerosol al giorno di Budesonide.

Riesco a resistere senza antistaminico, ma poi starnutisco in continuazione ogni 5 secondi, e faccio molta fatica a respirare.

Non penso alla dispettosità di una pianta, o a uno sgambetto della natura

Avendo molta fiducia in te, nella scuola igienista e nella natura, per cui non credo affatto in un complotto divino che mi abbia inventato di proposito un’erba contraria e dispettosa, ti chiedo come affrontare la prossima stagione allergica, buttando nel cestino l’unico farmaco che ancora prendo.

So che sei preso, ed è per questo che ti scrivo con largo anticipo sulla prossima stagione.

Grazie di tutto quello che mi hai insegnato.

Sia io che mia moglie ci impegnamo per conoscerti di persona in un prossimo incontro all’ABIN.

Claudio

RISPOSTA

 

Intolleranze giuste e intolleranze sbagliate

 

Ciao Claudio, l’igienismo accetta che esistano le giuste intolleranze, ossia quelle giustificate dalla conformazione biologica umana.

L’intolleranza al lattosio, e in particolare al latte di un’altra specie, è una di queste.

L’intolleranza al latte e ai formaggi di qualsiasi specie, fuori dal periodo di svezzamento, sta anche in questo elenco.

L’intolleranza digestiva ed immunitaria a carne, pesce, uova e prodotti animali, che si rivela nei lunghi tempi digestivi e nelle evidenti crisi di leucocitosi (vedi esperimenti di Kouchakoff), rientra pure nella lunga lista dei cbi proibiti o dei non-cibi.

Le intolleranze impossibili all’aria e all’acqua

Se uno invece parla di intolleranza alla frutta, alla ciliegia, alla fragola, alla nocciola, siamo di fronte a un’intolleranza insensata e assurda, o comunque non vera ma apparente.

Sarebbe come sostenere l’esistenza di una intolleranza all’aria fresca e all’acqua leggera di fonte montana.

A Fred Buscaglione tutto era concesso

Se c’è qualcosa che mi fa tanto male è l’acqua minerale. Meravigliosa sarà ma, per piacere, io non la posso bere!  Così si esprimeva l’amato e rimpianto Fred Buscaglione, nella sua magnifica Whisky Facile, degli anni ’60.

A un artista di quella portata tutto era concesso. Ma in realtà non può esistere una cosa del genere.

E’ il whisky che crea intolleranza e non l’acqua, visto che siamo fatti di 40 litri di acqua arricchita, e non certo di un barilotto di whisky o di una damigiana di Merlot, come qualcuno vorrebbe che fosse.

Intolleranze ai veleni e ai detersivi, e la MCS o sensibilità chimica multipla

Altre intolleranze comprensibili possono essere quelle dei materassai e dei cardatori dei tempi passati, che dovevano abbandonare il loro mestiere per intolleranza ai peli di lana.

O quelle dei frutticoltori, che devono rinunciare alla spruzzatura di anticrittogamici, di pesticidi e di fertilizzanti, pena gravi manifestazioni epidermiche, tipo eczemi e psoriasi.

Anche le malattie più serie e più gravi, come la MCS, o sensibilità chimica multipla, l’intolleranza al nickel e ai vari prodotti odorosi, tipo detersivi e deodoranti, sono da inquadrare nello schema appena tracciato.

L’allergia secondo i medici

L’allergia, nella visuale medica, viene definita come uno stato di ipersensibilità che un particolare individuo, e solo lui, ha nei riguardi di una determinata sostanza proteica chiamata allergene.

Questa sostanza  produce nei soggetti a rischio una particolare reazione biochimica definita allergia.

Nelle persone normali, dove il sistema immunitario funziona a dovere, gli anticorpi presenti nel sangue provvedono a distruggere prontamente queste sostanze incompatibili o irritanti chiamate antigeni.

Negli allergici, invece, il fenomeno in questione causa qualche distruzione cellulare con rilascio di sostanze come l’istamina, la serotonina e il chinino, che causano reazioni allergiche più o meno intense, che nei casi più gravi possono sfociare nello choc anafilattico.

La visuale igienistica individua nello stato di saturazione generale, il vero responsabile

L’allergia, nella visuale igienistica, deriva da una situazione precedente di generale intolleranza ai veleni, e quindi a una specie di erosione dei margini di ulteriore avvelenabilità.

In altre parole, quando una persona è vicina al punto di saturazione, o lo ha magari già varcato, il corpo non ne può più e si irrita per qualsiasi prodotto, anche per la più banale delle erbe.

Trattasi in altre parole di una debolezza organica da non accettare come dato scontato, eterno ed incontrovertibile, o come una maledizione genetica, familiare o costituzionale.

Lo stato allergico non è assoluto ma relativo, commisurato al grado di tossicità del nostro sangue

Il fatto che le allergie comincino da un certo anno, e non siano innate o connaturate dalla nascita, dovrebbe far riflettere. Il fatto che le reazioni allergiche si indeboliscano e rientrino nei ranghi in molti casi, dovrebbe pure illuminare i teorici dell’allergia organica o costitutiva.

L’essere allergico non va dunque guardato come un dogma eterno ed inamovibile, come un dato fisso e scontato, tipico atteggiamento di pazienti e medici.

Il crudismo rafforza le nostre difese immunitarie e ci rende meno suscettibili ai veleni

Il diventare igienisti e crudisti migliora e rafforza la gente, ripristina cioè le difese immunitarie, apportando maggiori margini di tolleranza ai veleni.

Serve però che uno prenda nota di tutto questo e si liberi dalla schiavitù psicologica verso il farmaco o lo spray che sta prendendo. E’ sensato pensare che un graduale e progressivo adattamento al particolare veleno che ci sta condizionando, sia in grado di farci superare il problema, sempre a condizione di aver migliorato la nostra scorza immunitaria.

Prendiamo il toro per le corna

Detto in soldoni, non esiterei a prendere il toro per le corna.

Allergia alle ciliegie? Piantiamoci tre alberi in giardino, e familiarizziamo con foglie, fiori e frutti, come fanno le api.

Nel caso tuo, procurati una pianta di ambrosia, o magari di ruta che è sempre della stessa specie, e piantala in un vasetto che metterai sul tavolo di casa, facendola diventare membro della famiglia.

Mangiane persino qualche fogliolina, per rendere più intima l’amicizia.

Poi alla fioritura si vedrà cosa succede.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo