LA CONNESSIONE TRA CERVELLO E INTESTINO

Le malattie infiammatorie intestinali (IBD) sono in costante aumento nei paesi industrializzati.
Il morbo di Crohn e la Colite Ulcerosa sono le due forme principali di queste infiammazioni.
Sono due forme morbose spesso associate ad un sistema immunitario iperattivo e possono avere una componente genetica.
Le terapie spesso pronosticano un immunosoppressore. Per ragioni finora oscure, queste due patologie possono passare da uno stato clinico di controllo ad una riacutizzazione con presenza di dolori invalidanti, emorragie, dimagrimento che spesso necessitano di ricoveri ospedalieri con a volte interventi chirurgici.
ORA risultano evidenti due percorsi molecolari dal cervello all’intestino, che producono infiammazioni.
Ricercatori statunitensi hanno scoperto che lo stress psicologico (morte di un congiunto, situazioni di disagio) di rapporti intersociali può innescare nel cervello il rilascio di sostanze che causano i sintomi delle IBD.
Ma mi sia consentito di dire che tutto questo lo aveva già affermato Ippocrate. E tutta la storia umana, la letteratura, la musica ci è maestra in questo. Non ultimo la psicologia che concorde con la Scuola Ippocratica, ci dice che la psicoterapia, la gestione dello stress, hanno un ruolo importante, finora sottovalutato, nel prevenire e trattare le crisi.
Quello che di merito danno questi ricercatori è l’aver sintetizzato ciò che le neuroscienze, la fisica, la biochimica hanno prodotto da Galileo in poi, e lo hanno clinicamente evidenziato. Donandoci ed unificando con nome e cognomi le sostanze che le sostanze sono causa di questi meccanismi patogenetici.
Ma torniamo a bomba.
Nelle malattie infiammatorie intestinali, la continua tensione mentale, può generare due tipi di risposte fisiche dolorose.
(Lo stress psicologico può causare una risposta infiammatoria ed altre il movimento del cibo nell’intestino.)
In risposta ad una cronica tensione, il cervello secerne un ormone dello stress chiamato CRH
CRH fa si che l’ipofisi stimoli le ghiandole surrenali a secernere un’altra classe di ormoni, i GLUCOCORTICOIDI , & i glucocorticoidi prodotti dalle ghiandole surrenali raggiungono l’intestino.
IPOFISI

Abbiamo due vie: una via genera una risposta infiammatoria, un’altra via provoca un movimento alterato del cibo (dismobilità).

Analizziamo questi percorsi.

I glucocorticoidi prodotti dalle ghiandole surrenali raggiungono l’intestino.
In risposta ai segnali di stress le cellule enteriche si trasformano in cellule eGAPs.
Le cellule eGAPS inviano segnali (CSF-1) per reclutare cellule immunitarie (monociti) nell’intestino.

Monociti rilasciano segnali (TNF) che possono causare danni alle cellule intestinali, infiammazione e dolore.

I glucocorticoidi prodotti dalle ghiandole surrenali raggiungono l’intestino.

In risposta ai segnali di stress i neuroni enterici secernono TGFβ2 che riduce l’attività neuronale.

Inibizione di crescita

La popolazione di neuroni maturi sani diminuisce e il numero di neuroni immaturi aumenta.

Il minor numero di neuroni sani fa calare i livelli di acetilcolina (Ach). Ciò allerta le vie di segnale che controllano il movimento del cibo nell’intestino, causando una dismobilità.

Una normale Giunzione neuromuscolare.

Giunzione neuromuscolare con miastenia grave.

Movimento alterato del cibo (dismobilità)

I grassi saturi sono considerati maggiormente dannosi per l’organismo di quelli insaturi, perché sono più difficili da metabolizzare e quindi tendono ad accumularsi nel sangue provocando un aumento del colesterolo.

Grassi saturi da evitare: lardo, panna, burro, strutto, i salumi ad elevato contenuto di grassi e il consumo frequente di formaggi così come i grassi o cibi contenuti “grassi vegetali idrogenati” (margarina)

Insaturi si trovati nei prodotti di origine vegetale: olive, olio d’oliva e frutta secca, ma anche nel pesce azzurro, salmone, sgombro, che non sono dannosi per l’organismo fin tanto sono essenziali.

Il fegato, più degli altri organi, risente di una alimentazione squilibrata, di un eccessiva assunzione di farmaci, dell’inquinamento e delle sollecitazioni della vita quotidiana.

Perché non si ammali è fondamentale una alimentazione corretta e una regolare attività fisica.

Regole di base: ridurre i grassi e gli zuccheri. I grassi saturi (quelli della carne), salumi e formaggi grassi. Raggiungere e mantenere il peso forma. Chi è in sovrappeso, spesso ha il fegato “grasso” (steatosi epatica).

Importante sono i cibi proteici, è grazie agli aminoacidi delle proteine che il fegato sintetizza il glutatione, un potente antiossidante che contribuisce a mantenere “pulito” l’organismo, cellule epatiche comprese.

Carni da privilegiare: Carni bianche, pesce bianco (merluzzo, nasello, sogliola, branzino) ma anche quello grasso come salmone e pesce azzurro (ricchi di Omega 3)

Il Fegato (la più grande ghiandola dell’organismo) ha numerose e fondamentali funzioni:

  • sintetizzare grassi
  • metabolizzare carboidrati
  • disintossicare da scorie e tossine nocive

(tossine derivanti dall’assunzione di cibo, dei farmaci e tutte quelle sostanze assimilate dall’organismo)

Un’altra funzione importantissima, è la produzione di colesterolo, fondamentale per mantenere l’integrità delle cellule che formano il nostro organismo, e per la sintesi delle bile

Ricapitolando.

Questa ghiandola, situata nella parte superiore destra dell’addome, divisa in due parti chiamate lobi; il lobo di destra (più grande) e quello di sinistra, ha queste principali funzioni:

  • elabora gli alimenti affinché possano essere utilizzati dal corpo;
  • immagazzina glucosio (zucchero, che poi trasforma in glicogeno)
  • una piccola parte di grassi,
  • alcune vitamine A, D, E, K, B12 e il Ferro.

A digiuno, dalle proteine e dai grassi, può sintetizzare il glucosio; può produrre anche numerose proteine e il colesterolo.

INOLTRE consente di eliminare le sostanze tossiche assimilate attraverso i cibi, cibi e farmaci e quelle elaborate dall’organismo.

Il fegato non avendo fibre nervose, non dà dolore quando è sovraccarico.

I SINTOMI DA SOVRACCARICO:

  • Colica biliare (parte nella cistifellea che possiede fibre nervose)
  • Cattiva digestione
  • Irritabilità, affaticamento, debolezza e problemi cutanei; soprattutto prurito al quale non si riesce a dare sollievo.

E’ in grado di rigenerarsi. Per mantenere il potere rigenerante per tutta la vita delle cellule epatiche (epatociti), soggette ad un lavoro incessante, cui sono sottoposte, la migliore forma di prevenzione e cura è una dieta corretta e una breve depurazione di 2-3 giorni al cambio di stagione.

Prof. Teodosio De Bonis

Prof. Giampaolo Pisano

Prof. Vincenzo Zaccagnino